Mahmoud Abbas interromperà realmente la collaborazione dell’Autorità Palestinese con Israele?

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Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas – Foto Golden Brown / Shutterstock.com

di Ali Abunimah – 22 maggio 2020

Il leader dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha annunciato martedì per l’ennesima volta che sta cancellando tutti gli accordi con Israele, per protesta con i piani della potenza occupante di procedere con l’annessione di vaste parti della West Bank.

Contemporaneamente l’Unione Europea si è ancora una volta piegata alle pressioni di Israele.

“L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e lo Stato della Palestina sono da oggi sciolte da ogni accordo e patto con i governi statunitense e israeliano”, ha dichiarato Abbas in una riunione  di dirigenti a Ramallah, aggiungendo che ciò include gli accordi sulla sicurezza.

Ho dichiarato ad Al Jazeera che Abbas formula regolarmente tali dichiarazioni ma che non c’è motivo di prendere questa più sul serio di qualsiasi altro annuncio precedente.

 

Armi rivolte solo contro i palestinesi

L’Autorità Palestinese (PA), creata dopo la firma da parte di Israele e della Palestina degli accordi di Oslo nel 1993, esiste per un solo fine: agire da forza nativa ausiliari di polizia per Israele.

Ho segnalato che Israele consente alle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese di portare armi, ma tali armi devono solo essere usate contro altri palestinesi. Questa collaborazione tra la PA e Israele è ufficialmente nota come “coordinamento della sicurezza”.

In particolare, persino quando Abbas stava facendo il suo annuncio, dirigenti della PA stavano rassicurando i media israeliani che probabilmente sarebbe cambiato poco.

Haaretz ha scritto che “dirigenti palestinesi partecipanti alla riunione hanno affermato che il presidente intende cancellare il coordinamento, ma non aveva ancora ‘chiuso la porta’”.

Secondo il giornale di Tel Aviv un dirigente palestinese l’ha informato che “le forze di sicurezza possono ridurre il livello di coinvolgimento con le loro omologhe in Israele, ma non è ancora possibile stabilire che il coordinamento sarà cancellato del tutto”.

“Un dirigente della sicurezza palestinese ha detto che nonostante le dichiarazioni di Abbas, ogni mossa intrapresa dalla PA richiede il coordinamento con Israele”, ha scritto Haaretz.

Secondo la stessa fonte, “Abbas ha affermato che l’autorità è impegnata a combattere il terrorismo, come definito, il che richiede un continuo coordinamento della sicurezza tra gli stati”.

Il conduttore di Al Jazeera mi ha chiesto se la dichiarazione di Abbas rappresentava semplicemente un’agitar di sciabole. La mia risposta: non si può agitare una sciabola se uno non ce l’ha.

La sola mossa significativa che potrebbe compiere Abbas sarebbe una che la dirigenza della PA ha escluso: sciogliere l’autorità e costringere Israele a sopportare l’intera responsabilità legale, i costi e le conseguenza della sua occupazione di milioni di palestinesi e della loro terra.

 

La UE si piega a Israele, di nuovo

Nel frattempo l’Unione Europea risulta aver fatto completamente marcia indietro riguardo a una qualsiasi minaccia di chiamare Israele a rispondere dei suoi piani di annessione.

Lunedì il capo della politica estera delle 27 nazioni, Joseph Borrell, ha diffuso una dichiarazione che apprezza il giuramento del nuovo governo di unità di Israele.

Borrell ha segnalato che la UE era ansiosa di collaborare con Israele per “sviluppare la nostra relazione in tutte le aree, in particolare in materie quali COVID-19, istruzione, ricerca e sviluppo e ogni altra area di mutuo interesse”.

Ma ha anche espresso la “grave preoccupazione” del blocco per il piano del governo israeliano di annettere vaste parti della West Bank.

“Sollecitiamo vigorosamente Israele ad astenersi da qualsiasi decisione unilaterale che conduca all’annessione di qualsiasi territorio palestinese occupato e che sarebbe, in quanto tale, contraria alla legge internazionale”, ha aggiunto Borrell.

Questo linguaggio di rito, privo di mordente, di “sollecitazione” e “preoccupazione è identico a innumerevoli dichiarazioni formulate dalla UE nei decenni per opporsi alla costruzione di insediamenti israeliani nella West Bank, contemporaneamente premiando Israele con miliardi di euro in scambi, aiuti e armamenti.

Del tutto assente dalla più recente dichiarazione della UE è qualsiasi menzione di conseguenze.

Si ricordi che a febbraio Borrell aveva avvertito Israele che “passi verso l’annessione, se attuati, non potevano passare incontrastati”.

Comunque Israele ha mobilitato una grande campagna diplomatica per indebolire Borrell e seminare zizzania tra stati UE, che sono tutti molto filoisraeliani, ma in grado leggermente variabile.

Austria e Ungheria avrebbero bloccato una dichiarazione più forte della UE di ammonimento a Israele contro l’annessione.

Il ministro degli esteri francese, il cui governo sostiene devotamente Israele, ha diffuso mercoledì una propria dichiarazione usando il linguaggio più forte abbandonato dalla UE.

Il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian, ha avvertito che l’annessione della West Bank “potrebbe essere non priva di conseguenze sulle relazioni tra la UE e Israele”.

La Germania, nel frattempo, ha affermato il suo pieno accordo con la dichiarazione del tutto priva di mordente formulata da Borrell.

In teoria una politica estera unificata della UE dovrebbe rafforzare il prestigio del blocco sul palcoscenico mondiale. In realtà la somma delle posizioni tende al minimo comun denominatore e allo status quo.

Il che è sempre a vantaggio di Israele.

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:  https://zcomm.org/znetarticle/will-mahmoud-abbas-really-stop-pa-collaboration-with-israel/

Originale: Electronic Intifada

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

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