Gli indignati israeliani tornano nelle strade in seguito alla violenza della polizia

Redazione 27 giugno 2012 0
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Gli indignati israeliani tornano nelle strade in seguito alla violenza della polizia

 

Di Jérôme E.  Roos

 

26 giugno 2012

 

Ci sono sviluppi interessanti in Israele, dove il movimento per la giustizia sociale J14 (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&ID_articolo=366  che è apparso improvvisamente sulla scena l’anno scorso con occupazioni durante le quali i dimostranti hanno piantato le tende e con le più imponenti proteste popolari del paese mai avvenute, sembra che ora ritorni in modo radicale. Venerdì scorso, la polizia ha contrastato un tentativo di occupare di nuovo il Boulevard Rothschild  nel centro di Tel Aviv, la patria spirituale delle proteste dell’anno scorso,  arrestando l’icona del movimento, Daphni Leef, che l’anno scorso era stata la prima a piantare  la tenda.

Come reazione all’uso eccessivo della forza da parte  della polizia, i militanti si sono di nuovo riversati nelle strade. In questo fine settimana, oltre 4.000 dimostranti hanno marciato attraverso Tel Aviv, occupando le strade principali, danneggiando le banche, assediando il municipio e scontrandosi con la polizia per circa quattro ore. Noam Sheizaf che scrive per l’eccellente + 972 Magazine, che si impegna pubblicare  “servizi di informazione e commenti indipendenti da Israele e dalla Palestina”, osserva che:

Non si può negare che qualche cosa sia cambiato nel movimento J14. L’atmosfera dell’anno scorso di costruzione del consenso è scomparsa, ed è stata sostituita da un sorprendente livello di amarezza e di rabbia. Molti dimostranti hanno parlato del bisogno di portare nelle strade la battaglia politica, adesso che neanche  le blande promesse  dell’anno scorso sono state mantenute, e specialmente a causa della mancanza di opposizione nella Knesset…..

Un altro interessante sviluppo è il cambiamento del modo in cui i mezzi di informazione trattano della protesta. L’anno scorso i delegati del primo ministro parlavano di “cospirazione dei mezzi di informazione” contro di lui, a causa di ciò che sembrava il trattamento favorevole del movimento J14 da parte dei media tradizionali. Le cose non  potrebbero essere più diverse oggi.  Il J14 è stato incolpato del  rallentamento  economico  che Israele sta sperimentando e che ha fatto entrare in profonda crisi il mercato dei mezzi di informazione. Come risultato – e forse anche per la crescente avversione dei dimostranti stessi – il tono dei media è cambiato e oscilla tra l’ignorare la protesta e criticarla.

Il J14 è ora la protesta degli estranei. Senza appoggio da parte dei mezzi di informazione o dei più importanti partiti politici, non è più il festival dell’estate che la gente in passato sosteneva che fosse.  Alcuni problemi – come il dibattito sulla necessità di discutere gli altri urgenti problemi politici, e soprattutto l’occupazione -   tormentano ancora il movimento. C’è tuttavia una rinnovata energia nelle strade, almeno a Tel Aviv.

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/israeli-indignados-return-to-streets-following-police-violence–by-j-r–o-me-roos

Originale : Roarmag.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons- CC BY- NC-SA 3.0

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