La dimostrazione per il clima a Washington ha portato in piazza 40.000 persone, secondo la valutazione degli organizzatori.
Di Lucia Graves
19 febbraio 2013
Innalzando cartelli con scritto: “Avanti con il clima”, e “No all’oleodotto keystone XL,” un massiccio gruppo di dimostranti si è radunato domenica sul National Mall (un ampio viale) per sollecitare il presidente Obama ad agire rispetto alla politica per il clima.
Gli organizzatori dell’importante dimostrazione, compreso il Sierra Club (la più antica e grande organizzazione ambientalista degli StatiUniti, n.d.t., da wikipedia, Sierra Club) e il gruppo ambientalista denominato 350.org, hanno calcolato che c’erano 40.000 dimostranti provenienti da 30 stati in quella che i gruppi pubblicizzano come la più grande manifestazione della storia concernente il clima.
“Questo movimento si è costruito da molto tempo,” ha detto Bill McKibben, fondatore din350.org agli attivisti radunati presso il Monumento a George Washington. “Una delle cose che ha costruito è il desiderio di ognuno di dare al presidente l’appoggio che gli è necessario per bloccare questo oleodotto Keystone.”
I partecipanti hanno sfidato la temperatura di zero gradi per ascoltare gli oratori, compresi McKibben e il senatore Sheldon Whitehouse (Democratico, Rhode Island), co-presidente del gruppo di recente formazione impegnato nello studio del cambiamento del clima – per discutere come andare avanti sui problemi del clima, prima di marciare lungo la 17a strada per dimostrare davanti alla Casa Bianca.
“Il Congresso sta facendo il sonnambulo in questa crisi,” ha detto la il senatore Whitehouse ha detto alla folla infreddolita ma vivace. “C’è un uomo laggiù alla Casa Bianca che ha parlato sul cambiamento del clima. Aiuteremo Barack Obama a vincere la sua battaglia e a farlo bene. Avremo l’aiuto del presidente e lui avrà il nostro aiuto e guarderemo giù verso le strade della storia e diremo: “Sì lo abbiamo fatto!”
Di particolare interesse per i partecipanti alla manifestazione era una delle prime decisioni collegate
al clima che il presidente affronterà nel suo secondo mandato: approvare o no la costruzione dell’oleodotto Keystone XL che sfrutterà le sabbie bituminose del Canada.
L’anno scorso i gruppi ambientalisti hanno organizzato due dimostrazioni, a Washington per protestare contro l’oleodotto, che porterà combustibile fossile dallo stato dell’Alberta, in Canada, alle raffinerie di petrolio situate lungo la costa del Golfo del Messico. Queste azioni di alto profilo, dove centinaia di attivisti sono stati arrestati, probabilmente hanno calcolato la mossa fatta dall’amministrazione di rimandare la decisione controversa riguardo all’oleodotto Keystone a dopo le elezioni. la compagnia che ha programmato il progetto, la TransCanada, che ha la sede a Calgary, ha diviso il progetto in due parti. Una linea di 485 miglia che va da Cushing, Oklahoma, alla Costa del Golfo, ha ottenuto l’approvazione l’anno scorso. La decisione di Obama ancora in sospeso, riguarderà il tratto settentrionale di 1.179 miglia che costerà 5,3 miliardi di dollari e che andrà dall’Alberta a Steele City, in Nebraska.
Tra i dimostranti c’erano bambini, cittadini anziani in sedia a rotelle, e un uomo interamente vestito con sacchi della spazzatura che si definiva “il nemico”. Tra di loro c’era Julia Trigg Crawford, proprietaria di terza generazione di un ranch e di un’azienda agricola di 650 acri a Direct, Texas, che sta contestando la compagnia TransCanada perché cerca di costruire l’oleodotto nella sua proprietà per mezzo dell’espropriazione per pubblica utilità. Eleanor Fairchild, di 78 anni, che possiede un ranch a Winnsboro, Texas, ha detto di aver già visto che la compagnia costruisce nella sua proprietà, distruggendo alberi e minacciando le fonti idriche.
“E’ molto difficile in Texas trovare chiunque in qualsiasi sede che sia contro l’oleodotto,” ha detto la signora Fairchild all’Huffington Post. “Sono tutti favorevoli a causa delle entrate fiscali. Se però non stiamo attenti, se l’oleodotto scoppia e contamina la nostra terra e la nostra acqua, non c’è quantità di denaro che possa rimediare il danno.”
Il presidente non ha descritto i suoi piani per l’oleodotto o per altri problemi ambientali, tranne che promettere nel suo discorso allo Stato dell’Unione, di agire a livello esecutivo se il Congresso non approverà una legge sul clima.
Questa retorica ha eccitato gli ambientalisti che hanno visto che questi argomenti sono più importanti nel programma nazionale, da quando l’uragano Sandy ha colpito la costa orientale in ottobre.
“Penso che abbiamo un presidente che, dato che ha delle figlie, forse, o perché non dovrà affrontare un’altra elezione, vuole che vengano fatte delle cose,” ha detto Robert Weismann, presidente di Public Citizen. E mentre la retorica finora è soltanto retorica, ha osservato Weismann, “E’ un cambiamento abbastanza grande rispetto a ottobre.”
Will Mason che è venuto a protestare da Atlanta, in Georgia, era meno colpito dalla retorica del presidente. “Non considero affatto le sue parole,” ha detto all’Huffington Post durante la manifestazione, Mason, che è un attivista di Occupy.
Gli ambientalisti hanno ottenuto molte vittorie tramite l’Agenzia di protezione ambientale durante il primo mandato di Obama: standard più rigidi di efficienza dei combustibili per i veicoli; emissioni standard per nuove centrali elettriche; investimenti nella tecnologia per l’energia pulita. Ora i gruppi ambientalisti vogliono che il presidente faccia ancora di più per imitare l’emissione dei gas serra e per passare all’energia rinnovabile.
“Il progetto Keystone è come la prima pagina di un libro,” ha detto Sarah Gibbons, studentessa del secondo anno in un centro di formazione professionale di McKinney, Texas. “Non si può scrivere un libro in una notte.”
Alexandra Moncrief, una ragazza di 21 anni di Austin, Texas, ha detto di aver saputo del problema proprio poco prima di saltare su un autobus per Washington, D.C. ha detto che non aveva mai visto la capitale e cercava un’esperienza emozionante. Ha detto: “Sono qui per imparare.”
“Oggi è uno dei giorni migliori della mia vita,” ha scritto su Twitter di 350.org Bill McKibben di 350.org, perché ho visto finalmente il movimento riunito, grande, diverso e meraviglioso.”
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/climate-rally-in-washington-brought-out-40-000-people-organizers-estimate-by-lucia-graves
Originale: Huffington Post
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY – NC-SA 3.0

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L’emergenza ambientale non è un argomento tra tanti del programma politico delle forze progressiste ma il fulcro su cui si incentrano tutte le battaglie politiche e sociali radicali. Manifestare per il clima significa farlo per il pianeta e per le risorse, per le sicurezza e il lavoro, per fermare la logica del profitto e incrementare il valore del connubio tra lavoro manuale e intellettuale.