La malattia non è il terrorismo ma la madornale ingiustizia.

Redazione 27 giugno 2012 0
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di Arundhati Roy – 24 giugno 2012

Nota di traduzione: leggere le note a fondo pagina per avere delle informazioni relative alle leggi indiane citate nel pezzo.

 

Nessun individuo singolo ha mai criticato lo stato indiano quanto ha fatto Arundhati Roy.

In una perenne tensione di giustizia partendo da Pokhran, passando per Narmada, e nel corso degli anni, estendendosi ad altre lotte, ha usato la sua capacità di scrivere per contestare il governo indiano, la sua élite, le sue corporation, e, più recentemente, l’intera struttura della finanza globale e il capitalismo. E’ stata incarcerata per un giorno nel 2002 per oltraggio alla corte, ed accusata di sedizione nel novembre del 2010 per un presunto discorso anti-India fatto, insieme ad altri, ad un seminario a New Delhi in Kashmir, dal titolo ‘Azadi, l’unico modo ‘.

Estratti da un’intervista a Panini Anand:

Come valuta leggi come quella sulla Sedizione, l’ Unlawful Activities (Prevention) Act e l’AFSPA, in quella che viene pubblicizzata come il più grande democrazia?

Sono contento che abbia usato la parola “pubblicizzata”. E’ una buona parola da utilizzare in relazione alla democrazia indiana. È certamente una democrazia per la classe media. In posti come il Kashmir o Manipur o Chhattisgarh, la democrazia però non è disponibile. Nemmeno nel mercato nero. Leggi come la UAPA, che è solo la versione governativa UPA del POTA, e la AFSPA sono estremamente  autoritarie – permettono allo Stato di detenere e anche uccidere mantenendo una totale impunità.

Leggi come queste non dovrebbero trovare posto in una democrazia. Ma finché queste leggi non incidono sulla classe media tradizionale, fintanto che sono usate solo contro persone in Manipur, Nagaland e Kashmir, contro i poveri o contro ‘terroristi islamici’ nel continente, nessuno sembra esserne interessato.

Sono le persone ad aver scatenato guerra contro lo Stato o è lo Stato a combattere contro il suo popolo?  Che cosa pensa delle emergenze degli anni ’70, delle minoranze che si sentono prese di mira, prima con i sikh e adesso con i musulmani?

Alcune persone stanno facendo la guerra contro lo Stato. Lo Stato sta conducendo una guerra contro la maggioranza dei suoi cittadini. L’emergenza negli anni ’70 è diventata un problema perché il governo di Indira Gandhi fu abbastanza stupido da colpire il ceto medio, abbastanza stupido da mischiarli con le classi inferiori, privandoli dei diritti civili. Vaste aree del paese oggi si trovano in una situazione di emergenza molto grave.
Ma questa emergenza adesso viene trattata come se fosse un’ammaccatura da imbiancare. Quello che ne esce è una qualcosa di più lindo e pulito. L’ho già affermato in passato: osservate le guerre che il governo indiano ha intrapreso da quando l’India divenne una nazione sovrana. Osservate i casi in cui l’esercito è stato chiamato ad agire contro la ‘propria’ gente: Nagaland, Assam, Mizoram, Manipur, Kashmir , Telangana, Goa, Bengala, Punjab e (prossimamente) Chhattisgarh
E’ uno Stato costantemente in guerra. E sempre nei confronti delle minoranze tribali, cristiani, musulmani, sikh, ma mai contro la classe media, o le classi indù superiori.

Come si fa a frenare la spirale di violenza se lo Stato non interviene contro i gruppi terroristici di estrema sinistra? Non si metterebbe in pericolo la sicurezza interna?

Nessuno sostiene che non vada fatto nulla contro i gruppi terroristici, nemmeno gli ‘stessi terroristi”. Non chiedono leggi anti-terrorismo per il gusto di venire spazzati via. Stanno facendo quello che fanno, ben consapevoli delle conseguenze, legali e non, alle quali si espongono.

Esprimono rabbia e lottano per cambiare un sistema che produce ingiustizia e disuguaglianza. Non si vedono come ‘terroristi’. Quando dice ‘terroristi’, se si riferisce  al CPI (Maoista), anche se io non condivido l’ideologia maoista, si allontana dalla mia visione: io di certo non li vedo come terroristi. Sì, sono dei militanti e infrangono la legge. Ma allora chiunque resista allo stato-azienda viene etichettato come maoista, sia che faccia parte o meno o che addirittura concordi o meno con l’ideologia maoista.
Persone come Seema Azad sono state condannate al carcere a vita per possesso di testi illegali.  Allora, qual è la definizione di ‘terrorista’ adesso, nel 2012?

Sono le politiche economiche a causare questa disuguaglianza di massa, questa fame, questo disagio che sta mettendo a repentaglio la sicurezza interna, non le persone che protestano contro queste ingiustizie.

Vogliamo affrontare i sintomi o la malattia? La malattia non è il terrorismo.

E’ la madornale ingiustizia.

Certo, anche se fossimo in una società ragionevolmente giusta i maoisti continuerebbero ad esistere.  E continuerebbero ad esistere altri gruppi estremisti che credono nella resistenza armata o praticano attentati terroristici. Ma non avrebbero l’appoggio che hanno attualmente.

Come paese, dovremmo vergognarci di noi stessi, per aver tollerato lo squallore, la miseria, per aver coperto e contemporaneamente esaltato il fanatismo etnico e religioso che vediamo intorno a noi. (Narendra Modi come Primo Ministro! Chi, sano di mente, potrebbe crederci?)

Abbiamo cessato anche di fingere una parvenza di senso di giustizia. Tutto quello che stiamo facendo è genufletterci alle grandi multinazionali ed a quel transatlantico-colabrodo noto come gli Stati Uniti d’America.

 

E’ lo Stato che agisce come il Grande Fratello orwelliano, con le sue intercettazioni e gli attacchi ai social network?

Il governo ormai è diventato sfacciato nell’ammettere che ci sta spiando.
E perché non dovrebbe esserlo visto che nessuno si lamenta?
Controllare il popolo è nella natura di tutte le classi dominanti, giusto?

Mentre tutto il paese diventa sempre più religioso e oscurantista, si continuano a visitare santuari, templi, masjids e chiese a milioni.
Si prega un dio o un altro perché ci possa liberare dalle nostre vite infelici.
E questo mentre entriamo nell’era dei robot, dove macchine programmate dal computer ci controlleranno decidendo cosa sia etico e cosa non lo sia, cosa sia un danno collaterale accettabile e cosa non lo sia.

Dimenticate i testi religiosi. Saranno i computer a decidere cosa sia giusto o sbagliato. Esistono dispositivi di sorveglianza di dimensioni minuscole che possono registrare ogni nostra mossa. Non in India, non ancora ma presto, ne sono sicura. L’UID è un’altra elaborata forma di controllo e sorveglianza, ma le persone fanno di tutto per averne una.  La sfida è come andare avanti, come continuare a resistere, nonostante questo livello di sorveglianza e lavaggio della mente.

Perché non c’è alcuna reazione di massa a questa situazione (detenzioni senza giudizio, le persone iscritte per sedizione, uccisioni facili)? Sono dei non-problemi prodotti da pochi gruppi per i diritti civili?

Naturalmente non sono dei falsi problemi. Sono problemi enormi. Migliaia di persone sono in carcere, accusate di sedizione o per causa della UAPA, sostanzialmente sono accusate di essere maoisti o ‘terroristi’ mussulmani. Incredibilmente, non ci sono dati ufficiali.  Quello che abbiamo sono le sensazioni che abbiamo visitando vari luoghi, le informazioni che riusciamo ad ottenere dai singoli attivisti per i diritti umani che lavorano nelle zone critiche. La tortura ormai è comunemente accettata dal governo e della polizia. La NHRC ha presentato una relazione in cui si segnalano 3.000 morti in prigione, solo lo scorso anno. Mi chiede perché non vi sia alcuna reazione di massa?

Beh, perché tutti quelli che reagiscono finiscono in carcere! O sono minacciati o terrorizzati in qualche modo.

Inoltre tra le ONG manovrate e quelle divise e la realtà oggettiva della sorveglianza e della repressione di stato non saprei neanche dire se un movimento di massa possa avere un futuro. Sì, continuiamo a guardare alla ‘primavera’ araba, ma osservando più da vicino si vede come anche in questo caso le persone vengano manipolate. Penso che la sovversione avrà precedenza sulla resistenza di massa negli anni a venire. E purtroppo, il terrorismo è una forma estrema di sovversione.

Senza uno Stato che faccia rispettare la legge, una polizia attiva, i servizi segreti ed anche le forze armate, non avremmo l’anarchia?

Se non verranno affrontate le cause della rabbia del popolo non avremo uno stato di anarchia ma guerra.
Quando si fanno leggi che aiutano i ricchi, che li agevolano nel mantenere la loro ricchezza, che li sostengono nel continuare ad accumulare di più e di più allora il dissenso e le attività illegali divengono gesti onorevoli.

Non sono sicura che si possa continuare ad impoverire milioni di persone, rubare le loro terre, la loro esistenza, spingerli nelle città, demolire le baracche in cui farli vivere quindi rigettarli nuovamente fuori e aspettarsi, dopo tutto ciò, che l’esercito, la polizia o la prigione possano bloccare la loro rabbia.
Ma forse mi sbaglio.
Forse si può.

Affamarli.
Imprigionarli.
Ammazzarli.

E chiamare tutto questo “Globalizzazione dal volto umano

 

 

Note di traduzione: le norme citate nell’articolo sono leggi mirate alla restrizione delle libertà individuali.
Emanate in tempi diversi mantegono tutte una fortissima radice restrittiva di fondo.

Le norme citate sono: Unlawful Activities (Prevention) Act POTA UAPA AFSPA .

Va inoltre menzionata la SEDIZIONE. Questo presunto crimine viene spesso utilizzato anche contro gli attivisti per i diritti umani.

L’UPA invece è una coalizione di centro-sinistra eletta in India e conosciuta in Italia come
Alleanza progressista unita.

L’NHRC è la commissione indiana per i diritti umani.

Infine UID è il codice unico di identificazione per ogni cittadino indiano. Questo codice univoco viene inoltre collegato ai dati demografici e biometrici dei cittadini (foto, impronte digitali e stampa dell’iride).

 

 

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/terrorism-isn-t-the-disease-egregious-injustice-is-by-arundhati-roy

Traduzione di Fabio Sallustro

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY-NC-SA  3.0

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