La guerra per la droga produce “Selvaggi”

Redazione 30 luglio 2012 0
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La guerra per la droga produce “Selvaggi”

 

Di Saul Landau

28 luglio 2012

 

Selvaggio= non addomesticato né istruito; selvatico

 

In giugno e in luglio la guerra alla droga è andata avanti rapidamente quando gli agenti della DEA (Drug Enforcement Administration), cioè l’agenzia federale antidroga statunitense e sicari dell’esercito  dell’Honduras  hanno eliminato  delle persone della popolazione Miskito in Honduras – persone sospette che si presumeva contrabbandassero  droga con piccole imbarcazioni. La polizia di tutti gli Stati Uniti ha fatto migliaia di arresti connessi al mondo della  droga e i dottori hanno prescritto droghe a centinaia di migliaia di adulti e bambini tristi e demotivati. In Messico, però, la storia dei  morti, poliziotti o civili, abbonda nella guerra senza fine per la  droga. Quotidianamente leggiamo di atrocità commesse dalle bande rivali di narco trafficanti  messicani collusi con l’esercito o la polizia. La guerra alla droga ha poco senso in una nazione dove una persona triste che va dal dottore viene drogata (legalmente) e una persona triste che fuma uno spinello corre il rischio di venire arrestata.

Il film di Oliver Stone, “Savages” mostra come una banale storia di amore e di affari arriva al confine della violenza narco quando il regista lancia il suo attacco cinematografico non tendenzioso contro la guerra alla droga. Ambientato nell’area costiera della California meridionale con dimore che sembra vengano fuori dalle scogliere, surfisti immersi nel sole che lanciano il frisbee e, come extra,  ragazze da spiaggia che indossano il bikini, “Savages” esamina il commercio della marijuana e la spietatezza usata dalle imprese criminali ( i cartelli messicani) per estendere i loro mercati nella battaglia  dei piccoli trafficanti indipendenti come Chon (Taylor Kitsch) e Ben (Aaron Johnson) amici per la pelle che condividono tutto. Chon, un Navy Seal reduce dall’ Iraq la cui mente è ancora in  guerra , e Ben, filantropo simpatizzante di movimenti ambientalisti e che ha una laurea in botanica dell’Università di Berkley, sono soci in un’impresa di produzione e distribuzione di marijuana.

Ben coltiva erba eccellente, tratta i suoi operai e clienti gentilmente e Chon  si prende cura di qualsiasi  disaccordo fisico che possa sorgere. Amano entrambi la povera ragazzina ricca, Ofelia (Blake Lively) i cui genitori hanno trascurato le sue necessità  emotive ma le hanno comprato tutto. Ofelia, che ha grande bisogno dell’amore dei genitori, adora i suoi due amanti che rappresentano per lei la figura paterna. Con il suo amante reduce dell’Iraq ha degli “orgasmi” mentre lui ha “wargasm”. Ha ancora la guerra addosso. Con Ben, che è tranquillizzante, fa l’amore. E’ interessante come una giovane bellezza i cui   genitori sono assenti, scelga due stalloni hippy e affaristi e che essi cementino la loro amicizia condividendo la ragazza.  La loro perfetta unione  – per lei – e il menage hollywoodiano ideale nella Laguna Beach di rito,, si interrompe, però, a causa di un messaggio di  un cartello della droga messicano  – un video di in cui si vede una  decapitazione – che vuole investire  nel loro favoloso commercio di fumo.   Entrano in scena la  violenza e il  caos nella trama perché, li informa il loro agente pagato dalla DEA, non si dice di no  ai cartelli criminali. In questa parte della trama appare una certa assenza di realismo presa, dal romanzo di Don Winslow “Savages” (da cui è tratto il film, n.d.t.).

In questo film, Natural Born Killers di Oliver Stone si mescola con [l'altro film di Stone], “Wall Street”, per offrire un saggio cinematografico riguardo a ciò che accade quando gli affari diventano crimine grazie alla guerra alla droga. I nostri eroi, che commerciano sigari di marijuana di prima qualità per i consumatori di laguna Beach, devono fare concessioni o resistere, quando la capessa [del cartello] (Elena) Salma Hayek, li porta alla decisione di rapire Ofelia. “Non possono amarla più di quanto si amino reciprocamente,” conclude Elena parlando della relazione  di Chon e Ben. Salma cena con la sua prigioniera e suscita sentimenti materni. Anche Ofelia capisce come sarebbero state le cose se avesse avuto una madre che si fosse presa cura di lei. Tutte le carinerie svaniscono quando compare l’infamia ordinaria  rappresentata da  Lado (Benicio Del Toro) che, in quanto persona che impone le regole del cartello, diventa un sadico credibilmente crudele e criminale che, dopo che la sua faccia è stata coperta dagli sputi di disprezzo di Ofelia, ne ingoia un poco  e si pulisce quello che gli è rimasto sul viso,  con i capelli di Ofelia.

Stone non trasforma “Savages” in un film pedante  che trasmette un messaggio contro la droga. Lo spettatore tuttavia,  riesce a coglierlo, grazie al ruolo di Dennis  (un paffuto John Travolta che sta perdendo i capelli), un agente della DEA che prende lo stipendio dal governo statunitense,  agli spacciatori  indipendenti di erba e al cartello della droga. Questo film che è un cocktail di film di  Stone  scatena la violenza incontrollata della vera guerra per la droga , come anche la persistente sessualità degli anni ’60 che si è sviluppata attorno al fumo di erba e alle sniffate di  cocaina. Però, non diventerà il tipico film estivo che non danneggia i giovani. I componenti del trio, indulgente verso se stessi,  che fanno sesso, praticano il surf, consumano  pasti raffinati, non riescono certo a diventare gli eroi di un capolavoro. Sono però divertenti da vedere e il film sculaccia  coloro che promuovono la guerra per la droga mentre essi dovrebbero soffrire un poco, malgrado la loro insensibilità alla realtà.

La realtà. L’11 luglio il governo federale  ha presentato un’istanza per sequestrare delle proprietà a Oakland e a San Jose al fine di chiudere la più grande impresa di più alto profilo dove si distribuisce marijuana per uso medico.

Copie della richiesta federale per la confisca erano appiccicate sulle porte di ingresso  dei due centri pubblici per la distribuzione della marijuana a  Oakland e a San Jose , California, che affermavano  che stavano “operando in violazione della legge federale.” In altre parole, la guerra contro la droga assicura che le imprese criminali della droga continueranno a prosperare  con i loro affari e con la violenza che comportano.  (Los Angeles Times, 11 luglio).

Fuori dalla sala cinematografica, tutti possono vedere come il Dipartimento della giustizia usa le risorse federali per arrestare e perseguire legalmente individui che rispettano le leggi del loro stato riguardanti l’uso della marjiuana per uso medico. In luglio la Camera dei Rappresentanti ha votato con 262 voti a favore e 163 contrari  per  respingere  un emendamento al bilancio federale che cerca di impedire che il governo federale spenda i soldi dei contribuenti per le attività rispettose delle leggi, collegate alla marijuana per uso medico, malgrado la realtà che la maggior parte dei membri  fosse contraria.

I giovani curiosi proveranno l’erba. I meno curiosi si limiteranno a bere. I curiosi possono essere puniti dai poliziotti, i  meno curiosi  dopo aver compiuto 18 o 20 anni, entreranno nella legalità. Nel film, un triangolo amoroso, figli cresciuti che cercano i genitori, speculazioni nel campo della droga che cercano di espandersi o di limitare i rischi, e un sacco di sesso e di violenza ne fanno una     combinazione garantita di un successo cinematografico. Alla fine, in effetti ci sono due finali,  ci si può chiedere: “Chi sono  allora i veri selvaggi?” E “che cosa  li rende incivili?”

 

Da : Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/drug-war-produces-savages-by-saul-landau

Originale: Saul Landau’s ZSpace Page

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY- NC-SA  3.0

 

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