Cercare sicurezza in Afghanistan

Redazione 14 gennaio 2013 1
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Cercare sicurezza in Afghanistan

 

di Kathy Kelly

e Martha Hennessy

 

12 gennaio 2013

 

Questa settimana a Washington, D.C., il presidente Obama e Karzau discuteranno la proposta di un Patto Bilaterale tra l’Afghanistan e gli Stati Uniti. Presumibilmente noteranno alcuni dei principali problemi riguardanti la sicurezza che l’Afghanistan affronta.

Il popolo dell’Afghanistan ha visto soltanto cambiamenti superficiali delle loro condizioni di vita.

L’UNICEF riferisce che il 36% della gente vive in povertà e che oltre un milione di bambini soffre di grave malnutrizione.  Secondo le cifre della Banca Mondiale disponibili, circa il 73% degli afgani non ha accesso ad acqua potabile pulita e il 95% non può disporre di servizi igienici sufficienti. L’accesso limitato alle strutture sanitarie e la mancanza di conoscenza, abilità e di capacità di gestire i casi di diarrea, di solito provoca la morte di 48.545 bambini ogni anno, approssimativamente 133 bambini al giorno.

Soltanto a Kabul e nei dintorni, si stima che ci siano 35.000 profughi provenienti dal altre zone del paese,  che vivono in 50 campi. Abbiamo visto le miserabili condizioni dei campi, e ce ne siamo andate vergognandoci  dei nostri vestiti caldi e della facilità che abbiamo di avere cibo e acqua potabile.

Kabul appare sicura, ma è soltanto una fragile “bolla” dove la gente si sente relativamente lontana dai combattimenti, rispetto a zone del paese afflitte da attacchi regolari dei talebani e delle truppe  della NATO/ISAF. Un mio giovane  amico di etnia Pashtun ci ha parlato ieri con frustrazione di quale scarsa comprensione abbia la gente di Kabul nei riguardi della gente della sua provincia, Wardak, dove la popolazione vive nel costante timore degli attacchi di droni e dei raid notturni.

Viviamo qui a Kabul, ospiti dei Volontari Afgani per la pace. Una precedente delegazione proveniente dal Regno Unito, dell’associazione  Voci per la Non Violenza Creativa, aveva chiesto al nostro amico Raz Mohammad, di rispondere, in una video intervista, a varie domande sulle condizioni della sua provincia.   

Il messaggio di Raz ai governi degli Stati Uniti e del Regno Unito è che egli desidera che recuperino il loro senso di umanità. Condividiamo la frustrazione di Raz per la mancanza di attenzione rispetto a problemi cruciali di sicurezza in Afghanistan, compresa la diffusione dell’assistenza sanitaria, l’educazione, la sicurezza alimentare e un posto dove trovare rifugio.

Il Congresso degli Stati Uniti non sembra credere a soluzioni non-militari. Le potenze che occupano il paese, e i mezzi di informazione occidentali,  proiettano un’immagine che avvantaggia pochi, tranne il complesso militare-industriale di ogni nazione partecipante. Negli scorsi 10 anni di occupazione, gli Stati Uniti avrebbero potuto assumersi la responsabilità di aiutare a istituire un’economia  e delle infrastrutture sostenibili.

Ahmed Rashid, un commentatore politico [e giornalista] pachistano che aveva appoggiato l’intervento militare americano nel 2001, di recente ha pubblicato una severa critica  dell’intervento degli Stati Uniti. “Gli Stati Uniti conoscono una sola forma di intervento, ed è quello militare,” ha detto Rashid. “Tutto dipende dal tirare fuori le armi.”

Rashid suggerisce l’alternativa che avrebbe appoggiato, ricordando le raccomandazioni che lui e altri ricercatori avevano fatto all’organizzazione USAID nel 2001:

“Gli abbiamo detto che nei prossimi 10 anni gli Stai Uniti dovrebbero mettere a  disposizione dell’Afghanistan 5 miliardi di dollari all’anno – sufficienti a ridare vita all’economia, investire in infrastrutture e a ricostruire l’istruzione e la sanità. Un paese del terzo mondo come  l’Afghanistan non potrebbe davvero assorbire più di questi 5 miliardi. 5 miliardi  allora erano come noccioline. Molto denaro è entrato, ma è stato impiegato per scopi sbagliati, per esempio per pagare tangenti ai signori della guerra. Ci sono stati investimenti insufficienti nelle infrastrutture fino a molto tempo dopo, e la stessa cosa è successa per costruire un’economia e un’agricoltura che si sosteneva con le proprie forze. Abbiamo consigliato  maggiori investimenti nell’agricoltura, dato che l’Afghanistan è una terra di agricoltori. Fino al 2010 nulla è stato assegnato.

Gli Stati Uniti continuiamo tuttavia a investire in progetti militari che hanno la probabilità di esacerbare e perpetuare la guerra in Afghanistan. Considerate, pere esempio, la costruzione di un nuovo “campo” di 10 acri (circa 4 ettari), di proprietà e gestione privata, alla periferia di Kabul: “Campo Integrità”.

La costruzione ha la supervisione di una società che si chiama “Academi”, prima nota con il nome di Blackwater, una società che è diventa famigerata per aver in precedenza condannato degli impiegati che avevano rubato armi dell’esercito statunitense e avevano ucciso civili afgani. Ad Academi è stato concesso un contratto senza gara di appalto dal Pentagono, per costruire un   arsenale fortificato, un distributore di carburante, una struttura per la manutenzione  dei veicoli, strutture abitative degli ufficiali, uno spazio per gli uffici, un centro di addestramento che ospiterà 7.000 soldati scelti, comprese le Forze per le Operazioni Speciali. Programmato per essere manetenuto almeno fino al 2015, “Camp Integrity” indica che le Operazioni speciali e di antiterrorismo continueranno in Afghanistan per l’immediato futuro.

Quando ha pubblicato il suo memoriale, poco prima che il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai iniziasse una visita negli Stati Uniti, il Generale Stanley McChrystal, ex comandante delle truppe della coalizione e architetto della politica, ha detto di sentire che gli Stati Uniti hanno un “responsabilità emotiva” di continuare mantenere le truppe in Afghanistan. Ha paragonato le forze armate degli Stati Uniti a una presenza di genitori. “E’ come la situazione di  un adolescente che non vuole che i genitori gli stiano attorno, ma….che è contento di sapere che se le cose vanno male, lo aiuteranno,’” ha detto. McChrystal ha aggiunto che gli afgani “non sono bambini, ma hanno bisogno di sapere che  possono fidarsi dell’America. E’ utile giustapporre il punto di vista di McChrystal delle interazioni i tra Stati Uniti e i civili afgani, con resoconti di prima mano degli assalti notturni di cui McChrystal è stato un pioniere durante il suo mandato.

Nei Shea, un giornalista inserito nei contingenti militari, scrive riguardo ai soldati americani con i quali aveva viaggiato durante un assalto notturno. “Erano uomini che godevano a demolire le case degli afgani, uomini che sparavano ai cani sul muso,” ha detto Shea:

Hanno fatto a pezzi le finestre e gli oggetti fragili, hanno rotto i mobili, scaraventato a terra i civili.

All’inizio di quella giornata avevano fatto saltare per aria un edificio. Hanno attraversato le case afgane come un tornado e hanno lasciato tale distruzione che i loro alleati dell’Esercito Nazionale  Afgano dapprima hanno tentato di fermarli, poi di sono arrabbiati ed incupiti….

Un reduce della guerra degli Stati Uniti in Afghanistan, Graham Clumpner, prova rimorso per gli attacchi notturni a cui ha partecipato.

“Abbiamo potuto vederlo anche entravamo in una casa, anche se non c’era un terrorista  prima, che entrassimo, ce ne era uno quando ce ne andavamo,” ha osservato. “E stavamo rendendo estremista l’intera popolazione soltanto con la nostra presenza.” Clumper ora rifiuta qualunque affiliazione con la guerra.

Non possiamo fare a meno di chiederci, tuttavia, se gli ex componenti del plotone di cui parla Neil Snea potrebbero ora cercare la sicurezza di un posto di lavoro con la società Academy.

Camp Integrità è  pubblicizzato  come mezzo per opporsi al terrorismo e per  costruire la democrazia.

Non siamo sicuri di  come esprimere le responsabilità emotive dei tutto il pubblico statunitense verso l’Afghanistan. La frase: “Ci dispiace, ci dispiace così tanto” sembra un inizio plausibile. In quanto, però, a costruire la democrazia, noi crediamo che essa si basi sull’istruzione che porta ad avere cittadini consapevoli, compassionevoli, ed impegnati, in tutto  il mondo. Quando i normali mezzi di informazioni presteranno attenzione alla miseria, alla fame, alla disperazione, alla rabbia e alla  paura provata da milioni di afgani, oppure quando il popolo statunitense insisterà che deve avere resoconti ed analisi più esaurienti e maggiore trasparenza riguardo al  loro contributo fiscale, allora sentiremo che si sta ricostruendo la democrazia negli Stati Uniti.

Afgani e americani hanno bisogno si un’attuazione diversa della sicurezza che affronti le necessità fondamentali e i problemi alla radice. Dobbiamo reclamare un mondo migliore.

Kathy Kelly (Kathy@vcnv.org) e Martha Hennessy (marthahennessy@gmail.com) vivono a Kabul dal 20 dicembre 2012. Rappresentano Voices for Creative Nonviolence (Voci per una non violenza creativa) (www.vcnv.org) e sono ospiti degli Afghan Peace Volunteers (ourjourneytosmile.com),  [Volontari Afgani per la Pace].

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/ seeking-security-in-afghanistan-by-kathy-kelly

Originale: Mr Zine

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0

 

 

 

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1 Commento »

  1. Attilio Cotroneo 14 gennaio 2013 alle 12:32 - Reply

    Il processo di distruzione dell’Afganistan è stato sistematico e voluto. Gli USA non vogliono costruire infrastrutture, scuole o ospedali perché desiderano una popolazione strozzata e dipendente. In questo non c’è da sperare. È un controsenso rispetto a quanto visto e fatto fino ad ora. L’ignoranza dilagante è la manna per la violenza estremista e per la giustificazione repressiva americana. Quella in Afganistan è stata una guerra di conquista e ora é un’occupazione illegittima.

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