Libor: il delitto del secolo

Redazione 9 luglio 2012 0
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di Robert Scheer – 09 luglio 2012

Scordatevi di Bernie Madoff e di Ken Lay della Enron; erano dei dilettanti della criminalità finanziaria. L’attuale scandalo del tasso Libor, che interessa centinaia di trilioni di scambi internazionali di derivati, fa vedere come giocano i veri ragazzoni. E questi tizi molto probabilmente non sconteranno alcuna pena perché i loro soci riscrivono la legge prima che il crimine sia commesso.

I banchieri internazionali moderni costituiscono una classe di ladri di cui il mondo non finora visto gli eguali. O, in realtà, neppure immaginato. Lo scandalo del Libor – abbreviazione di tasso interbancario offerto a Londra – ha avuto come conseguenza una grande multa comminata alla Barclays Bank e minaccia di intrappolare alcuni dei massimi finanzieri del mondo. Rivela che dietro l’edificio della finanza c’è un fetido letamaio di corruzione senza precedenti. I baroni della rapina del giorno d’oggi saccheggiano con un abbandono distruttivo non frenato dalla legge o dalla coscienza e su una scala che è quasi impossibile comprendere.

Come spiegare una transazione da 450 milioni di dollari per una banca sola, la cui difesa, in un patteggiamento con i regolatori di Londra e di Washington, è che tutte le istituzioni del suo circolo finanziario d’élite stava facendo la stessa cosa? Non solo la Barclays, ma anche JPMorgan Chase, Citigroup e altri sono ora indagati perché sospettati di aver manipolato il tasso Libro, così cruciale per un mercato di derivati da 700 trilioni di dollari.

Colto come il proverbiale cervo abbagliato dai fari, il presidente della Barclays, Robert E. Diamond Jr. si è dimesso la settimana scorsa e ha presentato una lamentevole difesa al parlamento britannico affermando di aver appreso solo di recente che la sua banca stava manipolando l’indice su cui si basa una così larga parte degli scambi internazionali.  Il Wall Street Journal aveva denunciato completamente questo scandalo quattro anni fa ma, ciò nonostante, la sua banca ha continuato a parteciparvi.

“Studio getta dubbi su tasso chiave” era il titolo dell’articolo d’inchiesta del 29 maggio 2008, che concludeva: “Un’analisi del Wall Street Journal dimostra che le principali banche stanno contribuendo al comportamento erratico di un parametro cruciale dei finanziamenti globali.” Persino allora, secondo l’articolo, era noto che il tasso Libor era manipolato “per agire come se il sistema bancario stesse andando meglio di quanto andava in fasi critiche della crisi finanziaria.”

Con un ‘avanti veloce’ di quattro anni arriviamo alla testimonianza di Diamond questa settimana davanti al Parlamento in cui il direttore generale ha affermato che la sua recente scoperta di uno schema di manipolazione del tasso d’interesse da parte della Barclays lo aveva fatto “star male fisicamente”. Di chi la colpa? Secondo il dirigente, dei subordinati che avevano agito alle sue spalle.

Il banchiere, statunitense di nascita, che ha la doppia cittadinanza negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, è molto esperto di imbrogli, avendo iniziato assemblando pacchetti di derivati presso la banca Credit Suisse First Boston già nel 1996.  E’ stato costretto mercoledì, di fronte all’interrogatorio parlamentare, ad ammettere che “non posso star seduto qui a dire che nessuno dell’industria [sapeva] dei problemi con il Libor. C’era un problema là fuori e avrebbe dovuto essere affrontato più ampiamente.”

Non ha potuto negare diffusi imbrogli all’interno della sua banca perché, come nel crollo della Enron un decennio fa, gli investigatori avevano scoperto una registrazione email della manipolazione del mercato così lampante che se i dirigenti di vertice non sapevano nulla era perché non volevano sapere.

Secondo l’editoriale del The New York Times: “La prova, citata dal Dipartimento della Giustizia – che la Barclays ha ammesso essere ‘vera e accurata’ – è schiacciante. ‘Sempre lieto di essere utili’, scriveva un dipendente in una email dopo che gli era stato chiesto di fornire informazioni false. ‘Se sai come tenere un segreto, te lo svelo’, scriveva un operatore della Barclays a un operatore di un’altra banca, riferendosi alle loro strategie di reciproco profitto. Se non è un complotto e un cartello, che cos’è?”

Il Dipartimento della Giustizia statunitense ha fatto un accordo con la Barclays e, anche se potrà processare alcuni singoli coinvolti nella frode, ha concordato di non attaccare la banca stessa. “Un tale accordo ha senso soltanto se tale collaborazione consentirà alla pubblica accusa di inchiodare altre banche coinvolte nel fissare i tassi, comprese cause potenziali contro Citigroup, JPMorgan Chase e HSBC …” ha affermato l’editoriale del Times.

Secondo un articolo del Wall Street Journal sia Citigroup sia JPMorgan Chase sono state sospettate anni fa di manipolare il tasso Libor. I dirigenti di tali banche, nonostante tale denuncia mediatica, hanno chiaramente continuato a sentirsi sicuri abbastanza da proseguire sul loro allegro cammino.

La triste realtà è che probabilmente la faranno franca. Il mondo dell’alta finanza è per definizione tanto oscuro e opaco quanto riescono a renderlo tale i banchieri e i loro surrogati politici e anche questa recentissima incrinatura nella loro difesa dell’inganno sarà fatta sparire presto.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/crime-of-the-century-by-robert-scheer

Originale: Truthdig

 

 

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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