Wikileaks: USA e approvvigionamento energetico dell’Italia

Redazione 24 giugno 2012 0
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CODICE DATA CLASSIFICAZIONE FONTE
08ROME1308 29/10/2008 CONFIDENTIAL Embassy Rome

 

VZCZCXRO8237 OO RUEHAG RUEHROV DE RUEHRO #1308/01 3030730 ZNY CCCCC ZZH O 290730Z OCT 08 ZFD FM AMEMBASSY ROME TO RUEHC/SECSTATE WASHDC IMMEDIATE 1063 INFO RUCNMEM/EU MEMBER STATES COLLECTIVE PRIORITY RUEHAK/AMEMBASSY ANKARA PRIORITY 3281 RUEHAH/AMEMBASSY ASHGABAT PRIORITY 0311 RUEHTH/AMEMBASSY ATHENS PRIORITY 1867 RUEHKB/AMEMBASSY BAKU PRIORITY 0111 RUEHMO/AMEMBASSY MOSCOW PRIORITY 4462 RUEHFR/AMEMBASSY PARIS PRIORITY 2449 RUEHSI/AMEMBASSY TBILISI PRIORITY 0234 RUEHFL/AMCONSUL FLORENCE PRIORITY 3252 RUEHMIL/AMCONSUL MILAN PRIORITY 9610 RUEHNP/AMCONSUL NAPLES PRIORITY 3408

 

 

C O N F I D E N Z I A L E  SEZIONE   01 DI 04 ROME 001308 SIPDIS EEB FOR SE GRAY EEB FOR DAS HENGEL EEB FOR DAS BRYZA EEB FOR AMBASSADOR MANN EEB FOR CBA SR FRANK MERMOUD E.O. 12958: DECL: 28/10/2018 TAGS: PGOV, PREL, ECON, ENRG, IT, RU, AZ

OGGETTO: TEMI ENERGETICI ITALIANI: L’INVIATO SPECIALE C. BOYDEN GRAY DISCUTE L’ENERGIA DAL CASPIO; PROBLEMI RUSSI PER IL SOUTH STREAM DELL’ENI; SCETTICISMO SULLA 20-20-20 E SULLA SCELTA TRA LA TECNOLOGIA FRANCESE E QUELLA USA.

RIF: A) ROME 451 B) ROME 1101 ROMA 00001308 001.4 DI 004 Classificato da: Consigliere ministeriale Thomas L. Delare motivi 1.4 b, d ed e 1.

(C) SOMMARIO: Il 9 e 10 ottobre 2008 l’Inviato Speciale C. Boyden Gray ha visitato Roma e si è incontrato con i dirigenti chiave per l’energia del governo italiano e del settore privato. I principali punti di discussioni hanno rivelato che gli italiani sono preoccupati per il gas da Caspio, cioè circa il fatto che il turchi siano d’accordo nel lasciar affluire una quantità sufficiente di gas a occidente verso la Grecia e l’Italia e se gli azeri potranno mancare del gas e/o della volontà politica necessari perché l’oleodotto Turchia-Grecia-Italia venga realizzato. L’Italia convocherà in gennaio una riunione Turchia-Grecia-Italia-Azerbaijan allo scopo di fissare le posizioni. Riguardo all’oleodotto South Stream, dirigenti dell’ENI riferiscono l’assenza di una qualsiasi accordo definitivo per confermare la propria “associazione” con la GAZPROM; questo progetto appare essere in sospeso. I dirigenti italiani dell’energia sono profondamente scettici circa gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni 20-20-20.  Un dirigente chiave del governo italiano per l’energia ha detto all’Inviato Speciale Gray che l’accordo sull’energia nucleare che Berlusconi firmerà a novembre con il russi non sarà significativo. Gli italiani, infine, sembrano pendere verso la Francia per il loro progetto di reintroduzione del nucleare, anche se gli sforzi dell’ambasciata hanno aperto la possibilità dell’approvazione, attraverso una corsia preferenziale, anche della tecnologia nucleare USA. Fine sommario.

 

PROBLEMI DELL’ENI CON I PARTNER RUSSI RIGUARDO AL SOUTH STREAM

2. (C) Sergio Garribba, Consigliere per l’energia del Ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha detto all’Inviato Speciale Gray che la società energetica parastatale italiana ENI sta incontrando seri problemi con i russi. Per più di un anno, l’ENI ci ha detto che era entrata in una partecipazione al 50% per con la GAZPROM per il progetto dell’oleodotta South Stream (Mar Nero) e che in tale associazione l’ENI si sarebbe spinta al di là della semplice costruzione dell’oleodotto per conto della Gazprom (come ha fatto con il Blue Stream e come fa con il Nord Stream). Questo nuovo accordo, ci è stato detto, avrebbe reso l’ENI un socio a pieno titolo della Gazprom nella vendita del gas inviato attraverso la nuova condotta.

3. (C) Garribba ha tuttavia spiegato che durante l’estate l’ENI ha chiesto l’aiuto del governo italiano. Garribba ha detto che la società è preoccupata di non avere un contratto formale con i russi. La preoccupazione dell’ENI è stata apparentemente acuita dal fatto che i russi stavano firmando contratti con i bulgari e altri che non includevano l’ENI come socio. Il ministro Scajola si è recato a Mosca nel tentativo di ottenere all’ENI il contratto che essa voleva e ha proposto la creazione di un “gruppo di lavoro” per elaborare i dettagli del contratto. Il ministro ha fornito una lista dei possibili partecipanti italiani e ha chiesto ai russi di fare lo stesso. Garribba ha detto che i russi non hanno mai risposto. “L’ENI non ha nulla di scritto dai russi riguardo all’associazione” ha detto Garriba. “Tutto quello che ha è un accordo per condurre uno studio.” Garribba ha parlato come se il South Stream non fosse realizzato. Ma ha detto di ritenere che i russi possano tentare di raddoppiare la capacità del Blue Strem (la condotta che va dalla Russia alla Turchia sul lato orientale del Mar Nero.). Ha detto che tecnicamente questo percorso sarebbe molto più agevole.

4. (C) Dirigenti dell’ENI hanno detto all’ambasciatore Gray essenzialmente la stessa cosa, affermando che l’ENI è accusata di una collaborazione machiavellica con la Gazprom sul South Stream quando tutto ciò di cui l’ENI dispone è l’accordo con la Gazprom per condurre uno studio di fattibilità mediante la loro joint venture al 50%.  ENI tuttavia è interessata ad assicurarsi il contratto per la costruzione del South Stream e ad ottenere dalla Gazprom i diritti di vendita all’Europa Orientale del gas South Stream. (Secondo gli attuali tetti di mercato fissati dalla legge antitrust italiana, che scadrà nel 2012 se non rinnovata, l’ENI non potrebbe vendere il gas in Italia). La Gazprom è ROMA 00001308 002.2 DI 004

 

Interessata a vender il gas direttamente in Italia. 5. (C) Durante un incontro separato il 21 ottobre, il direttore dell’ENI per il South Stream ha detto all’Addetto Economico che “secondo me, il South Stream ha meno del 5% di possibilità di essere realizzato nei prossimi cinque anni.” Ha ulteriormente spiegato che la Gazprom si troverà di fronte grossi problemi in futuro nel raccogliere il capitale necessario per finanziare i suoi progetti.

CORRIDOIO SUD: ITALIANI PREOCCUPATI DEGLI AZERI, NON DEI TURCHI 6. (C) Sul progetto del corridoio meridionale Turchia-Grecia-Italia (TGI), l’Inviato Speciale ha detto a Garribba che noi riteniamo che il problema risieda principalmente in Turchia; i turchi esigono troppo gas azero e non sono disponibili a permettere che una quantità sufficiente di esso transiti attraverso il loro territorio. Garribba si è detto in forte disaccordo. Ha detto che l’Italia ha un “accordo informale” con i turchi per consentire che 6-7 miliardi di metri cubi passino attraverso il TGI verso l’occidente. Garribba ha detto che le preoccupazioni italiane sono concentrate sulla capacità e volontà degli azeri di vendere gas all’occidente. Ha detto di dubitare che gli azeri abbiano gas sufficiente per soddisfare sia il loro fabbisogno interno sia le richieste per il TGI. L’Inviato Speciale ha detto a Garribba che il governo USA è fiducioso che gli azeri forniranno il gas ai gasdotti occidentali. “Possiamo far consegnare dagli Azeri se voi potete far consegnare dai turchi” ha detto Gray. Garribba ha detto che sarà in grado di dare una risposta definitiva sulla posizione turca “entro quattro mesi”. Ha spiegato che l’Italia sta organizzando un incontro a quattro (Italia, Grecia, Turchia e Azerbaijan) questo dicembre o a gennaio 2009 nel tentativo di definire questi problemi. Ma ha detto che ha questo punto non è sicuro che la condotta TGI verrà costruita. 7. (C) In un incontro separato il Direttore Generale dell’Ufficio Economico del Ministero degli Affari Esteri, Magliano, ha anch’egli detto che il problema non è la Turchia. Magliano ha detto all’Inviato Speciale Gray che l’Italia ha rapporti eccellenti con la Turchia ma non con l’Azerbaijan. L’Inviato Speciale ha detto a Magliano la stessa cosa che aveva detto a Garribba, che se l’Italia può far consegnare dalla Turchia, noi possiamo far consegnare dall’Azerbaijan.  Magliano, tuttavia, ha avuto un atteggiamento non impegnativo, ringraziando l’Inviato Speciale Gray e dichiarando che il governo italiano avrebbe richiesto l’assistenza del governo USA nel caso fosse stato necessario. La crisi in Georgia ha creato problemi per la condotta Nabucco, ha detto, il che ha reso il TGI più pratico. Sulla posizione del governo italiano riguardo ai vari progetti relativi al gas, l’ha sintetizzata come “più condutture ci sono, meglio è”. Magliano ha detto che, seguendo questo principio, l’Italia appoggia TGI, Nabucco, South Stream e Nord Stream. 8. (C) Il partner del settore privato per il TGI da parte italiana, l’Edison, non è così ottimista riguardo alla Turchia e teme che possano esserci dei problemi con tale paese. Il Direttore Generale dell’Edison, Quadrino, ha spiegato all’Inviato Speciale Gray che il piano è che il ministro Scajola si rechi in Grecia nell’immediato futuro e faccia seguito con un viaggio in Azerbaijan per ottenere l’accordo. Ciò può preparare il terreno per un accordo con la Turchia nel corso dell’incontro a quattro in seguito, quest’anno o agli inizi del 2009. Quadrino ha detto che l’obiettivo sarebbe di raggiungere divisioni chiare dei volumi del gas.

9. (C) Garribba ha avvertito che il primo dei progetti di condotti dal Mar Caspio ad essere completato “sarà il vincitore”, perché il mercato del gas sarà saturato. Quanto alla situazione italiana riguardo al gas, Garribba ha detto che molte delle condotte e dei terminali del gas naturale liquefatto fossero completati, l’Italia avrebbe forniture di gas in eccesso rispetto al proprio fabbisogno. A quel punto l’Italia potrebbe vendere gas ai paesi UE senza accesso al mare che sono privi di accesso al gas naturale liquefatto. Sulla diversificazione dell’energia Garribba ha detto che gli piacerebbe un giorno fissare dei limiti sulla quantità di energia che i fornitori possono importare dalla Russia. Alle società potrebbe essere detto, ad esempio, che solo il 70% delle loro importazioni totali può provenire dalla Russia.

ROMA 00001308 003.2 DI 004 20-20-20, ACCORDI NUCLEARI RUSSI, REATTORI NUCLEARI FRANCESI

10. (C) Garribba è stato aspramente critico degli obiettivi 20-20-20 per i gas serra, definendoli irrealistici e lamentando la mancanza di coordinamento tra i ministri economici, dell’energia e dell’ambiente. (Nota: le società energetiche Edison ed ENI hanno manifestato all’Inviato Speciale Gray uno scetticismo analogo riguarda alla data e agli obiettivi del 20-20-20. Fine nota).   11. (C) Quando gli sono state chieste informazioni circa una visita di Berlusconi a San Pietroburgo, Russia,  programmata per il 7 novembre e circa notizie che verrebbe firmato un qualche tipo di accordo sull’energia atomica, Garribba dapprima è sembrato non comprendere cosa avevamo chiesto, ma quando ha compreso è scoppiato a ridere e ha alzato le mani in un gesto sprezzante. “Oh quello!” ha detto. “E’ uno scherzo. E’ solo per propaganda. Non è importante.” Ha continuato scartando l’idea che l’Italia opti per la tecnologia russa per il proprio programma energetico nucleare. (Nota: ha probabilmente ragione – gli italiani hanno interrotto il loro precedente progetto energetico nucleare a causa della catastrofe di Chernobyl – ma dati gli stretti rapporti tra Berlusconi e Puti, non possiamo essere del tutto certi che il loro accordo sul nucleare sarà privo di sostanza. Fine nota.) 12. (C) Sull’energia nucleare Garribba è sembrato indicare che un certo numero di società verrebbero “invitate a investire” nell’energia nucleare in quanto “l’Italia è un mercato libero e il governo italiano non può dare ordini alle società private.” Ha elencato una serie di possibili candidati, tutti europei (ENEL, EON, Edison). Abbiamo chiesto delle società USA e Garribba ha risposto che una società come la Westinghouse potrebbe essere richiesta da una delle società “investitrici” di fornire i reattori per il progetto. Ha aggiunto che l’Italia può optare per l’utilizzo di due diversi progetti di reattore. Ha detto che la tecnologia preferita può essere francese in quanto la maggior parte delle società energetiche che potenzialmente potrebbero investire in Italia sembra a favore del progetto Areva ERP. Ha reiterato l’obiettivo del Ministro Scajola di ottenere per l’Italia un misto di energia entro il 2030, composto dal 25 per cento di energia nucleare, 25 per cento di rinnovabili e 50 per cento di combustibili fossili. (Nota: la stazione è stata in grado di persuadere il governo italiano a modificare una bozza di legge sul nucleare che avrebbe rinunciato all’approvazione italiana della certificazione di progetti di impianti energetici certificati da altri governi UE. La nuova bozza applica tale esenzione a tutti i progetti certificati da qualsiasi paese OCSE. Ciò apre la porta alle società USA, a condizione che la legge superi l’esame di entrambe le camere del parlamento nella forma attuale. Fine nota). COMMENTI 13. (C) L’ENI ora sembra affermare che la sua trattativa con i russi per il South Stream sia sempre stata più che altro esplorativa, ma nel febbraio 2008 (rif. A) l’ENI è sembrata guardare con avidità a quello che sembrava ritenere più un accordo concluso. (Comunque, anche  all’epoca ci ha detto effettivamente di ritenere che c’era un 60% di possibilità che il South Stream fosse realizzato). Il disagio del governo italiano riguardo alla situazione del gas azero è simile alle preoccupazioni che l’Edison ci ha espresso lo scorso agosto (rif. B). 14. (C) Speriamo che Garribba abbia ragione riguardo all’assenza di sostanza in qualsiasi accordo nucleare Berlusconi firmi con Putin. I dirigenti del governo italiano occasionalmente includono la Russia nelle proprie liste di potenziali fornitori di impianti energetici nucleari, ma altri (Gabbibba compreso) ci hanno detto che i russi in realtà non sono della partita. I dirigenti italiano sanno di dover superare profonde preoccupazioni circa la sicurezza e circa l’atteggiamento del “non a casa mia”, preoccupazioni che sono state agitate dalla fusione dell’impianto nucleare di Chernobyl nel 1987 ROMA 00001308 004.2 DI 004 15. (C) Anche se i russi possono essere esclusi dalla corsa, temiamo che i francesi abbiano un canale interno grazie alle loro attività di lobby ai massimi livelli e al fatto che le società energetiche europee che probabilmente costruiranno gli impianti nucleari in Italia hanno tutte un qualche tipo di collegamento con la Francia. La stazione proseguirà i suoi energici sforzi per garantire che le società americane abbiano una leale possibilità di offrire in Italia la tecnologia degli impianti energetici nucleari statunitensi.

 

SPOGLI

 

 

Traduzione a cura di www.znetitaly.org


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