Come la Cina ha appreso del SARS-CoV-2 nelle settimane precedenti la pandemia globale

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Pechino, CIna. Foto di Graeme Nicol / Shutterstock.com

di Vijay Prashad e Weiyan Zhu e Du Xiaojun – 7 aprile 2020

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato una pandemia globale l’11 marzo 2020. Il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore generale dell’OMS, ha detto quel giorno in una conferenza stampa che questa era “la prima pandemia causata da un coronavirus”. Ha detto: “nelle scorse due settimane il numero di casi di COVID-19 fuori dalla Cina è aumentato di 13 volte e il numero dei paesi colpiti è triplicato”. Dall’11 marzo in poi è divenuto chiaro che questo virus era mortale e che aveva la capacità di attraversare con facilità la società umana. Ma questo non è stato sempre chiaro.

Il 17 marzo Kristian Andersen dello Scripps Research Institute in California e la sua squadra hanno dimostrato che il nuovo ceppo di coronavirus, SARS-CoV-2, aveva avuto una mutazione nei suoi geni nota come sito polibasico di scissione che non si era vista in nessun coronavirus scoperto in pipistrelli o pangolini e che c’era una probabilità che il virus sia arrivato negli umani molti anni fa e in effetti non necessariamente a Wuhan. Il dottor Chen Jinping dell’Istituto di Risorse Biologiche Applicate di Guangdong, insieme con colleghi, aveva in precedenza pubblicato un documento il 20 febbraio segnalando che i loro dati non supportavano l’affermazione che il nuovo coronavirus negli umani fosse evoluto direttamente da un ceppo di coronavirus nel pangolino. Zhong Nanshan, un famoso epidemiologo, ha detto che “anche se il COVID-19 è comparso inizialmente in Cina, ciò non significa necessariamente che abbia avuto origine là”.

Studi scientifici proseguiranno e alla fine ci offriranno una comprensione conclusiva di questo virus. Per ora non c’è chiarezza che sia emerso direttamente dal mercato di Wuhan.

I media occidentali hanno costantemente fatto affermazioni scientificamente infondate circa la fonte del virus, anche questo scienziati occidentali sollecitavano cautela. Certamente non ascoltavano i medici di Wuhan o gli esperti di sanità pubblica in Cina.

Quando medici di Wuhan hanno visto per la prima volta pazienti nei loro ospedali a dicembre, hanno creduto che i pazienti soffrissero di polmonite, anche se tomografie computerizzate mostravano gravi danni polmonari; i pazienti non rispondevano alle cure mediche tradizionali. I medici sono stati allarmati dalla situazione ma non c’era motivo di immaginare che si sarebbe estesa a un’epidemia regionale e poi a una pandemia globale.

I medici e gli ospedali di Wuhan alla fine hanno compreso l’evidenza davanti a loro e non appena è divenuto chiaro che si trattava in virus non famigliare e che si diffondeva rapidamente, hanno contattato il Centro Controllo Malattia (CDC) nazionale cinese e poi l’OMS.

Non si saprebbe questo se si leggessero solo giornali occidentali, in particolare il New York Times, che hanno suggerito in un articolo circolato diffusamente che il governo cinese aveva soppresso informazioni circa l’epidemia e il sistema di allarme cinese non aveva funzionato.

La nostra indagine rivela che nessuna di queste tesi è vera. Non ci sono prove che il governo cinese abbia sistematicamente soppresso informazioni; c’è solo la prova che alcuni medici sono stati redarguiti dai loro ospedali o dalla stazione di polizia locale per aver divulgato informazioni al pubblico e non aver invece seguito i protocolli stabiliti. Non c’è neppure alcuna prova che il sistema cinese di notifica diretta sia stato difettoso; invece c’è solo prova che il sistema, come ogni sistema, non ha potuto facilmente calibrarsi a epidemie ignote o non classificate.

Il sistema sanitario cinese, come altri sistemi, ha una procedura rigorosa per notificare cose quali emergenze di assistenza sanitaria. Il personale medico riferisce all’amministrazione del proprio ospedale che poi riferisce ai vari livelli del CDC e alla Commissione sanitaria; possono anche utilizzare il sistema di notifica diretto basato su Internet. Non c’è voluto molto al personale medico per riferire il problema e ancor meno tempo perché una squadra d’indagine di alto livello arrivasse a Wuhan. Questo è ciò che la nostra inchiesta ha scoperto.

 

Il governo cinese ha soppresso informazioni?

La dottoressa Zhang Jixian, direttrice della Medicina Respiratori e Critica presso l’Ospedale Provinciale di Medicina Integrata Tradizionale Cinese e Occidentale di Hubei ha visitato il 26 dicembre una coppi anziana. I loro disturbi l’hanno preoccupata. Ha organizzato tomografie computerizzate del polmone del figlio della coppia che altrimenti pareva sano; il risultato, tuttavia, “mostrava opacità a vetro smerigliato”. Incerta circa le cause la dottoressa Zhang ha riferito la situazione a Xia Wenguang, il vicepresidente dell’ospedale nonché di altri dipartimenti dell’ospedale; l’ospedale ha prontamente informato Centro per il Controllo e la Prevenzione della Malattie distrettuale di Jianghan. Ciò ha avuto luogo nel giro di 24 ore.

Altri pazienti sono arrivati all’Ospedale Provinciale di Hubei il 28 e 29 dicembre. I medici ancora non sapevano altro che questi pazienti presentavano sintomi di polmonite e che avevano considerevoli danni polmonari. E’ divenuto chiaro per loro che l’immediata localizzazione della diffusione del virus era il Mercato Ittico Cinese Meridionale. Il 29 dicembre, mentre i casi aumentavano, il vicepresidente dell’ospedale Xia Wenguang ha riferito direttamente al dipartimento di controllo delle malattie delle Commissioni Sanitarie provinciale e municipale. Quel giorno le Commissioni Sanitarie municipale e provinciale hanno istruito il CDC di Wuhan, l’Ospedale Jinyntan e il CDC distrettuale di Jianghan di visitare l’Ospedale Provinciale di Hubei per un’indagine epidemiologica. Il 31 dicembre un gruppo di esperti della Commissione Sanitaria Nazionale è arrivato a Wuhan da Pechino. In altre parole dirigenti sono arrivati da Pechino nel giro di cinque giorni dai primi segnali di un problema.

Il giorno precedente l’arrivo del gruppo di esperti da Pechino un medico – la dottoressa Ai Fen – ha manifestato la sua frustrazione per il virus misterioso con alcuni compagni di studi della scuola di medicina. La dottoressa Ai Fen ha visto il rapporto di un test di polmonite non identificata. Ha fatto un cerchio in rosso sulle parole “coronavirus SARS”, lo ha fotografato e lo ha passato ai suoi compagni di studi della scuola medica. Il rapporto si è diffuso tra medici di Wuhan, tra cui il dottor Li Wenliand (un membro del Partito Comunista) e sette altri dottori in seguito redarguiti dalla polizia. Il 2 gennaio il capo del Dipartimento di Supervisione dell’Ospedale Centrale di Wuhan ha avvertito la dottoressa Ai Fen di non diffondere informazioni fuori dai canali dell’ospedale.

Le reprimende ricevute da questi medici sono offerte come prova di soppressione di informazioni riguardo al virus. Non è logico. Le reprimende hanno avuto luogo agli inizi di gennaio. Il 31 dicembre una squadra di alto livello era arrivata da Pechino e quel giorno l’OMS era stata informata; il CDC cinese e l’OMS erano stati informati prima che questi due medici fossero redarguiti.

Il 7 febbraio 2020 la Commissione Nazionale di Supervisione ha deciso di inviare una squadra d’indagine a Wuhan per studiare la situazione. Il 19 marzo 2020 la squadra ha pubblicato i risultati della sua indagine e ha tenuto una conferenza stampa per condividere i propri risultati. In conseguenza dell’indagine l’Ufficio di Pubblica Sicurezza di Wuhan ha diffuso una circolare per revocare la lettera di richiamo trasmessa al dottor Li Wenliang. Il 2 aprile il dottor Li Wengliang e 13 altri deceduti nella lotta contro il virus sono stati onorati dal governo come martiri (si tratta del massimo onore riconosciuto ai propri cittadini dal Partito Comunista e dalla Repubblica Popolare Cinese).

Non ci sono prove che dirigenti locali abbiano temuto di riferire l’epidemia a Pechino. Non ci sono prove che ci siano voluti “rivelatori”, come ha scritto il New York Times, per gettare luce sul problema. La dottoressa Zhang non è stata una talpa; ha rispettato il protocollo stabilito, che ha fatto sì che l’informazione fosse passata all’OMS nel giro di giorni.

 

Il sistema cinese di preallarme

A metà novembre 2002 un’epidemia di SARS è scoppiata a Foshan, provincia di Guangdong, Cina. I medici non hanno potuto comprendere facilmente che cosa stesse succedendo. Alla fine, a metà febbraio, il Ministero della Sanità cinese ha scritto una e-mail all’ufficio di Pechino dell’OMS “descrivendo ‘una strana malattia contagiosa’ che ha ‘già fatto morire più di 100 persone’” in una settimana. Anche citata nel messaggio è stata “un sensazione di ‘panico’, attualmente, in cui le persone stanno svuotando le scorte farmaceutiche di ogni farmaco ritengono possa proteggerle”. Ci sono voluti otto mesi per contenere l’epidemia di SARS.

Nel suo seguito il governo cinese ha creato una sistema di notifica diretto per cogliere qualsiasi emergenza sanitaria prima che finisca fuori controllo. Il sistema funziona benissimo per malattie infettive chiaramente definite. Il dottor Hu Shanlian, un docente di economia sanitaria presso l’Università Fudan, descrive due di tali incidenti. Come parte del gruppo di esperti per lo sradicamento della polio, la sua squadra ha scoperto due casi di polio a Qinghai. Il governo locale ha riferito i casi al governo centrale e ha avviato una vaccinazione d’emergenza e ha anche dato ai bambini un vaccino su zollette di zucchero per controllar efficacemente la poliomielite importata. Riferisce anche dei due casi di peste a Pechino arrivati dalla Regione Autonoma della Mongolia Interna. “Malattie come queste”, ha scritto, “possono essere rapidamente recepite dal sistema di notifica diretto”.

Malattie ben note come la polio e la peste possono essere facilmente inserite in un sistema di preallarme. Ma se i medici sono confusi dal virus, il sistema non può funzionare facilmente. La dottoressa Ai Fen aveva trasmesso alcuni dati clinici ai suoi colleghi, ha affermato che il sistema di notifica diretto è molto efficiente se la malattia è comune, come l’epatite o la tubercolosi.  “Ma questa volta era ignota”, ha detto. La dottoressa Zhang Wenhong di Shangai ha detto che il sistema di notifica diretto “è più potente di quella della maggior parte dei paesi del mondo per patogeni noti [come MERS, H1N1] o patogeni che non si diffondono rapidamente e hanno una trasmissione umana limitata [come H7N9]”. Se si trovano di fronte un virus nuovo, il personale medico e il sistema di notifica diretto sono sconcertati.

Il modo più efficace di procedere quando non c’è chiarezza riguardo all’infezione consiste nell’informare il dipartimento di controllo delle malattie dell’ospedale. Questo è esattamente ciò che ha fatto la dottoressa Zhang Jixian e il suo superiore, il capo dell’ospedale, ha contattato il CDC locale, che ha contattato il CDC nazionale e la Commissione Sanitaria Nazionale cinese. Nel giro di cinque giorni dall’allarme della dottoressa Zhang l’OMS è stata informata di un virus misterioso a Wuhan.

Dal 21 gennaio l’OMS ha diffuso un bollettino quotidiano della situazione. Il primo evidenzia gli eventi dal 31 dicembre al 20 gennaio. La prima voce dell’elenco puntato di tale bollettino afferma che il 31 dicembre l’Ufficio Nazionale Cinese dell’OMS era stato informato che c’erano “casi di polmonite di eziologia ignota [causa ignota] individuati a Wuhan City, provincia cinese di Hubei”. Le autorità cinesi hanno isolato un nuovo tipo di coronavirus il 7 gennaio e poi il 12 gennaio hanno condiviso la sequenza genetica del nuovo coronavirus per l’uso nello sviluppo di kit diagnostici. Informazione precise circa la forma di trasmissione del virus non sarebbero arrivate che successivamente.

Il sistema di notifica diretto è stato aggiornato il 24 gennaio 2020 con le informazioni circa il nuovo coronavirus. Ora ha appreso dall’esperienza.

 

Fatti e ideologia

Il senatore della Florida Marco Rubio ha accusato l’OMS di “servilismo nei confronti del Partito Comunista Cinese”. Ha scritto che gli Stati Uniti apriranno “inchieste sul processo decisionale inaccettabilmente lento dell’OMS su dichiarare o meno una pandemia globale e su come la Cina ha compromesso l’integrità dell’OMS”. I fondi degli Stati Uniti all’OMS sono a rischio. Caratteristicamente, Rubio non ha offerto alcun fatto.

L’OMS è stata lenta nel dichiarare una pandemia globale? Nel 2009, il primo caso noto di H1N1 è stato individuato in California il 15 aprile; l’OMS ha dichiarato una pandemia globale l’11 giugno, due mesi dopo. Nel caso del SARS-CoV-2 i primi casi noti sono stati individuati nel gennaio del 2020; l’OMS ha dichiarato una pandemia globale l’11 marzo, un mese e mezzo più tardi. Nel frattempo l’OMS ha inviato squadre d’indagine a Wuhan (20 e 21 gennaio) e a Pechino, Guangdong, Sichuan e Wuhan (16-24 febbraio); la loro indagine, prima della dichiarazione, è stata completa. L’arco temporale della dichiarazione dell’OMS è simile, persino più rapido nel 2020 rispetto al 2008.

Che si tratti del New York Times o di Marco Rubio, c’è un’urgenza di concludere che il governo cinese e la società cinese hanno la responsabilità della pandemia globale e che i loro fallimenti non solo hanno compromesso l’OMS, ma hanno causato la pandemia. I fatti diventano irrilevanti. Ciò che abbiamo mostrato in questo articolo è che non c’è stata né soppressione volontaria dei fatti, né timore dei dirigenti locali di riferire a Pechino; né in effetti il sistema è stato fallimentare. L’epidemia di coronavirus è stata misteriosa e complessa e i medici e le autorità cinesi hanno appreso frettolosamente che cosa stava succedendo e hanno poi preso – in base ai fatti disponibili – decisioni razionali.

(Questa è la seconda parte di una serie di tre, che sarà interamente disponibile qui).

Questo articolo è stato prodotto da Globetrotter, un progetto dell’Independent Media Institute.

Vijay Prashad è uno storico, editore e giornalista indiano. Scrive ed è capo corrispondente per Globetrotter, un progetto dell’Independent Media Institute. E’ caporedattore di LeftWord Books e direttore di Tricontinental: Institute for Social Research. Ha scritto più di venti libri, tra cui The Darker Nations: A People’s History of the Third World (The New Press, 2007), The Poorer Nations: A Possible History of the Global South (Verso, 2013), The Death of the Nation and the Future of the Arab Revolution (University of California Press, 2016) e Red Star Over the Third World (LeftWord, 2017).

Du Xiaojun lavora da traduttore e vive a Shanghai. La sua ricerca è su relazioni internazionali, comunicazione interculturale e linguistica applicata.

Weiyan Zhu e un’avvocatessa che vive a Pechino. Si interessa di temi sociali e politici.

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/how-china-learned-about-sars-cov-2-in-the-weeks-before-the-global-pandemic/

Originale: Independent Media Institute

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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