Le Squadre Della Morte Americane

Redazione 25 marzo 2012 0
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Marzo 2012

Nicolas J.S. Davies

Quando l’amministrazione del Presidente Obama si insedio’ nel 2009 si trovo’ davanti un problema fuori dalla norma: che cosa fare con i crimini dell’amministrazione precedente, e in particolare con la sua campagna globale di sequestri, torture, e detenzioni senza limiti e senza processo di sospetti terroristi, la maggior parte dei quali innocenti. Nell’assunzione della carica, il Presidente Obama annuncio’ che avrebbe chiuso il campo di concentramento degli USA a Guantanamo Bay entro un anno e formalmente vieto’ ai militari americani l’uso della tortura e l’abuso dei prigionieri. Obama tuttavia ha evitato accuratamente di investigare i crimini del suo predecessore affermando che lui vuole solo “guardare al futuro”.

Obama, prevedibilmente, si e’ rimangiato la sua promessa di chiudere Guantanamo dove le detenzioni senza termini, i processi ingiusti, i pestaggi e le torture continuano senza nessun controllo. Amnesty International nel Novembre 2010 ha protestato per il fatto che gli USA rimangono “una zona intoccabile” riguardo ai crimini di guerra. L’amministrazione di Obama non solo ha fornito la “continuita’” con le politiche illegali di Bush e Cheney ma ha anche allargato la campagna internazionale delle “uccisioni mirate” o della “caccia all’uomo” che furono approvate inizialmente da Donald Rumsfeld nel 2003.

L’Eccezionalismo Americano

“L’eccezionalismo Americano” fu concepito come una immagine dell’America da essere ammirata dal resto del mondo. Invece e’ diventato un modo di descrivere la sistematica violazione da parte Americana delle leggi internazionali che sono altrimenti obbligatorie per tutti gli altri. Oggi gli USA rifiutano le regole internazionali su questioni fondamentali. Quando i rappresentanti USA dicono” tutte le possibilita’ sul tavolo” e’ sottinteso che intendono qualcosa di completamente diverso da “ tutte le possibilita’ legali sono sul tavolo”.

La possibilita’ di essere immuni dalle responsabilita’ internazionali ha costituito un elemento critico nel liberare la dottrina militare degli USA da legami che altrimenti sarebbero stati limitanti. L’Articolo 94 della carta delle Nazioni Unite dice che :”uno stato membro delle Nazioni Unite, firmando la Carta, si impegna a rispettare ogni decisione della Corte di Giustizia Internazionale (ICJ) nei casi in cui la stato sia parte in causa”.
Nel 1984 l’ICJ ordino’ agli USA “ di smettere e di non riprendere” l’”uso di forza illegale” contro il Nicaragua e di pagare delle riparazioni di guerra. Gli USA rifiutarono dichiarando che non avrebbero piu’ accettato la giurisdizione condizionante della corte. Il Nicaragua chiese al Consiglio di Sicurezza di far rispettare il giudizio ma la richiesta fu bloccata da un veto degli USA. In maniera simile gli USA rifiutano di riconoscere la giurisdizione della nuova Corte Criminale Internazionale (ICC).

Il rifiuto dottrinale dei limiti legali pone le basi per la violazione sistematica della Carta delle Nazioni Unite e la Convenzione di Ginevra che sono essenziali per la politica bellica dell’America post-2001. Senza paura che possano essere forzati a rispondere a corti internazionali imparziali, gli esperti legali del governo USA continuano a produrre leggi sempre piu’ sfacciate ( nel senso che sono legalmente indifensibili) per coprire crimini severi, dalle torture alle aggressioni agli omicidi.

In contrasto, in Gran Bretagna, che e’ parte del ICJ e del ICC, gli esperti legali del governo avvisarono in piu’ occasioni che l’invasione dell’Iraq avrebbe costituito un “crimine di aggressione” per il quale i politici Britannici potevano essere proseguiti legalmente. L’Iraq Inquiry a Londra , per due anni, ha ponderato il fatto che il governo ignoro’ gli avvertimenti da parte dei suoi stessi esperti legali. Il rapporto finale potrebbe ancora considerare Tony Blair e i suoi accoliti quali responsabili del cataclisma che hanno scatenato sul popolo iracheno, aprendo la porta alla prosecuzione criminale e a cause civili nelle corti giudiziarie inglesi e internazionali.

Una Politica di Assassinio a Sangue Freddo

Un pannello di Giuristi Eminenti, nominato dalla Commissione Internazionale dei Giuristi e presieduto da Mary Robinson, la ex Presidentessa dell’Irlanda, contemporaneamente a quando l’amministrazione Obama si stava insediando, pubblico’ un rapporto sulla cosiddetta “guerra al terrore” Americana. La relazione concludeva che le violazioni americane delle leggi internazionali non erano ne’ giustificate ne’ una risposta efficace nei riguardi del terrorismo e che i leaders americani avevano imbrogliato il pubblico rappresentando la campagna contro il terrorismo come un “paradigma di guerra”. Il pannello reitero’ che i principi stabiliti delle leggi internazionali “ erano intesi per attraversare le crisi e che provvedono un quadro robusto ed efficace dal quale si puo’ combattere il terrorismo”.

Barack Obama ha bloccato la parata macabra dei sospetti incappucciati e incatenati, con la tuta arancione che inciampavano scendendo dagli aerei americani nel sole tropicale di Guantanamo ma non ha fatto niente per restaurare la regola della legge. Invece, egli, in gran parte, ha rimpiazzato la politica di Bush con una campagna globale di omicidi a sangue freddo: sospetti di terrorismo, partigiani della resistenza, e chiunque altro presente nelle liste segrete, per ragioni segrete.

Uccidere i sospetti, da un punto di vista unicamente “eccezionalista Americano”, invece di catturarli, e’ un modo semplice di evitare l’imbarazzo di arrestare centinaia di individui, la maggior parte dei quali innocenti, in una rete globale mondiale e poi non sapere che cosa fare di loro. I morti non parlano. Il pubblico oltraggio viene contenuto entro le nazioni lontane dove le uccisioni vengono eseguite e non causano problemi politici domestici.

Senza nessuna responsabilita’ reale sotto le leggi vigenti, gli standards legali obbligatori che esistevano prima sono stati eliminati. I rappresentanti USA sono stati formalmente vietati dal condurre omicidi dal 1976, sotto l’ordine esecutivo 11905 del Presidente Ford. Gli esperti legali USA hanno sovvertito il divieto dichiarando che “le uccisioni mirate” non sono omicidi ma atti di autodifesa. Con cio’ semplicemente si ignora le regole stabilite dalle leggi internazionali; in questo caso il principio della Caroline, stabilito dal Secretario di Stato degli US Daniel Webster nel 1841 e ora accettato universalmente, che limita il diritto dell’autodifesa attraverso i confini nazionali a una risposta proporzionata alla minaccia imminente

Le forze Americane che commettono questi omicidi a sangue freddo sistematicamente chiamano i civili innocenti che loro uccidono “falsi positivi”. Quando le forze US in Afghanistan uccisero Zabet Amanullah in un caso di identita’ scambiata, essi uccisero anche altri 9 collaboratori della sua campagna che lavoravano per suo nipote, un candidato per il parlamento Afghano, basato semplicemente sul concetto di “colpevole perche’ vicino”. Gli ufficiali US delle Operazioni Speciali spiegarono all’allora giornalista della BBC Kate Clark che loro operano sotto una regola generale che la prossimita’ a un “bersaglio” costituisce tutta l’evidenza che loro necessitano per considerare un altro individuo come un altro bersaglio. Questo aiuta a spiegare il perche’ il totale dei cadaveri contati da parte USA include sempre piu’ “insorti” uccisi piuttosto che civili, nonostante le regole di combattimento illegali che determinano regolarmente uccisioni eccessive e indiscriminate.

Gli “omicidi mirati” vengono eseguiti sotto l’autorita’ della CIA e dei Comandi Uniti delle Operazioni Speciali (JSOC). I metodi di uccisione generalmente comprendono 3 categorie: attacchi aerei con aereoplani o elicotteri; attacchi aerei con droni e assassinii da parte delle forze JSOC a terra.
L’origine delle operazioni di uccisione da parte del JSOC era un “ordine di esecuzione” senza termini scritto da Donald Rumsfeld nel Settembre 2003 mentre la resistenza irachena all’invasione Americana, illegale dell’Iraq si generalizzava. In aggiunta all’autorizzazione delle uccisioni in Iraq, Afghanistan e Somalia sotto il commando dei militari, Rumsfeld li autorizzo’ anche in Algeria, Iran, Malesia, Mali, Nigeria, Pakistan, le Filippine, Siria e Yemen – soggetti all’approvazione presidenziale. Qualsiasi sia il ruolo giocato dagli USA nelle uccisioni degli scienziati Iraniani, l’affermazione del Ministro della Difesa Panetta che :” Non e’ cio’ che gli USA fanno”, costituisce una falsita’ poco ingénua.

L’amministrazione di Obama ha ampliato le operazioni speciali di spiegamento USA dalle 60 nazioni originarie a piu’ di 80 dalla data del suo insediamento a oggi; quante di queste operazioni sono fatte dal JSOC e includono “uccisioni mirate” e’ un segreto. Il Comando delle Operazioni Speciali ha a disposizione 58.000 persone sotto il suo commando e fino a 25.000 di essi operano sotto il JSOC in maniera flessibile. Fino al Giugno 2010 il JSOC aveva 9.000 soldati in Iraq e Afghanistan e 4.000 altri soldati stazionati in altre nazioni.

Almeno 3 unita’ sono assegnate in maniera permanente all’ JSOC: la Delta Forza dell’esercito, la DEVGRU della marina militare (precedentemente denominata Gruppo 6 dei SEAL), e il 24mo Squadrone di Tattica Speciale dell’aereonautica. Altre unita’ che operano regolarmente sotto il commando del JSOC includono il 75mo Reggimento Ranger e il 160mo Reggimento delle Operazioni Speciali dell’Aviazione (SOAR), conosciuto anche come “i cacciatori della notte”. Il 160mo SOAR ha a disposizione elicotteri di attacco e trasporto di supporto alle operazioni che coinvolgono le Forze Speciali. Un “Gruppo di Transizione della Polizia Speciale” del 160mo, SOAR, era assegnato anche alla Brigata Wolf del Ministero dell’Interno Iracheno mentre arrestava, torturava e uccideva migliaia di civili a Baghdad nel 2005 e 2006.

JSOC Uccide Spesso La Gente Sbagliata

Seymour Hersch ha scritto sul New Yorker, nel Dicembre 2003, che le forze del JSOC venivano addrestrate da assassini Israeliani o il Mista’aravim, in Israele e il North Carolina per condurre operazioni omicide in Iraq. “E’ completamente pazzesco” ha detto un rappresentante dello spionaggio US al Guardian, “ Eccoci qui – nel mondo arabo ci rappresentano gia’ come Sharon e noi glielo abbiamo appena confermato coinvolgendo gli israeliani e formando gruppi per gli omicidi”. “Altri rappresentanti spiegarono che i bersagli della campagna di uccisioni non sarebbero stati limitati solo ai combattenti della resistenza attuali ma avrebbero incluso anche gran parte della classe media Irachena che, credevano, aiutavano e finanziavano la Resistenza Irachena. “La popolazione Sunnita non sta pagando nessun prezzo per il supporto che sta’ dando ai terroristi”, ha dichiarato un ufficiale US a Newsweek. “ Dal loro punto di vista non costa niente. Noi dobbiamo cambiare quell’equazione”.

Le squadre della morte Americane nell’Iraq ricoprirono un ruolo critico durante il cosiddettao “ sollevamento” o escalation della guerra nel 2007. Un ufficiale USA in pensione dichiaro’ a “Frontline” della PBS che loro “sono diventati cosi’ efficienti nell’uso di mezzi elettronici per identificare, seguire e trovare i bersagli che hanno creato “una macchina per uccidere il contro-terrorismo di potenza industiale”. “L’abilita’ di uccidere” e’ vera, ma “l’analisi delle relazioni sociali” del JSOC e’ un modo molto rozzo di compilare delle liste di bersagli basati sui numeri dei telefoni cellulari catturati o confiscati senza uno sforzo reale di verificare questi dati con “ la conoscenza umana” del mondo reale quale verrebbe richiesta da operazioni di spionaggio legittime.

Due comandanti piu’ anziani ammisero straordinariamente a Dana Priest del Washington Post che le incursioni del JSOC hanno meno del 50 per cento di possibilita’ di identificare con certezza la persona giusta o la loro abitazione. Il fallimento sistematico di confermare in maniera positive le identita’ dei bersagli – che sono per lo piu’ civili non coinvolti in operazioni militari quando vengono assassinati – rende la campagna di uccisioni un crimine di guerra, possibilmente anche un crimine contro l’umanita’, dato che si sviluppa sempre di piu’ per uccidere sempre piu’ gente in un sempre maggior numero di nazioni.

Sotto il Presidente Obama il numero delle incursioni notturne in Afghanistan e’ aumentato da 20 incursioni al mese nel Maggio 2009 a piu’ di 1.000 incursioni al mese nell’Aprile 2011, usando “analisi di relazioni sociali” dei telefoni cellulari catturati in incursioni precedenti o confiscate nelle prigioni per creare liste di bersagli sempre piu’ lunghe. Gareth Porter della Inter Press Service ha analizzato i dati riguardanti 4.100 persone catturate nei raids notturni in Afghanistan in un periodo di 6 mesi nel 2010 e nel 2011. Egli verifico’ che l’ 86 per cento furono rilasciati immediatemente o alla prima verifica delle accuse contro di loro. Gli ufficiali US avevano delle evidenze solo contro il 14 per cento dei prigionieri. Gli stessi metodi vengono usati per generare le liste di bersagli per operazioni di “assassinio” o “cattura”. Una domanda: l’86 per cento della gente uccisa nelle operazioni notturne era innocente come gli altri prigionieri?

Le Nazioni Unite hanno riportato che solo 80 civili furono uccisi in Afghanistan nelle operazioni di “ricerca e sequestro” nel 2010, insieme a circa 2.000 altri cosiddetti “insorti”. Le 80 morti di civili furono il risultato di solo 13 incidenti che le Nazioni Unite investigarono in maniera completa; altri 60 incidenti stanno ancora aspettando di essere investigati. Nader Nadery della Commissione Indipendente dei Diritti Umani in Afghanistan ha stimato che le Nazioni Unite eventualmente cambieranno il numero finale dei morti civili a circa 420 morti se e quando riusciranno a espletare l’esame di tutti i casi.

Questi numeri costituirebbero una stima piuttosto bassa delle morti di cittadini civili nelle incursioni notturne. Le Nazioni Unite non hanno accesso alle aree in mano alla resistenza dove avviene la maggior parte delle incursioni e quindi non ricevono nessuna relazione da quelle aree. Anche l’analisi piu’ completa di tutti gli incidenti riportati alle Nazioni Unite potrebbe tener conto di solo una frazione del vero numero di civili uccisi. Dato che almeno il 50 per cento delle incursioni bersagliano la persona o l’abitazione sbagliata, si puo’ affermare con una certa sicurezza che piu’ della meta’ dei 2.000 Afghani uccisi nelle incursioni notturne erano probabilmente civili innocenti e che la escalation della campagna nel 2011 probabilmente determino’ una proporzione anche maggiore dei “falsi positivi”.

Massacro Indiscriminato

Quando gli assassinii sono condotti con attacchi aerei, esiste la possibilita’ che un numero maggiore di civili innocenti venga ucciso. Nel caso di Zabet Amanullah lui fu bersagliato semplicemente sulla base “dell’analisi delle relazioni sociali” dei numeri telefonici che erano presenti sui cellulari sequestrati che portarono a un’indenficazione errata come Muhammad Amin, il governatore ombra dei Talibani della provincia di Takhar. I militari USA pensarono che Amin stava usando il nome “Amabullah” come una copertura, ma essi non si presero la briga di accertare se una persona il cui nome era Zabet Amanullah esistesse davvero. Questo sarebbe stato piuttosto semplice visto che Amanullah era un comandante che si era separato dai Talibani nel 2001 ed era diventato un attivista per i diritti umani, piuttosto noto, a Kabul. “L’analisi delle relazioni sociali” pero’ non prevede che si facciano delle domande alle persone sospettate nel mondo reale. Se il tuo telefono cellulare corrisponde a certi criteri, tu sei condannato a morte, insieme a qualcun altro la cui colpa e’ semplicemente di “trovarsi vicino a te”. Il criterio di “colpevole perche’ vicino”.

William Arkin fu autorizzato a entrare, cosa molto rara, nel U.S. Centro Comune delle Operazioni Dell’Aria e dello Spazio in Qatar e fu autorizzato a seguire un attacco aereo che bersaglio’ un presunto leader della resistanza il cui nome era Baz Mohammed Faizan in Afghanistan. Un gruppo militare nel Qatar si impegno’ strenuamente fino a ordinare un attacco con due aerei A-10 Warthog con 500 libbre di bombe dalla base di Bagram. Gli ufficiali spiegarono a Arkin che le bombe da 1.000 libbre poste su un aereo che era vicino erano troppo grosse e che avrebbero ucciso troppi civili. Mentre i missili Hellfire da 150 libbre sui droni Predator che avevano seguito Faizan avrebbero potuto facilmente mancare l’obiettivo- grazie tante per la supposta “precisione” degli attachi con i droni.

Gli aerei A-10 dell’Aviazione Americana furono messi a punto e costruiti negli anni ’70 e i primi anni ’80 per essere usati contro i carri armati Sovietici. La loro arma principale e’ un cannone prodotto dalla General Electric che spara proiettili da 30 mm che possono perforare le corazze con una capacita’ di 65 proiettili al secondo. Mentre guardava gli A-10 sullo schermo della TV in Qatar, Arkin vide un aereo che lancio’ la bomba e poi ritorno’ per un secondo giro per mitragliare tutta l’area con un torrente di fuoco dal suo cannone piazzato sulla fusoliera.

Arkin fu shocckato dal fatto che l’attacco che doveva essere “estremamente preciso” cambio’ in un massacro indiscriminato. Gli ufficiali USA immediatamente precisarono che i mitragliamenti “non erano autorizzati” e che, una volta che un attacco e’ iniziato, i controllori aerei JSOC a terra assumono il controllo delle’operazioni. Arkin aveva appena scoperto un piccolo sporco segreto delle operazioni JSOC. Tutte le precauzioni prese dagli analisti, gli ufficiali del JSOC, e gli ufficiali piu’ anziani di usare una forza proporzionata nel pianificare le operazioni non era piu’ applicabile una volta che l’operazione era partita.

Nonostante questo uso della forza eccessiva e indiscriminata, un ufficiale piu’ tardi mostro’ ad Arkin un memorandum della CIA che diceva che Faizan era sopravvissuto all’attacco. Apparentemente l’ufficiale non disse niente ad Arkin quanti altri civili erano morti o erano stati feriti e quanti di loro erano civili innocenti.

Licenza di Uccidere Senza Essere Responsabili

Ma le armi piu’ indiscriminate usate negli assassinii USA sono i droni. In 10 anni le operazioni con droni Predator e Reaper sono cresciute come i funghi; da un programma sperimentale nella Base Aereonautica Nellis a Las Vegas e alcuni siti di decollo in Iraq e Afghanistan a 60 basi negli USA e nel mondo dove centinaia di droni carichi di missili e bombe vengono usati dal personale della CIA, l’Aereonautica USA , la Guardia Aerea Nazionale e il personale “a contratto”.

L’amministrazione di Obama ha allargato la campagna con i droni della CIA in Pakistan da 42 attacchi sotto l’amministrazione Bush a 241 dal 2009. Essi hanno ucciso fra 1.700 e 2.700 persone, di cui almeno il 90 per cento erano civili, secondo alcuni giornalisti Pakistani e gruppi dei diritti umani. I numeri delle morti riportate dagli USA, molto inferiori a quelli precedenti, sono sicuramente alterati dai “falsi positivi”.

Il 2 Giugno 2010 l’incaricato Speciale delle Nazioni Unite per le Esecuzioni Extragiudiziali, Philip Alston, ha rilasciato un comunicato diplomatico ma con prove schiaccianti :” Le uccisioni bersaglio pongono una sfida sempre piu’ grave alle regole legislative internazionali, dal momento che esse vengono usate sempre piu’ spesso in circostanze che violano le regoli piu’ importanti delle leggi internazionali… Chi usa piu’ frequentemente le uccisioni bersaglio oggi sono gli USA, che principalmente usa i droni per attacchi…questa licenza di uccidere, fortemente imposta ma poco-definita, senza responsabilita’ non e’ una prerogativa che gli USA o altri stati possono avere senza causare danni molto gravi alle regole designate a proteggere il diritto alla vita e a prevenire le esecuzioni extra-giudiziali…

“…gli USA hanno messo insieme una nuova teoria secondo la quale: “esiste una legge dell’11 Settembre” che rende possible l’uso della forza nei territori nazionali di altri stati quale parte del suo diritto sacrosanto all’autodifesa sulla base che esiste un conflitto armato con al-Qaeda, i Talibani e “altre forze associate”, sebbene l’ultimo gruppo sia fluido e non-definito. Questa interpretazione lassa e senza limiti definiti del diritto di autodifesa ha implicazioni di larga portata riguardo alla proibizione dell’uso delle forze armate nella dichiarazione dell’ONU.

I droni tuttavia rappresentano degli obiettivi politici importanti per i legislatori USA. La politica bellica degli USA dal 1945 e’ stata guidata da una ricerca senza fine di infliggere morte e distruzione in altre nazioni senza contraccolpi politici che potrebbero far seguito a perdite di vite umane numerose negli USA. Le morti in paesi lontani, anche di civili innocenti, politicamente causano molto meno danni che non numeri anche limitati di perdite negli USA.

Le regole illegali di combattimento degli USA riflettono queste priorita’; l’autorizzazione dell’uso della forza indiscriminata e eccessiva nell’interesse della “forza di protezione” . Il risultato e’ che le 6,400 morti USA in Iraq and Afghanistan costituiscono un decimo appena del numero degli Americani che persero la vita in Vietnam, anche se piu’ di un milione di Iracheni e Afghani sono stati uccisi. Nel calcolo sanguinoso della politica Americana, il ridotto numero di morti ha minimizzato il costo politico della guerra e lo ha reso meno rischioso per i politicanti. L’uso dei droni senza piloti umani fornisce un modo di fare la guerra che e’ anche piu’ attrattiva politicamente perche’ e’ possible usare armi potentissime contro popolazioni a terra senza un pericolo immediato per i soldati americani. I costruttori di droni attualmente hanno ricevuto ordini per costruire altri 730 piccoli e medi droni armati.

Una Politica Bellica Modificata

Le campagne US di “uccisioni bersaglio” e la campagna della NATO in Libia costituiscono 2 tracce della politica bellica USA, modificata, che segue la fallita occupazione dell’Afghanistan e dell’Iraq. In Libia la NATO condusse 9.700 attacchi aerei in 8 mesi, la piu’ concentrata campagna di bombardamenti da quella in Iraq nel 2003. Il ruolo degli USA era “mascherato, calmo, e senza mass-media”, anche se forni’ due terzi del personale NATO, meta’ degli aerei, quasi tutti i droni e i missili cruise e ufficialmente spese di piu’ nella guerra di, per esempio, la Gran Bretagna.

Il merito pubblico ando’ ai ribelli Libici. Il ruolo delle Forze Speciali Inglesi, Francesi, Giordane, e del Qatar a terra fu protetto molto segretamente. Quando le Forze Speciali del Qatar bombardarono la fortezza di Gheddafi a Tripoli per riuscire a entrare, il mondo vide solo Libici giubilanti. La NATO, protetta da un mandato delle Nazioni Unite, assedio’, affamo’ e bombardo’ la Sirte e Bani Walid per oltre un mese, lasciandole in rovine, assieme ad altre citta’. La guerra della NATO uccise molti piu’ Libici in 8 mesi che il Colonnello Gheddafi in 42 anni. Il nuovo governo stima che almeno 25.000 persone siano morte durante la guerra. Altre stime parlano di 50.000 morti. Questo e’ un numero di caduti che e’ molto piu’ alto di tutte le altre rivoluzioni della Primavera Araba insieme, una buona ragione per le popolazioni di scegliere la rivoluzione non-violenta sull’intervento USA o NATO, se hanno una qualsiasi possibilita’ di scelta. L’amministrazione Obama ha condotto l’intera guerra senza l’autorizzazione del Congresso in aperta violazione della legge USA.

Come John Bellinger, l’esperto legale del Dipartimento di Stato durante l’amministrazione Bush, spiego’ al Washington Post nel Giugno 2010, la maggior parte della gente che l’amministrazione Obama sta bersagliando ha niente a che fare con i crimini terroristici commessi nel 2001; cosicche’ Obama non ha nessuna autorita’, sotto la legge Americana, di ordinare la maggioranza di queste operazioni.

Dato che il Presidente Obama non ha agito in maniera risoluta per porre un freno alle violazioni del suo governo delle leggi USA e internazionali e per imporre la responsabilita’ dei suoi ministri e esecutivi, l’America ha continuato a scivolare nel crimine sistematico internazionale sotto i suoi occhi, determinando nuovi crimini di guerra per i quali lui e i suoi subordinati sono responsabili dal punto di vista criminale. L’eccezionalismo Americano, lontano dall’essere “una citta’ splendente sulla collina”, ci ha portato a un cimitero in una valle buia. Gli Americani devono accettare le stesse leggi internazionali, i trattati e gli standards di responsabilita’ come ogni nostro vicino “non-eccezionale” se vorremo interrompere la spirale del neo-imperialismo Americano e cominciare la conversione verso una societa’ pacifica, prospera e durevole.

 

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