Regole del commercio digitale

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Foto Alexander Supertramp / Shutterstock.com

di Deborah James – 13 luglio 2020

Le società più grandi della storia del mondo – Amazon, Facebook, Google, Apple e Microsoft – stanno cercando di usare le regole del “commercio” per manipolare le regole dell’economia (digitale) globale per consentir loro di raccogliere più dati, esercitare maggior controllo sulle nostre vite e sui loro dipendenti e ammassare ancora più profitti. Più di ottanta membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) stanno attualmente negoziando un nuovo accordo sul commercio digitale basato su tali proposte. Questo documento cerca di spiegare come operino queste società al fine di realizzare i loro obiettivi; quali sarebbero i potenziali impatti delle regole, su lavoratori, cittadini, comunità, paesi in via di sviluppo, servizi pubblici, sicurezza e ordine, e sulla stessa democrazia; quali siano le alternative e che cosa possiamo fare per bloccare questo presa societaria di controllo di massa.

Questo documento è stato scritto verso la fine del 2019. Oggi, nel 2020, il mondo sembra un luogo diverso, mentre viviamo collettivamente la crisi del coronavirus e una nuova consapevolezza dei problemi del razzismo e della brutalità della polizia. Queste crisi hanno introdotto nuovi problemi urgenti e hanno evidenziato quelli esistenti, spesso esacerbati dalla presa ferrea dell’Alta Tecnologia sulla nostra vita economica e sociale.

 

Sfide emergenti nel 2020

La stessa WTO è in grave crisi. La dodicesima Conferenza Ministeriale della WTO doveva essere tenuta nel giugno del 2020, ma è stata rimandata, forse di un altro anno. Il direttore generale della WTO, Roberto Azevedo, ha affermato che si dimetterà il 31 agosto 2020, un anno prima di completare il suo mandato. Gli Stati Uniti stanno tuttora bloccando la nomina di nuovi membri dell’Organo di Appello della WTO, il che significa che la funzione giudiziaria della WTO non è operativa.

Al tempo stesso, molti paesi hanno dovuto prendere misure per far fronte alla nuova pandemia di coronavirus che sono incoerenti con i loro obblighi previsti dalla WTO. Questo sta conducendo a un ripensamento circa il fatto che il modello della WTO – che ha lasciato molti paesi a corto di capacità produttiva nazionale e bloccati in norme che pongono i diritti di imprese straniere davanti all’emergenza della sanità pubblica nazionale – sia realmente adatto al suo scopo. C’è una necessità che i paesi abbiano maggiore flessibilità nel discostarsi dalle regole esistenti sul commercio. Questo potrebbe ben condurre a un ripensamento fondamentale della WTO e del suo modello di estrema liberalizzazione, che sarebbe un risultato urgente e benvenuto.

Il commercio in rete sta esplodendo, ma molte nuove imprese tecnologiche e migliaia di piccole aziende sono state colpite duramente dalle chiusure economiche collegate alla pandemia. Al contrario, Facebook, Google e Amazon hanno visto le loro quote di mercato e i loro profitti esplodere durante la crisi.

Al tempo stesso c’è una crescente preoccupazione riguardo al controllo che l’Alta Tecnologia esercita su tanti aspetti della vita pubblica, specialmente mediante comportamenti anticoncorrenziali. Membri del Congresso e diverse agenzie federali degli Stati Uniti si sono uniti a leader dell’Unione Europea in crescenti richieste di scorporare imprese consolidate integrate verticalmente come Amazon, Google e Facebook.

Una norma chiave della politica tecnologica statunitense che protegge da responsabilità le piattaforme sta finendo sotto esame politico negli Stati Uniti. Con i negazionisti della scienza che hanno fatto circolare sui media sociali informazioni inaccurate sul COVID-19, alcune società tecnologiche hanno cominciato a compiere passi per rimuovere o segnalare contenuti errati nelle loro piattaforme. L’amministrazione Trump ha denunciato un pregiudizio politico e Repubblicani stanno verificando la revoca dell’immunità delle piattaforme. Al tempo stesso Democratici sono preoccupati circa alcune delle politiche della piattaforme di non rimuovere pubblicità politica falsa o fuorviante che potrebbe compromettere le nostre elezioni.

In molti paesi c’è un crescente riconoscimento che le imprese digitali dovrebbero pagare la loro giusta quota delle imposte. La UE sta proponendo questo come misura di sostegno fiscale dopo la crisi, ma l’amministrazione Trump ha appena abbandonato sforzi in direzione di una soluzione multilaterale presso l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE, OECD).

La dipendenza da lavoratori essenziali durante il coronavirus ha anche condotto a una maggior comprensione della necessità di indennità di rischio e di protezioni sociali, specialmente in settori con accordi di contrattazioni settoriali. Ma i lavoratori della cosiddetta “economia dei lavoretti”, come gli autisti di Uber, i corrieri di GrubHub e i commessi di Instacart, continuano a non avere diritti sindacali fondamentali in quanto lavoratori, piuttosto che come “autonomi”.

Negli Stati Uniti campagne di pressione hanno messo nel mirino con successo l’uso del software di riconoscimento facciale alimentato dall’intelligenza artificiale (AI) da quando studi hanno dimostrato gli impatti razzisti di tale software. L’AI produce falsi positivi nel caso di neri più spesso che nel caso di bianchi.

Al tempo stesso membri della WTO hanno intrapreso molteplici tornate di negoziati finalizzati alla redazione di un nuovo accordo “plurilaterale” sul commercio digitale. Hanno negoziato in segreto bozze di testi su 13 diverse norme sulla raccolta dei dati, le responsabilità, i diritti di accesso al mercato, la non discriminazione, la rivelazione del codice sorgente, le imposte, la sicurezza informatica e altro, come descritto in questo documento.

Nel corso di questi tempi di crisi, incertezza e rapida trasformazione, abbiamo bisogno che i nostri governi siano in grado di reagire proattivamente ai problemi emergenti. Abbiamo bisogno che preoccupazioni di pubblico interesse circa i diritti economici, la giustizia e l’equità razziale e i diritti umani, civili e politici siano il centro delle conversazioni sulla riscrittura delle regole che disciplinato i dati e la tecnologia.

Per realizzare questo, tuttavia, dobbiamo assicurare che le imprese non siano in grado di acquisire nuove discipline “commerciali” della WTO progettate dall’Alta Tecnologia per consolidare il proprio potere sulla nostra economia e per limitare il controllo democratico nel pubblico interesse.

Scaricate il rapporto completo. [in inglese]

Deborah James è direttrice dei Programmi Internazionali presso il Center for Economic and Policy Research e coordina la rete globale Our World Is Not for Sale (OWINFS).

 

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/digital-trade-rules/

Originale: https://zcomm.org/znetarticle/digital-trade-rules/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

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