Mercenari statunitensi detenuti Venezuela dopo un tentativo di invasione

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di Anya Parampil – 13 luglio 2020

Il fratello di Luke Denman, un ex Berretto Verde detenuto dopo una fallita invasione del Venezuela, ha dichiarato a The Grayzone che l’ex diplomatico statunitense Bill Richardson si è imbarcato in una missione privata dopo che il Dipartimento di Stato ha mancato di assistere la sua famiglia.

The Grayzone ha ottenuto conferma che l’ex ambasciatore statunitense all’ONU Bill Richardson si è recato in Venezuela lunedì 13 luglio dopo conversazioni con le famiglie degli ex Berretti Verdi Luke Denman e Airan Berry. Le autorità venezuelano detengono Berry e Denman dal 4 maggio, dopo la loro partecipazione a una fallita invasione mercenaria del Venezuela con l’obiettivo dichiarato di sequestrare il presidente eletto del paese, Nicolas Maduro.

Mark Denman, il fratello minore del mercenario detenuto Luke Denman, ha dichiarato a The Grayzone che Richardson aveva accettato di aiutare la sua famiglia dopo che il Dipartimento di Stato aveva mancato di offrire assistenza. Denman ha detto che l’FBI aveva contattato la sua famiglia, ma solo per fare passi avanti nella sua apparente indagine penale sul capo dell’abborracciata invasione mercenaria, il direttore generale di Silvercorp, Jordan Goudreau.

“Richardson non è un funzionario governativo; oggi è una persona privata e sono molto felice che abbia accettato di darci una mano”, ha dichiarato Mark Denman a The Grayzone.

Secondo Denman, la fidanzata di Luke si era “rivolta [al Centro Richardson] e ha ottenuto il loro coinvolgimento e loro hanno accettato di aiutare. Abbiamo chiesto formalmente loro di dare una mano e loro hanno detto che ne sarebbero stati lieti”.

Non è chiaro se le famiglie di  altri cittadini statunitensi accusati di reati in Venezuela, come i 6 di Citgo, si siano anch’esse rivolte a Richardson.

Denman ha detto che la fidanzata del suo fratello maggiore aveva saputo del Centro Richardson dopo aver letto del riuscito tentativo del governatore Richardson di liberare un veterano della marina USA in Iran lo scorso giugno. Richardson ha precedentemente condotto missioni riuscite per liberare detenuti statunitensi nella Corea del Nord e in Iran, tra cui i casi di alto profilo dello studente universitario Otto Warmbier e della giornalista Laura King. I suoi sforzi gli sono valsi una candidatura al Premio Nobel per la Pace nel 2019.

“Sono stato felice di vedere il suo tweet oggi, me l’hanno mandato tutti, di vedere che sono in viaggio e tutto il resto”, ha detto Denman, riferendosi all’annuncio del Centro Richardson su Twitter della sua più recente missione.

Il tentativo di Richardson è arrivato quando il governo degli Stati Uniti ha mancato di offrire qualsiasi appoggio ufficiale alle famiglie Denman e Berry.

“Al momento non abbiamo avuto alcun contatto con il Dipartimento di Stato”, ha spiegato Denman a The Grayzone. Ha descritto una frustrante situazione da “Comma 22” nel trattare con diplomatici statunitensi.

“Abbiamo parlato con impiegati dell’ambasciata USA a Bogotà, che ci hanno chiesto di far completare a Luke un modulo di ‘rinuncia alla riservatezza’ in modo che potessero parlarci di più della sua situazione. E io ho chiesto loro come mi proponessero di farlo, visto che tecnicamente io non so nemmeno dove sono queste persone [Luke e Airan], ha detto Denman.

“Gli impiegati mi hanno allora consigliato di assumere un avvocato in Venezuela e io ho chiesto come mi proponessero di farlo visto che per quel ne so ci sono grossi sforzi di bloccare qualsiasi metodo di trasferimento di denaro in Venezuela e gli avvocati vogliono essere pagati”, ha affermato, riferendosi all’impatto delle sanzioni economiche unilaterali statunitensi che hanno limitato la capacità di cittadini statunitensi di trasferire fondi in Venezuela.

“Non so quali informazioni sarebbero comunque in grado di ottenere visto che sono in Colombia e non abbiamo alcuna relazione diplomatica con il Venezuela oggi”, ha aggiunto Denman.

Oltre a quelle conversazioni con funzionari statunitensi a Bogotà, Denman ha detto che il solo contatto avuto dalla sua famiglia con il governo statunitense è arrivato attraverso l’FBI come parte di quella che “è suonata come” un’indagine penale su Jordan Goudreau, l’ex Berretto Verde statunitense che ha guidato la pasticciata invasione del Venezuela, chiamata “Operation Gideon”.

“L’FBI ci ha parlato un po’. Le domande che ci hanno posto sono incentrare su Jordan e su qualsiasi contatto avessimo avuto con lui”, ha detto Denman. “Sono state domande molto elementari, come se conoscevamo Jordan prima di questo, se avevamo parlato con lui, quali numeri abbiamo per lui e se abbiamo memoria di qualsiasi comunicazione tra Luke e Jordan”.

Denman ha detto a The Grayzone di essere stato “felice di collaborare con l’FBI” perché “in base alle mie comunicazioni con Luke dall’inizio, quello che sembra è che Luke abbia sinceramente creduto che quella fosse un’operazione appoggiata dagli Stati Uniti e avesse agito in base a ciò… Penso che qualsiasi indagine dimostrerà che qualsiasi cosa Jordan effettivamente sapesse e stesse di fatto accadendo, o se gli Stati Uniti fossero effettivamente coinvolti o no, Luke e Airan certamente ritenevano che le cose stessero così”.

Denman ha spiegato che Luke e Airan si fidavano di Goudreau perché era un “tizio insieme al quale avevano combattuto molto, [che aveva un] rango superiore e tutta quella roba, così hanno fatto questa cosa che pensavano fosse significativa”.

Denman ha manifestato prudenza nel trattare con politici statunitensi o l’uno o l’altro candidato alla presidenza per assistere la sua famiglia nel riportare a casa Luke e Airan, affermando che preferiva lasciare il compito a “individui privati e membri della società che realmente onorano il servizio militare rispetto a politici che [sono interessati solo alla] loro rielezione”.

“Mi farebbe piacere se fossero coinvolti nel caso fossero d’aiuto, me se non sono d’aiuto preferirei che ne restassero fuori”, ha aggiunto, suggerendo che il presidente Donald Trump o il candidato Democratico Joe Biden si interesserebbero solo “se qualche consulente elettorale consigliasse loro che [di mettere insieme] un servizio fotografico con queste persone sarebbe utile, ma è un po’ imprevedibile”.

Quando chiestogli se vorrebbe che il pubblico statunitense e venezuelano sapessero di suo fratello e del suo amico Airan Berry, Denman ha osservato: “loro credevano che il popolo venezuelano stesse soffrendo e pensavano di agire nell’interesse del loro governo e con l’appoggio del loro governo”.

“Le persone agiscono con informazioni limitate”, ha aggiunto.

Anya Parampil è una giornalista che vive a Washington, DC. Ha prodotto e pubblicato diversi documentari, tra cui servizi sul campo dalla penisola coreana, dalla Palestina, dal Venezuela e dall’Honduras.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://thegrayzone.com/2020/07/13/bill-richardson-us-mercenary-mission-venezuela-state-dept/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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