Cuba: libertà per i sei

Redazione 29 giugno 2012 0
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di Saul Landau  -  29 giugno 2012

Cosa ha fatto Cuba agli Stati Uniti per meritarsi 53 anni di rimproveri?

Nel 1960 quegli sporchi caraibici si schierano, nella guerra fredda, con la parte “malvagia”; i sovietici, ci si ricorda, offrirono sostanzioso aiuto, non minacce. Ma nel 1991 l’URSS scomparve.

E allora? Anche senza la scusa dei sovietici l’ossessione è rimasta: rovesciare il governo cubano con ogni tattica che non fosse la guerra e con alcune, tra esse, molto peggiori di semplici menzogne.

Negli anni ’90, sotto il naso dello FBI, nel sud della Florida esiliati cubani organizzarono e finanziarono azioni terroristiche contro Cuba. Pagarono mercenari salvadoregni per piazzare bombe in luoghi turistici de L’Avana.

Negli anni ’90 Cuba inviò agenti per infiltrare i gruppi terroristici della Florida. Le informazioni degli infiltrati arrivano, riciclate, allo FBI. Ma nel 1998 lo FBI arrestò gli agenti cubani e una giuria intimidita di Miami li condannò. Un giudice sentenziò contro i Cinque di Cuba condanne draconiane.

Arrivati al 2001, mentre i Repubblicani della Florida cominciavano a escludere probabili votanti per i Democratici dalla registrazione alle urne, la “democrazia” emerse come linea ufficiale per sostituire la Guerra Fredda contro Cuba. Su mandato del Congresso (Helms-Burton) lo USAID – non la CIA – preparò il suo piano per il “cambiamento di regime” a Cuba.

Un’operazione clandestina dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale per rovesciare Cuba ha portato nel 2009 all’arresto di Alan Gross, un cittadino statunitense assunto da una società che aveva ottenuto in incarico dallo USAID per contribuire a rovesciare il governo cubano.  Questo piano richiedeva la creazione di una tecnologia Internet sicura per piccoli gruppi di dissidenti ebrei in modo che potessero comunicare senza essere rintracciati o infiltrati dalla Polizia cubana. Dio non voglia che Cuba dovesse apprendere il segreto della ricetta degli gnocchi di pane azzimo [Matzo balls]!

Un agente della polizia cubana, tuttavia, aveva individuato agli inizi della sua impresa e altri agenti lo avevano seguito mentre distribuiva attrezzature sofisticate. Hanno preso nota delle persone che incontrava, delle attrezzature che consegnava e, nel suo quinto viaggio, lo hanno arrestato. Gross è stato processato e condannato per azioni sovversive contro lo stato cubano. Nel 2010 gli sono stati comminati 15 anni.

Proteste d’”innocenza” sono scaturite dal Dipartimento di Stato e dai gruppi ebraici tradizionali. “Stava soltanto aiutando gli ebrei cubani a ottenere un migliore accesso a Internet.” Per il suo “gesto umanitario” avrebbe ricevuto un compenso di quasi 600.000 dollari nell’ambito di un contratto governativo.

Nel dicembre 2011 Fulton Armstrong, un ex collaboratore del Senato e funzionario della Sicurezza Nazionale, ha pubblicato un editoriale d’apertura che rivelava sia la stupidità e illegalità della missione di Gross.

“Quando un’operazione segreta gestita dalla CIA va male e viene arrestato un funzionario clandestino, il governo statunitense elabora una strategia per negoziarne il rilascio. Quando viene arrestato un operatore sotto copertura che lavora per lo USAID, Washington ricorre alla retorica, investe altri soldi nel programma compromesso e rifiuta di parlare … di divulgare informazioni persino elementari sui programmi.”

I programmi, ha concluso Armstrong, “non hanno coinvolto la nostra comunità d’intelligence, ma la segretezza che li circondava, le tecniche clandestine (compreso l’utilizzo di tecnologie avanzate di crittografia) e il deliberato occultamento della mano USA, hanno avuto tutte le caratteristiche di un’operazione spionistica segreta.”

Il caso Gross ha reso evidente, ha concluso Armstrong, il ruolo dell’USAID come “combattente segreto per minare in tutto il mondo i regimi contrari agli USA.” E, ha aggiunto, “la concentrazione dei programmi sul cambiamento di regime è esplicita”. (Miami Herald, 25 dicembre 2011).

Sorpresa! Le rivelazioni di Armstrong avrebbero potuto anche essere pubblicate unicamente in sanscrito, perché successivamente nè i dirigenti del Dipartimento di Stato né i leader della comunità ebraica hanno cambiato una nota nella loro canzone sull’“innocenza di Alan”.

In febbraio il giornalista dell’AP, Desmond Butler, ha offerto ulteriori dettagli sul caso Gross basati sui “rapporti di viaggio” fatti filtrare che Gross aveva compilato. “Pezzo per pezzo, in zainetti e borse a spalla, il professionista degli aiuti Alan Gross si è assicurato che arrivassero segretamente a Cuba computer portatili, smartphone, dischi fissi e attrezzature di rete. Il pezzo più importante, secondo i rapporti ufficiali di viaggio, è stato l’ultimo: un chip specializzato per telefono cellulare che gli esperti affermano sia spesso utilizzato dal Pentagono e dalla CIA per rendere virtualmente impossibili da localizzare i segnali satellitari.”

Butler ha proseguito: “Gross ha affermato durante il suo processo a Cuba di essere stato uno “sciocco fiducioso” e di essere stato ingannato. Ma i suoi rapporti di viaggio indicano che sapeva che le sue attività erano illegali a Cuba e che era preoccupato per il pericolo, compreso quella della possibile espulsione.”

Un rapporto ha citato un leader di comunità. Gross “ha chiarito abbondantemente che stiamo tutti ‘giocando col fuoco’.” In un’altra occasione Gross ha affermato: “E’ fuor di discussione che questa è una faccenda molto rischiosa.” http://www.businessweek.com/ap/financialnews/D9SSHGPG2.htm

Nel corso delle ultime settimane, funzionari del Dipartimento di Stato e l’avvocato di Gross, ignorando i pezzi pubblicati da Armstrong e da Butler, hanno rieseguito la “canzone dell’innocenza” e hanno lamentato i maltrattamenti del malato Alan da parte di Cuba.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, ha dichiarato di essere “estremamente preoccupata” per le condizioni di salute dell’”innocente” Gross. “Soffre di artrite degenerativa che è peggiorata perché non gli è concesso di camminare nella sua cella.” (Paul Haven, AP, Havana, 15 giugno).

L’avvocato Gross, Peter J. Kahn, ha affermato che il suo cliente sta “avendo difficoltà a camminare e ha sviluppato una massa dietro la sua scapola destra.”

Cuba ha trasmesso la documentazione medica di Gross, ha affermato che si trova in buona salute e ha espresso rammarico per “distorsioni che vengono diffuse” sulla sua salute.

Washington insiste che fino a che Cuba non libererà Gross non saranno possibili progressi bilaterali. Stallo! (Haven, 15 giugno).

Il governo USA ha fatto di Alan Gross il proverbiale capro espiatorio. Poiché, come segnala Armstrong, Gross non era un funzionario ufficiale della CIA il governo USA utilizza la sua incarcerazione come propaganda contro l’”inumanità” di Cuba.

Per controbattere a ciò potremmo premere per la “libertà per i Sei”, Alan e i Cinque di Cuba. Cuba ha indicato la sua disponibilità a negoziare simili gesti umanitari reciproci.

Per convincere Obama, la famiglia di Gross potrebbe dimostrare per la sua libertà alla Casa Bianca. Dopotutto Alan stava attuando la politica statunitense.

Landau, un membro dell’Istituto di Studi Politici, ha prodotto  ‘WILL THE REAL TERRORIST PLEASE STAND UP’ [ Il terrorista vero si alzi in piedi, per favore] (Cinemalibrestore.com). Counterpunch ha pubblicato il suo ‘A BUSH AND BOTOX WORLD’  [Un mondo di Bush (oltre che cognome, letteralmente, ‘cespuglio’, ma anche ‘pelo’) e del botox – n.d.t]

 

ZNet – Lo spirito della resistenza è vivo

Znetitaly.org

Fonte:  http://www.zcommunications.org/free-the-six-by-saul-landau

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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