Trump e le milizie consumano il loro matrimonio

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di Max Elbaum – 5 maggio 2020

Donald Trump twitta tante cose scandalose e racconta tante menzogne che è facile che ogni particolare affermazione finisca sepolta nella tempesta di merda.

Ma un appello presidenziale a “liberare” stati governati da dirigenti eletti del partito d’opposizione con sostenitori di Trump che portano armi nei campidogli dei loro stati non dovrebbe essere una di queste.

 

UNA CHIAMATA ALLE ARMI

Nelle ultime tre settimane il paese ha visto una serie di proteste “anti-blocco” in stati con governatori Democratici. Due che hanno contestato l’ordinanza d’emergenza di restare in casa per il COVID-19 della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer hanno ricevuto la maggior parte della copertura mediatica. Membri armati della Milizia della Libertà del Michigan sono entrati nella sede del parlamento, alcuni portando cartelli che dicevano “Puniamo il tradimento con l’impiccagione”.

Legislatori Repubblicani, invece di condannare queste minacce di violenza, hanno votato per autorizzare una causa contro la governatrice per abuso di autorità.

E Trump ha twittato “Liberate la Virginia”, “Liberate il Michigan” e sottolineato la dimensione del “Secondo Emendamento” (cioè: “Portate le vostre armi”) delle proteste.

L’allineamento tra Trump, la dirigenza del Partito Repubblicano e agitatori armati della bandiera confederata non è sorprendente né nuovo. Ma queste dimostrazioni hanno visto un livello di azioni e messaggi coordinati che è andato oltre le precedenti associazioni.

A Charlottesville, ad esempio, Trump aveva visto persone per bene “da entrambe le parti” della violenza fascista. Numerosi Repubblicano avevano tentato di prendere le distanze dai crudi suprematisti bianchi. E la manifestazione di destra di Charlottesville non era stata organizzata dalla Casa Bianca o da alti donatori e legali del Partito Repubblicano.

Questa volta è stato diverso. Le manifestazioni contro il blocco hanno fatto parte di una campagna coordinata condotta da ex dirigenti della Casa Bianca, numerosi gruppo politici conservatori a base statale e una coalizione di donatori di alto livello del Partito Repubblicano. Il procuratore generale William Barr ha allineato il Dipartimento della Giustizia agli obiettivi dei dimostranti. Dalla Fox News a programmi radiofonici l’intera macchina mediatica della destra ha promosso le azioni.

Cosa più importante, i tweet di Trump hanno segnalato che la stessa Casa Bianca appoggiava la componente delle milizie armate della protesta. Il suo messaggio è stato una chiamata a sfidare l’autorità legale e a cacciare dirigenti eletti non di gradimento di Trump.

I tweet di Trump sono stati immediatamente abbracciati come una “chiamata alle armi” in tutta la destra insurrezionale. C’è stata un’immediata impennata di commenti su Twitter a proposito del presidente e della “boogaloo” (un termine che indica l’insurrezione armata nel mondo della destra pervasa da teorie cospirazioniste).

E’ la nuova normalità: fascisti armati intimidiscono dirigenti eletti che si oppongono al presidente, mentre i Repubblicani o restano in silenzio o – come lo stesso Trump – li incitano.

 

PERCHE’ ADESSO?

L’intensificazione dell’abbraccio tra Trump, Partito Repubblicano e milizie è radicata nel modo in cui la crisi del COVID-19 ha influenzato i piani di rielezione di Trump e, oltre a ciò, il programma sottostante della fazione della classe dominante che la sua amministrazione rappresenta.

Prima della pandemia Trump e la sua squadra erano fiduciosi di disporre di una formula che avrebbe conquistato un secondo mandato al presidente. Candidarsi sul razzismo e una “economia funzionante”. Che l’economia fosse lungi dall’essere funzionante per la maggioranza era di scarso interesse. Stava beneficiando settori sufficienti negli stati contesi affinché – insieme con quelli legati dal fanatismo di marca MAGA [Make America Great Again – Rendiamo di nuovo grandi gli Stati Uniti] e da aggressive soppressioni degli elettori – egli potesse conquistare una maggioranza nel collegio elettorale razzialmente distorto.

Il COVID-19 ha fatto saltare in aria quel piano. L’economia è nel caos ed è poco ma sicuro che sarà nei guai durante tutta l’elezione. Gli attacchi di Trump alla Cina incontrano favore in molti settori, ma sinora non sono stati sufficienti a cancellare la consapevolezza che Trump ha scartato il pericolo del COVID-19 e non ha fatto nulla al riguardo per otto settimane cruciali. E i suoi aggiornamenti quotidiani alla stampa, sostituti di dimostrazioni, sono stati un disastro, mettendo in mostra il suo egocentrismo e la sua ignoranza circa le iniezioni di candeggina.

 

SVOLTA A UN MESSAGGIO “ANTI-BLOCCO”

Era richiesto un riconfezionamento del nucleo razzista, xenofobo e “tutta la ricchezza ai ricchi” del Trumpismo. Il risultato, sagacemente analizzato in un recente articolo di Thomas Edsall, pone al centro l’”antiblocco”:

“… offre qualcosa a tutti: piccole imprese, preoccupazioni per la classe lavoratrice, anti-elitarismo per i bianchi rurali risentiti, feticismo delle armi per la NRA, avversione del governo per i conservatori tradizionali… le protesta contro la quarantena distrarranno l’elettorato. Se l’elezione sarà una lotta tra Trump e governatori che rifiutano di aprire le loro economie, Trump non dovrà difendere i suoi precedenti sul COVID-19. E’ un promotore della libertà! Inquadrerà l’elezione del 2020 come una scelta tra Trump a favore dell’apertura e il membro di Washington #BeijingBiden che è complice degli sforzi della Cina di danneggiare gli statunitensi della classe lavoratrice”.  

E’ un messaggio forte con il potenziale di influenzare larghi numeri ben oltre la base di Trump. Con la crisi economica in aggravamento milioni devono preoccuparsi di come mangiare, vestirsi e avere un tetto per sé e per le loro famiglie oltre che per tenerle in salute. L’assistenza governativa è totalmente inadeguata, e anche se il nostro schieramento otterrà il massimo possibile nell’ambito degli attuali rapporti di forze, è probabile che le cose rimarranno tali. Dunque il sentimento a favore di “tornare al lavoro” – anche con grossi rischi per la salute – probabilmente aumenterà.

 

NECESSITA’ DI REPARTI D’ASSALTO

Ma il problema di Trump è che la sua inerzia e le sue cantonate – sommate a messaggi efficaci di esperti della sanità pubblica, di Bernie Sanders e di una serie organizzazioni progressiste, sindacali e comunitarie – significano che la maggioranza è tuttora preoccupata di “riaprire troppo presto” e favorisce la protezione della salute delle persone. Dopo un balzo iniziale il tasso di approvazione del presidente ha cominciato a scendere, anche negli stati contesi.

Così i trumpiani hanno cercato un modo per far partire il loro messaggio rivisto. Per far ciò Fox News e Twitter non sono sufficienti. Attingendo al copione anti Obama del Tea Party hanno deciso che era ora di una concreta manifestazione fisica per stimolare la loro base, conquistare i titoli e pervadere ogni nuovo ciclo giornalistico con il loro quadro circa la competizione del 2020.

Ma chi uscirà in una folla senza distanza sociale, niente mascherine e un messaggio che, almeno inizialmente, non sarà popolare? Certamente quello non è un rischio che si assumeranno i grandi finanziatori, i legali del Partito Repubblicano e i suoi dirigenti eletti!

A chi rivolgersi? E perché non agli spudorati suprematisti bianchi, agitatori cospirazionisti, sbandieratori del vessillo confederato, anti-vaccini e milizie armate? Queste sono le persone disposte a sfidare le norme sulla sanità pubblica, a posare per le telecamere brandendo armi e a esibire cartelli che dicono “Sacrificare i deboli”.

Dunque è stato steso per loro il tappeto di benvenuto dallo stesso presidente.

Juan Gonzalez ha tratto la conclusione appropriata su Democracy Now!:

“Mi piacerebbe che i nostri spettatori e ascoltatori si ponessero una domanda: se centinaia di afroamericani o latinoamericani si presentassero in città di tutto il paese brandendo armi automatiche, quale sarebbe la reazione del paese a questo? Perché è quasi accettato e reso normale ora come metodo di protesta? … Credete a me: questo paese si sta dirigendo sempre più prossimo a un autoritarismo neofascista”.

 

UN LIVELLO PIU’ PROFONDO: PREVENIRE UN CAMBIAMENTO RADICALE

C’è anche un livello più profondo. Diversamente dal narcisista alla Casa Bianca, quelli ai livelli più elevati dell’industria dei combustibili fossili, del complesso militare-industriale e i principali miliardari di destra hanno preoccupazioni maggiori rispetto a quanto succeda individualmente a Trump. Per loro lui è solo la scelta migliore per attuare il loro programma di trasferimento di maggior ricchezza all’un per cento, maggiore austerità al novantanove per cento, non fare nulla riguardo al cambiamento climatico e mantenere l’egemonia globale statunitense mediante la potenza militare. Il Trumpismo è anche il loro veicolo ideale per sopprimere l’opposizione a questo programma impopolare schiacciando il movimento sindacale e indebolendo la forza delle comunità di colore mediante la privazioni di diritti su vasta scale, l’incarcerazione e la deportazione.

Questi parassiti non odiano Joe Biden. Non è la loro prima scelta. Ma potrebbero facilmente convivere con un presidente che attuasse il programma di “ritorno alla vecchia normalità” che Biden spesso indica nella sua visione del futuro.

Ma i pesi massimi della coalizione di Trump non credono che un’amministrazione Biden potrebbe farcela.

Quelli che guidano Trump nel potere sono ben sintonizzati con i venti politici e possono contare. Riconoscono che c’è un crescente sostegno al [programma di assistenza sanitaria pubblica] Medicare for All, al New Deal Verde e alla fine dell’incarcerazione di massa. Vedono che la pandemia sta suscitando l’organizzazione degli inquilini, scioperi degli affitti, proteste e scioperi dei lavoratori che chiedono protezioni per gli inquilini, i lavoratori e i poveri oltre quanto esisteva prima del COVID-19.

Sanno che anche prima della pandemia i più giovani di trent’anni erano la generazione più di sinistra da decenni. Vedono che gli sforzi di combattere il COVID-19 come la posizione post campagna di Bernie Sanders, il People’s Bailout [Salvataggio del popolo] (i cui principi hanno più di cento adesioni al Congresso) e molti altri stanno premendo con domande di cambiamento strutturale nell’opinione prevalente. Notano che persino i maggiori media liberali stanno pubblicando critiche non solo delle disparità dell’impatto del COVID-19 su popolazioni differenti, ma di disuguaglianze di lungo corso nella società statunitense. Vedono scritte sulle pareti mentre organizzazioni sindacali sostengono persone incarcerate, lavoratori domestici alleati con organizzazioni LGBTQ, attivisti per la giustizia climatica che manifestano per i diritti dei migranti e uno spirito generale di “solidarietà sociale” che monta in mezzo a una serie di settori vulnerabili e meno vulnerabili.

Osservano il New York Times pubblicare un importante articolo intitolato “Gli Stati Uniti di cui abbiamo bisogno” che più o meno promuove il programma di Bernie senza Bernie. Controllano il cambiamento demografico e sanno che la loro base cardine tra i bianchi anziani sta declinando, mentre sta crescendo la proporzione della gente di colore del paese.

 

IL LORO INCUBO E’ IL NOSTRO SOGNO

Sommano il tutto e considerano una vittoria di Biden non un rifugio sicuro, bensì una pericolosa porta aperta. Ritengono che uscendo dalla pandemia ci sarà una pressione irresistibile su una nuova amministrazione a fornire protezioni sanitarie ed economiche universali ai lavoratori, a tassare i ricchi, ad affrontare il cambiamento climatico e a ripristinare i diritti di voto.

Temono che anche piccoli passi in quelle direzioni scatenino una valanga capace di rovesciare il loro ordine neoliberista già traballante.

Così la loro fazione del grande capitale è tutta unita a favore di Trump e del Partito Repubblicano e impiega milizie fasciste come truppe d’assalto per la sua campagna.

L’esperienza storica mostra che quando un’ala potente della classe dominante si aggrega a fascisti di base, un regime fascista o simil fascista passa da possibilità nel fondo del cassetto a un pericolo imminente.

Dobbiamo essere perspicaci quanto in nostri nemici riguardo alla posta in gioco nell’attuale polarizzazione, alle possibili vie da seguire e dove sta il punto di svolta della battaglia.

Loro pensano che novembre segnerà una scelta tra i due percorsi.

Sono d’accordo.

 

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/trump-and-the-militias-consummate-their-marriage/

Originale: Organizing Upgrade

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3

 

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