ACTA: cos’è, perchè è un problema e a che punto è

Redazione 11 febbraio 2012 0
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Di Mike Masnick – 24 gennaio 2012

Dal reparto “qualche spiegazione”

Ieri ho osservato che la massa anti-SOPA/PIPA sembra aver appena scoperto l’ACTA. E anche se sono lieto che ci sia interesse per qualcosa di tanto problematico quanto l’ACTA, circola un mucchio di disinformazione, così mi sono rappresentato la cosa, in modo analogo ai miei post di spiegazione “definitiva” del perché SOPA/PIPA erano cattive leggi (e il seguito per le versioni revisionate), e ho pensato che avrei scritto un breve post sull’ACTA con la speranza di chiarire le notizie che sono circolate.

Tanto per cominciare a togliere di mezzo una questione, ACTA, diversamente da SOPA/PIPA, non è “una legge”. E’ un accordo commerciale in cui una varietà di paesi si accorda per trattare in modo simile  le violazioni della proprietà intellettuale. Ha, in effetti, qualche somiglianza con SOPA/PIPA, ad esempio il fare una cosa sola della contraffazione di merci fisiche e della violazione digitale dei diritti d’autore.  E’ una tattica molto comune dei tizi che cercano di far approvare leggi sul diritto d’autore enormemente draconiane e debordanti. Si mettono insieme le due cose per due motivi chiave: (1) se si include la contraffazione fisica, anche se è un problema relativamente contenuto, si può parlare di medicinali e equipaggiamenti militari falsi che uccidono le persone, creando così un panico morale; (2) si possono quindi usare le (discutibili) grosse cifre delle violazioni digitali del diritto d’autore e poi mettere insieme le due cose in modo da poter denunciare qualcosa di “grosso e pericoloso per la salute”. Senza la contraffazione, la parte “pericolosa”, manca.  Senza il diritto d’autore manca la parte “grossa”.  Il fatto che si tratti di due temi estremamente diversi con possibili soluzioni estremamente diverse diventa un fatto minore che finisce abbandonato per strada.

Sfortunatamente gran parte delle informazioni e degli spauracchi a proposito dell’ACTA sono estremamente datati. Mi si chiede perché il testo dell’ACTA sia tenuto nascosto come un segreto di stato. Sì, nel corso dei negoziati, c’è stata una quantità folle di segretezza, molta più di quanto sia normale. Ma il testo finale dell’ACTA è pubblico ormai da parecchio tempo. Possiamo protestare contro la procedura, ma affermare che il documento sia tuttora segreto è falso.

Sfortunatamente, così tanta attenzione concentrata sull’ACTA ha riguardato la segretezza della procedura e la mancanza di coinvolgimento degli interessati (industria dell’intrattenimento e lobbisti della farmaceutica hanno avuto pieno accesso. Qualcun altro? Non molti.) che i veri problemi dell’accordo sono stati oscurati. Val la pena di osservare che il testo finale dell’ACTA è stato molto migliorato rispetto a quanto era stato fatto trapelare all’inizio.  In effetti sembra chiaro che, nonostante i tentativi di segretezza, il fatto che il documento sia continuato a trapelare ha davvero contribuito a mettere i negoziatori sotto pressione affinché temperassero un po’ del “peggio del peggio” dell’ACTA.

Ad esempio, all’inizio l’ACTA ha cercato di stabilire responsabilità secondarie molto più forti a carico dei fornitori di servizi internet (ISP), prescrivendo una “reazione graduata” o un piano di “tre avvisi” agli ISP, che avrebbe imposto loro di sbattere fuori dalla rete chi fosse accusato più volte (non condannato) di violazioni.  Uno dei problemi chiave dell’ACTA è l’ampiezza della sua formulazione e il modo in cui essa è aperta alle interpretazioni.  Per un accordo il cui solo proposito si suppone consista nel chiarire le procedure, il fatto che sia così aperto alle interpretazioni (con alcune interpretazioni potenzialmente foriere di problemi legali significativi) sembra un grosso problema. Ad esempio, anche se la bozza originale non ha mai previsto un programma di tre ammonizioni, ha previsto alcune forme di  misure di responsabilità secondaria e l’unico esempio di un programma che potrebbe limitare tale responsabilità è … un programma di tre ammonizioni. Per dirlo in parole ancora più semplici, la bozza ha fondamentalmente detto che tutti i firmatari devono fare qualcosa per aiutare l’industria dell’intrattenimento e un esempio è un programma di tre ammonizioni.  Non è elencato alcun altro esempio. Allora possono  fingere che la bozza non impone un simile programma, ma essa lascia scarsa possibilità di scelta ai paesi firmatari, diversa dall’attuazione di una cosa simile. Comunque, grazie a Dio, tale previsione è stata cassata dal documento finale.

E allora perché ACTA e problematico?

Anche se probabilmente non cambierà la legge statunitense (con alcune possibili eccezioni, specialmente nel campo dei brevetti) di certo blocca effettivamente la legge statunitense, in un’area della legge in rapido cambiamento, in cui le specifiche sono lungi dall’essere fissate.  I sostenitori dell’ACTA continuano a insistere che non solo non cambia la legge statunitense, ma che non può cambiare la legge statunitense perché è un “accordo esecutivo” e non un trattato (in seguito dirò qualcosa di più al riguardo). La realtà, comunque, è che per essere in regola con questo accordo gli Stati Uniti devono preservare alcune parti della legge sul diritto d’autore che molti riformatori ritengono dovrebbero essere cambiate. Al minimo, lega le mani al Congresso, se vogliamo essere in regola con le nostre “obbligazioni internazionali”.

Un esempio di questo si rinviene nella questione della teoria dell’induzione relativa alla legge sul diritto d’autore. La legge sul diritto d’autore prevede una violazione diretta (si compie la violazione) e una violazione indiretta o secondaria (si ha avuto parte nell’indurre qualcun altro alla violazione). In generale dovremmo essere prudenti riguardo ai temi della responsabilità secondaria, perché possono avere effetti raggelanti sulle innovazioni. E’ per questo che la Corte Suprema  ha consentito l’esistenza del videoregistratore a cassette, nonostante il fatto che consentiva le violazioni.  La violazione partecipativa (in cui si è coinvolti più attivamente) è stata considerata illegaale ma ci sono state alcuni questioni riguardo all’indurre alle violazioni (ad esempio guidare o spingere altri a infrangere le norme).  C’è stato un tentativo del Congresso, circa un decennio fa, con la legge INDUCE [acronimo inglese per “l’Induzione si Traduce in Illegale Sfruttamento dei Bambini”] di rendere l’induzione una violazione della legge sul diritto d’autore, ma il tentativo fallì e non arrivò da nessuna parte al Congresso. Ovviamente la Corte Suprema intervenne con la sua sentenza Grokster che creò (praticamente dal nulla) un parametro perché l’”induzione” fosse una violazione della legge.

Normalmente,  se il Congresso decide che la Corte Suprema si è sbagliata in qualcosa, può approvare una legge di chiarimento. Tuttavia, secondo i termini dell’ACTA i paesi devono considerare l’induzione una violazione della legge sul diritto d’autore.  Non c’è altro modo di interpretare ciò che come un legare le mani al Congresso sulla questione dell’induzione.  Questo è un grosso problema perché stiamo ancora cercando di andare a fondo circa il reale impatto del considerare l’induzione come qualcosa di illegale. So che è duro pensare che  il Congresso possa mai arretrare su leggi ancor più draconiane sul diritto d’autore, ma con i contraccolpi di SOPA/PIPA, c’è almeno un briciolo di speranza che alcuni siano consapevoli che questi temi hanno un impatto sull’innovazione. Se il Congresso si rendesse conto che una maggior responsabilità in termini di induzione sarebbe un errore, secondo l’ACTA avrebbe le mani per lo più legate nel caso volesse sistemare le cose. Questo è un problema.

Oltre a mettere sotto chiave parti della legge sul diritto d’autore, l’ACTA anche la amplia. Innanzitutto prende attività che normalmente sarebbero considerate condivisione non commerciale di file (potenzialmente contro la legge) e le trasforma in infrazioni penali su scala commerciale.  Analogamente risulta ampliare le definizioni che ruotano sull’induzione/responsabilità secondaria sino a rendere quello che era stato un problema civile (tra due parti private) un sostegno e un favoreggiamento penali. Fondamentalmente queste sono parti dell’ACTA che cercano efficacemente di prendere quelle che normalmente sarebbero infrazioni civili, gestite tra due parti private, e consentire all’industria dello spettacolo di scaricare il controllo alle forze dell’ordine (pagate dai contribuenti) e di portare a una maggior probabilità di pene detentive.

La legge sul diritto d’autore è, per sua stessa natura, un insieme di forze: alcune che incentivano un buon comportamento e altre che sono cattive. Non dovrebbe esserci dubbio che il diritto d’autore ha alcuni effetti buoni e altri cattivi. La questione vera sta nel soppesare buono e cattivo e assicurarsi che il cattivo non superi il buono. Spesso la legge sul diritto d’autore ha fatto uso di eccezioni (uso leale, dominio pubblico, utilizzo de minimus, prima vendita ecc.) per agire da “valvola di sicurezza” in un tentativo di assicurare che il cattivo non superi il buono.

Tuttavia l’ACTA finge che il diritto d’autore sia soltanto buono e che non ci sia necessità di minimizzarne gli effetti negativi.  Cioè si occupa soltanto dell’aspetto della sua imposizione e ignora completamente le eccezioni necessarie alla legge sul diritto d’autore che la rendono funzionale. Fondamentalmente esporta le punizioni dagli Stati Uniti ma tralascia le valvole di sicurezza. E’ qualcosa di piuttosto spaventoso. Potrebbe andar bene (beh, non proprio) negli Stati Uniti dove l’uso leale è chiaramente stabilito, ma molti altri paesi non prevedono affatto l’uso leale (se hanno qualcosa è un sistema molto più debole noto come “transazione leale”).  Esportare l’applicazione rigorosa senza eccezioni è pericoloso e porterà a limitazioni non necessarie alla creatività e all’espressione.

Ci sono gravi rischi per la salute associate all’ACTA, specialmente nel mondo in via di sviluppo. In questo caso l’Europa ha fatto forti pressioni per inserire nell’ACTA i brevetti (qualcosa che gli Stati Uniti solitamente preferivano lasciar fuori).  Ciò ha complicato le cose per alcuni paesi. Secondo gli accordi internazionali esistenti, i paesi possono ignorare i brevetti farmaceutici per gestire emergenze sanitarie. Cioè, se si verifica un’epidemia e c’è bisogno di un farmaco che le industrie farmaceutiche non forniscono a prezzi ragionevoli, i governi possono infrangere il brevetto e produrlo in proprio. Ciò diviene molto più difficile con l’ACTA, che potrebbe essere una vera minaccia alla salute nel globo.

Analogamente ci sono preoccupazioni molto ragionevoli che l’ACTA sia utilizzato per giri di vite non su medicine effettivamente contraffatte bensì sui farmaci del “mercato grigio”, copie generiche, ma legali, di medicine. Alcune nazioni europee, ad esempio, hanno già precedenti di sequestri di spedizioni di farmaci generici perfettamente legali di passaggio con altra destinazione. Diciamo, ad esempio, che un’industria farmaceutica indiana stia spedendo in Brasile farmaci legali in entrambi i paesi. Tuttavia tali farmaci violano un brevetto in Europa. Se, durante il transito, tali farmaci attraversano l’Europa, gli agenti delle dogane possono sequestrarli. Ciò sta già accadendo, ma il timore è che dall’ACTA possa derivare un maggiore potere per farlo.

L’ACTA presenta certe prescrizioni per gli agenti di controllo alle frontiere per decidere cosa violi e cosa non violi le norme. Questo è un grosso problema per una varietà di motivi. In primo luogo, come abbiamo visto negli Stati Uniti gli agenti delle dogane e/o del controllo dei confini non sono molto in gamba nello stabilire cosa violi e cosa non violi.  Tradizionalmente ci sono significatie questioni  di fatto da esaminare nello stabilire se sussiste un’infrazione ma in base all’ACTA le guardie di confine si troveranno nella necessità di prendere decisioni all’istante. Lo si creda o meno, la stessa Sicurezza Interna è stata preoccupata dell’ACTA, perché teme  che renderebbe di fatto più difficile essere efficaci riguardo ai problemi della proprietà intellettuale e potrebbe prescrivere di dedicare più tempo a cercare di capire se qualcosa costituisce una violazione piuttosto che a verificare se c’è un terrorista che cerca di entrare nel paese.

Di nuovo, anche se i sostenitori dell’ACTA insistono che esso non richiederà cambiamenti alle leggi statunitensi, ci sono alcune parti dell’ACTA che sono così vaghe che decisamente si può capire come saranno interpretare per richiedere cambiamenti alle leggi statunitensi.  Un esempio chiave è il caso di certi tipi di violazioni dei brevetti che proteggono da ingiunzioni o danni … mentre l’ACTA prescriverebbe queste o quelli.

Persino le parti firmatarie non concordano sulla finalità, la portata e la natura dell’ACTA. Questa può essere la parte che fa più paura. Parte del dibattito negli Stati Uniti verte sul fatto che l’Ufficio del  Rappresentante del Commercio USA (USTR) e il presidente Obama affermano che l’ACTA non è un trattato vincolante ma piuttosto un solo accordo esecutivo che non necessità dell’approvazione del Congresso. Molti ritengono che ciò sia incostituzionale e il senatore Ron Wyden ha chiesto al presidente di spiegare quella che certamente appare come una violazione della Costituzione. Tuttavia in Europa si insiste che è un trattato vincolante. Gli USA, d’altro canto, hanno già detto che possono ignorare qualsiasi cosa non vada loro bene dell’ACTA. Se ritenete che questa sia una ricetta per un problema internazionale, meritate la stelletta d’oro.

Infine gli accordi commerciali internazionali sono uno degli strumenti preferiti dei massimalisti del diritto d’autore. Lo si vede sempre. Se non riescono a far approvare le leggi che vogliono, ricorrono a ottenere che queste cose siano inserite in accordi commerciali internazionali, che richiedono un esame significativamente minore.  Ciò consente anche due trucchi: il primo consiste nel “salto della rana”, dove si ottiene che tutti i paesi attuino le leggi richieste da questi accordi in modi leggermente diversi e poi si spingono i paesi a far combaciare (o meglio a far superare) le proprie norme con quelle degli altri in modo da essere in regola. Poi si usano questi accordi per richiedere la stessa cosa ad altri paesi per “armonizzare” le leggi internazionali.  E’ già stato ammesso che l’ACTA è stato realizzato al di fuori delle strutture esistenti per gli accordi internazionali sulla proprietà intellettuale (come WIPO [Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale] e WTO [Organizzazione Mondiale del Commercio])  perché alcuni paesi volevano negoziarlo senza apporti di Brasile, Russia, India e Cina … ma il piano è sempre stato di ottenere che l’ACTA fosse approvato per poi esercitare pressioni affinché tali paesi vi aderissero.

La parte subdola della faccenda è che una volta che si hanno questi “obblighi internazionali” è quasi impossibile uscirne. I massimalisti del diritto d’autore amano strillare riguardo a come noi dobbiamo assolutamente rispettare i nostri “obblighi internazionali” previsti da questo tipo di trattati, per limitare la capacità del governo di correggere la legge sul diritto d’autore.

Detto tutto questo, per chi ha appena scoperto l’ACTA è importante osservare che si tratta in gran parte di cosa fatta. Molti dei paesi coinvolti, compresi gli Stati Uniti, hanno già aderito e l’ACTA entrerà in vigore presto (anche se altri paesi non aderiscono). E’ un cattivo accordo ma è parecchio tardi per entrare in gioco. Se l’Unione Europea fosse convinta a non aderire sarebbe un bel colpo ma, in questa fase tardiva, sembra improbabile.

Nel frattempo chi si sta dedicando a far fuoco sull’ACTA dovrebbe rivolgere la propria attenzione all’accordo di Partenariato Trans-Pacifico (TPP) che è fondamentalmente l’ACTA sotto steroidi. E’ stato tenuto ancor più segreto dell’ACTA e sembra avere regole che sono significativamente peggiori di quelle dell’ACTA, in alcuni casi con idee ridicole, puramente protezioniste, che sono molto pericolose.

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.techdirt.com/articles/20120124/11270917527/what-is-acta-why-is-it-problem.shtml

Originale: Techdirt.com

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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