Aggiornamento sul massacro di Houla – Il rapporto dell’ONU

Redazione 10 luglio 2012 0
Print Friendly

Aggiornamento sul  massacro di Houla – Il rapporto dell’ONU

 

Di David Edwards

7 luglio 2012

 

In due messaggi urgenti del 31 maggio e del 13 giugno,  abbiamo notato come  il sistema dei mezzi di informazione appoggiati dalle grosse imprese hanno immediatamente scoperto che non soltanto il governo siriano, ma il suo leader Bashar Assad sono responsabili del massacro di 108 persone, delle quali 49 bambini, avvenuto a Houla, in Siria, il 25 maggio scorso.

Numerose vignette hanno rappresentato Assad  macchiato di sangue o che fa il bagno nel sangue. Appena due giorni dopo il massacro, l’edizione della domenica del quotidiano The Indipendent, chiedeva,  sulla sua copertina che cosa avrebbero fatto i suoi lettori al riguardo:

“Si suppone che, naturalmente, ci sia un cessate il fuoco, cosa che il brutale regime di Assad semplicemente ignora. E la comunità internazionale? Distoglie semplicemente  lo sguardo. Farete lo stesso anche voi? O il destino esecrabile di questi bambini innocenti vi farà indignare moltissimo?  (Indipendent, edizione della domenica, 27 maggio 2012).

Che cosa si pensava dovessero fare i lettori, oltre che guardare, non era chiaro. Dopo tutto, uno dei grandi trionfi della politica moderna è la quasi completa  isolamento     della politica estera Stati Uniti- Regno Unito dalle le pressioni democratiche.

All’interno del giornale, David Randall ha scritto queste amare parole:

Egli è il presidente, lei la Consorte; essi sono bambini morti. Egli governa ma non protegge, lei va in giro per negozi e non si interessa….E si spera che coloro che fanno parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, quando si riunirà di nuovo, guarderà negli occhi fissi si quei bambini morti e ricorderà le vuote parole della moglie di Assad quando ha detto con un sorriso affettato che lei “consola le famiglie” delle vittime del suo paese.

Questa era la norma per i commenti  politici e la copertura mediatica  in tutta la politica e nei media. Di Houla non si è scritto soltanto come di un altro brutto avvenimento del mondo dell’informazione. E’ stato venduto al pubblico britannico come un punto critico storico per cui “si deve fare qualche cosa”,  alla pari con   il massacro contestato di Racak e quello ipotetico di Bengasi, usati per giustificare gli attacchi occidentali  alla Serbia nel 1999 e alla Libia nel 2011.

I politici statunitensi e quelli del Regno Uniti  erano chiaramente disposti a tutto pur di usare Houla per alimentare il loro programma del cambiamento di regime in Siria.

Facendo le prove delle  tattiche  sommarie dell’era Bush-Blair, il Segretario di Stato  Hillary Clinton e il segretario di Stato per gli Affari esteri del Regno Unito, William Hague, hanno ripetuto senza fine i loro giudizi incriminanti:  i fatti erano irrilevanti, la propaganda ritarda tutto. Non c’erano restrizioni. I mezzi di informazione, come sempre erano felici di godersi lo spettacolo.

Se l’alleanza tra Stati Uniti e regno Unito doveva riuscire a giustificare il cambiamento di regime imposto dall’esterno, allora il governo di Assad doveva essere dichiarato responsabile sicuramente, solamente, senza ammettere perdono.  E questo in effetti è stato il messaggio fornito dai mezzi di informazione. Tuttavia, come abbiamo spiegato nel nostro messaggio urgente del  13 giugno sono cominciate rapidamente ad apparire delle crepe nella storia. E’ venuto fuori che alle donne e ai bambini non avevano tagliato la gola, come era stato affermato da tutti. Inoltre il direttore delle World News della BBC, Jon Williams, ha osservato:

“Adesso a Houla e a Qubair  si punta il dito sulla shabiha, la milizia filo governativa. A parte però il  tragico numero di morti, i fatti sono pochi: non è chiaro chi abbia ordinato le uccisioni e il perché.”

Queste e una manciata di altri commenti – e le loro fonti di informazione –erano però di basso profilo basso e non sono diventate parte della discussione sui mezzi di informazione. Inesplicabilmente, le implicazioni delle prime rivendicazioni  dei media non sono state né esaminate né discusse.

 

L’ONU – “Incapace attualmente  di determinare l’identità dei  colpevoli”

 

La settimana scorsa. Il 27 giugno, una Commissione di inchiesta dell’ONU ha diffuso il suo rapporto sul massacro.  Considerando chi potessero essere i colpevoli, l’ONU ha descritto le tre possibilità più probabili.

“Primo, che i colpevoli fossero Shabbiha o altre milizie locali di villaggi vicini, che forse operavano  insieme a o con  il tacito consenso delle forze di sicurezza del governo; secondo che i colpevoli fossero forze anti-governtive che cercano di intensificare il conflitto e intanto puniscono coloro che non sono riusciti ad  appoggiare la ribellione  o che si sono attivamente opposti ad essa; terzo, gruppi stranieri affiliati non si sa a chi.”

La valutazione del rapporto:

“Con le prove a disposizione, la CoI (commissione di inchiesta)  non ha potuto escludere queste possibilità.”

L’ONU ha riassunto così:

“La Commissione di Inchiesta non è in grado di determinare l’identità degli autori del massacro in questo momento; tuttavia la Commissione considera che le forze leali al governo forse sono state responsabili di molte delle morti. L’inchiesta continuerà fino alla fine del mandato della Commissione.”

Una conclusione notevolmente cauta, dato che è stata prodotta sotto l’intensa pressione politica dell’Occidente e dei mezzi di informazione (senza dubbio anche dietro le quinte) per dare la colpa al governo siriano. Coma hanno reagito quindi i mezzi di informazione a  questo  rapporto di alto rilievo che contraddice perfettamente il suo consenso riguardo a Houla? Mezzi di informazione onesti   avrebbero messo nei titoli il dubbio dell’ONU, richiamando l’attenzione dei lettori  sulle  prime asserzioni infondate e riportate in modo sbagliato.

Invece il motore di ricerca  della banca dati Lexis Nexis, trova (il 5 luglio) soltanto 6 articoli che citano  il rapporto nei giornali del Regno Unito e nei loro siti in rete, e solo 5 di questi parlano di Houla.  Un livello straordinariamente basso di copertura,  data la massiccia attenzione dei media che la hanno preceduta.
Lexis Nexis registra 1.017 articoli stampati e on line che citano Houla in tutti i quotidiani del Regno Unito dal giorno del massacro, il 25 maggio.

L’Indipendent che, come detto, inizialmente è stato in testa nella pubblicità martellante per Houla, ha descritto le scoperte dell’ONU in questo modo:

“ Degli uomini armati ieri hanno fatto  irruzione nel quartier generale di una stazione televisiva siriana filo governativia uccidendo sette impiegati, sequestrandone altri e distruggendo gli edifici. Il governo ha descritto le uccisioni come un “massacro”, proprio come ha fatto  l’ONU quando ha dato la colpa del massacro di Houla alle forze statali.”

Se questo è stato un travisamento madornale dei risultati  dell’ONU, è stato reso assurdo cliccando  sul  link   con “More” che ha mostrato  ai lettori queste parole di Patrick Cockburn:

“Il rapporto dell’ONU riguardante il  massacro del mese scorso, avvenuto a Houla, che si trova vicino alla città settentrionale di Homs, non nomina i responsabili e dice soltanto che le forze leali al governo “forse sono state responsabili” di molte delle morti.

“Non nomina la milizia alauita –la Shabiha – come responsabile,  come è stato ampiamente riportato– ma ha detto che essa aveva la maggior facilità di accesso a Houla.”

Questa era davvero la notizia  importante – il rapporto dell’ONU aveva contraddetto chiaramente la certezza ‘ampiamente riportata’ ma falsa.

Un pezzo del Guardian dello stesso tono era intitolato: “ “Coloro che sono leali nei confronti del governo siriano “sono forse i responsabili” del massacro – rapporto dell’ONU.”

Un altro  titolo del Guardian  diceva: “Le forze di Assad forse sono colpevoli di molte delle morti di Houla – ONU”.

Per contrasto, e più accuratamente, Alex Thomson di Channel 4 News ha scritto su Twitter:

“Il rapporto dell’ONU riguardante la Siria dice che il massacro di 108 persone forse potrebbe essere stato  opera o delle milizie favorevoli ad Assad  o di quelle contrarie a lui”  .

Abbiamo scritto a Thomson: “Interessante, il Guardian  riporta la notizia così:  “Il governo siriano forse è responsabile” secondo il rapporto dell’ONU.”

Thomson ha risposto: “E’ vero, ma l’ONU dice anche che la milizia anti governativa potrebbe averlo fatto: E io parlo come se fossi qualcuno intervistato dall’ONU su questo.”

L’ex giornalista del Guardian e dell’Observer, Jonathan Cook, ci ha inviato una email:

“Sì, in effetti, il titolo del Guardian che afferma che delle persone leali al governo siriano “forse sono state responsabili del massacro di Houla, è semplicemente assurdo. La notizia già promossa dal Guardian ( e da chiunque altro) è che essi ERANO responsabili. Dovrebbe essere quindi assolutamente ovvio  ai redattori  che l’unica NOTIZIA in questo rapporto dell’ONU è che coloro che sono fedeli al governo forse NON sono  stati responsabili  del massacro. Jonathan. (Email a Media Lens del 27 giugno 2012).

Soltanto tre giorni dopo la pubblicazione del rapporto dell’ONU, Martin Chulov ha scritto sul Guardian:

“Nel villaggio siriano di Qatma, non lontano dal confine con la Turchia, si è rifugiata una famiglia della città di Houla, dove alla fine di maggio è avvenuto un massacro ampiamente imputato ai sostenitori del regime.”

Nell’articolo che era incentrato soltanto sull’ipotesi [della responsabilità] dell’opposizione armata siriana, Chulov non ha citato il rapporto dell’ONU o il fatto che esso aveva contestato le rivendicazioni che erano le più ‘largamente’ diffuse. Ha concluso invece che:

“Mentre l’ONU e la comunità internazionale possono essere state considerate  “pesanti” nei Balcani, sono visti in una luce peggiore attraverso le lenti  dell’opposizione siriana: impotenti.

“Quello di cui stanno parlando [a Ginevra] è senza significato,” ha detto Idris, [un esule siriano]. “Non cambierà le cose.”

Considerato pesante da chi? Presumibilmente non dall’opposizione siriana attuale e presumibilmente non da chi tra di noi sconvolto dalla propaganda bugiarda, di solito giustificava  la guerra della NATO in Serbia nel 1999.  Chulov intendeva parlare, naturalmente, di gente di destra. Il commento ricordava la precedente  replica di Chulov su Twitter:

“ Ci è voluto molto tempo  a raccogliere l’appoggio per una reazione  in Bosnia e in Kosovo. Nel caso della Siria sarà ancora più difficile.”

Il Times ha fatto meglio del Guardian:

“Gli autori [del rapporto dell’ONU] hanno detto che non erano in grado di determinare chi aveva eseguito il massacro di più di 100 persone a Houla nel mese scorso, ma hanno aggiunto che forse le forze leali al Signor Assad erano state responsabili di molte delle uccisioni.” (Janine Di Giovanni, “Assad e i ribelli pensano di avere altro da guadagnare dalla violenza, dice un commissario generale dell’ONU,” The Times, 28 giugno 2012).

Inizialmente il sito della BBC ha commentato:

“ Karen Abuzayad, investigatrice dell’ONU e autrice del rapporto ha detto alla BBC che “c’è la possibilità che tre gruppi diversi possono averlo fatto.”

“Ha detto che le forze governative sono state responsabili del bombardamento iniziale nel quale sono morte delle persone. Ma quello che lei chiama “il massacro” avvenuto dopo, nelle case della gente,è stato fatto o dagli uomini della milizia originari di villaggi alauiti  e che sono noti come shabiha – o forse da corpi armati dell’opposizione.”

Come ha riportato  il sito web di News Sniffer, queste parole sono state rapidamente tagliate. Commenti analoghi sono stati in seguito ripristinati.

Le reazione dei mezzi di informazione al rapporto dell’ONU su Houla è un esempio impressionante di come il sistema delle grosse imprese si è evoluto per incanalare  e  incrementare le rivendicazioni della propaganda di governo a richiesta. Come mai era accaduto prima, la controprova che arriva, per esempio da fonti altamente rispettate, lotta per procedere contro il  flusso gorgogliante di stupidaggini”.

Si potrebbe pensare che la prima preoccupazione dei direttori e dei giornalisti dovrebbe essere quella di dare ai fruitori dei mezzi di informazione notizie  precise, comprensibili, e, non ultimo, anche correggendo errori precedenti di alto profilo. Neanche un singolo editoriale o articolo di commento che esaminava le implicazioni del rapporto dell’ONU su Houla, ha cercato di  seguire questa linea.  La maggior parte dei lettori e dei telespettatori continueranno a credere che a quelle donne e a quei bambini è stata tagliata la gola, certamente per ordine del governo siriano.  Altri saranno semplicemente stupiti da un consenso schiacciante accentuato da contraddizioni strane e apparentemente credibili, ma non esaminate.

 

Da: Z NET – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/houla-massacre-update-the–report-by-david-edwards

Originale : MediaLens

Traduzoone di Maria Chiara Starace

Traduzione (C) 2012  ZNET Italy Licenza Creative Commons  CC BY –NC-SA 3.0

 

.

 

 

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Lascia un commento »

*
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: