Egitto: che significato darà Morsi alla libertà di parola?

Redazione 3 luglio 2012 0
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 Egitto: che significato darà Morsi alla libertà di parola?

 

Di Shahira Amin 2 luglio 2012

 

2 luglio 2012

 

Domenica  pomeriggio Piazza Tahrir è esplosa in una gioiosa baldoria e festa      dopo che il Consigliere Faruk Sultan, Capo della Commissione per le elezioni ha annunciato i risultati del ballottaggio per le elezioni  presidenziali con  un comunicato trasmesso alla televisione e diretto a tutto il paese. Il consigliere Sultan ha nominato vincitore il candidato della Fratellanza Musulmana, Mohamed Morsi, con il 51,73 per cento dei voti e con un   esiguo margine di 800.000 voti. L’annuncio ha messo fine a giorni di congetture sul risultato di un voto che ha polarizzato l’Egitto e che ha accentuato una divisione vecchia di decenni tra laici e Islamisti.

Nel frattempo i sostenitori dell’avversario  di Morsi, Ahmed Shafik, hanno espresso la loro rabbia e il loro sconcerto  per questa sconfitta. Alcuni hanno insistito che “il risultato non era corretto”, mentre altri hanno detto che avrebbero fatto i bagagli e avrebbero abbandonato l’Egitto. La maggior parte dei membri del partito di Safik erano laici che avevano votato per l’uomo dell’ex regime (l’ultimo Primo ministro del governo di Mubarak)  per paura che il governo islamista avrebbe significato intolleranza e repressione delle libertà.

La vittoria di un membro islamista conservatore e da lungo tempo nella Fratellanza Musulmana ha alimentato le preoccupazioni riguardo ai diritti delle minoranze e delle donne, alla libertà di espressione e alle probabili restrizioni nel campo dell’arte e della creatività.

Le paure dei laici non sono del tutto infondate: nei mesi scorsi, svariate azioni legali       intentate da integralisti musulmani contro artisti e  un uomo di affari Copto hanno minacciato di limitare  la libera espressione. Il  Copto Naguib Sawiris è stato accusato due volte dagli Islamisti ultra conservatori di “empietà e di insultare l’Islam” dopo che ha messo su Twitter una vignetta di Topolino con la barba e di Minnie con il velo. I tribunali hanno respinto l’accusa in entrambe le occasioni con la motivazione che “i querelanti   non avevano la posizione giuridica per farlo”.

Nel frattempo l’attore di commedie Adel Imam e diversi altri artisti che lavoravano con lui, sono stati accusati di “oltraggio alla religione” per tre film girati nei primi anni ‘90, compreso il film del 1994 “Il terrorista” (nel quale Imam interpretava il ruolo di un fondamentalista islamico). L’avvocato ultra conservatore  che ha intentato l’azione legale, ha accusato Imam di deridere i simboli musulmani come la barba e la il mantello bianco (gallabeya) che indossano tradizionalmente i Musulmani devoti.

Mentre la causa contro Imam, è stata poi archiviata, ha innescato un’esplosione di rabbia da parte di liberali e di  intellettuali che hanno espresso il loro timore che questo tradizionalismo potesse trascinare l’Egitto “ di nuovo nell’età buia”. Molti intellettuali, scrittori e artisti si preoccupano che la marea dilagante  dell’Islamismo possa portare a una maggiore censura delle loro opere e a  limitare la creatività e la libertà di espressione.

Hanno chiesto che il presidente eletto da poco chiarisca la sua posizione sulla libertà di parola e di creatività.

“Vogliamo che ci prometta che la creatività non venga giudicata in base a principi religiosi,” ha detto lo scrittore laico Ahmed Al Khamisi. “Vogliamo che si impegni a non censurare gli artisti e a non soffocare la loro libertà di creare.”

Anche l’attivista Dalia Ziada ha espresso la propria preoccupazione che Morsi “cerchi di prendere provvedimenti contro i diritti e le libertà umane, per ordine di Dio.”

Mentre Morsi non ha negato la sua intenzione di realizzare la legge islamica della Sharia, ripetendo nei suoi discorsi durante la campagna elettorale che il “Corano è la mia costituzione”, ha cercato di dissipare le preoccupazioni dei liberali Egiziani   promettendo di proteggere le libertà e i diritti delle minoranze e delle donne. Si è anche ritirato dalla Fratellanza Musulmana  e ha promesso di nominare una donna Cristiana come vice Presidente.

Nel suo primo discorso alla televisione che ha fatto dopo aver vinto le elezioni, ha detto: “L’Egitto è di tutti gli Egiziani; tutti noi siamo uguali per quanto riguarda i diritti.”
Ha anche promesso di realizzare gli obiettivi della rivoluzione: libertà, democrazia e giustizia sociale.

I governanti militari dell’Egitto si sono nel frattempo  dichiarati “i guardiani della rivoluzione e i protettori di un consiglio di stato laico e democratico”. Hanno di recente introdotto degli emendamenti supplementari alla costituzione che consolidano la loro presa sul potere. Gli emendamenti danno all’esercito poteri legislativi e poteri riguardanti il bilancio assoluti, compreso quello sulla stesura della nuova costituzione del paese. Oltre a tutto questo, verranno limitati  drammaticamente i poteri del presidente eletto da poco.

Con lo stretto controllo dei militari e tutti gli occhi puntati su di lui, Morsi si deve   aspettare per un periodo duro in cui poter dimostrare il suo coraggio. Gli attivisti rivoluzionari stanno monitorando le sue azioni nei primi 100 giorni della sua carica per mezzo di una nuova applicazione su Internet soprannominata “Il Morsimetro”. Hanno anche accumulato pressioni su di lui tramite le continue proteste a Piazza Tahrir che chiedono che egli  ottenga più poteri dai militari. Dare soddisfazione a tutte le forze politiche – i giovani rivoluzionari, l’autorità militare e i gruppi islamisti che vogliono che sia realizzata la legge delle Sharia,- potrebbe essere uno compito quasi impossibile. Una cosa è però sicura: separare la religione dalla politica  sarà una concessione di importanza vitale che Morsi dovrà fare se vuole ottenere l’appoggio dei laici che hanno iniziato la rivoluzione.

 

La giornalista Shahira Amin si è dimessa dal suo incarico come vice capo della televisione statale  Nile  nel febbraio 2011. Leggete  qui perché si è dimessa dalla “macchina della propaganda” : http://www.channel4.com/news/egypt-journalist-resigns-from-state-tv-in-protest.

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/egypt-what-will.morsi-mean-for-free-speech-by-shahira-amin

Originale : Uncut

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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