Donald Trump, James Madison e la difesa della Casa Bianca

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di Juan Cole – 3 giugno 2020

Nel 1848 una serie di rivolte popolari esplose in Europa, Francia compresa. In larga misura fallirono e governi autoritari di destra si riaffermarono fino al 1870. Nel 1851 la Francia ebbe la sfortuna di cadere vittima di un colpo di stato del nipote di Napoleone Bonaparte, Charles-Louis Napoléon Bonaparte, che si nominò Napoleone III. Karl Marx era stato un sostenitore entusiasta della rivolta del 1848 e considerava il golpe l’opera di un buffone che era capitato mettere insieme una stramba coalizione di classi sociali: uomini d’affari, proprietari aristocratici e una folla di ambulanti a malapena occupati e altri lavoratori senza coscienza degli interessi della propria classe. Col suo perfido umorismo Marx considerò Napoleone III come una spettacolare caduta della Francia dell’impero di dimensioni europee di Napoleone I. Marx scrisse:

“Hegel osserva da qualche parte che tutti i grandi fatti e personaggi storici appaiono, per così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”.

Noi ci troviamo, come ha indicato il professor James Der Derian, in un simile momento di farsa.

Thomas Fleming scrive sul The Smithsonian Magazine che nel 1814 Dolley Madison fu molto orgogliosa della decisione di suo marito e allora presidente James Madison

“di piazzare 100 miliziani sotto il comando di un colonnello dell’esercito regolare sul prato della Casa Bianca. Da parte sua non si trattava solo di un gesto di protezione; era anche una dichiarazione che lui e Dolley intendevano mantenere la propria posizione. Il presidente decise poi di unirsi ai 6.000 miliziani che stavano marciando per affrontare i britannici nel Maryland. Dolley era sicura che la sua presenza avrebbe rafforzato la loro risolutezza.”

Vero, quelle misure non impedirono una breve cattura britannica, per 26 ore, della capitale, durante la quale furono appiccati incendi alla Casa Bianca e al Campidoglio ma poi furono estinti da un uragano che respinse i britannici alle loro navi danneggiate. Ciò accadde durante la definita, in modo sorprendentemente inaccurata, “Guerra del 1812”.

Tuttavia il tentativo di Madison di mantenere la sua posizione e la sua adesione alle milizie dirette in Maryland furono mosse coraggiose che riflettevano bene uno dei più grandi statisti statunitensi.

E questo è quanto, riguardo alla tragedia.

Negli ultimi giorni abbiamo visto una seconda difesa di Washington, DC, da parte di Donald J. Trump.

Venerdì sera, mentre dimostranti si approssimavano alla Casa Bianca, Trump fu trasportato a precipizio in un bunker speciale dove era al sicuro dalla tenebrosa minaccia Antifa di baristi disoccupati di Starbucks, laureandi trotzkisti della George Washington University e dog-sitter femministe radicali di Adams Morgan.

Dopo essersi così coperto di gloria e la diffusione della notizia, Trump è rimasto mortificato e ha avuto bisogno di riaffermarsi.

Lunedì in una teleconferenza con governatori li ha strigliati per apparire deboli. Questa, credo, si chiama “proiezione” in psichiatria, anche se la maggior parte degli psichiatri è stata lasciata di stucco negli ultimi tre anni e mezzo, il che può spiegare il crollo del loro numero nell’era di Trump.

Il Segretario alla Difesa Mark Esper, confondendo le proteste largamente pacifiche per l’ingiustizia sociale con l’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein, è tornato al linguaggio dei suoi giorni da fante nella Guerra del Golfo e ha sollecitato i governatori a “dominare il campo di battaglia” nel reprimere il golpe afroamericano baathista a Louisville-sul-Tigri. Il senatore dell’Arkansas Tom Cotton ha attentamente evitato di essere coinvolto in un manicomio stando il più a lungo possibile accanto a Ted Cruz, in confronto al quale è apparso leggermente sano di mente. Occasionalmente, tuttavia, l’illusione ottica svanisce, come quando lunedì Cotton ha sollecitato che la centunesima Divisione Aviotrasportata fosse fatta intervenire e che non concedesse “quartiere” ai saccheggiatori, cioè sparasse su di loro a vista senza alcun giusto processo e nessuna possibilità di arrendersi. Per quanto potesse essere nostalgico dei giorni dei crimini statunitensi di guerra in Iraq, essi non hanno potuto essere facilmente replicati a Oakland e Cleveland.

Ma il mutamento della tragedia in farsa non è stato illustrato meglio che alla Casa Bianca, dove un Trump petulante, il suo volto del colore di un’arancia sanguinella (cosa che succede quando arrossisce) essendo stato esposto come un rifugiato in un bunker, ha sollecitato la polizia militare a espellere illegalmente manifestanti dal Parco Lafayette vicino alla Casa Bianca, in modo che lui e la sua cricca imperiale potessero recarsi alla chiesa episcopale di St. John, Trump potesse sollevare brevemente una Bibbia e poi potessero tornare indietro.

Jared e Ivanka lo hanno accompagnato anche se nessuno dei due poteva capire che cosa la chiesa anglicana avesse a che fare con tutto ciò. Era che Enrico VIII l’aveva fondata e anche lui aveva passato in rassegna un mucchio di donne, anche se aveva, per liberarsi di quelle che gli venivano a noi, modi più efficaci di un semplice accordo di riservatezza? Javanka non era abituata a camminare, rispetto a essere trasportata da caporali in portantine,  e aveva accettato che il suo strascicato Gucci andasse immediatamente sostituito.

Dunque, per ricapitolare, Madison collocò 100 miliziani attorno a Casa Bianca mentre era sotto l’assedio delle Giubbe Rosse. Trump ha collocato alcune dozzine di poliziotti militari attorno a sé mentre era sotto l’assedio di dimostranti consumatori di latte macchiato, ciclisti, clienti di Georgetown, vomitatori di Foucault. Sia Madison sia Trump erano decisi a rimanere nell’area di D.C.. Madison si unì a 6.000 soldati per difendere la capitale. Trump si è nascosto in un bunker. Madison accompagnò il suo vecchio amico generale Lafayette a Monticello nel 1824. Trump ha infangato il buon nome del combattente francese per la libertà violando il Primo Emendamento in un parco intestato al suo nome (il governo non deve cancellare “il diritto del popolo di riunirsi pacificamente”). Madison introdusse la Carta dei Diritti nell’assemblea costituzionale. Trump l’ha usata per pulire il suo sedere da anguria. Madison fu campione della separazione tra religione e stato. Trump  ha sollevato una Bibbia di fronte a una chiesa per segnalare ai bianchi evangelici più arretrati che non permetterà che kenyani [il padre di Obama nacque in Kenya – n.d.t.] di paesi di merda diventino arroganti sotto il suo sguardo.

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/donald-trump-james-madison-and-the-defense-of-the-white-house/

Originale: Informed Comment

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

 

 

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