Blair, accordi olimpici e lo scorcio di un’altra Gran Bretagna

Redazione 24 luglio 2012 0
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Blair,  accordi olimpici e lo scorcio di un’altra Gran Bretagna

 

Di John Pilger

23 luglio 2012

 

Questa è la storia di due lettere e di due Britannici.  La prima lettera è stata scritta da Sebastian Coe, l’ex atleta che presiede il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra. Ora si chiama Lord Coe. Sullo New Statesman del 21 giugno, ho riportato  un appello urgente per Coe da parte dell’ Unione Donne Vietnamite in cui si chiedeva che Coe e i suoi colleghi dell’ Comitato Internzionale Olimpico (International Olympic Commmittee -IOC) riconsiderassero la loro decisione di accettare la sponsorizzazione della Dow Chemical, una delle compagnie che produceva la diossina, un veleno usato contro la popolazione del Vietnam. Il nome in codice era Agent-Orange, (un defoliante tossico) e questa arma di distruzione di massa veniva buttato sul Vietnam, secondo un rapporto del senato del 1970, durante l’Operazione Hades.  Si stima che oggi ci siano 4.8 milioni di vittime dell’Agent Orange, e molti di loro sono bambini deformati in modo sconvolgente.

Nella sua risposta, Coe descrive l’Agent Orange come “un argomento altamente emozionale” il cui sviluppo e uso è stato fatto dal governo statunitense che si è giustamente incaricato di trattare i molti problemi che ha causato”. Si riferisce a un “dialogo costruttivo” tra gli Stati Uniti e i governi vietnamiti per “risolvere i problemi”. “Sono quelli nella posizione migliore per gestire la riconciliazione di queste due nazioni. Quando leggo questa cosa, mi ricordo delle  lettere ambigue che sono una specialità del Foreign Office di Londra nel negare le prove di crimini di stato e di poteri di grosse aziende, come l’esportazione rimunerativa di armi terribili.  L’ex Responsabile del Foreign Office in Iraq, Mark Higson, ha chiamato questo sofisma , “una cultura della menzogna.”

Ho mandato la lettera di Coe a molti esperti  dell’ Agente Orange. Le reazioni sono state precise. “Non c’è stata assolutamente alcuna iniziativa da presa dal governo degli Stati Uniti riguardo agli effetti sulla salute e l’economia della gente che in Vietnam aveva avuto effetti causati dalla diossina,” ha scritto il rispettabile avvocato statunitense Constantine Kokkoris che aveva condotto un’azione contro la Dow Chemical. Ha osservato che “gli industriali come quelli della Dow, erano consapevoli della presenza e della nocività della diossina nel loro prodotto ma hanno omesso di informare il governo nel tentativo di evitare i regolamenti.” Secondo la Lega delle Eredità della Guerra, nessuno dei problemi di salute, ambientali ed economici causati dalla guerra chimica più duratura del mondo,  è stato affrontato dagli Stati Uniti. Le agenzie non governative hanno aiutato soltanto un piccolo numero di coloro che avevano bisogno”. “Una “pulizia”  in un “punto pericoloso per la diossina”  nella città di Da Nang, cui Coe si riferisce, è una mistificazione; neanche un soldo del denaro stanziato dal Congresso degli Stati Uniti è andato direttamente ai Vietnamiti o ha raggiunto coloro più gravemente resi invalidi dai tumori connessi con l’Agente Orange.

Per questo motivo, la citazione che fa Coe di “riconciliazione” è blasfema, come se ci fosse un’equivalenza tra una potenza che invade un paese e le vittime di questa.

La sua lettera esemplifica lo stato totalitario dentro lo stato che è delle la Londra delle Olimpiadi,  pieno di fili spinati, alimentato dal denaro e dalle  Public Relazioni, dove si entra, come è appropriato, attraverso un mega centro commerciale Westfield. Come osate lamentarvi dei missili sul tetto dei vostri appartamenti, ha continuato a dire  un magistrato  a 86 residenti dell’East End di Londra. Chiunque di voi come osa protestare per le “corsie speciali per le macchine ZIL”, che ricordano la Mosca dell’era sovietica, destinate ai membri della burocrazia delle Olimpiadi e ai ragazzi di Dow e Coke. Dato che in mezzi di informazione sono incaricati dell’eccitazione olimpica, come è successo con l’operazione  “Shock and Awe in Iraq nel 2003, ora entra l’uomo che ha avuto il ruolo principale nella realizzazione di entrambi gli spettacoli.

L’11 luglio, una cosiddetta serata per le Olimpiadi,  -”un raduno della tribù laburista” ha dichiarato il capo del Partito Laburista Ed Milliband  – ha festeggiato il suo “ospite d’onore”, Tony Blair e il suo regalo del 2005, i Giochi Olimpici, e ha “fornito l’occasione perfetta per il ritorno di Blair alla politica in prima linea” ha scritto il Guardian. L’organizzatore di questo evento  è stato Alistair Campbell, principale “tessitore”  del bagno di sangue che Blair e lui hanno regalato al popolo iracheno. E proprio come le vittime della Dow Chemicals non interessano le elite olimpica, così la criminalità epica dell’ospite d’onore del partito laburista non si deve stata nominare.

Anche la fonte della caotica sicurezza delle Olimpiadi è innominabile.  Come degli studi  convenzionali fatti in Gran Bretagna hanno da lungo tempo ammesso, sono state le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq e il resto della “guerra al terrore” che sono servite a reclutare nuovi jahadisti e a  sostenere  altre forme di resistenza che hanno portato direttamente alle bombe  di Londra del 7 luglio. Queste erano le bombe di Blair. Nella attuale riabilitazione che si sta facendo di lui, omaggio alla  sua “eredità” dei Giochi Olimpici, c’è l’ulteriore interpretazione  che l’enorme ricchezza di Blair del dopo Downing Street,  è concentrata nella beneficenza.

La seconda lettera che ho citato mi è stata inviata da Josh Richards che vive a Bristol. Nel marzo del 2003, Josh e altri quattro si sono proposti di  mettere fuori uso un bombardiere americano B-52 di base alla RAF di Fairford, in Gloucestershire, prima che potesse  bombardare l’Iraq. E’ stata un’azione non violenta fedele ai principi di Norimberga che una guerra di aggressione  era il “supremo crimine di guerra”. Josh fu arrestato e accusato di avere progettato di collocare degli esplosivi. Ha scritto: “Questa accusa era basata sulla ridicola idea che un vasetto di burro di arachidi che avevo con me era in realtà un componente della bomba. Questa accusa è stata poi lasciata cadere dopo che il Ministero della Difesa ha eseguito numerosi controlli sul mio burro di noccioline croccanti  della marca Tesco.”

Dopo due processi, e due udienze in cui non si era raggiunto il verdetto,  Josh è stato finalmente assolto.  E’ stato un processo che ha costituito una tappa importante,  nel quale ha parlato alla corte a porte aperte  sull’embargo genocida imposto dalla Gran Bretagna e dagli Stati uniti all’Iraq prima della loro invasione e sulle false giustificazioni della “guerra al terrore”. La  sua assoluzione ha voluto dire che aveva agito in nome della legge e che la sua intenzione era stata quella di salvare delle vite.

Insieme alla lettera che mi ha scritto Josh, c’era anche una copia del mio libro, The New Rulers of the World  [ I nuovi sovrani del mondo] che gli aveva fornito i fatti per la sua difesa. Il libro con le pagine segnate con precisione e messe in evidenza, aveva accompagnato Josh in un viaggio di tre anni attraverso aule di tribunale e celle di prigione. Di tutte le lettere che ho ricevuto, quella di Josh   è l’epitome di una correttezza, di una modestia e di una determinazione di scopo morale che rappresenta un’altra Gran Bretagna  e fa da antidoto  ai velenosi patrocinatori delle olimpiadi e ai guerrafondai riabilitati. In questi tempi straordinari, un esempio di questo tipo dovrebbe  dare coraggio e ispirazione agli altri per recuperare questa democrazia in recessione.

 

Da Z Net -Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/blair-olypmpic-deals-and-the-glimpse-of-another-britain-by-john-pilger

Originale: Johnpilger.com

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons – CC  BY NC-SA  3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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