Medici e farmaci cubani per soccorrere il mondo dal COVID-19

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di Jurgen T. Steinmetz – 16 marzo 2020

Mentre la prima sperimentazione clinica di un vaccino per il coronavirus è iniziata oggi negli Stati Uniti, Cuba può aver già sviluppato un farmaco riuscito in grado di curare il COVID-19. Il mondo occidentale è stato lento nel riconoscere il potenziale che questa piccola nazione caraibica sta offrendo alla maggiore sfida affrontata dal mondo da molto tempo a questa parte.

E’ quasi un miracolo che Cuba abbia solo quattro infezioni attive, ma non gravi, di coronavirus. Nessuno è ancora morto a Cuba per un’infezione da coronavirus. I malati  a Cuba includono tre turisti italiani e un cittadino cubano con dozzine di altri in quarantena per precauzione con casi sospetti ma non confermati in quarantena.

Il paese comunista caraibico è stato uno degli ultimi nelle Americhe e nei Caraibi e riferire la presenza dell’infezione nel suo territorio.

Medici cubani sono in prima linea, al punto che sono sempre stati mandati dal loro governo in tutto il mondo a reagire a emergenze sanitarie. Ad esempio, pensiamo all’emergenza dell’Ebola in Africa Occidentale nel 2013.

Il Ministero della Sanità cubano stima che dagli anni Sessanta a oggi i suoi medici siano stati attivi in sino a 600.000 missioni in 164 paesi. Molti di loro sono tuttora attivi in 67 paesi, specialmente paesi africani e latino-americani.

Radio Havana Cuba è l’emittente ufficiale internazionale del governo. Si può ascoltare in molti parti del mondo, Stati Uniti compresi. La stazione ha riferito su farmaci già sviluppati a Cuba in grado di curare il virus. Questa notizia è stata pubblicata anche sul Morning Star News in Gran Bretagna, in Cina e su Cuba News.

Oggi l’ambasciata cubana di Roma, Italia, ha sottolineato l’offerta dell’Organizzazione per l’Amicizia Italia-Cuba (ANAIC) e del Coordinatore Nazionale dei Residenti Cubani in Italia (CONACI) che hanno fatto telefonate separate ad autorità italiane per valutare la possibilità di richiedere un contributo da Cuba, con personale medico e l’antivirale cubano Interferon Alfa 2B che è stato usato con successo contro il COVID-19 in Cina.

Secondo notizie dalla Cina, l’Alfa 2B ha contribuito considerevolmente ha ridurre al minimo la diffusione del virus.

Giulio Gallera, Assessore alla Sanita e al Benessere della regione Lombardia in Italia, ha informato pubblicamente sabato 14 marzo 2020 che aveva richiesto assistenza medica da Cuba. Il consolato cubano ha risposto affermando: “E’ mio dovere confermare che abbiamo effettivamente ricevuto una lettera dal signor Gallera, che formalizza la richiesta di avere personale cubano specializzato nella gestione di malattie contagiose. Questa lettera è stata debitamente inviata dall’ambasciata cubana in Italia alle competenti autorità cubane, con cui restiamo in contatto a questi fini”.

L’industria farmaceutica cubana è pronta a trattare migliaia di potenziali pazienti di COVID-19 sull’isola, secondo Eduardo Martinez, presidente del BioCubaFarma Business Group.

Martinez ha spiegato venerdì a una conferenza stampa che 22 farmaci prodotti a Cuba fanno parte del protocollo ideato sull’isola per affrontare l’epidemia di coronavirus di cui, ha detto: “Ne abbiamo per la cura di migliaia di persone e stiamo preparandoci ad aumentare considerevolmente la produzione di quelli con minor copertura”.

Nei Caraibi, Giamaica, St. Kitts and Nevis e St. Vincent e le Grenadine hanno annunciato che richiederanno, o hanno già richiesto, assistenza medica ai loro omologhi cubani.

Il primo gruppo di 21 infermiere specializzate arriverà in Giamaica il 24 marzo per rafforzare la capacità del sistema sanitario di far fronte al coronavirus (COVID-19).

“Stiamo cercando di ottenere circa 100 altre infermiere specializzate nel sistema, concentrate principalmente nelle unità altamente intensive o ICU (unità di cure intensive)”, ha dichiarato il Ministro della Sanità e del Benessere, dottor Christopher Tufton, a St. Lucia News.

Il ministro, che stava parlando a una conferenza stampa il 13 marzo presso l’Ufficio del Primo Ministro, ha detto che gli sviluppi seguono discussioni con il governo cubano.

Terrance Drew, un esperto della sanità del Partito Laburista di St. Kitts e Nevis (SKNLP) ha affermato che vuole chiedere alle autorità cubane “aiuto per creare un’infrastruttura e un piano per curare le persone che finiranno contagiate”.

eTurboNews ha contattato l’onorevole Ministro del Turismo della Giamaica, Edmund Bartlett, per suoi commenti, ma ancora non c’è stata alcuna risposta. Bartlett è anche capo del Global Resilience and Crisis Management con sede in Giamaica.

Nel frattempo la frustrazione cresce in Italia:

“Ancora una volta la maggiore solidarietà e contributo vengono da paesi socialisti. E questo mentre l’Unione Europea e completamente disorganizzata di fronte a questa emergenza (al punto di non avere una politica comune in materia) e non sta facendo nulla di serio a favore del nostro paese. L’Italia sta ricevendo molti meno fondi rispetto a Spagna, Polonia e Ungheria, pur essendo sinora il paese più colpito”.

L’industria farmaceutica cubana ha garantito sabato la produzione di 22 farmaci usati per la cura del coronavirus COVID-19, specialmente l’Interferon Alpha 2B che si è dimostrato molto efficace nel combattere la malattia.

Il farmaco cubano potrebbe curare migliaia di pazienti di coronavirus.

Il presidente del gruppo BioCubaFarma , Eduardo Martinez, ha spiegato che la repubblica isolana ha sviluppato 22 farmaci destinati a essere usati per contenere l’epidemia.

Sinora è noto che uno dei farmaci prodotti da Cuba, l’Interferon B, è riuscito a curare efficacemente più di 1.500 pazienti del coronavirus e che è uno dei farmaci scelti dalla Commissione Sanitaria Nazionale cinese per combattere l’affezione respiratoria.

E’ stato sviluppato inizialmente nel 1986 da una squadra di ricercatori del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) e introdotto nel sistema sanitario cubano.

Martinez ha descritto l’Interferon B come “il prodotto bandiera dell’insieme di farmaci cubani” con il farmaco sviluppato sia a Cuba sia in Cina in una joint venture come parte di un accordo tra i paesi socialisti.

Ha detto che il farmaco potrebbe anche essere esportato in altri paesi per contribuire a contenere la diffusione del virus e a curare coloro che ne mostrano sintomi.

Il direttore del CIGB, Eulogio Pimental, ha affermato di avere scorte sufficienti che “sarebbero equivalenti alla cura praticamente di tutti i casi infetti verificatisi in Cina”, dove più di 80.000 persone sono state contagiate.

Cuba ha inviato una squadra di medici e di forniture di Inteferon B in Italia, dove sta lavorando accanto a esperti cinesi per contribuire a combattere e contenere l’epidemia di coronavirus COVID-19.

L’Interferone Ricombinante Umano Alpha 2B, prodotto a Cuba, nonché un altro gruppo di farmaci, fa parte del protocollo per curare i pazienti di questa malattia e le complicazioni che potrebbero insorgere.

Martinez Diaz ha assicurato che il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) ha “tutte le capacità di fornire questo antivirale al sistema sanitario nazionale”.

Cuba ha fornito il farmaco, che è prodotto con tecnologia cubana presso la joint venture Changchun Heber Biological Technology, con sede a Jilin, Cina.

E’ attualmente utilizzato per personale vulnerabile e di assistenza sanitaria come misura preventiva, nonché in pazienti con COVID-19, sotto forma di nebulizzazione, poiché è la via più rapida per raggiungere i polmoni e agire nelle fasi iniziali dell’infezione, hanno evidenziato i dirigenti.

In relazione a questo farmaco terapeutico la vicedirettrice del CIGB, Marta Ayala Avila, ha spiegato che gli interferoni sono molecole prodotte dallo stesso organismo in reazione ad attacchi virali, rendendole la prima reazione organica del sistema immunitario per combattere la malattia.

Anche in precedenti epidemie del coronavirus – SARS nel 2002 e MERS nel 2012 – gli interferoni sono stati utilizzati per la cura e il trattamenti dei contagiati.

Studi pubblicati successivamente hanno mostrato che questi virus, anziché indurre la creazione di interferone nell’organismo, riducono la produzione di queste molecole; di qui l’efficacia del farmaco nel trattare il COVID-19.

Il direttore generale Eulogio Pimentel Vazquez ha dichiarato ai media di avere una scorta del prodotto che sarebbe equivalente alla quantità necessarie per trattare il totale dei contagiati verificatisi in Cina.

Le informazioni sono state raccolte da numerose fonti cubane, cinesi, giamaicane, italiane e britanniche e non tutte quanto citato in questo articolo ha potuto essere confermato indipendentemente da eTurboNews.

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://www.eturbonews.com/567170/could-cuba-save-italy-and-the-world-from-coronavirus/

Traduzione di Giuseppe Volpe

 

 

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