Lo stato del movimento contro la guerra

Redazione 16 giugno 2012 0
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Lo stato del movimento contro la guerra

 

di David Swanson

14 giugno 2012

 

Una rivista oggi mi ha fatto delle domande su che cosa penso dell’Iraq e del movimento pacifista. Che cosa ha prodotto questa guerra? Ho risposto:

°Oltre un milione di esseri umani uccisi, oltre a  vasti danni strutturali e culturali che costituiscono un massacro sociale, che avremmo potuto evitare e che non abbiamo evitato;  potremmo pentircene e attivarci per porre riparo di  a tutto questo, ma invece c’è una grande disinformazione al riguardo.

° Una lezione impartita ad altre nazioni: le armi nucleari sono necessarie  per prevenire un’invasione degli Stati Uniti, lezione che ci è stata insegnata anche dall’assalto alla Libia.

° Il consolidamento di un’industria dei combustibili fossili/industria bellica, danni ambientali, danni economici, danni per le  relazioni internazionali, e un enorme diminuzione delle libertà civili  e del diritto di assemblea e di protesta.

° Enorme ampliamento dell’industria bellica, privatizzazione delle forze armate, e  rafforzamento della capacità di corrompere legalmente i politici e di controllarli.

 

Nel movimento pacifista ci sono cose buone e cose cattive:

 

°Abbiamo rivelato le bugie sulle quali si basava la guerra e abbiamo educato tutti gli altri, ma la maggior parte non afferra ancora che le bugie sono comuni a tutte le guerre; pensano che questa fosse unica.

° Abbiamo avuto un ruolo nel mettere fine alla guerra; è stato però più importante del previsto, e quindi le persone non ne ricavano motivo di incoraggiamento.

° Abbiamo costruito rapporti internazionali tra i militanti pacifisti in numerose nazioni, costruendo un movimento contro le basi militari e un movimento contro la NATO, e costruendo relazioni con i militanti  anche nelle nazioni attaccate dagli Stati Uniti.

° Abbiamo rivelato il costo finanziario e il costo di vite dei soldati statunitensi. Pochi  però conoscono il costo di gran lunga maggiore di vite irachene. Pochissimi comprendono che il bilancio militare di base fa sembrare piccolo il bilancio per la guerra ed è ugualmente sprecato.

° Lasciando stare questo,  abbiamo una nazione che è fortemente contraria alle guerre    di massa terrestri. Abbiamo però una nazione disposta ad accettare le guerre aeree  e quelle con i droni. E perché no? Non  feriscono nessuno!

° Dovevamo essere molto più forti. E avremmo dovuto fare pressioni maggiori quando i Democratici hanno preso il potere fingendo di ascoltarci. Invece, tre quarti del movimento pacifista americano si  è addormentato. Dobbiamo quindi avere  i Repubblicani al potere per avere un movimento pacifista – un grave punto debole.

 

Mi hanno chiesto: che cosa andrebbe fatto per ricordare il 10° anniversario dell’invasione, il prossimo marzo?

Ho detto: dovremmo chiedere scusa. Dovremmo risarcire l’Iraq e gran parte della regione, compresi Afghanistan e Pakistan e Yemen, ecc. da dove le nostre truppe dovrebbero venire via immediatamente. Dovremmo invece dare il via a programmi. culturali e di scambio tra studenti. Dovremmo iniziare procedimenti giudiziari a carico dei responsabili, da Bush a Obama e oltre. Dovremmo spostare i finanziamenti  dalle forze armate all’energia verde. Dovremmo far chiudere tutte le basi militari. Dovremmo annunciare lo smantellamento di tutte le armi nucleari. Dovremmo porre fine alla NATO. Dovremmo riaffermare il Patto Kellog-Briand. Dovremmo riformare e democratizzare l’ONU e l’ICC ( International Chamber of Commerce), la Camera di Commercio Internazionale. Almeno quelli tra noi desiderosi di avere un movimento pacifista, o perché Romney sarà presidente, o perché vogliamo affrontare  Obama  ora che il suo  mandato sta scadendo, e che non gliene importa veramente  nulla, dovrebbero spingere le cose il più possibile in quella direzione.

Nel frattempo, dovremmo incrementare ciò che è stato costruito a Chicago durante le proteste contro la NATO. Dovremmo aiutare nell’opposizione a quelle che sembrano false azioni legali di attivisti originate da quell’evento. Dovremmo imparare l’approccio che viene sviluppato dalle forze di polizia militarizzate in tutto il paese, che comprende moltissimi poliziotti sotto copertura e infiltrati, tentativi di tendere tranelli e fare provocazione tattiche intimidatorie nelle relazioni pubbliche  usate per demonizzare gli attivisti e ridurre la partecipazione. Dovremmo imparare  da quello che ha funzionato in termini di costruzione della coalizione e del suo esito, e che cosa presumibilmente si sarebbe potuto fare meglio  – come, per esempio,  un impegno pubblico alla non violenza da parte degli organizzatori.

Non possiamo ridurre le attività organizzate pubblicamente, l’educazione e le pressioni alle elezioni. Abbiamo appena visto come questo funziona in Wisconsin. Ho avuto la sfortuna di vedere  ascoltare  Bill Maher * ieri sera: denunciava Occupy Wall Street perché non ci sa fare come il movimento Tea Party, perché non è ugualmente serio, perché non si impegna troppo a eleggere la gente. Come se i membri del Tea Party che si opponevano ai salvataggi delle banche  avessero eletto i rappresentanti. Come se i membri del Tea Party che si opponevano alle limitazioni delle libertà civili avessero eletto delle persone.  Come se i membri del Tea Party, furioso per la concentrazione di potere e di ricchezza in un sistema corrotto a due livelli avessero avuto una risposta anche remota alle loro preoccupazioni. Nella misura in cui il Tea Party ha realmente cambiato qualche cosa, lo ha fatto soprattutto facendo pressioni sul governo dall’esterno, fino al punto di chiedere che  Repubblicani diventassero  peggiori di come erano o sarebbero stati abbandonati. Questo ha prodotto di funzionari che sono disastri ambulanti  abbastanza indipendenti da mettere talvolta le cose a posto, come quando il Senatore Rand Paul aveva bloccato la legge favorevole alla guerra.

Dovremmo fare pressioni sul Congresso perché faccia buone proposte di legge  e migliori proposte di legge che non esistono ancora. Ci sono leggi per porre fine all’Autorizzazione di usare la forza militare, per mettere al bando la vendita di armi a nazioni   (compresa la nostra?), e per richiedere diplomazia con l’Iran. Ci dovrebbero essere leggi per iniziare un processo di conversione da un’economia militare a un’economia civile. Soprattutto, però, dovremmo cominciare a educare, a organizzare, e a costruire un movimento per opporci al consenso bipartisan alla guerra. Non  dovremmo buttare via le nostre energie nel tipo di elezione fondata sulla scelta del male minore. Ecco alcuni dei prossimo eventi:

 

17 giugno, 2012, New York, N.Y., Protesta contro  di Dipartimento di  polizia di New York  per aver maltrattato e preso di mira dei  Musulmani.

24 giugno, 2012, Washington, D.C., Protesta contro la tortura

22-26 giugno, 2012, dovunque: Azioni contro la tortura

14 luglio, 2012, Wisconsin, Peacestock (raduno per la pace)

8-12 agosto, 2012, Miami, Florida, Congresso dei Veterani per la Pace

27-30 agosto, Tampa, Florida, Protesta contro La Convenzione Nazionale Repubblicana

1-6 settembre, 2012, Charlotte, Nord Carolina, Protesta contro la Convenzione Nazionale Democratica

 

In quanto all’Afghanistan, penso che dobbiamo insistere a dire che restare non è il modo migliore di ritirarsi. Abbiamo dalla nostra parte i tre quarti degli Stati Uniti che vogliono la fine dell’occupazione statunitense dell’Afghanistan. Non dobbiamo preoccuparci di essere troppo estremisti. Non c’è bisogno riformulare la nostra posizione in modo che attragga  gli imprenditori patriottici, e così via. Tre quarti degli Americani sono d’accordo con noi.  Possiamo renderli attivi? Possiamo far sì che  parlino, scrivano lettere,  organizzino spettacoli, creino dei blog, protestino, partecipino ad eventi, facciano pressione sulle loro organizzazioni, sui mezzi di informazione, e sul Congresso? Obama vuole tenere un gran numero di soldati in Afghanistan per altri due anni e mezzo, riducendoli di un numero non specificato e in un tempo non specificato, e poi tenendoli lì per altri 10anni, dopodiché sarà ora di fare un passo indietro e di considerare la situazione. La Camera, ma, sembra, non il Senato, vogliono richiedere un minimo di 68.000 soldati in Afghanistan, ma Obama vuole già i finanziamenti a quel livello e si è impegnato a considerare, dopo le elezioni, se accettare il consiglio del Pentagono e tenere i 68.000, o disobbedirgli. Scommettendo su quello che significa realmente, si riduce a immaginarsi se, contrariamente a tutte le tendenze stabilite, un politico è migliore o peggiore se si trova alla fine del mandato Dobbiamo chiedere che tutte le truppe tornino in patria adesso, per rivelare l’orrore della guerra, per amplificare le voci degli Afgani che si oppongono all’occupazione, per incoraggiare la resistenza tra i militari, per far aumentare le nostre proteste, e per creare la comprensione dei numerosi scambi finanziari o di altro genere.

Dobbiamo opporci  ai richiami di guerra degli Stati Uniti in Siria. Ci sono poche storie nei nostri mezzi di informazione finanziati dalle grosse aziende riguardo allo stato di salute della democrazia in Libia, Iraq e Afghanistan, o in qualsiasi altro posto gli Stati Uniti abbiano costruito una nazione distruggendo una. C’è poca indignazione riguardo alle uccisioni e alla torture fatte dagli alleati degli Stati Uniti in Bahrein. Molti sostenitori della guerra in Siria sono dicono chiaramente la loro motivazione di rovesciare un governo che è più amico dell’Iran che di Israele. La Tunisia e l’Egitto, però, hanno in vista un futuro più luminoso grazie alle armi della non violenza. La violenza non è rapida. Quando gli Stati Uniti hanno armato i combattenti in Afghanistan, negli anni ’80, il danno non è stato contenuto con facilità Versare benzina sul fuoco che arde in Siria potrebbe essere ancora peggio.

E’ necessario rivelare le menzogne sull’Iran e far  ricordare costantemente alla gente le bugie che essi  sapevano essere bugie sull’Iraq. Possedere delle armi non è un motivo per fare una guerra. L’Iran non sta preparando alcuna arma nucleare. Una guerra di Israele sarà considerata  dall’Iran e dal  mondo come una guerra che ha l’autorizzazione degli Stati Uniti, come certamente accadrà. L’Iran non ha  violato il Trattato di non proliferazione, mentre gli Stati Uniti lo hanno fatto. La guerra e le minacce di guerra sono reati.

Le sanzioni che fanno morire di fame la gente, per non parlare della “cyber-guerra”, sono a ragione considerati azioni di guerra. L’Iran non ha minacciato nessuno e ha cercato di acconsentire a ispezioni e al controllo dell’uranio anche s non previste da alcuna legge o trattato. Il presidente degli Stati Uniti, però, e la maggior parte dei membri del Congresso, fingono che spetti all’Iran l’onere di smettere di fare ciò che sappiamo non sta facendo.

Nel frattempo, Obama, non contento di aver ingrandito l’esercito, la presenza di questo nel mondo, il suo bilancio, la sua privatizzazione, e la sua capacità di agire in segreto, ha attribuito a se stesso il potere di uccidere chiunque, dovunque, scegliendo i nomi dei designati dalla sua lista segreta di uccisioni.  RootsAction.org sta diffondendo una petizione mirata a bandire i droni armati e a far annullare il programma della lista di uccisioni. Numerose organizzazioni stanno partecipando e la petizione sarà inviata a qualsiasi possibile autorità nazionale e internazionale. La vostra organizzazione è invitata a firmare.

Parte di ciò che  conduce a tutta questa follia è il denaro che vi affluisce.  Il bilancio militare è aumentato ogni anno della presidenza di Bush e di Obama , fino ad ora,  e anche di più se si considerano tutti i ministeri che ricevono i soldi per le spese militari. Obama propone ora  di ridurre le spese della guerra in Iraq e in Afghanistan da 88 miliardi di dollari a 44 miliardi di dollari.  Metà della misura per le guerre che Obama sostiene che siano finite o che stiano per finire. E il decreto di controllo del bilancio richiede, a meno che il Congresso non lo annulli, che altri 55 miliardi di dollari vengano tagliati. Potrebbero però essere tagliati dall’assistenza ai reduci, dalla diplomazia non militare o da altri settori non militari. Anche se i tagli si fanno in campo militare, parliamo di 55 miliardi di dollari di un bilancio che va ben oltre 1 trilione. Dovremmo insistere che si operino tagli più consistenti e dovremmo costruire una coalizione importante di gruppi che vogliono che si spenda per scopi utili, che vogliano le loro libertà civili, il nostro ambiente naturale, e che vogliano che si smetta di uccidere la gente.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Maher

Tra i libri di David Swanson ci sono: “War is a lie” [La guerra è una bugia]. Il suo blog è su: http://davidswanson.org e su: http://warisacrime.org; collabora per una organizzazione  militante on line:; http://rootsaction.org. Presenta Talk Nation Radio. Seguitelo su Twitter: @davidcswanson e su FaceBook.

 

Da : Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org

Originale: Warisacrime.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY-NC-SA  3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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