Alexis Tsipras è un pericolo per l’Europa?

Redazione 30 maggio 2012 0
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di Jan Pfaff –   29 maggio 2012

La visita di Alexis Tsipras a Berlino, questo martedì, fresco da Parigi, può essere vista come una dimostrazione della sua nuova fiducia in sé stesso. Invitato dal Partito della Sinistra, tenta di reclutare seguaci per le sue idee nel paese che è di gran lunga è stato il più incrollabile riguardo alla politica dell’austerità.

La CDU si è affrettata a segnalare in anticipo che non c’era necessità di incontrare la stella nascente della sinistra. Lo SPD ha tentennato.   E’ stato sufficiente perché Tsipras ottenesse l’attenzione di cui ha necessità.  Nell’avvicinarsi alle telecamere del Reichstag fa scintillare un grande sorriso, che sembra eccessivo per la vita di ogni giorno ma che è molto accattivante, esibito sullo schermo.

Tsipras esprime ringraziamenti educati per l’accoglienza. Parla di solidarietà tra il popolo tedesco e quello greco e sollecita entrambi a non permettere di farsi mettere l’uno contro l’altro. “Stiamo combattendo questa battaglia anche per i lavoratori tedeschi.”

Se otterrà la carica, la prima cosa che farà sarà interrompere il rimborso dell’indebitamento e dichiarare nulla e privo di efficacia il pacchetto d’austerità laboriosamente negoziato: è questa la promessa di Tsipras agli elettori greci. Ha anche dichiarato che cancellerà interamente gran parte del debito greco e nazionalizzerà le banche. Per i suoi critici è un populista di sinistra. Per i sostenitori dell’austerità ciò fa di Tsipras “l’uomo più pericoloso d’Europa”.

Il posto giusto nel momento giusto

In Grecia, tuttavia, dove gran parte della popolazione è stata spinta dalla crisi ai limiti della sopportazione, è salutato come un eroe. Tsipras è un uomo di bell’aspetto e gli elettori amano il suo fascino giovanile e le sue dichiarazioni schiette. E’ quel che i greci chiamano un “Pallikari”, un ragazzo coraggioso che non si piega ad alcuna autorità.

Nato ad Atene nel 1974, Tsipras faceva già notizia a diciassette anni organizzando proteste studentesche.  Non solo lusingava professionalmente i media; negoziava anche realisticamente con il ministero dell’istruzione.

In una fotografia dei suoi giorni da studente Tsipras è seduto su una collina, con i capelli lunghi fino alle spalle che gli ricadono sul viso e sorride alla macchina fotografica con l’ottimismo incrollabile di un giovane che è fermamente convinto che il mondo stia soltanto aspettando di essere salvato da lui.

Con l’aiuto della spinta politica di suo padre, Alekos Alavanos, la sua carriera politica ha fatto progressi rapidi. Nel 2006 è stato eletto al consiglio comunale di Atene, dove si è fatto un nome come politico del popolo. Dopo la sua elezione a leader del partito Syriza è salito al Parlamento nel 2009.

In non piccola parte l’ascesa di Tsipras è spiegata dal fatto che gli è capitato di essere al posto giusto nel momento giusto. L’anno scorso, quando i greci non erano ancora stati resi così demoralizzati dall’austerità, le rivendicazioni radicali di Tsipras allarmavano ancora i suoi elettori. Ma non è la sola cosa che è cambiata. E’ cambiato il clima politico in Europa nel suo complesso e ciò è diventato particolarmente visibile nella vittoria di Françoise Hollande in Francia.

Appelli alla comprensione

In un’intervista concessa prima di lasciare Berlino, Tsipras ha affermato che la Merkel è diventata “estremamente isolata” in Europa a causa delle sue politiche d’austerità. Sul The New York Times le ha consigliato di seguire l’ “approccio espansionista” degli Stati Uniti.  Ciò fa parte di vasta campagna mediatica internazionale che sta aiutando Tsipras a preparare possibili rinegoziazioni.

Dopo la sua breve apparizione presso il gruppo parlamentare tedesco della Nuova Sinistra, la sua agenda fa un brusco passo avanti. Il leader del partito Klaus Ernst e il leader parlamentare Gysi vogliono presentare il loro ospite alla stampa della capitale; il desiderio della vacillante sinistra tedesca di sfruttare un po’ del suo prestigio è palpabile. In posa contro la parete azzurra alla conferenza per la Stampa Nazionale, Ernst e Gysi sistemano Tsipras in mezzo a loro.  Sembra un piccolo gruppo di manager del pallone che annuncia l’acquisto di una nuova superstar. “Non sono un eroe” comincia umilmente Tsipras. “Nemmeno il mio partito è l’eroe. L’eroe è il popolo greco.”

L’impatto del pacchetto d’austerità è stato un disastro e una catastrofe in Europa deve essere evitata. “Stiamo sollecitando la solidarietà del popolo francese e tedesco,” afferma. Per lui non si tratta di chiedere più soldi, ma di sostenere una distribuzione diversa.

Che cosa sarà allora delle riforme in Grecia se egli dovesse conquistare la carica? Egli vuole rendere il sistema fiscale più equo e generare entrate maggiori.

Tsipras chiede comprensione; riferendosi ai tedeschi come a “fratelli maggiori”, gli invita a visitare la Grecia durante le vacanze estive, ma sul tema centrale rimane fermo nelle sue posizioni: nessun rimborso del debito greco alle condizioni attuali. Dopo quasi un’ora il tempo per le domande finisce e Tsipras si affretta con Gysi alla limousine che attende alla porta. C’è poco tempo: Sigmar Gabriel (leader dello SPD) ha appena dichiarato la sua disponibilità all’incontro.

Traduzione dal tedesco [in inglese] di Anton Baer.

ZNet – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  http://www.zcommunications.org/is-alexis-tsirpas-a-danger-for-europe-by-jan-pfaff

Originale: Presseurop

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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