Trump minaccia di agguantare i dimostranti mediante l’esercito

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di Joe Lauria – 31 maggio 2020

Donald Trump ha minacciato di scatenare “la forza illimitata del nostro Esercito” per reprimere la rivolta del Minnesota, usando l’esercito statunitense per sostanzialmente “invadere” uno stato senza il consenso del governatore, scrive Joe Lauria.

Speciale per Consortium News

Il presidente ha minacciato di inviare militari statunitensi “in servizio attivo” in Minnesota per sedare la rivolta contro l’uccisione da parte della polizia di ancora un altro afroamericano, anche se il governatore dello stato non ha accettato l’offerta di Trump.

Il presidente ha reso nota la sua intenzione in una serie di tweet venerdì:

Hayes (Wikimedia Commons)

Trump ha affermato “assumeremo il controllo”, intendendo chiaramente il governo federale. La Guardia Nazionale di ciascuno stato è controllata dal governatore statale.

Il Washington Post ha scritto che l’amministrazione Trump ha offerto “l’utilizzo di soldati in servizio attivo e dello spionaggio”, includendo “determinate forze messe in allerta per l’impiego”.

Il The New York Times e altri media hanno affermato che “la polizia militare” era preparata dal Pentagono e che sarebbe stata il primo impiego di poliziotti militari dalle rivolte per Rodney King a Los Angeles nel 1992.

Le minacce di Trump di impiegare truppe federali suscita la questione legale se l’esercito federale statunitense possa essere impiegato sul suolo statunitense a fini di polizia.

 

Occupare il sud

Eisenhower

Dopo che truppe federali avevano soppresso la ribellione Confederata nel 1865, avevano continuato a occupare stati meridionali per altri dodici anni. Quando l’elezione presidenziale tra il Repubblicano Rutherford B. Hayes e il Democratico Samuel J. Tilden era finita in un virtuale vicolo cieco, con venti voti elettorali irrisolti, gli stati del sud avevano consentito a Hayes di diventare presidente in cambio del ritiro delle truppe federali in quello che divenne noto come il Compromesso del 1877.

Dopo che Hayes ebbe rinnegato l’accordo e impiegato truppe federali per reprimere il Grande Sciopero delle Ferrovie del 1877, il Congresso approvò la legge del Posse Comitatus del 1878 per codificare l’accordo. La legge recita:

“Chiunque, salvo in casi e in circostanze espressamente autorizzati dalla Costituzione o da una legge del Congresso, usi deliberatamente una qualsiasi parte dell’Esercito o dell’Aviazione come posse comitatus o altrimenti per mettere in atto le leggi sarà multato in base a questo titolo o incarcerato per non più di due anni o entrambe le cose”.

Le eccezioni autorizzate dal Congresso sarebbero state cruciali. Nel 1957 il presidente Dwight D. Eisenhower scoprì un’eccezione alla legge per riportare a sud forze federali a Little Rock, Arkansas, per imporre la desegregazione delle scuole dopo che il governatore si era rifiutato di rispettare una sentenza della Corte Suprema del 1954 che dichiarava incostituzionale la segregazione.

Eisenhower aveva attinto alle Leggi di Polizia del 1870 e 1871 che facevano valere il diritto dei neri di votare, occupare cariche, partecipare a giurie e ottenere protezioni uguali in base alla legge.

La polizia di Los Angeles percuote Rodney King (Flickr)

I disordini di Detroit del 1967

Nel luglio del 1967 il presidente Lyndon Johnson inviò 5.000 soldati federali a Detroit, le Divisioni Aviotrasportate ottantaduesima e centunesima, dopo una richiesta del governatore del Michigan per sedare cinque giorni di disordini scatenati da un’irruzione della polizia in un bar afroamericano privo di licenza fuori orario.

Johnson dichiarò a un pubblico televisivo che stava agendo in base alla “Costituzione” e alle “leggi”, anche se non le specificò.

Il governatore del Michigan, George Romney, aveva dichiarato uno “stato di insurrezione”. Nel suo decreto presidenziale Johnson citò il Codice USA 10, capitolo 15: Sostegno Militare ad Agenzie Civili delle Forze dell’Ordine.

La rivolta di Detroit fu la peggiore negli Stati Uniti dopo la Rivolta della Leva del 1863 a New York City. Dopo cinque giorni ci furono 41 uccisi e più di 1.300 edifici incendiati.

Nel 1992 il presidente George W. Bush impiegò 4.000 soldati dell’esercito e dei marine a Los Angeles per reprimere rivolte dopo che la polizia che aveva malmenato Rodney King era stata assolta. L’eccezione di Bush consistette nell’invocazione della Legge sulle Insurrezioni del 1807. Oggi il testo afferma:

“Ogni volta che il Presidente consideri che ostruzioni, combinazioni o assembramenti illegali o ribellioni contro l’autorità degli Stati Uniti rendano impraticabile far valere le leggi degli Stati Uniti in qualsiasi Stato attraverso il corso ordinario delle procedure giudiziarie, può chiamare al servizio Federale una tale milizia di qualsiasi Stato e usare tali forze armate quali egli consideri necessarie per far valere quelle leggi o per sopprimere la ribellione.  

La legge non prescrive l’accordo delle autorità locali perché il presidente impieghi soldati per reprimere un’insurrezione.

Il figlio di Bush, George W. Bush, nel 2006 chiese con successo al Congresso di ampliare la Legge sulle Insurrezioni per consentire l’impiego di soldati federali nel caso di un disastro naturale o di un attacco terroristico, in tal modo indebolendo l’intento della Legge sul Posse Comitatus.

Quando Barack Obama ha firmato la Legge sull’Autorizzazione alla Difesa [NDAA]  del 2012 alla vigilia di Capodanno del 2011 stava accettando di consentire la detenzione indeterminata di civili negli USA e dovunque all’estero. “C’è un considerevole dibattito pubblico e un’incertezza riguardo a se le sezioni 1021 e 1022 della NDAA possano essere interpretate come una revoca della legge sul Posse Comitatus e autorizzino la detenzione militare indeterminata senza accuse o  processo negli Stati Uniti”, ha affermato l’Unione Statunitense sulle Libertà Civili (ACLU).

Considerato questo contesto legale risulta che Trump potrebbe dar seguito alla sua minaccia, anche se le autorità locali non fossero d’accordo.

Francis Boyle, un professore di diritto internazionale dell’Università dell’Illinois, ha detto che il procuratore generale William Barr “ha lavorato per [H.W.] Bush, è passato per questo esercizio in precedenza ed è consapevole di quanto accaduto e dei precedenti e dell’autorizzazione legale. Sono sicuro che abbia consigliato Trump che può premere il Grilletto Federale se vuole farlo, indipendentemente da quanto vuole il governatore del Minnesota”.

“La mia ipotesi è che probabilmente lo farà”, ha detto Boyle. “Lo fa apparire come il tizio tutto Legge e Ordine per la campagna elettorale. Distrae dal suo disastro del COVID-19”. Sinora Trump pare soddisfatto per la prestazione della Guardia Nazionale del Minnesota sabato sera.

Ma è agghiacciante pensare che abbia ottenuto le eccezioni legali per radunare una milizia e inviarla a Minneapolis o in una qualsiasi delle 48 città che sono in fiamme.

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://consortiumnews.com/2020/05/31/trump-threatens-to-grab-protestors-by-the-posse/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

 

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