Wikileaks – Le 5 principali rivelazioni di Stratfor

Redazione 2 marzo 2012 0
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di Juan Cole   – 2 marzo 2012

WikiLeaks sta pubblicando memorandum interni della società di analisi di sicurezza Stratfor. In questi primissimi giorni sono emerse alcune notizie che testimoniano che:

1. Fino a 12 ufficiali pakistani, in servizio attivo e pensionati, dell’Inter-Service Intelligence Agency [servizi d’informazione interforze pakistani] sapevano che Osama bin Laden era ad Abbottabad ed erano in contatti regolari con lui. Il capo di stato maggiore pakistano sta negando il rapporto.

2. La Dow Chemicals ha assunto la Stratfor per spiare gli attivisti di Agra che continuano a protestare per il disastro ambientale di Bhopal che rese ciechi molti lavoratori  e ne rovinò la salute. Cioè la Stratfor non si limitava a condurre analisi ma era coinvolta in operazioni di spionaggio privato contro gruppi della società civile che avevano il diritto di protestare.

3. Il vicepresidente della Stratfor, Fred Burton, ex funzionario del Dipartimento di Stato impegnato nell’antiterrorismo, si è lamentato perché ai bei vecchi tempi gli USA avrebbero semplicemente assassinato il leader venezuelano di sinistra Hugo Chavez e il leader boliviano di sinistra Evo Morales. Le email interne suggeriscono anche che la Stratfor aveva piazzato un agente femminile in Venezuela che faceva sesso con un dirigente e gli succhiava informazioni. Si diceva anche i dirigente “collaborava con Israele”. Chavez è noto per la sua critica delle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi.

4. La Russia ha venduto armamenti all’Iran ma ha fatto marcia indietro e ha fornito i codici di sicurezza a Israele.

5. La quinta rivelazione è che spesso gli analisti della Stratfor non sapevano di cosa parlavano e avevano un estremo pregiudizio di destra.  Ad esempio questo memorandum sulla rivoluzione in Egitto tenta di sostenere che dietro la rivoluzione contro Hosni Mubarak c’era il corpo ufficiali e che le masse erano mobilitate in misura insufficiente per spiegarla.  Si afferma che soltanto 750.000 persone erano affluite a Piazza Tahrir, un numero esiguo per un paese di 82 milioni di abitanti. Ma di fatto non si è trattato soltanto di Tahrir. La gente ha dimostrato altrove al Cairo. Ed erano nelle strade ad Alessandria, Suez, Asyut e in altre città.  Anche piccole cittadine hanno visto incendi di stazioni di polizia e di quartier generali del Partito Democratico Nazionale. Questo memorandum trasforma in un colpo di stato di ufficiali una rivoluzione del popolo che ha scosso l’Egitto da Alessandria ad Assuan.  Anche se gli ufficiali hanno sentito da che parte tirava il vento e in effetti hanno finito per schierarsi con i dimostranti e contro Mubarak, chiaramente hanno giocato a cogliere l’occasione.  Sono stati gruppi rivoluzionari come il ‘6 Aprile’ che hanno attuato la rivoluzione nelle città e la Fratellanza Mussulmana nelle aree rurali.  Il memorandum è francamente ottuso e se è per cose di questo genere che la Booz Allen [società di consulenza appaltatrice militare e civile del governo federale USA] pagava  20.000 dollari all’anno, dovrebbe chiedere i soldi indietro.

Questo quinto punto riguardo all’un per cento che interpreta il mondo per l’un per cento come ruotare unicamente intorno all’un per cento è un problema disperato per il nostro sistema di informazioni, visto che l’un per cento ha le risorse e può tentare di sopraffare analisi ragionate che riconoscono il protagonismo del popolo.  Alla fine la lotta politica è qui una lotta epistemologica (l’epistemologia essendo lo studio di come sappiamo quel che sappiamo).

ZNet – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  http://www.zcommunications.org/top-5-stratfor-revelations-by-juan-cole

Originale: Juancole.com

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

 

 

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