51 anni dopo l’inizio della guerra chimica in Vietnam, state in silenzio e poi agite

Redazione 9 agosto 2012 0
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51 anni dopo l’inizio della guerra chimica in Vietnam, state in silenzio  e poi agite

 

di Marjorie Cohn

e Jeanne Mirer

 

7 agosto 2012

 

10 agosto, 2012, a mezzogiorno : 51 anni dopo l’inizio della guerra chimica in Vietnam , dovremmo stare in silenzio per ricordare e poi agire per rimediare.

 

Per aderire all’azione collegarsi a: http://www.vn-agentArancio.org

 

Ci sono immagini della guerra degli Stati Uniti contro il Vietnam che si sono impresse in modo indelebile nella mente degli Americani che la hanno vissuta. Una è la bambina nuda ustionata dal napalm che scappa dal suo villaggio con brandelli di pelle che le pendono dal corpo. Un’altra è la fotografia dei mucchi di cadaveri del massacro di My Lai, dove le truppe statunitensi hanno ucciso 504 civili in un piccolo villaggio. Poi c’è la foto di un urlo silenzioso di una studentessa che si china sul corpo del suo amico morto all’università statale del Kent, il cui unico reato era stato di protestare per il bombardamento della Cambogia del 1970. Infine c’è il ricordo dei membri decorati dei reduci del Vietnam contro la guerra che danno la loro testimonianza spesso in lacrime, durante una seduta  della campagna di protesta  Winter Soldier, delle atrocità alle quali avevano partecipato durante la guerra.

Queste immagini sono strazianti. Mostrano gli orrori della guerra. La guerra degli Stati Uniti contro il Vietnam è stata trasmessa  alla televisione, mentre le immagini delle guerre dell’Afghanistan e dell’Iraq ci sono state tenute nascoste intenzionalmente. Quelli che invece non sono stati mai  trasmessi alla televisione sono stati i dieci anni (1961-1971) in cui si sono implacabilmente usati milioni di galloni di erbicidi tossici spruzzandoli su vaste aree del Vietnam meridionale. Questi prodotti chimici hanno esposto circa 5 milioni di persone, per la maggior parte civili, a conseguenze mortali. Gli erbicidi tossici, soprattutto l’Agente Arancio,* contenevano diossina, uno dei prodotti chimici più pericolosi che si conoscano. E’ stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della sanità come cancerogeno (che provoca il cancro) e dall’Accademia Americana della Medicina come teratogeno (che provoca alterazioni nello sviluppo del feto).

Dall’inizio dello spargimento dell’Agente Arancio, 51 anni fa, fino a oggi, milioni di Vietnamiti sono morti o sono stati del tutto resi inabili, a causa di malattie che il  governo degli Stati Uniti riconosce essere collegate all’Agente Arancio, allo scopo di garantire un risarcimento ai reduci del Vietnam negli Stati Uniti. I Vietnamiti, che erano le vittime predestinate dell’irrorazione di prodotti tossici, ne hanno sperimentato l’impatto più intenso e orribile sulla salute umana e nella devastazione ambientale. Le seconde e terze generazioni di bambini, nati da genitori che  durante la guerra si trovavano esposti a un’irrorazione  molto intensa in alcune aree – “punti caldi” non bonificate e contaminati  da diossina – soffrono di deformazioni indicibili che le autorità mediche attribuiscono alla diossina contenuta nell’Agente Arancio.

I Vietnamiti esposti ai prodotti chimici soffrono di cancro, di danni al fegato, di malattie polmonari e cardiache, di difetti nella capacità di riprodursi,  di malattie della pelle  e di disturbi nervosi. I loro figli e nipoti hanno gravi deformazioni fisiche, infermità  mentali e psichiche, malattie e una durata della vita  più breve. Le foreste e le giungle del Vietnam meridionale sono state devastate e spogliate. Habitat di centinaia di anni sono stati distrutti e non si riprodurranno con la stessa diversità per centinaia di anni.  Gli animali che abitavano le foreste e le giungle sono minacciati di estinzione, sconvolgendo le comunità che dipendevano da loro. Anche i fiumi e le acque sotterranee di  alcune zone sono state contaminate. L’erosione e la desertificazione cambieranno l’ambiente, causando  lo spostamento  delle coltivazioni e  della vita animale.

Nei 51 anni passati, il popolo vietnamita ha cercato  di occuparsi di questa eredità della guerra, cercando di far accettare agli Stati Uniti e alle industrie chimiche la responsabilità di questo incubo continuo. Un’azione legale senza successo intentata da parte delle vittime vietnamite dell’Agente Arancio contro le industrie chimiche nella corte federale degli Stati Uniti, iniziata nel 2004, ha tuttavia prodotto un movimento per ritenere responsabili  gli Stati Uniti di avere usato questi prodotti chimici così dannosi contro popolazioni civili. Il movimento ha prodotto  la legge ancora sospesa   HR 2634  – l’Atto per il soccorso delle vittime dell’Agente Arancio del 2011- che cerca di fornire risarcimenti medici, riabilitativi e nel campo dei servizi sociali alle vittime vietnamite dell’Agente Arancio,  bonifica di “punti caldi” contaminati dalla diossina e servizi medici per i figli e i nipoti dei reduci statunitensi del Vietnam e degli Americani di origine vietnamita  che sono nati con le stesse malattie e deformità.

Usare armi di guerra contro le popolazioni civili viola le leggi di guerra, che riconoscono il principio di distinzione tra oggetti militari e civili e che richiedono che gli eserciti evitino gli obiettivi civili. Queste leggi belliche sono conservate nella Convenzione dell’Aja e nei principi di Norimberga e sono codificate nella Convenzione di Ginevra del 1949 e nel Protocollo Aggiuntivo del 1977, e anche nello statuto della Corte Criminale Internazionale. I bombardamenti aerei dei centri abitati da popolazione civile nella I e nella II guerra mondiale, hanno violato il principio di distinzione, come anche l’esplosione di armi nucleari a Hiroshima e a Nagasaki   il 6 e il 9 agosto del 1945. Centinaia di migliaia di Giapponesi sono stati uccisi in un istante, anche se il Giappone stava già trattando i termini della resa.

L’uso dell’Agente Arancio sulle popolazioni civili violava le leggi belliche e tuttavia nessuno  è stato  ritenuto responsabile.

I contribuenti pagano il conto del Fondo per l’indennizzo dell’Agente Arancio per i reduci statunitensi al costo di 1,52 miliardi di dollari all’anno. Le industrie chimiche, più specificamente    la Dow e la Monsanto, che hanno tratto vantaggi  dalla fabbricazione dell’Agente Arancio, hanno pagato una miseria per patteggiare la causa dei veterani per il risarcimento, in quanto vittime  involontarie, per le loro malattie collegate all’Agente Arancio. I Vietnamiti, però, continuano a soffrire a causa di queste violazioni senza avere quasi nessun riconoscimento, e così accade anche per  i i figli dei reduci statunitensi esposti all’Agente Arancio  e per i Vietnamiti-Americani.

Quale è la differenza tra le super potenze come gli Stati Uniti che violano impunemente le leggi belliche e le notizie delle uccisioni di civili siriani da entrambe le parti, nell’attuale guerra civile? Gli Stati Uniti hanno qualche credibilità nel richiedere che io governi e i protagonisti che non fanno parte dello stato, di porre fine alle uccisioni di civili, quando, per mezzo delle guerre e dei droni e del loro rifiuto di riconoscere la loro responsabilità dell’uso dell’Agente Arancio, gli Stati Uniti, stanno seguendo proprio la condotta che essi pubblicamente deplorano?

Nel 1945, alla Conferenza di fondazione delle Nazioni Unite, le nazioni del mondo hanno definito di:

salvare le generazioni future dal flagello della guerra che per due volte nell’arco della nostra vita ha provocato dolori indicibili al genere umano, e

di riaffermare la fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, negli uguali diritti di uomini e donne e delle nazioni piccole e grandi, e

di stabilire condizioni in base alle quali si possano mantenere la giustizia e il rispetto per gli obblighi che derivano da trattati e da altre fonti di leggi internazionali, e

di promuovere il progresso sociale e livelli migliori di vita in una situazione di maggiore libertà.

Se vogliamo evitare di sprofondare ancora una volta nel flagello della guerra, dobbiamo riaffermare i principi della Carta dell’ONU e stabilire condizioni in base alle quali le nazioni facciano azioni che promuovano invece che indebolire la giustizia e il rispetto per i nostri obblighi legali internazionali. L’alternativa è la legge della giungla , dove soltanto il potere impone il diritto.

E’ ora che il diritto si  imponga al potere.

 

Il 10 agosto segna 51 anni da quando si è iniziato a usare l’Agente Arancio in Vietnam. Per ricordare questa data, la  Vietnam Agent Orfane Relief and responsabilità Campaign (Campagna per il soccorso e la responsabilità dell’Agente Arancio in Vietnam), vi esorta a osservare 51 secondi di silenzio a mezzogiorno, per pensare agli orrori delle guerre. Vi chiediamo di agire, cosicché non si vedano, in futuro, immagini di bambini nudi che scappano via per evitare il napalm, o di giovani soldati che annientano la popolazione di un intero villaggio, o altre atrocità connesse con la guerra, la povertà e la violenza, in tutto il mondo. Vi esortiamo a impiegare almeno 51 secondi per la vostra azione. Negli Stati Uniti, potete firmare una cartolina arancione destinata al Congresso degli Stati Uniti chiedendo di approvare la HR 2634. Sarebbe un buon inizio per assistere le vittime vietnamite dell’Agente Arancio e anche le prossime generazioni  di coloro che sono esposti a queste sostanze chimiche sia in Vietnam che negli Stati Uniti.

 

 

Jeanne Mirer, un’avvocatessa di New York, è presidente dell’Associazione degli avvocati democratici. Marjorie Cohn è docente alla Istituto di studi giuridici Thomas Jefferson ed ex presidente della Corporazione Nazionale degli Avvocati. Fanno entrambe parte del Consiglio  della Campagna per il soccorso e la  responsabilità dell’Agente Arancio in Vietnam.

Per firmare la petizione andate sul sito http://www.vn -agenteArancio.org

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/51-years-after-the-chemical-war-began-in-vietnam-be-silent-then-take-action-by-marjorie-cohn

Originale: Marjorie Cohn’s ZSpace Page

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commons   CC BY- NC-SA  3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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