L’Irrazionalita’ del Caso Contro il Programma Nucleare Iraniano

Redazione 3 maggio 2012 0
Print Friendly
Share:
Condividi

“La piu’ stupida idea che abbia mai sentito”

 

Di Gary Leupp

 

12 Aprile 2012

 

Il Presidente Obama ha informato gli Iraniani che hanno “un’ultima possibilita’” di evitare un attacco. Devono sospendere l’arricchimento dell’uranio, chiudere l’impianto di arricchimento di Fordow e “rendere” le riserve di uranio arrichite al 20% di purezza. I rappresentanti Iraniani hanno risposto molto semplicemente che tali richieste sono “irrazionali”.  (Alcuni rappresentanti di Israele, ansiosi di montare il caso per un attacco contro l’Iran, si sono mostrati molto soddisfatti della risposta Iraniana).

 

Esperti analisti Americani sembrano essere d’accordo con la dichiarazione Iraniana. Stephen M. Walt scrive su Foreign Policy: “Non riesco a capire che cosa l’amministrazione di Obama pensa dell’Iran…sono confuso”. Gary Slick, scrivendo per la CNN, ha predetto che ci potrebbero essere delle conseguenze molto serie derivanti da un attacco all’Iran e sembra mettere in dubbio le presunte ragioni.. Quindi, perche’ Obama si mostra cosi’ aggressivo? Cosi’ irrazionale?

 

Il presidente, come al solito, vuole posizionarsi al centro, rimproverando gli oppositori Repubblicani per “discorsi a ruota libera” intorno alla guerra mentre riassicura il primo ministro Netanyahu riguardo al fatto che gli USAsi muoveranno in sincronia con Israele. Ma dov’e’ la logica di offrire all’Iran “un’ultima chance” per smettere di fare cio’ che e’ loro garantito dalla legge? La sola logica che io riesco a intravvedere – ed e’ una logica perversa- risiede nell’assunzione che, quando le bombe continueranno a esplodere, allora Washington potra’ dire:” Siamo stati pazienti, siamo andati oltre al dovuto e gli abbiamo dato l’opportunita’ ma gli Iraniani hanno sfidato la comunita’ internazionale e quindi noi (o Israele) abbiamo dovuto attaccarli”. E’ il 2003 che si ripete dall’ inizio.

 

Ricordiamoci che Obama fu eletto in larga parte per la sua opposizione alla guerra in Iraq. In un suo discorso nel 2002 egli dichiaro’ che era contrario “ al cinico tentativo di Richard Perle e Paul Wolfowitz e altri accoliti, guerrieri del weekend di questa Amministrazione (di Bush, Ndt), di farci ingoiare la loro agenda ideologica, senza riguardo per il costo di vite umane e delle miserie causate alla popolazione. Egli tuttavia non denuncio’ mai la campagna di menzogne e non espresse indignazione morale per le centinaia di migliaia di morti civili, lo sradicamento di milioni di persone, l’allargamento di conflitti etnici e di conflitti settari che avrebbero fatto seguito a un attacco militare degli USA. Piuttosto, egli concepisce la guerra come “un grossolano errore strategico”. Nonostante tutto questo Obama viene ancora visto come il candidato che e’ “contro la guerra”.

 

Una volta eletto, tuttavia, ha dimostrato di essere un clone di Bush per quanto riguarda la politica estera. Si scelse il falco Hillary Clinton (che aveva fermamente sostenuto la guerra contro l’Iraq e difese la sua posizione fino all’ultimo durante la campagna elettorale) quale Segretario di Stato, con gli applausi dei neoconservativi che anticiparono correttamente che i due avrebbero rappresentato la continuita’ con le loro politiche di cambio di regimi.  Obama ha ordinato all’esercito USA di ritirarsi dall’Iraq ma non puo’ prendersi il merito per il ritiro. Questo avvenne nel rispetto degli accordi fra l’amministrazione di Bush e il governo Iracheno elaborato nel 2008. (Obama infatti tento’ di rinegoziare l’accordo per garantire la presenza continuata delle truppe Americane e delle basi militari ma fu contrastato dagli Iracheni che detestano l’occupazione. In altre parole: gli USA hanno ritirato le truppe dall’Iraq nonostante Obama e non per merito di Obama).

 

Sull’ Iran Obama fu chiaro sin dalla sua prima conferenza dopo l’elezione: egli avrebbe continuato una politica aggressiva. A una domanda riguardante il messaggio di congratulazioni da parte del Presidente Iraniano Ahmadinejad, Obama preferi’ evitare la domanda e dichiaro’ in maniera molto severa ( e ovviamente secondo un copione gia’ deciso) che “lo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran” e’ “inaccettabile”. E da allora la sua amministrazione ha promosso la presunzione che l’Iran ha un programma militare nucleare attivo e segreto che deve essere fermato con ogni mezzo possibile.

 

( Questo e’ il caso anche quando, come recentemente, la Casa Bianca ammette che non esiste evidenza provata dell’esistenza di un programma di armi nucleari! La discussione piu’ o meno aperta con gli Israeliani include la messa in opera di una “linea rossa” che giustificherebbe l’azione militare. Cio’ che sembra davvero “inaccettabile” e’ la semplice capacita’ e conoscenza tecniche e scientifiche di produrre armi nucleari. Ma questo non si puo’ dire molto spesso in pubblico. Non si puo’ dire: “Noi negheremo il diritto agli Iraniani di raggiungere il livello tecnico che molte altre nazioni hanno raggiunto, legalmente e senza obiezioni da parte nostra – perche’ a noi l’Iran non piace!).

 

Esattamente come George W. Bush, Obama ha ripetutamente affermato che “non tralascia nessuna possibilita’” incluso la forza militare.

 

Come siamo arrivati a questo stato di “ultima possibilita’”? L’irrazionalita’ e’, nei fatti, incredibile. Com’e’ possibile che, mentre tutta la comunita’ dello spionaggio degli USA ha, sulla base di ricerche e analisi esaustive, concluso – per ben due volte -  che l’Iran  ha sospeso il suo (incipiente) programma di ricerca nel 2003 e che attualmente non ha un programma per armi nucleari; e mentre il Capo del Gabinetto Congiunto e’ permanentemente opposto a un attacco control l’Iran; e mentre la IAEA ha ripetutamente affermato che non esiste nessuna evidenza di diversione di materiale nucleare arricchito per scopi militari – Obama riesce ancora a descrivere il programma civile Iraniano come un pericolo imminente? E puo’ minacciare una guerra?

 

Dall’11 Settembre abbiamo potuto constatare come potenti campagne di disinformazione possono plasmare l’opinione pubblica. L’osservazione di Herman Goering (se si dice alla gente che stanno per essere aggrediti, e’ sempre possibile trascinarli verso una risposta militare) e’ stata confermata ripetutamente. Per giustificare l’aggressione all’Iraq, hanno usato le tecniche di Madison Avenue: incontri e interviste televisive coordinate (“ Non vogliamo le armi fumanti che diventano funghi nucleari sopra New York”), che lasciavano intravvedere “prodotti spionistici” di dubbio valore, tramite giornalisti asserviti quali Judith Miller e Jeffrey Goldberg: notizie ripiene di “droni della morte” che trasportano armi biologiche e chimiche, campi di addestramento di Al-Qaeda, incontri tra espatriati di Al-Qaeda e rappresentanti del partito Baath, incluso Saddam stesso, fabbriche mobili di armi biologiche, ecc….

 

Tutte menzogne! Quando l’evidenza non mostro’ alcun segno ne’ di armi di distruzione di massa ne’ di contatti con Al-Qaeda, allora l’amministrazione fece spallucce e dichiaro’ che era il risultato di “ problemi con lo spionaggio” e invito’ la gente a guardare avanti, non indietro.

 

Obama disse le stesse cose quando divenne presidente. Alcuni gli chiesero di ordinare al Dipartimento della Giustizia di perseguire i responsabili della guerra criminale basata sulle menzogne. Egli rispose :” Dobbiamo guardare avanti e non indietro”. Quindi si accinse ad accelerare la guerra in Afghanistan, aumentando il numero delle truppe USA da 10.000 a piu’ di 90.000. Inizio’a bombardare il Pakistan e loYemen con i droni , a bombardare la Libia per ottenere un cambio di regime e adesso sta minacciando la Siria. L’amministrazione odierna e’ altrettanto sanguinosa quanto quella scorsa.

 

Le preparazioni per una aggressione dell’Iran sono state fatte come quelle per la guerra in Iraq, tramite una campagna nei mass-media con l’uso di frasi e accuse terrificanti. “Il fungo atomico su New York” e’ stato rimpiazzato dalla “minaccia esistenziale”, “l’olocausto nucleare”, “le minacce di cancellare Israele dalla mappa”, “le chiamate per la distruzione di Israele”. Questa e’ una tattica di induzione della paura con in aggiunta un po’ di sadismo.  Solo poche persone suggeriscono che l’Iran costituisca una minaccia seria per gli USA; invece il focus e’ sulla minaccia putativa nei confronti di Israele.

 

In molti hanno riportato che gli architetti chiave della guerra in Iraq (incluso Richard Perle, Dough Feith and David Wurmser) scrissero un rapporto sotto la direzione di Perle, nel 1996 per il Primo Ministro Israeliano, nuovo eletto, Binjamin Netanyahu.  ( Lo fecero presumibilmente nella loro capacita’ di detentori di doppia nazionalita’ USA-Israele). L’articolo, Una Rottura Netta: Una Nuova Strategia per Mantenere il Regno, richiedeva attacchi  “preventivi” contro l’Iran e la Siria, cambiamenti di regime in Iraq e l’abbandono dei negoziati “terra in cambio di pace” con i Palestinesi. Infatti il governo Israeliano fu contentissimo della cacciata di Saddam Hussein, un amico dei gruppi militanti Palestinesi. I propagandisti di guerra, tuttavia, non fecero parola degli interessi di Israele nel cambiamento di regime. Di sicuro non vollero incoraggiare la percezione che questa sarebbe stata una “guerra per Israele”.

 

Questa volta e’ diverso. Obama potrebbe dire a Jeffrey Goldberg – come fece in una intervista la scorsa settimana- che per gli USA, il prevenire l’Iran dall’ottenere un’arma nucleare, costituisce un interesse primario per la propria sicurezza nazionale anche se “Israele non rientrasse nel quadro della situazione”. Ma Israele e’ molto semplicemente al centro della questione politica sull’Iran negliUSA.

 

Norman Podhoretz, il padre del “neoconservatismo”, prego’ in ginocchio l’amministrazione di Bush di bombardare l’Iran nel 2007, adducendo come scusa il fatto che il mondo fosse a un bivio come nel 1938, e che la pacificazione avrebbe molto probabilmente causato un altro olocausto.  Abbiamo sentito queste retoriche stridule per anni. Non c’e’ logica dietro. Ahmadinejad non e’ Hitler. Egli ha poteri limitati nel quadro del sistema Iraniano e non controlla la politica estera.. Se avesse intenzione di distruggere gli Ebrei, si penserebbe che potrebbe iniziare con i 25.000 Ebrei che vivono in Iran; lui, tuttavia,  li considera diversi dagli Zionisti e dice che ne rispetta i diritti.

 

Proviamo ad analizzare una parte del linguaggio sensazionalistico che sta alla base degli sforzi (USA-Israele insieme) per il confronto militare.

 

Il programma delle armi nucleari Iraniano

 

Se si fa una ricerca su Google, si ottengono decine di migliaia di riferimenti giornalistici a questa presunta enunciazione, come se costituisse un fatto sicuro. Io non ho visto nessuna indagine che mostri quanta gente negli USA assume che tale programma esista realmente, anche se io scommetterei che la maggior parte ci crede. Quindi la Grande Menzogna e’ stata effettiva.

 

Cosa succederebbe se i giornalisti famosi si facessero carico di reiterare costantemente cio’ che segue?

 

Gli Iraniani hanno affermato in maniera consistente che loro non possiedono e non intendono avere un programma di armamenti nucleari. Loro vogliono arricchire l’uranio per la medicina nucleare e per generare energia elettrica. Non stanno facendo niente di diverso da quanto fatto da altri paesi quali il Brasile, l’Argentina, il Giappone e altre nazioni sotto l’egida delle investigazioni della IAEA e come signatari del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare essi sono assolutamente autorizzati a farlo. (Il linguaggio del trattato e’ chiaro: le nazioni signatarie hanno il diritto “inalienabile” di sviluppare programmi Nucleari per uso civile).

 

In Iran chi prende le decisioni e’ il Leader Supremo Ali Khamenei. I suoi editti religiosi (fatwa) sono considerati come legge dai Mussulmani Shiiti. Nel 2005 egli emano’ una fatwa che metteva al bando la produzione, lo stoccaggio e l’uso delle armi nucleari perche’ in contrasto con la religione dell’Islam.

 

L’intera comunita’ spionistica Americana (CIA, FBI, spionaggio militare etc…) ha concluso in 2 valutazioni (nel 2007 e nel 2010), con un alto livello di certezza, che l’Iran non ha un programma nucleare attivo.

 

Le agenzie di spionaggio Israeliano hanno detto le stesse cose.

 

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) non ha mai trovato nessuna evidenza riguardo a un programma di armamenti nucleari. Trovo’ delle evidenze riguardanti delle informazioni che erano state occultate e ha riportato la mancanza di cooperazione. L’agenzia pero’ e’ diventata sempre piu’ critica dell’Iran, mettendo insieme dati di dubbio valore per applicare delle pressioni su Teheran,  come conseguenza di manipolazioni politiche e in seguito alla direzione affidata a Yukiya Amano che ne prese le redini nel 2009. ( Una comunizione diplomatica Americana pubblicata dal Guardian afferma che, durante la campagna per essere nominato e per rimpiazzare lo scienziato indipendente, rispettato e vincitore del Premio Nobel, Mohamed ElBaradei “ Amano rammento’ agli ambasciatori che lui avrebbe dovuto fare delle concessioni al G-77 (il gruppo delle nazioni in via di sviluppo) che, in maniera corretta gli richiedevano indipendenza e correttezza nelle sue decisioni ma che egli era solidamente nel campo USA per quanto riguardava qualsiasi decisione  strategica, dalle nomine dei dirigenti dell’agenzia fino al dafare riguardo al supposto programma nucleare dell’ Iran.” La risoluzione IAEA del 2005 che porto’ alle sanzioni dell’ UNSC contro l’Iran fu determinata politicamente, non dalla scienza. 22 delle 35 nazioni  membri dell’Agenzia votarono per dichiarare l’Iran “in violazione”del Trattato di Non-Proliferazione. Praticamente si tratto’ delle Nazioni della NATO che votarono in blocco; con l’Algeria, il Brasile, la Cina, il Messico, la Nigeria, il Pakistan, la Federazione Russa, il Sud Africa, Sri Lanka, la Tunisia, Venezuela, Vietnam e Yemen che si opposero o si astennero.

 

Il rapporto piu’ recente dell’ IAEA, descritto in lungo e largo come evidenza che avrebbe inchiodato, in realta’ ripete solamente vecchie accuse. L’accusa principale riguarda il disegno di una testata di un razzo nucleare che fu rinvenuto in un computer portatile apparentemente rubato a uno scienziato Iraniano morto; il disegno fu consegnato agli USAnel 2004.  Si crede che sia stato prodotto dai Mujahaddin Khalq (MEK); il MEK e’ una organizzazione di esiliati militanti Iraniani che combatterono per l’Iraq durante la guerra con l’Iran, quando gli USA aiutarono l’invasione delle truppe di Saddam Hussein della nazione confinante, e che e’ stata identificata nella lista del Dipartimento di Stato come una organizzazione “terroristica” o dallo spionaggio Israeliano. Nel 2005, dopo che gli USA mostrarono il ritrovamento all’ IAEA, il New York Times riporto’ una dichiarazione di un esperto diplomatico Europeo:” Anch’io potrei fabbricare questi dati”; il materiale, disse, “e’ aperto al dubbio”.  L’Iran ha dichiarato che l’evidenza del computer portatile e’ falsa. Non sembra aver causato un cambiamento delgiudizio delle agenzie spionistiche USA riguardo al fatto che l’Iran non possiede un programma di armamenti nucleari attivo.

 

Il mese scorso la delegazione IAEA inIran non fu ammessa nella base militare di Parchin. Il mandato dell’ IAEA non include richieste di perlustrazione su singole basi  militari e gli Iraniani hanno dichiarato che la richiesta presentata il mese scorso non era appropriata. Amano ha descritto l’ evento come un problema serio, sospettando una attivita’ nucleare nascosta. L’Iran ha tuttavia acconsetito a una perquisizione totale della base da parte della IAEA nel 2004, nel 2005 ( due volte) e nel 2006 e l’agenzia non trovo’ niente di sospetto.

 

L’Iran ha dichiarato che vuole  la distruzione di Israele.

 

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ma quali sono veramente le frasi specifiche? La leadership Iraniana, insieme a molte e diverse altre forze nel mondo (inclusi alcuni storici Ebrei Israeliani), crede che lo stato di Israele fu fondato con l’uso di violenza selvaggia nei confronti della popolazione indigena Palestinese. Essi credono che il problema dei rifugiati era dovuto al terrorismo Zionista – e questa, infatti, non costituisce una tesi terribilmente controversa su questo pianeta. ( Ci sono pochi dubbi che fra  il 9 Aprile 1948 , quando il terrore inizio’, e il 15 Maggio quando gli eserciti Arabi “invasero” in aiuto ai Palestinesi, piu’ di 300.000 Palestinesi scapparono per proteggere le loro vite, mentre de forze dell’Haganesh Israeliano radevano al suolo sistematicamente 170 citta’ e villaggi Palestinesi). Agli Iraniani, come a molta altra gente nel mondo non va giu’ il concetto di uno stato “Ebreo” fondato a spese di altri popoli e si sentono solidali con i Palestinesi.

 

Alcuni leaders Iraniani presenziano a manifestazioni dove la gente grida, “Morte a Israele” esattamente come gridassero “ Morte all’America!”. Ma puo’ questa retorica diventare davvero azione concreta?

 

Cosa accadrebbe se i giornalisti famosi si facessero carico di reiterare costantemente cio’ che segue?

 

Nella primavera del 2003, il governo Iraniano del President Mohamad Khatami (in genere descritto come un “moderato” e promotore del “dialogo delle civilta’”) mando’ una lettera al Dipartimento di Stato Americano, tramite l’ambasciatore Svizzero a Teheran ( che si occupa anche dei rapporti US-Iran). La lettera proponeva la normalizzazione delle relazioni fra gli USA e l’Iran e riconosceva la necessita’ di discutere l’appoggio Iraniano a gruppi che gli USA hanno posto nella loro lista di “terroristi” e anche del suo programma nucleare. La lettera menzionava anche che l’Iran avrebbe appoggiato l’Iniziativa Araba per la  Pace del 2002 che era stata accettata dalla Lega Araba. ( Il piano prevede l’accettazione per una soluzione con due stati e il riconoscimento di Israele). Il Vice Presidente Cheney ando’ su tutte le furie, insistette che l’amministrazione ignorasse la lettera, e rimprovero’ il diplomatico Svizzero per aver fatto pervenire la missiva.

 

Ahmadinejad ha richiesto che Israele “venga cancellato dalla carta geografica”.

 

Si puo’ anche trovare:…”ha ripetutamente” richiesto questo. E’ una falsita’.

 

(Si tenga a mente che i mass media piu’ diffusi sono adepti a far circolare disinformazioni circa Ahmadinejad sin dal giorno in cui fu eletto nel Giugno 2005. Egli fu falsamente identificato quale uno degli studenti che presero in ostaggio il personale dell’Ambasciata Americana durante la crisi degli ostaggi nel 1979-1981; e il Presidente Bush pubblicamente fece riferimento al “suo coinvolgimento” nei fatti. La CIA in seguito, in maniera molto tranquilla, concluse che Ahmadinejad non era stato presente alla presa degli ostaggi.

 

La dichiarazione chiave fu fatta a una conferenza a Teheran nell’Ottobre 2005. Molti traduttori hanno messo in dubbio il modo come il commento fu tradotto; alcuni dichiararono che l’espressione  “cancellare dalla mappa” non esiste in Persiano (Farsi). La frase di Ahmadinejad in realta’ e’ una parafrasi di una dichiarazione dell’ Ayatollah Khomeini ( deceduto nel 1989), che dichiaro’ che Israele sarebbe scomparso allo stesso modo del regime Iraniano dello Shah o quello dell’ Unione Sovietica. Juan Cole, un professore di storia del Medio Oriente all’Universita’ del Michigan, fluente in Farsi, odoro’ “ il lezzo della propaganda di guerra” nella quotazione che era stata ampiamente ripresa e riprodotta. La sua traduzione personale suona come:” l’Imam disse che questo regime che sta occupando Gerusalemme (een rezhim-e eshghalgar-e qods) deve [svanire da] la pagina del tempo (bayad ax safheh-ye ruzgar mahv shaved”).

 

L’Istituto di Ricerca sul Medio Oriente,  (MEMRI), vigorosamente pro-Israele, tradusse la frase come “questo regime” deve essere “eliminato dalle pagine della storia”. La parola per “pagina” puo’ anche essere tradotta come “fase”. La dichiarazione di Khomeini sembra una previsione piuttosto che una specifica chiamata alle armi. E non sarebbe interamente impensabile che la demografia, gli insediamenti e la cultura possano produrre nei prossimi cento anni uno stato multiculturale, multietnico e non religioso in quello che adesso e’ Israele/Palestina?  Anche alcuni prominenti Ebrei Israeliani la pensano cosi’”).

 

A ogni modo, il Ministro degli Esteri Iraniano rispose al furore con una chiarificazione. Nel Febbraio 2006 il Ministro degli Esteri, Manouchehr Mottaki, rispose a una domanda, a una conferenza stampa circa l’affermazione di Ahmadinejad. “ Com’e’ possibile rimuovere una nazione dalla carta geografica?” egli chiese. “[Ahmadinejad] parla del regime. Noi non riconosciamo legalmente questo regime”.

 

Ahmadinejad stesso ha ripetutamente detto che la sua frase e’ stata equivocata. Nel Gennaio 2006, lamentandosi dei “toni e urli” per la sua frase, egli disse:” Lasciamo che i Palestinesi partecipino a libere elezioni e loro stessi diranno cio’ che vogliono”. Nel Giugno 2008 egli dichiaro’ a un meeting delle nazioni del D-8 (Bangladesh,Egitto,Indonesia,Iran,Malesia,Nigeria,Pakistan, e Turchia) che l’Iran non inizierebbe mai un’azione militare ma che il regime di Israele eventualmente collassera’ da solo.

 

Piu’ tardi nello stesso anno un giornalista gli chiese : “ Se i leaders Palestinesi fossero d’accordo per una soluzione con due stati, potrebbe l’Iran accettare uno stato di Israele?” La sua risposta fu:” Se i [Palestinesi] vogliono tenersi gli Zionisti, essi possono rimanere…Qualsiasi cosa il popolo decide, noi lo rispetteremo.  Dare la possibilita’ ai Palestinesi di decidere attraverso un referendum corrisponde esattamente con la nostra proposta”.

 

Cosa succederebbe se i giornalisti famosi si facessero carico di reiterare costantemente cio’ che segue?

 

Rappresentanti del governo Iraniano hanno ripetutamente dichiarato che lasceranno decidere i Palestinesi per quanto riguarda il loro futuro e hanno espresso delle aperture per il piano Saudita che prevede la formazione di due stati che e’ stato anche accettato dalla Lega Araba.

La minaccia esistenziale.

 

I politici Israeliani, a cui  fanno eco i giornalisti USA, si riferiscono costantemente al programma nucleare Iraniano come a una minaccia per la stessa esistenza dello stato di Israele. Tuttavia gli esperti di spionaggio, come Ephraim Halevy, alla direzione dell’agenzia di spionaggio di Israele, il Mossad, dal 1998 al 2002, non sono d’accordo. “Lo Stato di Israele non puo’ essere distrutto”, ha detto ai giornalisti lo scorso Novembre. Ha anche aggiunto : “[ l’Iran e’] lontano dal costituire una minaccia all’esistenza di Israele” e ha avvertito , “ Un attacco contro l’Iran avrebbe conseguenze non solo per Israele ma per tutta la regione per i prossimi 100 anni”. Ha anche dichiarato che l’estremismo Ebreo entro Israele costituisce un problema maggiore dell’ Iran. “La crescente radicalizzazione degli Haredi pone un rischio piu’ grande di Ahmadinejad”.

 

Coloro che fomentano la paura della minaccia esistenziale devono fare i conti con la risposta logica, “Dato che Israele e’ armato con (non dichiarate) armi nucleari, e potrebbe rispondere superiormente a un attacco Iraniano, perche’ le persone intelligenti in Iran si metterebbero a bombardare Israele?”.  La risposta dei fabbricatori di paura e’ semplice:” Noi non abbiamo a che fare con gente razionale”.

 

Loro argomentano che i leaders Iraniani sono fanatici Islamici, desiderosi di corteggiare il martirio e affatto preoccupati del benessere della propria gente. Essi sono cosi’ determinati nel loro anti-Semitismo che sacrificherebbero milioni di Iraniani solo per spazzare via gli Ebrei esattamente come Hitler non riusci’ a fare. La frase chiave che viene ripetuta a supporto di questa argomentazione viene dall’ex presidente Iraniano Hashemi Rafsanjani nel 2001:” Se verra’ un giorno in cui il mondo Islamico sara’ equipaggiato con le armi che Israele ha in suo possesso oggi, la strategia della colonizzazione potrebbe trovarsi davanti a un muro perche’ l’uso di una bomba atomica non lascerebbe niente in Israele e produrrebbe lo stesso effetto nel mondo Musulmano”.

 

Questa affermazione (in una predica del Venerdi’) diceva l’ovvio. Oggi Israele si giova de lmonopolio nucleare regionale (sebbene dovremmo notare che il Pakistan, una nazione parte del“mondo Islamico” aveva gia’ armi nucleari al tempo del discorso di Rafsanjani). Se le nazioni vicine avessero a disposizione armi atomiche, allora la liberta’ d’azione di Israele (la strategia della colonizzazione) sarebbe limitata. La dichiarazione, anche se ambigua non minaccia Israele ma sottintende che dati l’estensione del territorio e la popolazione relativamente piccola, Israele subirebbe molto piu’ danni rispetto a una nazione come l’Iran, in uno scontro nucleare – se l’Iran copiasse Israele e si armasse di armi nucleari.

 

Ho visto questa quotazione riportata con questa sezione significativa “…la strategia della colonizzazione  si troverebbe a un’impasse perche’…” mancante, rendendo la dichiarazione molto piu’ paurosa di quanto lo sia nella realta’. E’ stata usata troppo spesso come “evidenza” che la leadership Iraniana non e’ preoccupata dei danni che l’Iran potrebbe sostenere  a condizione di poter bombardare Israele, lasciando terra bruciata.

 

Questo ovviamente richiede che si creda che gli Iraniani non solo vogliono annientare gli Ebrei Israeliani ma che siano completamente indifferenti alla vite dei Palestinesi ( circa il 20% della popolazione di Israele) e quegli altri  5% degli Israeliani che non sono ne’ Ebrei  ne’ Arabi.  Rafsanjani e’ generalmente considerato un “moderato” e un avversario politico di Ahmadinejad. Questa interpretazione della sua dichiarazione vuole (ancora una volta) indurre paura.

 

Cosa succederebbe se i giornalisti famosi si facessero carico di reiterare costantemente cio’ che segue?

 

L’Iran non ha aggredito un’altra nazione in diverse centinaia di anni. Non ha contese territoriali con le nazioni confinanti e gode di buone relazioni con il Pakistan, Afghanistan, Uzbekistan, Armenia, Azerbaijan e Iraq. Spende meno del 2% del suo PIL per spese militari, rispetto al 6% speso da Israele e, in termini di spesa in dollari, la meta’ di quanto spende Israele. L’Iran spende 89 $ per capita all’anno per spese militari, contro i 1.882$ spesi da Israele e i 2.141 $ spesi dagli USA (la spesa piu’ altadel mondo).

 

I militari USA e Israeliani e gli specialisti dello spionaggio sono d’accordo riguardo al fatto che la leadership Iraniana e’ razionale e non avventata. Il chairman del Joint Chiefs of Staff Americano, Generale Martin Dempsey, ha detto recentemente alla CNN che “il regime Iraniano e’ un giocatore razionale”. Meir Dagan, un altro ex-capo del Mossad (il successore di Halevy, dal 2002 al 2009) ha dichiarato recentemente alla CBS che :”Il regime inIrane’ molto razionale…Forse il regime Iraniano non corrisponde precisamente ai canoni razionali del Mondo Occidentale ma non ci sono dubbi che considerano tutte le possibili implicazioni delle loro azioni”. Allo stesso tempo Dagan defini’ un possibile attacco Israeliano contro l’Iran “la piu’ stupida idea che abbia mai sentito”.

 

L’olocausto nucleare.

 

Un’espressione propagandistica brillante che scambia l’immagine terrificante del fungo nucleare con il ricordo dei rastrellamenti sistematici e il genocidio.

 

Ma se la leadership Iraniana cercasse di imitare i Nazisti e mettere in atto una “soluzione finale” per la questione Ebrea, perche’allora l’Ayatollah Khomeini lancio’ una fatwa nel 1979, al suo ritorno in Iran, che prescriveva il rispetto dei Cristiani,  gli Ebrei e gli Zoroastriani ? Perche’ l’Iran continua ad avere una popolazione Ebrea di 25.000 (la piu’ grande popolazione Ebrea nel Medio Oriente fuori da Israele?). Perche’la costituzione Iraniana specifica che (Art. 64) dei 270 membri della legislatura “i seguaci di Zoroastro e gli Ebrei devono poter eleggere un rappresentante ciascuno; gli Assiri, i Caldei e i Cristiani possono eleggere insieme un rappresentante e I Cristiani Armeni nel nord e sud della nazione possono eleggere un rappresentante ciascuno”?

 

Queste sono sicuramente verita’ scomode ad alcuni che vogliono esagerare l’oppressione degli Ebrei in Iran e portare acqua ai loro scenari apocalittici di Chicken Little (il pollo che crede che la fine del mondo e’ imminente Ndt).  Un esempio classico lo si puo’ trovare in due articoli pubblicati dal National Post in Canada nel Maggio 2006 che riportavano una presunta legge approvata dal parlamento Iraniano che avrebbe richiesto agli Ebrei e alle altre minoranze  religiose di indossare “contrassegni speciali”. Gli articoli furono scritti dal giornalista Amir Taheri un estremista di destra e espatriato Iraniano che aveva sempre fermamente appoggiato lo Shah e Chris Wattie, un giornalista Canadese che era stato “incorporato” nelle forze Canadesi in Afghanistan e aveva glorificato la loro missione; gli articoli furono ripresi da UPI.

 

Fu pubblicato nel New York Post di Rupert Murdoch e il Jerusalem Post. In una conferenza stampa un giornalista chiese al portavoce del Dipartimento di Stato Americano, Sean McCormack, che cosa ne pensasse. “Spregevole”, rispose, proprio come in “Germania sotto Hitler”. Il Rabbino Marvin Hier, preside del Centro Simon Wiesenthal a Los Angeles, accetto’ rapidamente il rapporto. “Questo e’ reminiscente dell’Olocausto”, dichiaro’. “L’Iran si sta muovendo sempre di piu’ verso l’ideologia dei Nazisti”. Purtroppo si trattava di disinformazione al 100%. L’articolo fu confutato molto velocemente da ( fra molti altri) l’ambasciatore Iraniano in Canada e l’indignato rappresentante Ebreo nel parlamento Iraniano. Il giornale ritratto’ la storia e si scuso’ ma parte del danno era gia’ stato fatto – e questa era sicuramente l’intenzione.

 

Sempre nel 2006, Netanyahu offri’ questa splendida analogia storica: “Nel 1938 Hitler non disse che voleva distruggere [gli Ebrei]; Ahmadinejad sta chiaramente dicendo che questa e’ la sua intenzione e noi non stiamo nemmeno urlando. Per lo meno chiamiamolo un crimine contro l’umanita’. Noi dobbiamo mostrare al mondo che qui si tratta di un programma per il genocidio”. L’Ambasciatore USA uscente, John Bolton, chiese alla Corte Internazionale di Giustizia Criminale delle Nazioni Unite di accusare Ahmadinejad di “incitazione al genocidio”. “E’ tempo di entrare in azione, “ egli dichiaro’ alla Conferenza dei Presidenti delle Maggiori Organizzazioni Ebree Americane. “ Ci sono arrivati dei segnali precoci, senza ambiguita’, su quali siano le sue intenzioni”. Un fungo nucleare su Tel Aviv!

 

Cosa succederebbe se i giornalisti famosi si facessero carico di reiterare costantemente cio’ che segue?

 

InIran ci sono piu’ di 30 sinagoghe operanti, negozi kosher e ristoranti e scuole Ebree.

 

Mentre per legge c’e’ un membrodel parlamento eletto per ogni 150.000 persone, la comunita’ Ebrea di 25.000 persone ha un rappresentante garantito.

 

La vita e’ oppressiva per chiunque inIran, una teocrazia Islamica, tuttavia gli Ebrei possono ricoprire incarichi nei ministeri del governo e nelle industrie statali. Forse sono infelici, come la maggioranza degli Iraniani. Ma questo e’ molto lontano dalla situazione degli Ebrei nella Germania di Hitler.

 

“L’idea piu’ stupida che abbia mai sentito”, disse l’ex capo del Mossad. Nonostante questo, il governo USA, guidato dalla “speranza” e “cambiamento” rappresentate da Obama, sta dicendo all’Iran di sottomettersi a un diktat USA mentre ancora ha la possibilita’, oppure essere bombardato.

 

E’ tutto, come osservato dai diplomatici Iraniani, completamente irrazionale.

 

Gary Leupp e’ Professore di Storia alla Tufts University e ricopre una carica aggiunta nel Dipartimento di Religione. Ha scritto Servants, Shophands and Laborers in the Cities of Tokugawa Japan; Male Colors: The Construction of Homosexuality in Tokugawa Japan; e Interracial Intimacy in Japan:Western Men and Japanese Women, 1543-1900. Ha contribuito a Hopeless: Barack Obama and the Politics of Illusion, (AK Press). Puo’ essere raggiunto a :[email protected]

http://www.counterpunch.org/2012/04/12/the-irrationality-of-the-case-against-irans-nuclear-program

traduzione di Francesco D’Alessandro

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Lascia un commento »

*
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: