Le prossime lotte sul vaccino per il COVID

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di Ehrlich Reese – 21 novembre 2019

In giorni recenti due società farmaceutiche statunitensi hanno annunciato che i loro vaccini per il COVID-19 potrebbero essere disponibili entro dicembre. La Pfizer, con sede negli USA, che si è associata con la BioNTech con sede in Germania, ha affermato di avere una percentuale di successo del 95 per cento nelle sperimentazioni cliniche. Anche la società biotecnologica Moderna ha comunicato un vaccino con un tasso di efficacia del 94,5 per cento.

Né l’uno né l’altro farmaco è stato sottoposto a una revisione paritaria di esperti indipendenti. La Food and Drug Administration federale è attesa usare procedure d’emergenza per consentire una rapida distribuzione generale a gruppi selezionati quali gli operatori medici.

Dirigenti governativi hanno salutato gli annunci con un entusiasmo incontrollato. Il direttore degli Istituti Nazionali di Sanità dottor Francis Collins è ricorso alla mitologia del Far West per condividere la sua gioia, dichiarando al programma NewsHour della PBS: “Arrivano i nostri!”

Contemporaneamente, meno notati dal governo e dai principali media statunitensi, anche dodici altri paesi stanno conducendo sperimentazioni su vasta scala e sei stanno già diffusamente distribuendo propri vaccini.

La Gran Bretagna, vari altri paesi europei, la Russia, la Cina e Cuba hanno tutti vaccini nelle fasi finali di verifica o hanno già iniziato la distribuzione. La creazione di un vaccino sicuro ed efficace non è solo un passo enorme per la sanità mondiale. Significa grandi profitti per gli sviluppatori e vantaggi geopolitici per il loro paese. Oppone sostenitori della libera impresa contro sostenitori dell’intervento statale, anche se forse non nel modo che pensate.

Bob Schwartz, direttore esecutivo di Global Health Partners, un’organizzazione progressista di aiuti umanitari, riconosce la rapidità dello sviluppo del vaccino di Pfizer e Moderna.

“Completare questo in sei mesi è una cosa senza precedenti”, mi dice. “Ma chi sa che cosa succederà a un paziente tra sei mesi o un anno da oggi?”

E’ una buona domanda.

 

La grande industria farmaceutica sovvenzionata statunitense

Il prossimo a essere ex presidente Donald Trump ha vantato che il successo di Pfizer e Moderna è dovuto all’Operazione Warp Speed, il programma da 10 miliardi di dollari che ha offerto sovvenzioni governative a società che sviluppano vaccini per il COVID-19.

La Pfizer segnala di non aver ricevuto fondi statunitensi, anche se la sua associata BioNTech ha in effetti ottenuto sovvenzioni dall’Unione Europea e dal governo tedesco. E la Pfizer ha beneficiato direttamente dell’accordo del governo statunitense di pagare 1,95 miliardi di dollari per cento milioni di dosi, pari a 19,50 dollari a dose.

Questo può risultare uno shock, ma non esiste una cosa come una libera impresa pura ai livelli più elevati del capitalismo. Le società richiedono il sostegno governativo per realizzare profitti, mentre denunciano a gran voce le norme governative che avvantaggiano il pubblico.

La Moderna, scrive il New York Times, ha ricevuto una sovvenzione statunitense diretta di 955 milioni di dollari. La società addebiterà al governo statunitense 24,80 dollari a dose, aumentando il prezzo a 32-37 dollari per dose ad altri governi. Poiché ciascun paziente necessiterà di due dosi, e la Moderna ha già avuto una cospicua sovvenzione, i profitti affluiranno parecchio piacevolmente.

James Love, direttore di Knowledge Ecology International, un’associazione non a fini di lucro che lavora sulla tecnologia medica, ha investigato i contratti dell’Operazione Warp Speed. Dice che la maggior parte di essi consente alle società farmaceutiche di avere diritti esclusivi di brevetto, conseguire generosi profitti e fissare i prezzi con scarso controllo governativo.

Riferendosi ai miliardi stanziati, Love mi dice: “L’importo è molto più elevato di quanto visto in passato, ma i diritti del governo sono molto inferiori”.

Knowledge Ecology International si oppone al controllo monopolistico od oligopolistico dei vaccini per il COVID. La grande industria farmaceutica, afferma il gruppo, dovrebbe non solo rendere i vaccini disponibili a livello mondiale a prezzi accessibili, ma anche condividere la sua tecnologia e know how.

“Non ci si limiti a condividere la torta; si condivida la ricetta”, dice.

 

Un modello differente: la Cina

Una combinazione di società statali e private in Cina sta mostrando successo in sperimentazioni di Fase 3. Anche l’Accademia Militare delle Scienze, parte dell’Esercito Popolare di Liberazione, un ruolo guida nello sviluppo e nella sperimentazione dei vaccini.  I farmaci prodotti sono distribuiti regolarmente gratis all’interno della Cina e venduti a prezzi ridotti nei mondo in via di sviluppo.

La Sinovac, di proprietà del governo cinese, fornirà vaccini per la distribuzione a Brasile e Indonesia. In aggiunta, la Cine collaborerà con altri paesi produttori di vaccini per promuovere una distribuzione equa attraverso l’iniziativa COVAX dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La Cina ha subito forti critiche negli Stati Uniti per aver distribuito i suoi vaccini dopo aver completato solo le verifiche della Fase 2, che dimostra la sicurezza di un farmaco, ma non la sua efficacia. La Cina prosegue contemporaneamente sperimentazioni su vasta scala di Fase 3.

Schwartz dice che normalmente qualsiasi nuovo farmaco passa attraverso le verifiche della Fase 3 prima dell’uso pubblico su vasta scala. Ma considerata l’emergenza mondiale, le azioni della Cina sono ragionevoli. “La Cina è diventata una vera potenza biotecnologica”, dice. “La scienza cinese è di classe mondiale”.

 

Biotecnologia cubana

Scienziati cubani stanno sperimentando due vaccini per il COVID e hanno già sviluppato un farmaco a base di interferone che affermano mitighi certi tipi di infezioni da COVID. La nazione isolana di poco più di undici milioni di abitanti ha un’industria biotecnologica interamente di proprietà statale che ha sviluppato farmaci sofisticati per la cura di cancro e diabete. Istituti di proprietà governativa collaborano nello sviluppo e nella sperimentazione di farmaci. Non ci sono società biotecnologiche di proprietà privata a Cuba.

Se i vaccini supereranno verifiche rigorose, saranno distribuiti gratuitamente a tutti i cubani. Cuba ha una storia di fornire farmaci gratis o a prezzi ridotti a paesi poveri di tutto il mondo.

Gail Reed, direttore esecutivo della MEDICC Review, una rivista medica concentrata su Cuba, afferma che la sua industria farmaceutica di proprietà statale può produrre e vendere farmaci a prezzi inferiori rispetto alle società occidentali. “Responsabile della salute della gente è un sistema pubblico”, mi dice. “Non spende denaro in pubblicità, lobbismo o per spingere i suoi prodotti attraverso le porte degli ospedali”.

 

Fioriscano cento vaccini

Tutti i professionisti medici che ho intervistato sperano sinceramente che i vaccini di Pfizer e Moderna – nonché quelli di altri paesi – si dimostrino sicuri ed efficaci. Il mondo ha bisogno di vaccini e quale paese li sviluppi è medicalmente irrilevante. Ma tutti di produttori di farmaci affrontano i grossi problemi della produzione, distribuzione e somministrazione dei vaccini.

“La logistica è immensa”, dice Schwartz. “Non penso che il settore privato possa farcela”.

Il vaccino cinese è stato diffusamente distribuito all’Esercito Popolare di Liberazione. Negli USA l’esercito gestirà la spedizione, la distribuzione e l’assegnazione dei vaccini. L’esercito fornisce aiuto umanitario durante incendi e uragani, dice il dottor Mark Resnick, professore di fisiologia, biofisica e psichiatria presso l’Università dell’Illinois, Chicago.

“Preferirei sparasse un vaccino nel braccio alle persone, piuttosto che spararle loro pallottole in testa”, mi dice.

Il mondo, in tempi moderni, non ha mai affrontato un’emergenza medica simile al COVID-19. Chi riceverà per primo il vaccini e in quali paesi? I paesi sfrutteranno la distribuzione del vaccino come arma politica per promuovere i loro interessi geopolitici?

Il mondo sta navigando in mari ignoti. Personalmente spero che siano prodotti molti vaccini efficaci da parte di molti paesi. Il mondo non ha bisogno che gli USA, o chiunque altro, agiscano da bulli sanitari.

La rubrica di Reese Ehrlic distribuita nazionalmente, Foreign Correspondent, appare ogni due settimane. Ehrlich è docente aggiunto di studi internazionali presso l’Università di San Francisco. Seguitelo su Twitter, @ReeseErlich; diventate suoi amici su Facebook e visitate la sua pagina web.

 

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/the-upcoming-fights-over-covid-vaccine/Fine modulo

 

Originale: 48hills.org

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

 

 

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