Ritorni di fiamma

Redazione 19 giugno 2012 0
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di Immanuel Wallerstein – 19 giugno 2012

 

“Ritorno di fiamma” è un termine coniato dalla CIA che serviva originariamente a spiegare le involontarie conseguenze negative che un paese si sarebbe trovato a subire a causa delle proprie operazioni di spionaggio. Per esempio se un’operazione segreta della Cia avesse portato a una rappresaglia su cittadini statunitensi non a conoscenza dell’originale operazione di spionaggio, allora in questo caso si sarebbe potuto parlare di “ritorno di fiamma”.

Ma in questo periodo ormai molte operazioni ormai non sono più del tutto segrete (per esempio l’utilizzo di droni in Pakistan o in Yemen). E le “vendette” sono spesso ampiamente pubblicizzate. Nonostante tutto questo sembra che i paesi non abbiano cessato di mettere in atto queste operazioni.

 

E’ dunque necessario avere chiara la definizione di “ritorno di fiamma” e del perché si verifichi. Credo che il primo punto da analizzare sia il fatto che i paesi che, al giorno d’oggi, praticano questo tipo di operazioni siano certamente potenti ma non tanto quanto lo furono in passato.

All’acme della loro potenza potevano permettersi di ignorare i “ritorni di fiamma” come inaspettate conseguenze minori.

Ma quando la potenza è in declino le conseguenze risultano essere meno irrilevanti.

Eppure anche in questo caso la tendenza dei paesi coinvolti in questa prassi è quella di perseguire i propri obiettivi in modo ancor più vigoroso.

 

Diamo uno sguardo a due famosi esempi di “Ritorno di fiamma”.

Uno riguarda gli Stati Uniti. Nel 1980 gli Stati Uniti stavano cercando di cacciare le forze militari russe dall’Afghanistan. Di conseguenza decisero di sostenere i Mujaheddin. Uno di quelli che sostennero con maggior forza si chiamava Osama Bin Laden.

Una volta che l’esercitò russo si ritirò Osama fondò Al Qaeda ed iniziarono gli attacchi agli USA.

 

Un secondo famoso caso riguarda Israele.

Nel 1970 Israele considerava l’OLP e il suo leader Arafat come i principali nemici. Tentando di indebolire la figura di Arafat e l’OLP gli israeliani sostennero economicamente la sezione palestinese dei fratelli mussulmani, conosciuta come Hamas. La crescita di Hamas indebolì effettivamente l’OLP. Ma a un certo punto Hamas si rivelò molto più efficace nell’opporsi allo stato di Israele.

Oggi tutti conoscono questi esempi. Altri possibili casi da citare riguardano l’Inghilterra e la Francia. E la lista dei paesi vittime di “ritorno di fiamma” non si ferma qua. Perché dunque continuano con questa pratica che in realtà li indebolisce?

 Lo fanno esattamente perché il loro potere è in declino.

Dobbiamo guardare alla questione in termini di tempo e contesto politico. I “ritorni di fiamma” si verificano quando la potenza in declino si produce in un comportamento che, sul breve periodo, raggiunge degli obiettivi ma che sul medio periodo rende il potere ancor più debole (ancora più in fretta) e che nel lungo periodo è, effettivamente, autodistruttivo.

La cosa più ovvia da fare sarebbe quella di non proseguire su questa strada.

Le operazioni sotto copertura, quando si parla di obiettivi di ampio respiro, non funzionano più.

 

Per tornare agli esempi: Obama e Netanyahu non lo comprendono? E se lo capiscono perché continuano o addirittura aumentano l’intensità di questo comportamento?

In realtà credo che sappiano che tali operazioni non siano efficaci e altrettanto consapevoli  siano anche le agenzie di Intelligence.

Ma devono affrontare dei dilemmi immediati.

 

Prima di tutto sono politici che hanno come obiettivo quello di rimanere al potere. Entrambi devono affrontare forti gruppi politici che ritengono che non siano abbastanza “falchi”. E nessuno di loro invece si trova a dover gestire realtà che desiderino  cambiare radicalmente le attuali prassi di politica nazionale.

In breve la destra estrema in entrambi i paesi è molto forte e la sinistra, anche quella moderata, è debole. La ragione sottesa a ciò è che l’opinione pubblica in questi paesi non accetta la realtà del declino relativo della potenza dello stato.

 

I leader possono cercare di puntare i piedi, un minimo ma dare trasparenza alle attività sotto copertura è possibile solo per poco.

Ed alla fine questi leader si trovano a  scoprire che devono perseguire politiche che non funzioneranno sul  lungo periodo solo per restare al potere in tempi brevi.

 

C’è un’altra ragione.

Obama non ha rinunciato ad un sogno impossibile: riportare gli Stati Uniti ad una posizione di indiscutibile egemonia.

Ed anche Netanyahu non ha rinunciato ad un altro sogno impossibile: uno stato ebraico che venga istituito su TUTTO il territorio del precedente mandato britannico.

Se non rinunzieranno a questi sogni non saranno d’aiuto ai propri cittadini nel far loro comprendere la natura politica del nuovo sistema mondiale ed il relativo declino di potere che le loro nazioni stanno vivendo.

 

ZNet – Lo spirito della resistenza è vivo

Znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/blowback-or-impossible-dilemmas-of-declining-powers-by-immanuel-wallerstein

Originale: Common Dreams

traduzione di Fabio Sallustro

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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