Campagna per la Pace e la Democrazia: firma la dichiarazione di solidarietà con la Grecia

Redazione 13 settembre 2012 Commenti disabilitati su Campagna per la Pace e la Democrazia: firma la dichiarazione di solidarietà con la Grecia
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di Campaign for Peace and Democracy – 7 settembre

Caro amico della Campagna per la Pace e la Democrazia,

ti scriviamo in questo momento critico per invitarti a firmare la dichiarazione della Campagna per la Pace e la Democrazia (CPD) intitolato “Stiamo con il popolo greco in lotta contro l’austerità, per il suo bene e per il nostro”.

Speriamo molto che ti unirai ai 151 firmatari della dichiarazione. Un grande numero di firme può fare una vera differenza e contribuirà a far sapere al popolo greco che non è solo nel resistere alle crudeli misure d’austerità che la ‘Troika’ (la Banca Centrale Europea, la Commissione Europea e il Fondo Monetario Internazionale) sta tentando di imporre alla popolazione greca, con l’acquiescenza dell’attuale governo greco.

Se vuoi aggiungere il tuo nome alla dichiarazione di solidarietà della CPD, vedere la lista in aggiornamento dei firmatari e delle loro affiliazioni e/o fare una donazione fiscalmente deducibile [negli USA – n.d.t.] per pubblicizzare la dichiarazione, visita il nostro sito web. Siamo particolarmente interessati a pubblicizzare la dichiarazione presto, perché ogni giorno ci sono notizie di altre feroci misure d’austerità e dobbiamo dimostrare ora la nostra solidarietà a quelli che contrattaccano.

Di seguito ci sono l’elenco dei primi firmatari e il testo della dichiarazione. Speriamo di raccogliere un grande numero di firme molto rapidamente e di pubblicare la dichiarazione quanto più diffusamente possibile, nel nostro paese, in Grecia e in campo internazionale, cominciando con annunci sui giornali The Nation e Progressive. Non devi donare per firmare, ma fallo se puoi, e quanto generosamente puoi.

I PRIMI FIRMATARI COMPRENDONO, Kamal Abbas, Ali Abdi, Mohamed Abdulnabi Al-Maskati, Ervand Abrahamian, Bashir Abu-Manneh, Michael Albert, Greg Albo, Kevin B. Anderson, Anthony Arnove, Stanley Aronowitz, Ed Asner, Etienne Balibar, Medea Benjamin, Norman Birnbaum, Leah Bolger, John Borsos, Sam Bottone, Laura Boylan, MD, Jeremy Brecher, Allison Lynn Brown, Beth Bush Greenstein, Koray Caliskan, Noam Chomsky, Margaret W. Crane, Hamid Dabashi, Gail Daneker, Julie (JD) Davids, Manuela Dobos, Tina Dobsevage, MD, Ariel Dorfman, Mark Dudzic, Steve Early, Daniel Ellsberg, Gertrude Ezorsky, Samuel Farber, Thomas M. Fasy, MD, John Feffer, Barry Finger, Bill Fletcher, Jr., David Friedman, Mike Friedman, Sam Friedman, Bill Gallegos, Dan Gallin, Barbara Garson, Carol E. Gay, Irene Gendzier, Dan Georgakis, Jack Gerson, Joseph Gerson, Ruth Wilson Gilmore, Sam Gindin, Suzanne Gordon, Jules Greenstein, Arun Gupta, Ernest Haberkern, Mina Hamilton, Thomas Harrison, Howie Hawkins, Judith Hempfling, William F. Henning, Jr., Doug Henwood, Michael Hirsch, Madelyn Hoffman, Nancy Holmstrom, Ali Issa, Melissa Jameson, Robert Jensen, Geoff Johnson, Mark Johnson, Jan Kavan, Michael Kazin, Kathy Kelly, Assaf J. Kfoury, Nada Khader, Ynestra King, Daniel La Botz, Xavier Lafrance, Roger Leisner, Jesse Lemisch, Sue Leonard, Rabbi Michael Lerner, Traven Leyshon, Nelson Lichtenstein, Martha Livingston, Francesca Lo Basso, Zachary Lockman, Michael Lowy, Meizhu Lui, Ravi Malhotra, Betty Reid Mandell, Marvin Mandell, Nasir Mansoor, Dave Marsh, David McReynolds, Ruth Milkman, Marilyn Morehead, Manijeh Nasrabadi, David Newby, Molly Nolan, David Oakford, Dr. Stephen Oren, Costas Panayotakis, Leo Panitch, Chris T. Papaleonardos, Charlotte Phillips, MD, Frances Fox Piven, Danny Postel, Vijay Prashad, Bill Quigley, Saeed Rahnema, Leonard Rodberg, Richard Roman, Andrew Ross, Diana Rossi, Matthew Rothschild, Saskia Sassen, Jennifer Scarlott, Jay Schaffner, Jason Schulman, Peter O. Schwartz, Sadra M. Shahab, Azadeh Shahshahani, Stephen R. Shalom, Margaret Shelleda, Richard Smith, Stephen Soldz, Norman Solomon, Stephen Steinberg, Cheryl Stevenson, Jeanne Strole, Bhaskar Sunkara, David Swanson, Willliam K. Tabb, Chris Toensing, Saadia Toor, Bernard Tuchman, Adaner Usmani, Eleni Varikas, Immanuel Wallerstein, Judith Podore Ward, Lois Weiner, Naomi Weisstein, Laurie Wen, Cornel West, Reginald Wilson, Sherry Wolf, Daniel Wolff, Julia Wrigley, and Leila Zand.

( I dati dei primi firmatari sono disponibili sul sito web della CPD).

Se hai già firmato la dichiarazione ma non hai ancora contribuito ai nostri sforzi di pubblicizzazione puoi andare direttamente ora alla pagina delle donazioni del nostro sito web e offrire un contributo o trasmettere i dati della tua carta di credito o un assegno alla Campagna per la Pace e la Democrazia all’indirizzo fornito di seguito. Abbiamo urgente bisogno del tuo sostegno finanziario per questa iniziativa cruciale. Il mondo deve essere reso consapevole che molte persone di tutto il mondo sono sconvolte dai sacrifici devastanti che sono pretesi dal popolo greco e che noi appoggiamo la sua resistenza.

In pace e solidarietà,

Joanne                   Tom

Joanne Landy          Thomas Harrison

Codirettori della Campagna per la Pace e la Democrazia

Segue il testo della dichiarazione da sottoscrivere.

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SIAMO CON IL POPOLO GRECO IN LOTTA CONTRO L’AUSTERITA’, PER IL SUO BENE E PER IL NOSTRO

Settembre 2012 – Dichiarazione della Campagna per la Pace e la Democrazia

http://www.cpdweb.org/stmts/1022/stmt.shtml

Ciò che sta accadendo oggi in Grecia è solo l’esempio più estremo di un fenomeno globale: le élite politiche ed economiche del mondo, che sono responsabili della crisi attuale, vogliono far pagare la crisi al resto di noi, indipendentemente da quanta sofferenza ciò determini. Ma la Grecia esemplifica anche la decisa resistenza di milioni di persone comuni che si rifiutano di pagare per una crisi che non sono state loro a provocare. La loro lotta è un modello per tutti noi.

I greci sono assoggettati a un programma straordinariamente duro di austerità che ha devastato le vite della maggior parte della popolazione. Misure draconiane pretese dai banchieri e dai politici europei e attuate dal governo greco hanno drasticamente ridotto i salari dei lavoratori, le pensioni, l’assistenza sociale e i diritti sindacali; la povertà e la fame stanno rapidamente aumentando e sono sempre più comuni i suicidi di persone che non sono in grado di far fronte alla loro condizione in rapido deterioramento.  Gli ospedali mancano delle forniture sanitarie di base e il sotto-finanziamento dell’assicurazione sociale governativa rende impossibile a molti greci ottenere i medicinali di cui hanno disperato bisogno per sopravvivere. L’attuale disoccupazione della popolazione in generale è ufficialmente al 23%, ma in realtà è prossima al 30% e interessa per più del 50% i giovani.

Nel frattempo il governo greco continua a salvare le banche greche e a svendere preziosi beni pubblici a prezzi scandalosamente bassi. Per le élite globali la Grecia è un laboratorio per una forma feroce di neoliberalismo: la privatizzazione all’ingrosso dei beni pubblici, la deregolamentazione dei mercati e la trasformazione della forza lavoro in una sottoclasse impotente e finanziariamente precaria del tutto dipendente dai datori di lavoro.

Ma i greci si sono rifiutati senza mezzi termini di far da cavie da laboratorio.  Siamo profondamente incoraggiati e ispirati dalla resistenza del popolo greco. Esso ha organizzato scioperi generali, grandi manifestazioni e occupazioni e, più di recente, ha votato in numeri vasti e crescenti per un partito politico di sinistra, SYRIZA, che sta conducendo una forte opposizione alle politiche catastrofiche del governo e ha buone possibilità di vincere le prossime elezioni.

La Grecia sta peggio della maggior parte dei paesi sviluppati, ma non è la sola. La crisi mondiale, che attualmente è peggiorata dalle politiche d’austerità, è usata come occasione per sottrarre dovunque diritti sociali e sindacali conquistati faticosamente. Anche se la maggior parte degli altri paesi non ha ancora assistito a politiche punitive come quelle in Grecia, in tutta l’OCSE la disoccupazione resta elevata, mentre i tagli portano a grandi licenziamenti e i deficit sono usati come scusa per attaccare i servizi pubblici. Negli Stati Uniti le banche hanno pignorato milioni di case, gli studenti sono gravati da grandi debiti che non saranno in grado di rimborsare e sono stati scatenati maligni attacchi al diritto alla contrattazione collettiva dei dipendenti pubblici.

Le politiche di austerità pongono anche una cruciale minaccia alla democrazia. Sempre più le élite cercano di separare le decisioni economiche dal controllo democratico. Per esse non solo i greci ma la gente comune dappertutto non può essere considerata affidabile per agire responsabilmente e perciò non merita la democrazia. Per le élite l’austerità è imperativa non solo per risolvere la crisi, bensì anche per ripristinare mercati senza freni, cioè la condizione stessa che, tanto per cominciare, ha gettato il mondo in un tracollo economico e sociale. Alla gente che non è in grado di afferrare la saggezza dell’ideologia neoliberale non può essere consentito di interferire.

Al tempo stesso, tuttavia, la resistenza democratica della base all’austerità si sta intensificando. Come in Grecia, ci sono stati grandi scioperi, manifestazioni e occupazioni di spazi pubblici in Egitto, Spagna, Cile, Sudafrica, Messico, Cina, Quebec, Wisconsin e il movimento Occupy in tutto il mondo.

In Grecia la sinistra si sta anche battendo per evitare che l’Alba Dorata neonazista rivolga la rabbia e la disperazione della gente contro gli immigrati. I pogrom violenti dell’Alba Dorata trovano un parallelo nella persecuzione governativa degli immigrati, sia provvisti sia sprovvisti di documenti. La crisi ha analogamente favorito la crescita dell’estrema destra in Europa e negli Stati Uniti, nonché la demagogia e la repressione xenofobe dei politici “tradizionali”. E’ tanto più urgente, quindi, appoggiare la sinistra greca e promuoverne altrove le proposte democratiche radicali: tassare i ricchi, nazionalizzare le banche, tagliare la spesa militare, aumentare i salari e i servizi sociali e rafforzare i diritti sindacali.

Siamo tutti greci!

La Grecia è il luogo di crudele esperimento delle élite economiche e politiche: portare la gente alla povertà estrema e spogliarla dei diritti sociali come soluzione alla crisi economica. E’ un esperimento che tali élite vogliono estendere a tutto il mondo. Hanno già cominciato. Dichiariamo che non deve andare così. Siamo con la resistenza greca all’austerità, sia come imperativo morale sia perché indica la via a un futuro sicuro e decente per i popoli di tutto il mondo.

 

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Se per qualsiasi ragione incontrate difficoltà nel sito web, inviateci una email all’indirizzo [email protected]. Vi preghiamo di far circolare questa dichiarazione presso i vostri colleghi e amici. E potete condividere la dichiarazione su Facebook, Twitter e altri siti di rete visitando il nostro sito web.

Diamo il benvenuto a firmatari di tutto il mondo. Vi preghiamo di girare questo messaggio alle persone che ritenete lo firmerebbero o inviatecene i nomi e gli indirizzi email a [email protected] e le contatteremo. Specificate se possiamo citare il fatto che voi avete suggerito di contattarle.

Per firmare o sostenere la dichiarazione visitate
http://www.cpdweb.org/stmts/1022/stmt.shtml

Campaign for Peace and Democracy
2790 Broadway, #12, NY, NY 10025, USA
Email: [email protected]    Web: www.cpdweb.org

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/cpd-solidarity-statement-by-campaign-for-peace-and-democracy

Originale: Campaign for Peace and Democracy

 

 

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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