Russia: il genio della protesta è uscito dalla lampada

Redazione 19 aprile 2012 0
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di Boris Kagarlitsky  – 19 aprile 2012

I sostenitori del regime al governo hanno interpretato i risultati delle elezioni presidenziali moscovite come una vittoria delle leali province, un tempo conservatrici, sulla capitale tormentata dalle proteste.  Ma alcune regioni si sono unite alla battaglia di Mosca.

Astrakhan ha guidato il drappello tenendo uno sciopero della fame e proteste a sostegno di Oleg Shein, che afferma che la vittoria alle elezioni di marzo per il sindaco gli è stata rubata a favore del candidato della Russia Unita.  Yaroslavl, Kaluga e la repubblica della Baschiria si sono unite anch’esse alla battaglia, anche si forme meno spettacolari.

L’opposizione giubila, convinta che le provincie si siano finalmente risvegliate e ora continueranno il lavoro iniziato dalle prime proteste nelle maggiori città del paese.  Ma la situazione è più complicata.

Le autorità hanno martellato il messaggio che se l’opposizione dovesse salire al potere, ciò porterebbe a una ripetizione delle riforme neoliberali e del deterioramento dell’istruzione, della sanità e degli altri servizi sociali. In risposta, i leader dell’opposizione hanno cooptato nel proprio movimento  diversi attivisti di sinistra per cercare di dimostrare di aver creato un “ampio blocco democratico”.

Su un tale sfondo, non sorprende che anche molti elettori che sono critici delle politiche del presidente eletto Vladimir Putin,  continuino a preferire lui all’ignoto.  Ma appena le elezioni sono terminate, i governanti hanno ripreso lo stesso corso che in precedenza aveva spaventato gli elettori, cosa che indubbiamente avevano pianificato di fare molto prima che si tenessero le elezioni.  Le grandi proteste hanno costretto i dirigenti a ritardare l’attuazione di alcune delle misure più impopolari, ma gli elettori conservatori, che sono quelli che temono di più tali misure, hanno reso possibile al regime perseguirle.

Ma non devono colpevolizzarsi per questo. Se avessero votato in modo diverso o se il miliardario Mikhail Prokhorov o qualcun altro degli oppositori di piazza fosse salito al potere, il risultato sarebbe stato esattamente lo stesso.  Emerge che la marca russa del capitalismo non può funzionare normalmente senza lanciare un attacco a tutto campo ai diritti dei lavoratori o togliere quel che resta della rete di sicurezza sociale al fine di “ridurre i costi delle imprese”.

La situazione non migliorerà nemmeno se le autorità adempiranno ai propri obblighi di spesa sociale assunti durante la campagna elettorale.  Il risultante drenaggio dei bilanci federali e locali non farà che costringere i dirigenti a tagliare ulteriormente i servizi sociali.

Ora che le elezioni sono terminate, l’assalto al sistema dell’istruzione è ripreso a tutta forza. In aggiunta le Ferrovie Russe stanno programmando di aumentare le tariffe,  e le società di servizi controllate dal governo stanno preparandosi a strizzare dai russi più soldi che mai.

Provocando il furore della classi inferiori contro i liberali, le autorità hanno sperato di usare a proprio vantaggio lo scontento popolare, senza preoccuparsi di pensare a come lo avrebbero incanalato in seguito. Ora non hanno idea di come rimettere il genio nella lampada e non riescono a immaginare quanto davvero potente sia tale forza.

L’attuale scontento sarà inevitabilmente diretto contro lo stesso governo non appena esso attuerà i propri programmi. Questa volta, tuttavia, i manifestanti di piazza non saranno cittadini istruiti della classe media, con iPad e smartphone, ma un insieme di persone molto diverso.

Boris Kagarlitsky è direttore dell’Institute of Globalization Studies

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/protest-genie-is-out-of-the-bottle-by-boris-kagarlitsky

Originale: Moscow Times

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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