Bolivia: le promesse e le sfide del governo socialista

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Di W.T.Whitney Jr. – 16 gennaio 2013

Il governo boliviano ha iniziato il 2013 su una nota ottimistica. I progetti di orientamento socialista mirati a puntellare l’indipendenza nazionale e a proteggere i diritti degli indigeni sono risultati apparentemente procedere secondo i piani. Ora, tuttavia, il governo deve occuparsi dei rapporti emergenti sulla corruzione nell’apparato.

Sondaggi d’opinione mostrano che il presidente Evo Morales, vincitore in misura schiacciante di due elezioni presidenziali e di un voto di revoca, gode di una percentuale di consenso del 64%. Agli inizi del 2012 la povertà era scesa dal 61% dei boliviani nel 2007, al 49%. La povertà estrema è scesa del 20% nel 2012. Il tasso di crescita economica della Bolivia del cinque per cento nel 2012 si ripeterà, affermano gli operatori. Le esportazioni crescono e le riserve internazionali della Bolivia hanno raggiunto un nuovo picco di 14 miliardi di dollari.

Il riconoscimento di tali risultati fa a gara con il plauso che Morales si è conquistato da presidente indigeno alla guida di una nazione a maggioranza indigena, per la sua difesa dell’integrità dell’ambiente, e per il suo ruolo di protagonista degli sforzi per invertire il cambiamento climatico. La presentazione di Morales, il 21 dicembre 2012, di un “Manifesto dell’Isola del Sole” è un caso emblematico.

Decine di migliaia di indigeni attendevano su quell’isola del lago boliviano Titicaca mentre un duplicato di una imbarcazione a vela tradizionale india si avvicinava trasportando il presidente Morales in paramenti indigeni. Egli ha iniziato:

“Quest’isola e dove e iniziato il tempo ed è iniziata la storia dei figli del Sole. Ma poi è caduta l’oscurità con l’arrivo degli invasori stranieri […] Noi proclamiamo la fine dell’era dell’oscurità e del “non-tempo” e l’inizio dell’età della luce. […] Ancora una volta è ora che i popoli, i movimenti sociali e tutti coloro che nel mondo sono stati emarginati, discriminati o umiliati, di unirsi, organizzarsi, mobilitarsi, acquistare consapevolezza e sollevarsi.”

Morales ha proposto “dieci modi per contrastare il capitalismo e cominciare a costruire una cultura della vita.” Tra di essi vi erano: ricostruire la democrazia, trasferire il potere ai poveri, costruire diritti sociali e umani, “decolonizzare i nostri popoli e le nostre culture” per costruire un “socialismo comunitario del benessere” e proteggere l’ambiente. Ha reclamato la sovranità sulle risorse naturali, la sovranità alimentare, ha sollecitato alleanze contro l’interventismo e lo sviluppo del sapere per tutti. Persegue una “unione globale istituzionale dei popoli” e “uno sviluppo economico olistico.”

Lo sfondo di questo evento spettacolare, programmato in coincidenza con il solstizio d’inverno, è stato, tuttavia, meno attraente. Emerge che procuratori, giudici e polizia si siano dati alla corruzione nell’intero corso della presidenza di Morales. Alti dirigenti sono in carcere e ora risultano implicati alcuni degli stessi ministri del presidente Morales.

Il governo ha annunciato il 25 dicembre che due “ministri della presidenza” a un ex “ministro del governo” sono sotto indagine. A tutto il novembre scorso, una dozzina di funzionari della magistratura e procuratori sono stati incarcerati, tra cui Fernando Rivera che era stato responsabile dell’incarcerazione per 18 mesi del cittadino statunitense Jacob Ostreicher. Questi, nativo di Brooklyn, era accusato di essersi affidato a trafficanti di droga per finanziare vaste operazioni di acquisto di proprietà fondiarie e di coltivazioni di riso. Il suo recente rilascio ha avuto luogo grazie all’intervento dell’attore Sean Penn e di un membro del Congresso statunitense.

Il sequestro e la vendita delle proprietà di Ostreicher compendiano la categoria di maggior spicco della corruzione. Esercitando nuovi poteri, i funzionari hanno confiscato merce di contrabbando, proprietà asseritamente finanziate mediante trattative di droga, beni di imprese straniere e terre passate allo stato nella riforma agraria. Camionisti, amministratori e altri dipendenti dei presi di mira sono stati coinvolti come complici. I beni confiscati sono diventati suscettibili di vendite lucrose dopo quindici giorni, periodo in cui i boss e i sottoposti non sono stati in grado di dimostrare la natura legale delle loro attività. E imprese multinazionali e persino gente ricca di destra ansiosa di compiacere un governo di sinistra confiscatore hanno acconsentito a consegnare beni selezionati.

Secondo Jorge Lora Cam, fonte di gran parte di queste informazioni, la corruzione dei funzionari e diffusa. Il “Ministro della Trasparenza” ha riferito nell’agosto del 2012 di  “8.000 processi della magistratura in corso per corruzione, anche se [sinora] con soli 100 detenuti.”  Lo stesso ministero aveva rivelato nel 2010 che “tra il 2006 e il 2010, sono state ricevute 71 denunce di corruzioni coinvolgenti 568 funzionari.” Lora Cam suggeri che i funzionari dei vecchi regimi al servizio di oligarchi locali e internazionali erano ben versati nella corruzione. Sono stati il modello, afferma, e la loro influenza permane.

Nel frattempo il governo prosegue con la sua agenda socialista. Il 29 dicembre Morales ha annunciato la nazionalizzazione di quattro imprese controllate dalla Iberdrola Corporation spagnola: due centri di distribuzione dell’elettricità, una società di servizi elettrici e una società d’investimenti. L’Impresa Nazionale dell’Elettricità boliviana amministrerà queste società, più un’altra nazionalizzata, nel maggio del 2012 [? sic]. Morales, a giustificazione della nazionalizzazione, ha citato le elevate bollette addebitate ai clienti rurali.

Ciò nonostante, in una dimostrazione di fiducia nel governo socialista della Bolivia, i banchieri internazionali hanno investito a ottobre 4,5 miliardi di dollari in titoli boliviani a bassi tassi d’interesse per il finanziamento di progetti infrastrutturali.

I mercati e gli investimenti stranieri sono stati considerazioni chiave anche mentre è in corso il nascente progetto boliviano dell’induzione di estrazione e lavorazione del litio. Il presidente Morales è stato presente il 4 gennaio al confine delle saline di Uyuni, nel sud della Bolivia, alla cerimonia d’inaugurazione di un impianto d’avanguardia di proprietà statale di produzione del litio. La Bolivia possiede vasti depositi di litio, essenziale nella fabbricazione di batterie usate nelle auto elettriche, nei telefoni cellulari e nei computer portatili.

Nell’Isola del Sole, Morales ha denunciato “questa era di violenza contro gli esseri umani e la natura”. Ha sollecitato “una nuova era … un’era in cui gli esseri umani e la Madre Terra siano una cosa sola.” Quanto al qui ed ora, Jorge Lora Cam sollecita “l’esercizio dal basso di pratiche contrassegnate dalla solidarietà, dalla partecipazione, dalla trasparenza e dal controllo sociale. E’ l’unico modo in cui la società può sradicare i gruppi e le reti mafiose. [Altrimenti] i diritti fondamentali degli indigeni e del popolo in generale saranno ignorati.”

W.T.Whitney Jr., pediatra a riposo, è un attivista della solidarietà a Cuba e membro dei Veterani per la Pace. Scrive su temi latinoamericani.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/the-promises-and-challenges-of-bolivias-socialist-government-by-w-t-whitney-jr

Originale:  Mr Zine

 

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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2 commenti su “Bolivia: le promesse e le sfide del governo socialista

  1. Attilio Cotroneo il said:

    È chiaro che ogni processo rivoluzionario non può avvenire con un cambiamento radicale delle istituzioni o con una lotta spietata alla corruzione. Questo non basterà mai senza una rivolta individuale culturale che, attraverso lo studio critico della storia, attribuisca senso di responsabilità ai cittadini e faccia sorgere una coscienza politica che è fondamento della comunità nuova. Questo bisogno individuale diventerà collettivo in una sorta di egoismo condiviso. Una rivolta del genere può cambiare il paradigma del successo spostandolo dal profitto alla cultura.

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