L’opposizione alla guerra e all’austerità in Germania

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L’opposizione alla guerra e all’austerità in Germania

 

Di Inge Hoger

E Tobias Pflueger

e Ashely Smith

 

16 giugno 2012

 

In maggio due delegati del Partito Tedesco della Sinistra hanno partecipato alle recenti proteste e attività contro il vertice della NATO di Chicago, compreso il Vertice del Popolo la settimana precedente. Il partito  Die Linke (La Sinistra) è stato fondato nel 2007 dalla fusione dell’ex  partito comunista al potere nella ex Germania est  con un gruppo di membri  del Partito  social democratico di centro sinistra della Germania ovest. Sebbene abbia avuto recenti sconfitte elettorali, il partito rappresenta una forza di sinistra nella politica ufficiale, con diverse dozzine di membri nel Bundestag, il parlamento della Germania, e quasi 200 membri nei parlamenti regionali.

 

Inge Hoger rappresenta lo stato della Renania Settentrionale-Vestfalia  al Bundestag. Tobias Pflueger  è membro del comitato esecutivo del Partito della Sinistra ed è stato membro del Parlamento Europeo dal 2004 al 2009. Hanno parlato con Ashley Smith, della lotta per la pace e l’uguaglianza in Germania e in Europa.

 

Quali sono gli argomenti chiave che conseguenti al questo vertice della NATO?

 

Tobias: Penso che ci siano tre problemi principali. Il primo è: quale sarà il futuro dell’Afghanistan?. Barack Obama ha detto che le truppe verranno via nel 2014, ma ha anche detto che le forze statunitensi resteranno là,  sotto una qualche forma,  per un altro decennio.

Tutti i partiti in Gemania dicono che dovremmo andarcene dall’Afghanistan  nel 2014, ma c’è un accordo tra il governo afgano e quello tedesco che entrambi  sosterranno tutte le truppe afgane e la polizia.  Dovremmo chiedere l’immediato ritiro di tutte le truppe.

Il secondo problema è il cosiddetto programma di difesa missilistica per distruggere la  capacità di reazione della Russia. Questa non è affatto difesa. In realtà è offesa – permette agli stati Uniti e all’Europa di avere la capacità di attaccare per primi senza timore di reazione. Ufficialmente è contro l’Iran, ma sappiamo che in realtà è contro la Russia.

Il terzo problema è  un dibattito all’interno della NATO su come prendere le decisioni. Finora hanno avuto una procedura basata sul consenso. Questo, ha permesso, per esempio, che la  Turchia bloccasse temporaneamente la partecipazione  dell’Unione Europea e di fatto quella di Israele,  al vertice della NATO come partecipanti ufficiali. * Vogliono distruggere il principio di unanimità e sostituirlo con il nuovo meccanismo di  respingere tali obiezioni. Le grosse potenza come Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna, vogliono essere in grado di stabilire il programma senza affrontare un effettivo dissenso.

 

Inge: Una questione cruciale è il futuro della forza di sicurezza afgana. Proprio adesso, la NATO ha promesso di contribuire con circa 3 miliardi. Sebbene questo non sia sufficiente per pagare i salari delle forze già esistenti, la NATO continua ancora ad addestrare nuovi soldati e  forze di polizia paramilitari. Questa è una ricetta sicura per un’altra guerra civile. Quello di cui ha bisogno l’Afghanistan non è questa dubbia “collaborazione per la sicurezza,” ma invece un’iniziativa per la formazione e il tirocinio per impieghi in campo civile.

Un ulteriore problema è il loro piano per la modernizzazione delle armi nucleari in Europa. Questa è una grave preoccupazione, perché, invece di disfarcene, essi vogliono ammodernarle e mantenerle. Ci dovremmo opporre a questa modernizzazione, non soltanto perché siamo contro la guerra, ma anche perché non dovremmo sprecare denaro nelle armi quando i governi europei stanno imponendo misure di austerità alla nostra popolazione.

 

Quale ruolo ha avuto la Germania nella  guerra in Afghanistan, e quale ha avuto il partito della sinistra nell’opporsi a essa?

 

Inge: La Germania ha partecipato a questa guerra dal 2001 ed è al terzo posto tra le nazioni riguardo al numero di militari che invia. La Germania promette di ridurre i numeri del personale militare, come faranno anche gli Stati Uniti, ma non è chiaro quali saranno alla fine le cifre.

La settimana scorsa c’è stato un accordo bilaterale tra i governi dell’Afghanistan e della Germania per la cooperazione tra entrambi i paesi. La Germani si è impegnata ad addestrare le forze di sicurezza, i militari e la polizia. Il governo afgano è d’accordo a permettere alla Germania di sfruttare le risorse naturali in Afghanistan. Questo accordo quindi istituisce un rapporto standard tra un paese del primo Mondo e un  paese del Terzo Mondo.

Proprio fin dall’inizio il Partito tedesco della Sinistra è stato  contrario a questa guerra, e quando si guarda ai sondaggi di opinione, si vede che la maggioranza del paese è d’accordo con noi. I sondaggi dicono sempre che il 70-80 per cento sono contrari alla guerra e vogliono che le nostre truppe tornino dall’Afghanistan. Il governo, però, ignora completamente la posizione della popolazione tedesca.

Tobias: Il partito della sinistra ha assunto una posizione chiara contro la guerra fino dall’inizio. Siamo contro tutti gli interventi militari, e abbiamo incluso questa nostra posizione nel programma del partito.  Nessuno può ottenere una un ruolo dirigenziale all’interno del partito se non condivide questa posizione. Questa è stata una vittoria per i militanti pacifici del partito.

Quale ruolo ha avuto il partito della sinistra nel movimento internazionale Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele e in solidarietà con la Palestina?

 

Tobias: Inge è più impegnata di me in questa iniziativa ed è stata criticata per la sua posizione riguardo alla Palestina e a Israele. Sfortunatamente, alcuni membri del partito, e i mezzi di informazione tradizionali, la hanno attaccata terribilmente a causa della sua posizione di principio.

 

Inge – Per quanto riguarda il conflitto iraelo-palestinese, il Partito della sinistra ha adottato la legge internazionale come base della nostra posizione sulla Palestina. Da quando Israele è stato costituito come stato, ha infranto molte volte la legge internazionale, e anche le risoluzioni dell’ONU.  Israele, però, non è disposto ad accettare le risoluzioni. La nostra posizione è che Israele deve obbedire alla legge internazionale come qualsiasi altro stato.

Un esempio è il muro che Israele ha costruito un  paio di anni fa. Ufficialmente il muro è stato costruito per proteggere dai cosiddetti atti di “terrorismo”. Non è però stato costruito lungo i confine del 1967; è stato costruito in Cisgiordania, e separa  i Palestinesi da altri Palestinesi, quindi la gente non può lavorare nei propri campi. La Corte Internazionale  ha decretato che questo muro è illegale, ma Israele rifiuta di riconoscere quella sentenza.

Un altro esempio è il comportamento di Israele  riguardo a  Gaza. Anche prima della guerra contro Gaza nel 2009, c’era un blocco contro gli abitanti di Gaza che costringeva i Palestinesi a vivere in condizioni poverissime. Secondo noi questo non è accettabile.

Dopo la guerra, la situazione è perfino peggiorata per gli abitanti di Gaza. Ho partecipato alla flotilla per Gaza per dimostrare solidarietà alla gente che vive nella striscia di Gaza, per far vedere che queste persone hanno diritto alla libertà di movimento e a organizzarsi da soli. Dopo la guerra, come ho detto, la situazione è peggiorata e le proteste sono state forti. Molto rapidamente, però, le proteste sono diminuite, la sensibilità pubblica è calata, e infatti nulla è realmente cambiato per la gente della striscia di Gaza.

In Germania è difficile criticare il governo di Israele a causa dell’Olocausto e del fascismo. Non appena si esprimono delle critiche, si diventa oggetto di critica. C’è  un  problema  riguardo a questo anche nel Partito della Sinistra.
Tobias: Inge ha agito con grande coraggio in questa situazione. Quando ha partecipato per la prima volta alla flotiila per Gaza, ha avuto un grande sostegno nel Partito della Sinistra. C’è però poi stato quello che si chiama un contraccolpo  e  Inge è stata soggetta a molte critiche.

Nel programma del Partito della Sinistra, abbiamo fatto un compromesso, il che non è abbastanza, secondo me: avremmo criticato Israele dal punto di vista della legge internazionale. Abbiamo anche accettato una linea nel programma  che noi “difendiamo il diritto  che ha Israele ad esistere.” Allo stesso tempo, difendiamo una risoluzione pacifica del conflitto in Medio Oriente nel quadro della soluzione dei due stati, e quindi per il riconoscimento, in base alla legge internazionale, di uno stato palestinese indipendente e fattibile in base alle risoluzione delle Nazioni Unite.

Questo è il compromesso attuale e secondo me non è abbastanza. Tuttavia, chiedere l’applicazione di tutte le risoluzioni dell’ONU che si riferiscono a questo problema, è una posizione giusta. La politica del governo di Israele non ha nulla a che fare con i confini del 1967, ed è molto lontana dall’accettazione di una legge internazionale o delle risoluzioni dell’ONU. Questo è un dibattito molto spinoso  all’interno del Partito della sinistra.

L’economia tedesca va abbastanza bene attualmente, ma guidata dalla Cancelliera Angela Merkel, sta imponendo crudeli misure di  austerità alle economie europee più deboli, specialmente alla Grecia. Quale è stato l’approccio del Partito della Sinistra riguardo a questa situazione?

 

Tobias: La situazione economica in Germania è contraddittoria. All’interno della Germania c’è una forte espansione economica,  ma fuori, nei molti altri stati membri, c’è una recessione. La Germania ha fatto pressioni sull’Unione Europea perché imponesse programmi di austerità che hanno ucciso la crescita economica in Grecia e in Spagna e in Italia, tra gli altri. Non nel Partito della Sinistra diciamo che questo è il programma sbagliato. E’necessario fermarlo ed è necessario aiutare le persone con un qualche tipo di programma di incentivi.

La situazione interessante in  Germania è che la Merkel non è  realmente criticata per la sua politica sulle questioni economiche. I mezzi di informazione e una grande maggioranza di persone appoggiano questa brutale politica economica. Ci sono scarse critiche violente.

E’ terribile, perché abbiamo bisogno di un movimento forte contro il programma di austerità, ma in Germania, la nazione che trae  vantaggio da tutto questo, è stato molto difficile costruire quel movimento. Noi del Partito della sinistra abbiamo perso l’appoggio nelle due ultime elezioni. Siamo quindi in una posizione di debolezza per organizzare l’opposizione a questo programma di austerità.

 

Quale è stata la reazione al movimento contro l’austerità in Grecia e specialmente ai moltissimi  voti che ha ottenuto SYRIZA in Grecia nell’ultima elezione?

Tobias: All’interno del Partito della Sinistra, c’è un chiaro sostegno alla lotta contro l’austerità. Abbiamo organizzato molte iniziative di solidarietà. Per esempio, la collega di Inge al Parlamento, Heike Hänsel, è andata in Grecia, ha partecipato alle manifestazioni anti-austerità e ha appoggiato SYRIZA nella campagna elettorale.

Abbiamo festeggiato il successo elettorale di SYRIZA. Conosco personalmente e molto bene Alexis Tsipras e so che SYRIZA e Synapsismos sono in  una buona posizione per opporsi alle misure di austerità, e spero tanto che vincano le prossime elezioni. Noi del Partito della Sinistra dovremmo sostenerli e fare qualsiasi cosa sia possibile per aiutarli. Abbiamo già fatto una dichiarazione con gli altri  parlamentari e politici di sinistra a sostegno di SYRIZA.

 

INGE: E’ molto importante dimostrare solidarietà al popolo greco.  E’ però molto difficile creare una solidarietà e una consapevolezza in Germania riguardo ai problemi che il popolo greco ha nel suo paese. Il gruppo parlamentare del Partito della Sinistra sta cercando di preparare una bozza di legge  per contestare questo patto fiscale e  domandare un’altra soluzione per la Grecia.

Forse la nostra situazione in Germania e in Europa può cambiare in meglio. Con le nuove elezioni in Grecia, e anche in Francia, in tutta l’Europa  sta arrivando un  vento nuovo che rifiuta l’austerità. La politica di austerità della Merkel, quindi, non è più la posizione di maggioranza.

 

Tobias: Però in Germania è difficile, perché c’è una grossa campagna dei mezzi di informazione contro “quei Greci pigrissimi.” Questa è una campagna terribile e quasi razzista. I mezzi di informazione dipingono  l’immagine  di Greci che stanno seduti sulle panche a bere caffè e birra e che non lavorano. In realtà non è un popolo pigro, ma il problema sono  le banche pigre.

 

Quale è stata la reazione in Germania alla vostra  posizione di solidarietà con la lotta della Grecia contro l’austerità?

 

Tobias: Siamo stati attaccati: Tutti gli altri partiti accettano il patto fiscale. Essi e i mezzi di informazione quindi ci criticano, dicendo che non abbiamo alcuna soluzione.  Continuano a parlare dei Greci e degli altri che devono pagare  i loro debiti. Questo finora ha trovato l’ascolto  di un pubblico popolare. Quindi la nostra posizione contro l’austerità non ha trovato grosso sostegno tra la popolazione.

 

Inge ha parlato del nuovo vento che soffia in Europa come risultato delle recenti elezioni.  Quale è stato l’impatto dell’elezione francese sulla politica tedesca?

 

Tobias: Un fantastico risultato delle elezioni francesi è stata la fine della “Merkozy” – la terribile unione della Merkel con Nicolas Sarkozy, l’ex presidente della Francia. E’importante! Ora abbiamo una posizione  un po’ più moderata con il nuovo governo  di François Hollande in Francia.  Finora Hollande ha mantenuto le posizioni che ha adottato nell’elezione presidenziale durante la campagna del partito Socialista per le elezioni parlamentari. Per il momento, quindi, non è sulla stessa linea della Merkel.

Il Partito della Sinistra e la campagna per la presidenza fatta da Jean-Luc Mélenchon, ha fatto enorme pressione  su Hollanda da sinistra. Quindi credo che certamente l’impatto c’è stato. Sfortunatamente, il sistema elettorale in Francia è terribile; è un sistema maggioritario che impedisce ai piccoli partiti di essere adeguatamente rappresentati.  Normalmente si dovrebbe avere un  forte partito di sinistra in parlamento, ma questo non avviene  con il sistema elettorale francese. Rimane da vedere che cosa succederà dopo le elezioni  parlamentari in Francia.

 

Che cosa pensa che accadrà nell’ imminente elezione in Grecia e che impatto avrà sulla politica europea? 

 

Tobias: Noi del partito della sinistra speriamo che SYRIZA vincerà. Sono molto fiducioso che Tsipras sarà inflessibile contro le misure di austerità malgrado quello che dicono gli altri, cioè che si tirerà indietro e accetterà qualche patto.  Temo però che se SYRIZA vincerà, e formerà un governo della sinistra, ci potrebbe essere un colpo di stato.

C’è quindi ancora più motivazioni che il Partito di sinistra sostenga SYRIZA. Nel creare la solidarietà con SYRIZA, dobbiamo anche difendere i diritti democratici fondamentali, perché il programma di austerità viola il diritto del popolo greco di controllare la loro società.

In questo momento sono un po’frustrato che il Partito della sinistra sia così debole, perché so che SYRIZA spera che li sosterremo. Dobbiamo diventare più forti perché se SYRIZA vincerà e formerà un governo che dice di no alle politiche di austerità, sarà un’enorme vittoria per la sinistra e contro l’austerità in tutta l’Unione Europea.

 

Dopo  l’ampio consenso elettorale che hanno avuto Marine  Le Pen in Francia  e il partito Golden Dawn in Grecia, quanto è pericolosa l’estrema destra in Europa?

 

Tobias: E’  veramente necessario prendere sul serio l’estrema destra che sta cercando di dividere la società dando la colpa agli immigrati, alle minoranze razziali e specialmente ai Musulmani. Dobbiamo portarli nelle strade e  anche alle elezioni.

Una cosa che deve fare la sinistra è di criticare il modo in cui l’Unione Europea è stata  costituita come la fortezza Europa  contro i migranti. Dovremmo essere contrari a questa Unione Europea nella sua attuale struttura  istituzionale, e chiedere una rifondazione  dell’Unione Europea per le gente, non per le banche. Questo comprenderebbe pieni diritti per i migranti. Se adottassimo questa posizione, potremmo convincerli a  lasciare il nazionalismo di destra  che è contro l’Europa e a passare a una posizione di sinistra che sia  favorevole a una nuova Unione Europea sociale, pacifica e democratica.

Abbiamo avuto un grosso dibattito nel Partito della Sinistra su questo. Ci sono i riformisti della Germania Orientale che sembra siano filo-europei. Dovremmo invece fare le campagne  con gli altri gruppi di sinistra  di tutta l’Europa per un’Unione Europea completamente diversa.

 

Inge: I capitalisti hanno i loro capri espiatori: – danno la colpa agli immigrati, danno la colpa ai Musulmani e agli stranieri per la povertà che gli stessi capitalisti hanno causato. Diciamo di no a questa Unione Europea, ma diciamo di sì a una nuova Unione Europea  che sia  per la gente e non per i capitalisti.

 

Hai parlato della misera prestazione del Partito della Sinistra nelle più recenti elezioni tedesche. Il nuovo Partito dei pirati sembra abbia guadagnato un sacco di voti. Chi sono i Pirati, e perché hanno avuto questi buoni risultati alle elezioni?

 

Tobias:  I Pirati hanno avuto tantissimo appoggio per il loro stile e per la loro immagine del  teschio e delle ossa incrociate.  Sembrano nuovi, anticonformisti, ecc. Il problema è che dietro quella immagine non c’è nulla. Non hanno un programma. Quando gli si fanno delle domande vere, per esempio: che cosa pensate della guerra in Afghanistan o dell’patto fiscale, dicono: “Oh, non abbiamo discusso di questo problema.”  Malgrado ciò, hanno avuto l’otto per cento dei voti nell’ultima elezione.

Un partito che non ha posizioni chiare è un problema. Il partito della sinistra ha posizioni chiare. Per il momento, quindi, è più facile che la gente appoggi i Pirati che non hanno alcuna posizione su niente. E’ necessario, tuttavia, essere molto più seri; abbiamo bisogno di un movimento e di un partito della sinistra che promuova le posizioni chiare che abbiamo contro il  patto fiscale e contro la guerra in Afghanistan. Se non dice nulla contro questi problemi, con il silenzio si dimostra  di essere d’accordo.

Dovremmo avere un dibattito  cordiale con i Pirati e dobbiamo anche dire delle cose su di loro. Per esempio, la mia ex collega al parlamento europeo, Angelica Beer, è ora un membro dei Pirati e sta anche in un parlamento locale. Prima era un membro dei verdi ed era responsabile della loro posizione favorevole alla guerra in Afghanistan. Ancora peggio, il capo dei Pirati ha una posizione di rilievo al Ministero della Difesa.

Parte della responsabilità della crescita del Partito dei Pirati è nostra, del Partito della Sinistra. Per esempio, a Berlino, il  governo del  Partito della Sinistra e stato responsabile di aver danneggiato le politiche e ha fatto allontanare  molti dei nostri ex sostenitori, specialmente tra i giovani. Quelle persone se ne sono andate dal partito della Sinistra per andare nel partito dei Pirati in cerca di qualche alternativa.

 

Inge:  Il Partito della Sinistra è stato anche percepito dalla popolazione, non come un  partito ribelle, ma come un partito normale, un  partito affermato – specialmente nella Germani  dell’Est. Questo deludeva i giovani che  allora sono andati in folla nel Partito dei Pirati.  Essi  hanno il nome, l’immagine, la reputazione di ribelli. E la gente dice: “Oh, mio dio, qualche cosa di nuovo a Berlino. E’ diverso dagli altri partiti.” Hanno quindi votato per questo perché sembra nuovo – sembra che sia contro il sistema, ma in realtà non lo è.

Quindi il partito della Sinistra deve rompere con questa immagine di normale partito tradizionale. Non possono vederci soltanto come persone che stanno sedute in parlamento. Il Partito della Sinistra deve aiutare a costruire movimenti che si interessino dei problemi di cui si preoccupano le persone, specialmente quelli contro la guerra e l’austerità. Allora potremo essere efficaci. Non  basta soltanto stare in  parlamento.

 

Tobias: L’ala sinistra del Partito della Sinistra  si sta ora mobilitando  affinché il nostro partito diventi un partito orientato verso i movimenti. Questa è una buona idea. In questo momento in Germania e in tutta Europa non abbiamo bisogno soltanto di partiti parlamentari, ma di partiti che partecipino alla lotta contro la guerra e l’austerità.

 

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/resistance-to-war-austerity-in-germany-by-inge-hoger

Originale : Socialistworker.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY-NC-SA  3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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