Egitto: la Federazione dei Sindacati Indipendenti respinge lo strapotere del Presidente

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"La Federazione Egiziana dei Sindacati Indipendenti appoggia le rivendicazioni della rivoluzione popolare e indice uno sciopero generale dei lavoratori egiziani" - Piazza Tahrir - Foto di Hossam el-Hamalawy

 

della Federazione Egiziana dei Sindacati Indipendenti – 1 dicembre 2012

La Federazione Egiziana dei Sindacati Indipendenti (EFITU) ha diffuso domenica una dichiarazione respingendo la Dichiarazione della Costituzione annunciata dal Presidente Mohamed Morsi e sollecitando la mobilitazione dei lavoratori contro il decreto. Dimostrazioni di massa sono state indette da gruppi di opposizione per protesta contro l’annuncio di Morsi.

Cari fratelli lavoratori e sorelle lavoratrici

Quando abbiamo saputo della dichiarazione della Costituzione diffusa dal Presidente Mohamed Morsi il 21 novembre, abbiamo cominciato a chiedere ai nostri colleghi:

“Cos’ha a che vedere con noi questa dichiarazione?” “Sarà utile per noi o contraria ai nostri interessi?”

Consideriamo insieme ciò che c’è nella dichiarazione e cosa ha detto il Presidente nel suo discorso di fronte al Palazzo Ittihadiyya davanti ai suoi sostenitori.

  1. 1.      Onorare i martiri e i feriti, corrispondere pensioni alle famiglie dei martiri e a quelli che non sono in grado di sostenersi o di sostenere le proprie famiglie a causa delle ferite. Siamo completamente favorevoli.
  2. 2.      Il Procuratore Generale – Vogliamo vederlo sotto processo. Abbiamo chiesto il suo allontanamento ma questo non dovrebbe significare che il potere esecutivo imponga il proprio ruolo alla magistratura. Dove sono il Feldmaresciallo e Anan?
  3. 3.      Prevenire lo scioglimento dell’Assemblea Costituente e del Consiglio della Shura: ci sono numerosi motivi per cui siamo preoccupati:
  • I lavoratori sono rappresentati in questa Assemblea Costituente dal Ministro del Lavoro, Khalid al-Azhary. Chiunque abbia assistito al suo modo di agire nel periodo in carica può credere che difenderà i diritti dei lavoratori?
  • Non ci basiamo su congetture: tutte le bozze che sono uscite dall’Assemblea Costituente sono state totalmente prive di diritti per i lavoratori, i contadini, i pescatori, i lavoratori del settore informale. Gli articoli che citano i lavoratori e la giustizia sociale non impegnano nessuno ad attuare concretamente qualcosa; non il governo e non i padroni. Al tempo stesso, le bozze proteggono gli interessi dei proprietari delle fabbriche e i direttori delle aziende. Attualmente scopriamo padroni che si rifiutano di pagare i lavoratori e li licenziano, o danno ordine di chiudere la fabbrica e di cacciare i dipendenti dai loro posti, anche quando hanno goduto di privilegi e di esenzioni fiscali. Hanno anche ricevuto finanziamenti bancari e non li hanno mai rimborsati!

La bozza di questa costituzione lega le mani al governo e gli impedisce di assumere qualsiasi iniziativa per riaprire le aziende che sono state chiuse o di salvare i posti di lavoro o per ripristinare i diritti.

Analogamente la bozza di costituzione cancella la quota della rappresentanza dei lavoratori e dei contadini nel Parlamento e nel Consiglio della Shura. Non ci sarà nessuno del tutto a difendere i diritti di chi lavora in Egitto, come il nostro diritto ad avere una Legge sul Lavoro che sostituisca l’ingiusta Legge 12 del 2003, o una legge autentica sui salari minimi e massimi, o sulla sicurezza sociale, o sull’assistenza sanitaria universale per tutti i cittadini o qualsiasi altra legge che protegga molti dei diritti del popolo che fatica.

  1. 4.      Immunità per le decisioni presidenziali: Come può il Presidente approvare leggi e operare per attuarle senza che nessuno di noi abbia il diritto di rivolgersi alla magistratura per contestarle? E se approvasse un decreto che metta al bando tutti i sindacati che sono stati creati dopo la rivoluzione? Nessuno potrebbe opporglisi?
  2. 5.      Quanto al discorso del presidente: Nel suo discorso il Presidente ha affermato che utilizzerebbe la legge contro il blocco della produzione e quello delle strade se addirittura non approvasse una legge che vieta gli scioperi e i sit-in. Come si suppone che noi possiamo difendere i diritti di cui siamo derubati? Si suppone che lasciamo che ci caccino dal lavoro e si rifiutino di corrisponderci i nostri salari? O che stiamo a  guardare i nostri colleghi che muoiono o restano feriti perché i nostri padroni non provvedono alla sicurezza dei luoghi di lavoro? O che ci limitiamo a osservare mentre i datori di lavoro arraffano la nostra quota dell’assicurazione sociale? … E si suppone che non facciamo nulla?

La prima legge firmata dal presidente dopo la Dichiarazione della Costituzione è stata la Legge 97 del 2012 che ha modificato la legge 35 del 1976 sui sindacati. Quello che temiamo è che questa modifica sarà utilizzata per sostituire i capi della Federazione Sindacale Egiziana che erano in carica con il sostegno dei governi di Mubarak, e ora hanno superato l’età di pensionamento, con nuovi capi provenienti dalla Fratellanza Mussulmana, affiliati al nuovo regime.

C’è molto che si potrebbe dire al riguardo, ma lo diremo soltanto brevemente:

Siamo stati processati, detenuti, sospesi dal lavoro, trasferiti e resi vittime perché abbiamo fatto valere i nostri diritti di scioperare e di fondare sindacati. Perché abbiamo atteso due anni mentre il governo non ha approvato una legge sulle libertà sindacali, ma ha invece approvato in fretta una legge, nel nome della protezione della rivoluzione, che rende reato gli scioperi e i sit-in? Come si possono mettere alla pari gli scioperanti con i trafficanti di droga e i contrabbandieri di valuta? Dovremo continuare a dire “non sono affari nostri”?

“No. Sono affari nostri!” Queste decisioni sono un attacco diretto ai nostri interessi. E’ per questo che dobbiamo sollevarci e lottare. E per questo che non possiamo permettere che il presidente s’impossessi di questi poteri per sé e protegga l’Assemblea Costituente e il Consiglio della Shura dallo scioglimento.

Rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori onesti dell’intero movimento del lavoro – che siano membri di sindacati indipendenti o dei sindacati collegati alla Federazione Sindacale Egiziana che sono onesti e vogliono contrattaccare – affinché vengano nelle strade e si uniscano ai sit-in dei dimostranti, si riuniscano come lavoratori e mostrino questi slogan sui loro striscioni:

  1. 1.      Modificare la Dichiarazione della Costituzione come spiegato in precedenza
  2. 2.      Riformare l’Assemblea Costituente con almeno il 50% dei membri che siano lavoratori e contadini
  3. 3.      Garantire le libertà sindacali nella Costituzione o per legge
  4. 4.      Approvare una nuova legge sul lavoro che garantisca i diritti dei lavoratori
  5. 5.      Accelerare l’attuazione della legge sui salari minimi e massimi e collegarli ai prezzi in aumento
  6. 6.      Ritorno al lavoro di tutti i lavoratori che hanno perso il posto
  7. 7.      Dimissioni del governo di Hisham Qandil

Lavoratori  egiziani unitevi … per il nostro amato Egitto e per tutti i nostri diritti.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/egypt-independent-union-federation-rejects-president-s-power-grab-by-egyptian-federation-of-independent-trade-unions

Originale: MENA

 

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

 

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Un commento su “Egitto: la Federazione dei Sindacati Indipendenti respinge lo strapotere del Presidente

  1. Attilio Cotroneo il said:

    La vera fatica di ogni rivoluzione è questa. La forza di difendere la rivoluzione non solo dai suoi nemici ma anche dai sedicenti amici che ne rubano il nome per costruire il loro mellifluo potere di mistificazione e oppressione, dolce e sinuoso ma terribilmente tirannico e violento.

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