di Dean Baker – 5 febbraio 2013
Ogni gennaio al pubblico sono offerte le frottole del World Economic Forum, un’assemblea dei pochi ricchi ed eletti del mondo che sono invitati qui per istruzione e/o intrattenimento. La maggior parte di noi non avrà mai l’onore di essere presente all’interno e perciò dobbiamo affidarci ai resoconti mediatici per farcene un’idea. Emerge che questi resoconti possono essere più informativi di quanto fosse nelle intenzioni.
La Reuters riferisce di una relazione del Segretario al Tesoro di Clinton ed ex Consigliere Economico Nazionale di Obama, Larry Summers. Secondo il resoconto della Reuters, Summers ha detto:
“Nel 1993 ecco qual era la situazione: il costo del capitale era davvero alto, il deficit commerciale era davvero grosso e se si guardava un grafico dei salari medi e della produttività media dei lavoratori statunitensi, i due grafici si sarebbero sovrapposti. Perciò abbassare il deficit, ridurre il costo del capitale, aumentare gli investimenti, stimolare la crescita della produttività fu la strategia giusta e naturale per stimolare la crescita. Fu ciò che Bob Rubin consigliò a Bill Clinton e fu il consiglio che Bill Clinton seguì, ed ebbero ragione.”
Questo passaggio colpisce tanto perché è del tutto sbagliato, e di grosso. I salari e la produttività avevano cominciato a divergere nettamente agli inizi degli anni ’80. Nel 1993 c’era già un vivace dibattito tra gli economisti a proposito delle cause. L’esistenza di un ampio divario tra produttività e salario di un lavoratore tipico non era in discussione.
Il deficit commerciale nel 1993 era inferiore all’1% del PIL. Era sceso da un picco di oltre il 3% del PIL nel 1987. Chiaramente non c’era alcuna crisi del deficit commerciale all’epoca, che dovesse essere affrontata. Al contrario, la politica di Clinton si mosse nella direzione sbagliata al riguardo. Il deficit commerciale si era esteso a più del 4% del PIL quando il presidente Clinton lasciò la carica nel 2000.
Né il costo del capitale era particolarmente elevato. Nel gennaio del 1993 il tasso d’interesse sui titoli di stato a dieci anni era del 6,6 per cento; con un tasso d’inflazione del 3 -3,5% ciò implicava un tasso d’interesse reale del 3,1 – 3,6%. Anche se tale cifra è forse un po’ più elevata di quanto sarebbe desiderabile, non è molto diversa dai tassi d’interesse reali in tutti gli anni di Clinton.
In breve, ogni parte di quanto ha detto Summers non è stata vera, e certamente lui sapeva che quel che diceva non era vero. Summers è un economista molto esperto che è stato al centro dei maggiori dibattiti economici per più degli ultimi due decenni. E’ inconcepibile che non conosca tali fatti fondamentali dell’economia statunitense.
Questo solleva la domanda del perché egli si sia deliberatamente inventato una storia che è a 180 gradi in conflitto con la realtà. Ovviamente egli ha raccontato al suo uditorio ciò che ha ritenuto esso volesse sentire.
Ciò pone i dibattiti di Davos in una luce interessante. Abbiamo qui uno dei più illustri economisti del mondo che s’inventa una storia di fantasia da raccontare ai ricchi e potenti. Gli altri economisti presenti devono aver semplicemente acconsentito implicitamente a ignorare l’assurdità, poiché si tratta di fatti ben noti a chiunque segua dibattiti politici. I giornalisti presenti hanno agito da stenografi, copiando diligentemente le affermazioni di Summers come se le ritenessero perle di saggezza.
Summers presumibilmente non è l’unico “esperto” che confeziona un messaggio per far piacere agli sponsor. Quando si tratta di istruzione pubblica, ci sono sicuramente molti tizi in stile Michelle Rhee che promuovono le virtù delle scuole parificate e della privatizzazione, nonostante due decenni di fallimenti. E probabilmente c’è una serie infinita di massimi esperti che promuove gli sforzi di Bill Gates perché si utilizzi la ricerca di medicinali finanziata dai brevetti per migliorare la salute dei poveri del mondo, nonostante il vasto corpo di prove che la ricerca finanziata dall’industria è un pozzo nero di corruzione.
Se possiamo considerare le frottole di Summers come rappresentative del dibattito a Davos, abbiamo accademici d’élite che inventano storie che ritengono facciano piacere agli interessi delle élite del mondo degli affari. Tali élite possono poi andarsene pensando che stanno operando bene nel mondo, indipendentemente da quanto distruttive possano essere in realtà le politiche che perseguono.
Questo risultato può non essere interamente negativo. Se si ha poca speranza che la maggior parte dei tizi dell’élite di Davos si preoccupi mai di altro che di conservare e accrescere la propria ricchezza e potere, allora ha probabilmente poca importanza il fatto che specialisti della politica come Summers stiano propinando loro assurdità. In realtà, far correre questa gente lungo un percorso sbagliato può essere positivo, in concreto, per quelli che vorrebbero assistere a un grande cambiamento. Naturalmente chiunque speri che persone come Bill Gates possa davvero fare qualcosa per far progredire l’umanità, può essere deluso dallo scoprire che egli sta a sentire persone che sputano assurdità.
Quali che siano i motivi dei ricchi di Davos, la tirata di Summers e il fatto che essa non abbia suscitato proteste per la sua radicale deviazione dalla realtà sono informativi. Per quanto riguarda la loro comprensione del mondo, i ricchi del pianeta si muovono alla cieca.
Dean Baker è un macroeconomista statunitense e fondatore del Centre for Economic and Policy Research.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/larry-summers-and-the-davos-scam-by-dean-baker
Originale: Aljazeera
traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0
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Quando ci si riunisce in luoghi come Davos non lo si fa per mettere su analisi costruttive ma per vendere una pseudoanalisi da diffondere per via mediatica. La conoscenza dell’argomento da parte dei relatori palesa la loro cattiva fede e la loro certezza si fonda solo sulla nostra passività. Creare forum competenti in ogni settore è l’unico modo efficace di contrasto.