L’orologio dell’Apocalisse. 5 minuti alla mezzanotte

Redazione 22 gennaio 2012 0
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di Felicity Arbutnot – 21 gennaio 2012

 

Mi ricordai del versetto della scrittura indù, la Bhagavad-Gita: “Ora io divento Morte, la distruttrice dei mondi.”

- J. Robert Oppenheimer, Direttore Scientifico del Progetto Manhattan, a proposito dello sganciamento della bomba atomica su Hiroshima

Sicuramente non avremo ironie raggelanti maggiori di questa.  Il vincitore del Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti, in un anno di elezioni, ha contribuito all’instabilità globale e alla possibilità di un conflitto nucleare a un livello tale che “l’Orologio dell’Apocalisse” questa settimana è arrivato a mezzanotte meno cinque.

Le lancette che avanzano strisciando dell’orologio simbolico, tenuto dal 1947 dal Bollettino degli Scienziati Atomici dell’Università di Chicago, indicano che siamo più vicini alla catastrofe globale di quanto lo siamo mai stati negli ultimi 26 anni, ad eccezione del 2007, quando le lancette sono state mosse a un’ora simile sotto la presidenza fanatica di George W. Bush.

Che abisso rispetto al discorso di Obama del giugno 2009 all’università egiziana Al Azhar in cui dichiarava di essere al Cairo ‘per cercare un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e i mussulmani di tutto il mondo (e per) condividere … tolleranza e dignità.’

Affermava: ‘Deve essere uno sforzo continuo di ascoltarci reciprocamente, di apprendere gli uni dagli altri, di rispettarci e di cercare un terreno comune … gli interesse che condividiamo in quanto esseri umani sono di gran lunga più forti delle forze che ci dividono.’

Ditelo ai mutilati, in lutto, senzatetto in Libia, Iraq, Afghanistan, al popolo siriano minacciato dagli USA, oltre un terzo del quale ha quattordici anni o meno.  Andatelo a dire alla popolazione iraniana minacciata di annientamento, quasi un quarto della quale è anch’essa costituita da bambini.  E’ lo stesso Iran che, così demonizzato, ospita generosamente la popolazione di profughi più grande del mondo (con, secondo i dati del 1999 dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, un costo di dieci milioni di dollari al giorno).

Ditelo a quelli che subiscono gli attacchi dei droni e vengono uccisi in Pakistan,Yemen e Somalia.

Uno “sforzo continuo di ascolto” è stato ampiamente negato agli incarcerati, non processati, maltrattati e torturati nei ‘gulag dei giorni di nostri’ di Bagram e Guantanamo, sia sotto la presidenza Obama sia negli anni precedenti.

Ma torniamo al ticchettio dell’orologio atomico.  Dovrebbe allarmare che la massima distanza dalla ‘mezzanotte’ è stata di diciassette minuti, il 31 luglio 1991, quando gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, sotto George W. Bush senior e Mikhail Gorbaciov, firmarono il Trattato per la Riduzione degli Armamenti Strategici.  Fu un rincuorante balzo all’indietro di sette minuti rispetto alla mezzanotte meno dieci del 1990, nonostante la guerra di 32 nazioni contro l’Iraq dopo l’invasione del Kuwait. Il Muro di Berlino era comunque caduto e la Guerra Fredda sembrava stesse per terminare.

Nel 1963 e nel 1972, entrambi anni di trattati apparentemente rivoluzionari di riduzione degli armamenti tra gli USA e l’Unione Sovietica, l’orologio restò a dieci minuti dalla mezzanotte.

Persino quando l’India sperimentò il suo ordigno nucleare e gli USA e l’Unione Sovietica modernizzarono il loro potenziale distruttivo nel 1974, l’orologio rimase quattro minuti più indietro rispetto all’era Obama, a nove minuti dalla mezzanotte.

19.000 testate nucleari

Mentre le portaerei statunitensi Carl Vinson e John C. Stennis, stracolme di testate nucleari e di soldati irrequieti alimentati a testosterone, si muovono verso l’Iran per bombardare le installazioni nucleari – con il pericolo di un potenziale inverno nucleare – o per bombardare per mantenere aperti gli Stretti di Ormuz per l’un quinto delle forniture petrolifere mondiali, l’orologio è solo due minuti indietro rispetto a quando l’Unione Sovietica sperimentò la sua prima bomba atomica nel 1947, dando ufficialmente il via alla corsa agli armamenti nucleari.

E’ solo tre minuti indietro rispetto alla mezzanotte meno due – l’ora più apocalittica in assoluto – del 1953, quando sia gli Stati Uniti sia l’Unione sovietica sperimentarono gli ordigni termonucleari, a distanza di nove mesi gli uni dall’altra.

Ci sono circa 19.000 testate nucleari nel mondo, secondo il Comitato per la Scienza e la Sicurezza. “Bastano a far saltare in aria il pianeta molte volte. Siamo messi davvero male,” dice Kennette Benedict, direttore esecutivo del Bollettino degli Scienziati Atomici a proposito dell’ultimo spostamento delle lancette.

‘Riconoscere la nostra comune umanità è solo l’inizio del nostro compito,’ ha dichiarato il presidente Obama al Cairo, quando qualcuno ancora credeva che il suo ‘Yes, we can’ [Sì, possiamo] significasse pace e una nuova alba per il pianeta e l’umanità.

‘Nessun sistema di governo potrebbe o dovrebbe essere imposto da una nazione a un’altra,’ ha proseguito. ‘E’ più facile scatenare una guerra che fermarla … E’ più facile vedere le differenze rispetto agli altri che scoprire le cose che condividiamo. Ma dovremmo scegliere il cammino giusto, non solo quello facile. C’è una norma al cuore di ogni religione: che noi si faccia agli altri quello che vorremmo che gli altri facessero a noi.’

‘La verità trascende popoli e nazioni; una convinzione che non è nuova, che non è né nera, né bianca, né marrone, che non è cristiana o mussulmana o ebrea. E’ la convinzione che ha pulsato nella culla della civiltà e che tuttora batte nei cuori di miliardi in tutto il mondo. E’ una fede negli altri, ed è quella che mi ha portato qui oggi,’ ha concluso.

Proprio! Diffidate dei presidenti con il distintivo del Nobel per la Pace.

 

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/doomsday-clock-five-minutes-to-midnight-by-felicity-arbutnot

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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