Estradizione di Assange – La letale Vanessa Baraitser

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Le udienze per l’estradizione di Julian Assange – PIeter Evert

di Craig Murray – 9 aprile 2020

Ancor prima che il Covid-19 cominciasse a dilagare nel Carcere di Belmarsh, Craig Murray pensava che il governo britannico stesse perseguendo la morte di Assange in cella. Ora ritiene schiaccianti le prove.

NOTA DEL REDATTORE: Julian Assange doveva comparire in collegamento video dal carcere di Belmarsh a un’udienza preliminare su un caso. Ma tre testimoni nell’aula hanno twittato di aver sentito un impiegato affermare che Assange non sarebbe comparso in video perché “non stava bene”. E’ noto che il coronavirus è presente a Belmarsh. Almeno un detenuto è morto di Covid-19 e si dice che un terzo del personale del carcere sia isolato. Possiamo confermare una seconda morte. Non ci sono state altre parole a proposito della salute di Assange. Soffre da molto tempo di un problema polmonare. Il parlamentare australiano Andrew Wilkie si è unito ad altri parlamentari nel chiedere che Assange sia rilasciato su cauzione a causa dell’epidemia.

Mark Summers, l’estremamente erudito e studioso secondo avvocato della difesa di Julian Assange nella sua udienza per l’estradizione, ha tremato di rabbia martedì in aula. Il magistrato Vanessa Baraitser aveva appena deciso che i nomi della compagna e dei bambini di Julian Assange potessero essere pubblicati, cosa che ella aveva affermato essere nell’interesse della “giustizia trasparente”.

La compagna di Assange aveva sottoposto una lettera a sostegno della richiesta di libertà su cauzione correlata al Covid-19 (che la Baraitser aveva sommariamente rigettato) per affermare che egli aveva una famiglia con cui vivere a Londra. La Baraitser ha detto che era perciò nell’interesse della trasparenza della giustizia che i nomi della famiglia fossero resi pubblici e ha affermato che la difesa non aveva dimostrato in modo convincente che ciò avrebbe costituito una minaccia alla loro sicurezza o al loro benessere. E’ stato a questo punto che Sommers ha quasi perso il controllo. E’ balzato in piedi e ha preavvisato un appello alla Corte Suprema, chiedendo una sospensione di 14 giorni. La Baraitser ha concesso quattro giorni, fino alle quattro di venerdì.

Io sono in isolamento a Edimburgo, ma ho ricevuto tre separate notizie da testimoni oculari. Sono unanimi nell’affermare che ancora una volta la Baraitser è entrata in aula portandosi sentenze precompilate prima di ascoltare l’esposizione orale; le sentenze precompilate da lei formulate non ha mostrato alcuna apparenza di correzioni.

 

Morti di Covid-19 in carcere

Sinora ci sono stati due morti di Covid-19 nel carcere di Belmarsh. Per ovvi motivi la malattia si sta rapidamente diffondendo nel carcere come un incendio boschivo. Il Dipartimento della Giustizia sta ammettendo una morte e rifiuta di fornire statistiche sul numero dei casi. Considerato che anche detenuti molto malati non sono sottoposti a test, i dati presumibilmente non significherebbero comunque molto. Mentre la corte ascoltava la richiesta di libertà su cauzione più di 150 dipendenti del carcere di Belmarsh non erano al lavoro, auto isolati, e il carcere funziona a malapena. E’ la definizione più completa di isolamento.

L’Associazione dei Direttori Carcerari ha sottoposto al Comitato della Giustizia della Camera dei Comuni (che ieri mattina ha valutato a porte chiuse il rilascio di detenuti) il caso che 15.000 detenuti non violenti debbano essere rilasciati per dare alle carceri una qualche possibilità di gestire il Covid-19. Il Dipartimento della Giustizia ha suggerito di rilasciarne 4.000, dei quali solo 2.000 sono stati identificati. Fino a un paio di giorni fa sono stati rilasciati di fatto solo circa 100.

Le carceri stanno ora praticando il “raggruppamento” negli immobili, anche se le decisioni attualmente dipendono dai singoli direttori.  I detenuti che hanno una tosse – qualsiasi tosse – sono messi insieme in blocchi segregati. Le conseguenze di ciò sono ovviamente impensabili. Julian ha la tosse e un problema polmonare cronico per il quale è stato curato per anni, un fatto che è fuori discussione.

Martedì la Baraitser si è nuovamente attenuta al suo solito schema di rifiuto di ogni singola mozione della difesa, formulando sentenze precompilate (se redatte o solo copiate da lei, io non lo so), anche quando l’accusa non si era opposta. Ricorderete che nella prima settimana dell’udienza formale sull’estradizione ha insistito che Julian fosse mantenuto in una gabbia di vetro, anche se l’avvocato del governo statunitense non aveva formulato obiezioni a che sedesse nel corpo dell’aula e che lei ha rifiutato di intervenire per far cessare la sua perquisizione nudo, ammanettamento e requisizione dei documenti giudiziari, anche se il governo statunitense si era unito alla difesa nel discutere la sua affermazione di non avere il potere di farlo (per la qual cosa è stata in seguito pesantemente ripresa dall’Associazione Internazionale degli Ordini degli Avvocati).

 

La difesa chiede un rinvio

Martedì il governo degli Stati Uniti non si è opposto a una mozione della difesa per rimandare la ripresa delle udienze sull’estradizione. La difesa ha proposto quattro motivi:

  1. Julian è attualmente troppo malato per preparare la propria difesa.
  2. A causa del blocco per il Covid-19 l’accesso ai suoi avvocati è virtualmente impossibile.
  3. Testimoni vitali per la difesa, anche dall’estero, non sarebbero in grado di essere presenti a testimoniare.
  4. Le cura per la salute mentale di Julian sono state interrotte a causa della situazione del Covid-19.

La Baraitser ha disinvoltamente rigettato tutti tali motivi – nonostante l’avvocato James Lewis avesse affermato che l’accusa era neutrale riguardo al rinvio – è ha insistito nel mantenere la data del 18 maggio. Ha affermato che lui poteva essere portato nelle celle del Tribunale di Westminster per consultazioni con i suoi legali. (Innanzitutto, in pratica non è così e, secondariamente, tali celle di detenzione hanno un flusso costante di detenuti cosa che è molto ovviamente non desiderabile con il Covid-19).

Val la pena di notare che l’accusa ha affermato che lo psichiatra dello stesso governo degli Stati Uniti, nominato per valutare Assange, non era stato in grado di accedere a lui a Belmarsh a causa delle restrizioni per il Covid-19.

Questo sta diventando troppo per me, come sta diventando troppo per Mark Sommers e per la squadra della difesa. Anche prima che il Covid-19 diventasse una simile minaccia, ho affermato di essere stato costretto a concludere che il governo britannico sta perseguendo la morte in cella di Assange. La prova di questo è ora schiacciante.

Ecco tre misure dell’ipocrisia.

Innanzitutto il governo britannico insiste nel trattenere questo detenuto politico – accusato di null’altro che di pubblicare – in un carcere di massima sicurezza infestato dal Covid-19 mentre il molto deriso governo iraniano ne lascia fuori Nazanin Zaghari-Ratcliffe e si spera la rilascerà del tutto.

Qual è il regime disumano?

Secondo: la “giustizia trasparente” giustificherebbe la diffusione delle identità della compagna e di figli di Assange, mentre lo stato impone la segretezza sulle accusatrici mancate di Alex Salmond, anche se la corte ha ascoltato prove che avevano specificamente complottato per distruggerlo usando, come mezzo deliberato, l’anonimato concesso a persone che formulano accuse sessuali.

Terzo: nessuno coltiva il proprio anonimato più di Vanessa Baraitser che ha la sua esistenza attentamente rimossa quasi interamente da Internet. Tuttavia lei cerca di distruggere la pace e le giovani vite della famiglia di Julian.

Craig Murray è un autore, giornalista televisivo e attivista per i diritti umani. E’ stato ambasciatore britannico in Uzbekistan dall’agosto 2002 all’ottobre 2004 e rettore dell’Università di Dundee dal 2007 al 2010.

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://consortiumnews.com/2020/04/09/assange-extradition-the-deadly-vanessa-baraitser/

Originale: https://www.craigmurray.org.uk/

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

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