Altre cattive notizie riguardo alla recessione pandemica: orari più lunghi

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di Dean Baker – 8 dicembre 2020

Sappiamo che l’economia probabilmente peggiorerà nell’immediato futuro mentre la pandemia si sta diffondendo fuori controllo nella maggior parte del paese. Tuttavia, i dati più recenti sugli orari medi settimanali indicano che possiamo star affrontando un problema di più lungo termine che in generale non è stato previsto.

In una recessione normale assistiamo sia a una perdita di posti di lavoro sia a una riduzione degli orari per quelli che sono riusciti a conservarlo. L’accorciamento degli orari è un modo migliore per i datori di lavoro per far fronte alla ridotta domanda di manodopera, poiché mantiene i lavoratori al loro posto. (Questo è l’argomento a favore della condivisione del lavoro come alternativa alla disoccupazione). Tuttavia, in questa recessione stiamo in realtà assistendo a un certo allungamento della settimana di lavoro media, non al consueto accorciamento.

Il grafico di seguito confronta la modifica della settimana lavorativa media dal 2007 al 2009 e dal 2019 al 2020. Ho usato i dati dei due mesi più recenti (settembre e ottobre) giusto per rilevare il periodo in cui l’economia stava operando a un livello grosso modo prossimo al normale.

Fonte: Bureau of Labor Statistics e calcoli dell’autore

Come si può vedere, osserviamo un quadro molto diverso nell’andamento delle ore lavorative tra le due recessioni. La settimana lavorativa media per tutti i dipendenti è diminuita dell’1,5 per cento nella Grande Recessione. Per contro, è aumentata dell’1,2 per cento dal 2019 al settembre e ottobre di quest’anno. Parte di ciò è stato indubbiamente dovuto a effetti di composizione. Nella Grande Recessione, come nella maggior parte delle recessioni, l’edilizia e la manifattura sono stati i settori più colpiti. Questi settori hanno orari lavorativi medi più lunghi del resto, dunque la perdita di occupazione in questi settori ridurrà automaticamente la lunghezza della settimana lavorativa media.

Per tener conto di questo ho confrontato il cambiamento degli orari lavorativi medi dei lavoratori della produzione e non supervisori in numerosi settori principali. Partendo dalla media generale, la differenza è persino più acuta. La caduta nella Grande Recessione è stata del 2 per cento, rispetto all’aumento dell’1,6 per cento nella Recessione Pandemica.

Guardando ai settori maggiori c’è stata una caduta della lunghezza della settimana lavorativa media pari al 3 per cento nella manifattura durante la Grande Recessione, rispetto all’1 per cento in questa recessione. Questo può essere spiegato in larga misura dal fatto che la manifattura è stata colpita molto più duramente nella Grande Recessione.

Questa spiegazione non si adatta ad altri settori. Le ore medie sono scese dell’1,1 per cento nel dettaglio nella Grande Recessione; sono aumentate del 2,2 per cento in questa recessione. Nella vasta categoria dei servizi professionali ed economici le ore sono scese dello 0,1 per cento nella Grande Recessione; sono aumentate dell’1,8 per cento in questa recessione.

Nell’istruzione e nell’assistenza sanitaria le ore sono scese dell’1 un per cento nella Grande Recessione; sono aumentate dell’1,9 per cento in questa recessione. Nella categoria tempo libero e ospitalità, che include i lavoratori sia degli alberghi sia dei ristoranti, le ore sono scese del 2,7 per cento nell’ultima recessione, rispetto a una flessione del solo 0,2 per cento in questa recessione. Le ore in altri servizi, che includono aree come le lavanderie, le palestre e i parrucchieri, sono scese dell’1,4 per cento nella Grande Recessione; sono aumentate dell’1,9 per cento in questa recessione. a

L’aumento delle ore durante questa recessione è una questione realmente importante poiché accentua il problema della disoccupazione. In base alla semplice aritmetica, se la settimana lavorativa media è del 3 per cento più lunga a causa di un cambiamento del comportamento degli imprenditori, con la nostra occupazione ante pandemia di circa 150 milioni di persone, ciò significa 4,5 milioni di posti di lavoro in meno data la stessa domanda di manodopera. Il mondo reale ovviamente sarà sempre più complicato, ma la storia fondamentale rimarrà applicabile. Orari più lunghi significano meno posti di lavoro.

Questo probabilmente sarà importante non solo per il futuro immediato, quando la pandemia limita l’occupazione in vaste aree dell’economia, mas anche nel più lungo termine, mentre ci adeguiamo alle strutture di lavoro che sono state permanentemente modificate in conseguenza della recessione. Come ho scritto altrove, l’aumento del telelavoro probabilmente sarà duraturo, facendo sì che ci saranno minori posti di lavoro al servizio di una popolazione inferiore di pendolari.

Un modo per far fronte a questa riduzione delle opportunità di occupazione consiste nell’avere settimane/annualità lavorative inferiori. Purtroppo, pare che oggi ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata.

 

 

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: » More Bad News About the Pandemic Recession: Longer Hours (zcomm.org)

Originale: Center for Economic and Policy Research

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

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