Come lo stato indiano del Kerala sta appiattendo la curva del Covid

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di Yadul Krishna – 21 aprile 2020

Mentre l’epidemia di coronavirus ha condotto alla minaccia imminente di diffusi contagi e lutti, il mondo sta vivendo uno stallo che lo costringe a creare nuove norme di ‘quarantena domestica’ e di ‘lavoro da casa’ mentre la pandemia prolifera in tutto il mondo. Mentre alcuni delle maggiori potenze mondiali hanno fallito miseramente nel proteggere il loro popolo ed eliminare il virus, un piccolo stato nella parte meridionale dell’India diviene un raggio di speranza.

Il presidente statunitense Donald J. Trump, nel tenere il suo Discorso sullo Stato dell’Unione del 2019 di fronte al Senato, al Congresso, a giudici della Corte Suprema e a membri del suo governo, ha detto: “Siamo allarmati dai nuovi appelli a adottare il socialismo. Gli Stati Uniti sono stati fondati sulla libertà e l’indipendenza e non sulla coercizione, il dominio e il controllo governativi. Siamo nati liberi e resteremo liberi”. Mentre l’ignoranza con cui Trump si preoccupa del socialismo è visibile, la sua consapevolezza nel comprendere la realtà sociale è molto scarsa, per non dimenticare che queste parole vengono da un ex uomo d’affari miliardario che, come afferma Bernie Sanders, ha ricevuto 800 dollari [sic  – ?] di agevolazioni fiscali e sussidi per costruire abitazioni di lusso a New York. Tuttavia le conseguenze della dipendenza dal capitalismo hanno cominciato a perseguitarlo con l’assenza di assistenza sanitaria pubblica e di un sistema pubblico di distribuzione che hanno indotto gli Stati Uniti ad attaccare la Cina nel divenire il paese che ha riferito il maggior numero di casi di coronavirus. Il libero mercato ha dimostrato quanto pateticamente ha potuto far passare il secondo piano l’umanità rispetto ai profitti.

Con paesi che affermano che istituzioni private in competizione tra loro offrono la migliore ‘efficienza’, hanno anche fatto pagare pesantemente il popolo in termini di diritto alla vita, considerato che il 90 per cento delle persone nei paesi in via di sviluppo è gravato a livello estorsivo dei costi delle cure. Il capitalismo ha cancellato la libertà delle persone di scegliere la quarantena sociale in tempi come questi e ha trasferito tale privilegio ai ricchi. Il modo in cui funziona l’assistenza sanitaria privata in tempi di pandemia ha fatto riflettere molti paesi sulla necessità di istituzioni pubbliche di proprietà del governo. Il bisogno di assistenza sanitaria pubblica e di un sistema pubblico di distribuzione è beni essenziali è ora imperativo.

 

C’è un modello da copiare?

Forse l’esempio migliore di un quadro riguardo a come una società dovrebbe superare una crisi può essere appreso dalle esperienze dello stato indiano del Kerala, che ha mostrato molta dell’efficienza necessaria nell’affrontare il virus. Il Kerala, lo stato che ha superato una serie di sfide come il virus Nipah e le grandi inondazioni negli ultimi due anni, ha fatto comprendere al mondo che avere una forte assistenza sanitaria pubblica può fare meraviglie in tempi di necessità.

In forte contrasto con le misure inadeguate assunte dal Governo Centrale indiano, retto dal Bharatiya Janata Party di estrema destra, il Kerala sapeva di avere una montagna da scalare. Anche prima del giorno uno dei casi riportati di corona, lo stato aveva compiuto tutti gli sforzi necessari per affrontare la sua diffusione, comprese direttive di controllare i passeggeri da tutti i quattro aeroporti internazionali dello stato e la creazione di una Squadra di Reazione Rapida per decidere circa l’isolamento e la cura dei pazienti dubbi.

Il Kerala è stato in grado di prevenire con successo la trasmissione del virus quando lo stato ha incontrato i suoi prima casi di Corona quando tre studenti di medicina di Wuhan sono risultati positivi, tutti dimessi dopo essere risultati negativi due volte. Da allora in poi le competenze di amministrazione del Kerala sono spiccate rispetto al resto del paese. Quando il virus ha colpito una seconda volta, lo stato era sotto stretta vigilanza. Era già stata creata una sala di controllo, con esperti che tenevano d’occhio le persone contagiate e quelle sospette. I medici, il personale sanitario e gli operatori dell’assistenza sanitaria avevano ricevuto un addestramento adeguato. Con misure rigorose, quali un blocco statale che esentava beni essenziali e restrizioni ai viaggi, il numero dei casi dubbi ospedalizzati quotidianamente è diminuito rapidamente e molte persone sono state dimesse dopo essere state diagnosticate negative al virus. La trasmissione tempestiva di informazioni verificate è risultata efficace, aiutando in tal modo il governo statale a mantenere la situazione sotto controllo e a guadagnare la fiducia della gente. Il Kerala è ora pronto a combattere il virus anche se si diffonderà a livello della comunità.

 

Nessuna necessità di panico

Da tenere comunicazioni ai media ogni giorno, al lancio di un’applicazione dedicata per fornire aggiornamenti in tempo reale, il Kerala ha assicurato che le informazioni arrivassero puntualmente al pubblico, compresi i protocolli e le avvertenze sulla prevenzione, senza necessità di panico tra la gente. Alla salute mentale della popolazione è stata anche attribuita priorità con più di 140 consiglieri in 14 distretti nominati per dare sostegno psicologico alle persone poste in quarantena sociale e in isolamento ospedaliero, comprendendo che potevano essere sottoposte a stigmatizzazione e alienazione dal pubblico generale. Con il modo in cui il Kerala è riuscito a sconfiggere il Nipah, la gente oggi tratta parole come quarantena e isolamento come una terminologia familiare che ha cominciato a risultare meno terrorizzante per le persone. Dopo aver combattuto con successo il Nipah e oggi combattendo con efficacia il Covid19, il Kerala si è offerto come modello per il Governo Centrale dell’India e per il resto dei suoi stati su come non cedere al panico in situazioni simili e procedere a risolvere il problema se un caso simile si presenterà nel futuro.

 

Collaborazione tra dipartimenti

In mezzo all’aumento dell’infezione, l’acquisto da parte delle persone di più articoli quali mascherine e disinfettanti per le mani ha determinato la scarsità di tali prodotti essenziali in tutto lo stato. Questo è stato una grande preoccupazione perché la mancanza di fornitura di tali materiali ha preoccupato la gente. Tuttavia, anche questa volta, il governo ha lanciato un piano operativo efficace per combinare gli sforzi di altri dipartimenti per produrre i materiali necessari. La Kerala State Drugs and Pharmaceuticals Ltd, una società del settore pubblico governativo, ha accertato di produrre disinfettanti sufficienti per lo stato. Il Dipartimento della Giustizia del Kerala ha proposto l’idea che il Dipartimento Carcerario impegnasse i detenuti dello stato nella produzione di mascherine, sfornando 6.000 mascherine nel breve arco di due giorni. Il governo ha anche impartito istruzioni rigorose al dipartimento di non venderle a un prezzo superiore a quello massimo al dettaglio.

 

Le persone al primo posto

E’ stato lo stesso giorno in cui il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha parlato per la prima volta al paese, che tranquillizzando richieste e drammi emotivi, il capo dei ministri del Kerala, Pinarayi Vijayan, ha annunciato un pacchetto di soccorso di duecento miliardi di rupie (2,6 miliardi di dollari) da spendere a livello dello stato. Cominciando con fornire pasti gratuiti di mezzogiorno ai bambini anganwadi (prescolastici) mentre le loro classi erano interrotte a favore dell’aumento della banda di Internet costringendo le persone a restare a casa durante il blocco, ogni passo compiuto dal governo è risultato mirato. Il governo ha annunciato che le pensioni della previdenza sociale di 13,2 miliardi di rupie in scadenza ad aprile sarebbero state erogate entro la fine di marzo. Piani per concedere prestiti per venti miliardi di rupie a famiglie in bisogno attraverso la Missione Kudumbashree, una comunità di gruppi d’aiuto di quartiere di donne nel Kerala, sono stati anche realizzati per assicurare che il denaro resti nelle mani delle persone quando non sono in grado di recarsi al lavoro. Un pacchetto di cinque miliardi di rupie è stato anche inserito per rafforzare infrastrutture di assistenza sanitaria in tutto lo stato.

 

Nessuno soffrirà la fame

Il governo ha anche annunciato la distribuzione gratuita di razioni alimentari indipendentemente dal reddito delle persone e l’apertura di hotel a basso costo che addebitano solo 20 rupie (0,26 dollari) a pasto, assieme a promesse di garantire che beni essenziali e prodotti alimentari riforniranno i negozi. In una mossa straordinaria, il governo ha ora cominciato a lavorare alla costruzione di mille cucine di comunità in tutto lo stato, in modo che nessuno soffra la fame senza ricevere cibo, il tutto a prezzi minimi. Quello che è interessante qui è che il governo ha anche assunto misure per consegnare cibo gratuito direttamente a coloro non possano permetterselo durante il periodo del blocco, in modo che la loro dignità non sia messa in discussione di fronte agli altri.

 

Assistenza ai lavoratori migranti

Nel ventunesimo giorno di blocco in tutta l’India, lo stato meridionale ha proposto un esempio che altri stati possono seguire. Il Kerala, riconoscendo i lavoratori migranti come ‘ospiti’, aprirà 4.603 campi di soccorso in tutto lo stato per quasi 100.000 lavoratori, offrendo loro cibo e assistenza medica gratuiti. Questo accade in una congiuntura in cui i migranti di altri stati dell’India sono costretti a percorrere centinaia di miglia per tornare a casa.

 

Ruolo dell’assistenza sanitaria pubblica

Anche se è fatto un confronto tra Kerala e il resto dell’India, ci sono alcuni fattori che rendono un così facile controllo della pandemia possibile solo in questo stato. Il Kerala ha una forte rete di assistenza sanitaria pubblica con una media di un ambulatorio di base ogni 3,95 chilometri,  mentre la media nazionale è di 7,3 chilometri. E’ per questo che il governo del Kerala è in grado di spendere per istruire efficacemente la sua macchina dell’assistenza sanitaria, anche se il Governo Centrale è inefficiente a causa delle sua media sproporzionata di un letto d’ospedale ogni 1.826 persone, un medico ogni 11.600 persone e un respiratore ogni 333.333 persone. E ciò che dovrebbe essere parecchio allarmante in questa situazione è che le statistiche delle persone sottoposte a test per il virus in uno stato piccolo come il solo Kerala rappresentano il 30 per cento dell’intero paese, con stati come il Gujarat che hanno condotto solo 0,06 test ogni centomila persone e il Maharashtra che 1,37 test (dati a tutto il 24 marzo).

 

Il modello del Kerala

Il governo del Kerala ora progetta di indurre 236.000 giovani di tutto lo stato a offrirsi volontari nel suo Sannadha Sena, un’organizzazione volontaria, comprendendo che queste politiche hanno necessità di forza lavoro per essere attuate. Così, in ciascun passo il Kerala ha assunto misure adeguate e puntuali per superare questa crisi. Non è solo in questi casi che il Kerala è stato in testa come esempio nel paese, è stato in cima alle classifiche generali dell’India e ha continuato a collocarsi sopra le medie nazionali e statali in vari indici di sviluppo quali HDI [Indice di sviluppo umano], mortalità infantile, alfabetismo, trasparenza, concordia comunitaria, eccetera, rendendo spesso lo stato comparabile con altre nazioni sviluppate.  Si è anche mantenuto ai vertici dell’Indice SDG [Obiettivi di sviluppo sostenibile] dell’India. Il modo in cui il Kerala ha proposto un esempio gli ha assicurato lodi da altri stati e paesi, con molti stati che hanno richiesto al governo di aiutarli a mettere in atto la sua metodologia nei loro stati.

Una volta esposti tutti i dati,  quello che resta qui da decifrare è che non sono solo le competenze amministrative che hanno fatto sì che il Kerala affronti efficacemente il virus, ma lo rende così intrigante la presenza di un forte sistema di assistenza sanitaria pubblica e un più forte intervento di meccanismi governativi, gestiti da un governo orientato al popolo. Se il Kerala fosse stato privo di un ecosistema di istituzioni pubbliche e fosse invece rimasto privatizzato nelle mani di pochi individui, questi ultimi non sarebbero stati in grado di superare con facilità di problemi.

Yadul Krishna è un economista. Ex alunno della Facoltà di Commercio Shri Ram dell’Università di Delhi scrive su temi concernenti l’economia e la politica.

 

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/how-the-indian-state-of-kerala-is-flattening-its-covid-curve/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

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