Kropotkin: l’anarchismo e la sua attualità

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di David Morris  – 18 febbraio 2012

L’8 febbraio 1921 ventimila persone, sfidando coraggiosamente temperature così rigide che gli strumenti musicali gelavano, marciarono in un corteo funebre nella cittadina di Dimitrov, un sobborgo di Mosca. Erano venute a rendere omaggio a un uomo, Petr Kropotkin, e alla sua filosofia, l’anarchismo.

Circa 90 anni dopo pochi conoscono Kropotkin. E’ il termine anarchismo è stato talmente spogliato di contenuto che è finito per essere trasformato in sinonimo di caos e nichilismo.  Ciò è deplorevole, sia per l’uomo sia per la filosofia che egli fece così tanto per sviluppare e che ha così tanto da insegnarci nel 2012.

Mi meraviglia che Hollywood debba ancora scoprire Kropotkin. Poiché la sua vita è materiale per film un film fantastico. Nato privilegiato, spese la sua vita a combattere la povertà e l’ingiustizia. Rivoluzionario per tutta la vita, fu anche geografo e zoologo di fama mondiale. In effetti l’intersecarsi di politica e scienza caratterizzò gran parte della sua vita.

Le sue lotte contro la tirannia gli fruttarono anni di prigione in Russia e in Francia. La prima volta che fu incarcerato in Russia proteste di molti dei più noti studiosi del mondo portarono alla sua liberazione. La seconda volta organizzò un’evasione spettacolare e lasciò il paese.  Alla fine della sua vita, di nuovo nella sua natia Russia, appoggiò con entusiasmo il rovesciamento dello zar ma condannò con uguale forza i metodi sempre più autoritari e violenti di Lenin.

Negli anni ’20 Roger N. Baldwin riassunse la figura di Kropotkin in questi termini.

“A Kropotkin schiere di persone che lo hanno conosciuto ad ogni livello sociale si riferiscono come “all’uomo più nobile” che abbiano conosciuto.  Oscar Wilde lo ha definito uno dei due soli uomini davvero felici che avesse incontrato.  … Nel movimento anarchico era oggetto del massimo affetto da parte di migliaia di persone … “notre Pierre” lo chiamavano gli operai francesi. Senza assumere mai posizioni da capo, nonostante ciò fu guida in virtù della forza morale della sua personalità e della portata del suo intelletto. In lui si combinarono in misura straordinaria altre qualità di carattere con una mente fine e un sentimento sociale appassionato.  La sua vita fece una profonda impressione in una vasta gamma di classi: l’intero mondo scientifico, il movimento rivoluzionario russo, i movimenti radicali di tutte le scuole e il mondo letterario cui importava poco o nulla della scienza o della rivoluzione.”

Ai nostri fini l’eredità più duratura di Kropotkin è la sua opera sull’anarchismo, una filosofia di cui egli è stato forse il maggiore esponente. Egli giunse alla conclusione che la società si muoveva nella direzione sbagliata e a identificare la direzione giusta utilizzando lo stesso metodo scientifico che lo aveva portato a sconvolgere la professione della geografia dimostrando che le mappe esistenti dell’Asia avevano le catene montuose rivolte nella direzione sbagliata.

L’evento scatenante che indusse Kropotkin ad abbracciare l’anarchismo fu la pubblicazione de ‘L’origine delle specie’ di Charles Darwin nel 1859. Anche se la tesi di Darwin che noi discendiamo dalla scimmie era altamente controversa, la sua tesi che la selezione naturale comportava la “sopravvivenza dei più adatti” attraverso una lotta violenta tra le specie, e al loro interno, fu adottata entusiasticamente dall’1% dell’epoca per giustificare ogni ineguaglianza sociale come effetto collaterale inevitabile della lotta per l’esistenza.  Andrew Carnegie insisteva che la “legge” della competizione era “il meglio per la razza perché garantisce la sopravvivenza dei più adatti in ogni comparto”. “Accettiamo e apprezziamo una grande disuguaglianza (e) la concentrazione degli affari … nelle mani di pochi.”  L’uomo più ricco del pianeta, John D. Rockefeller, affermava spudoratamente: “La crescita di una grande impresa è semplicemente la crescita del più adatto … l’opera di una legge di natura.”

In reazione a un saggio ampiamente diffuso di Thomas Huxley sul The Nineteenth Century [Il diciannovesimo secolo], “La lotta per l’esistenza nella società umana”, Kropotkin scrisse una serie di articoli per la stessa rivista che furono successivamente pubblicati in volume sotto il titolo “Aiuto reciproco”.

Egli scoprì che la visione dei darwinisti sociali contraddiceva la sua ricerca empirica.  Dopo aver esaminato per cinque anni la fauna selvatica in Siberia, Kropotkin scrisse: “Non sono riuscito a trovare – anche se la cercavo con ansia – quella dura lotta per i mezzi dell’esistenza … che è stata considerata da molti darwinisti … come la caratteristica dominante e il principale fattore dell’evoluzione.”

Kropotkin rendeva omaggio alle intuizioni di Darwin sulla selezione naturale ma riteneva che il principio dominante della selezione naturale fosse la cooperazione, non la competizione. I più adatti erano quelli che cooperavano.

“Le specie animali in cui la lotta individuale è stata ridotta ai suoi limiti minimi e la pratica dell’aiuto reciproco ha ottenuto il maggiore sviluppo, sono invariabilmente le più numerose, le più prospere e le più aperte a ulteriori progressi. … Le specie non socievoli, al contrario, sono destinate alla decadenza.”

Egli trascorse il resto della sua vita a promuovere tale concetto e la teoria della struttura sociale nota come anarchismo.  Per gli statunitensi l’anarchismo è sinonimo di mancanza di ordine.  Ma per Kropotkin le società anarchiche non mancano di ordine; l’ordine emerge invece dalle regole stabilite da coloro che ne subiscono l’impatto, regole che incoraggiano sistemi di produzione a misura d’uomo e massimizzano la libertà individuale e la coesione sociale.

Nella sua voce sull’anarchia sull’Enciclopedia Britannica del 1910 Kropotkin definisce l’anarchismo come una società “senza governo; l’armonia, in tale società, si consegue  non attraverso la subordinazione alla legge o l’obbedienza a una qualsiasi autorità, bensì attraverso accordi liberi conclusi tra i vari gruppi, territoriali e professionali, liberamente costituiti al fine della produzione e del consumo … “

“Aiuto reciproco” fu pubblicato nel 1902.  Con capitoli sulle società animali, le tribù, le città medievali e le società moderne, perora la causa della cooperazione.  Nel 2012 i lettori possono trovare il capitolo sulle città medioevali quello più avvincente.

Nei secoli dal dodicesimo al quattordicesimo attorno ai mercati di nuova creazione emersero centinaia di città.  Questi mercati erano così importanti che leggi abbracciate da re, vescovi e città proteggevano i loro fornitori e clienti.  Col crescere dei mercati le città conquistarono autonomia e si organizzarono in strutture politiche, economiche e sociali che per Kropotkin rappresentarono un istruttivo modello funzionante di anarchismo.

La città medioevale non era uno stato centralizzato. Era una confederazione, divisa in quattro quartieri o in da cinque a sette sezioni che si irradiavano da un centro. Per certi aspetti era strutturata come una doppia federazione. Una era costituita da tutte le famiglie, unite in piccole unità territoriali: la strada, la parrocchia, la sezione.  L’altra era costituita da individui uniti da un giuramento a una corporazione in base alla loro professione.

Le corporazioni stabilivano le regole economiche. Ma la corporazione stessa comprendeva interessi diversi. “Il fatto è che la corporazione medioevale … era un’unione di tutti gli uomini collegati a una determinata attività: acquirenti giurati di materie prime, venditori di merci manufatte, e artigiani … mastri, ‘compagni’ e apprendisti.”  Nella propria sfera era sovrana ma non poteva elaborare regole che interferissero con il l’operatività di altre corporazioni.

Quattrocento anni prima di Adam Smith, le città medioevali avevano sviluppato regole che consentivano il perseguimento dell’interesse personale a sostegno dell’interesse pubblico.  Diversamente dalla proposta di Adam Smith il loro strumento era una mano decisamente visibile.

Questo mini-mondo di cooperazione realizzò notevoli conquiste. Da città di 20.000-90.000 abitanti emersero sviluppi tecnologici ed artistici che ancor oggi ci stupiscono.

La vita in queste città non era neppure lontanamente primitiva quanto la descrivono i libri di storia descrivendo l’epoca come “Secoli bui”.  I lavoratori di queste città si guadagnavano uno stipendio sufficiente per vivere . Molte città avevano giornate lavorative di 8 ore.

Firenze nel 1336 aveva 90.000 abitanti. Tra  8.000 e i 10.000 ragazzi e ragazze (sì, ragazze) frequentavano le scuole elementari e c’erano 600 studenti in quattro università.  La città vantava 30 ospedali con oltre 1.000 letti.

In realtà, scrive Kropotkin, “più apprendiamo riguardo alla città medioevale, più ci convinciamo che in nessuna  epoca il lavoro ha goduto di condizioni di prosperità simili e di un tale rispetto come quando la città toccò il suo punto più alto.”

‘Aiuto reciproco’ è raramente letto oggi. Nessuno ricorda Petr Kropotkin. Ma il suo messaggio e le sue prove empiriche, che la collaborazione, e non la competizione, è la forza motrice della selezione naturale, che il decentramento è superiore all’accentramento sia nel governo sia nell’economia e che l’aiuto reciproco e la coesione sociale andrebbero incoraggiati rispetto al prevalente disuguaglianza sociale e all’esaltazione dell’individuo rispetto alla società, sono tanto rilevanti per i dibattiti dei nostri giorni quanto lo furono per i dibattiti del suo tempo.

Nell’anniversario della morte di Kropotkin sarebbe salutare per il mondo riscoprire i suoi notevoli scritti, tutti liberamente disponibili in rete, e rivisitare la sua filosofia.

David Morris è co-fondatore e vicepresidente dell’ Institute for Local Self Reliance  [Istituto per l’autosufficienza locale] a Minneapolis, Minn., e direttore del suo progetto New Rules  [Regole nuove].

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/anarchism-is-not-what-you-think-it-is-and-theres-a-whole-lot-we-can-learn-from-it-by-david-morris

Originale Onthecommons.org

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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