Dopo il massacro di Hanau, basta con il terrorismo di destra in Germania!

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Candele e fiori alla porta di Brandeburgo il 20 febbraio 2020 durante una veglia per le vittime delle uccisioni nella città di Hanau (Foto AP Photo / Markus Schreiber)

di Peter Schwarz – 21 febbraio 2020

Un terrorista estremista di destra mercoledì sera ha aperto il fuoco e ucciso nove persone nella città tedesca di Hanau nello stato dell’Assia. Ha ferito altre sei persone, una gravemente. Il massacro si è verificato in due bar di narghilè prevalentemente frequentati da immigrati. Agenti di polizia hanno più tardi trovato lo sparatore e sua madre morti nel suo appartamento.

Il presunto sparatore è Tobias R., un quarantatreenne cresciuto a Hanau e che studiava economia a Bayreuth. In un documento di 24 pagine in cui riconosceva la sua colpevolezza, pubblicato in rete prima dell’aggressione, R. ha manifestato “una mentalità profondamente razzista”, ha dichiarato alla stampa il procuratore federale inquirente Peter Frank.

Nel testo l’autore si dichiara sostenitore del presidente statunitense Donald Trump. Valuta se la “distruzione totale” di interi stati in una guerra futura sarebbe legittima. Ipotizza quale parte dei tedeschi sia “di razza pura e di valore” e sviluppa piani di genocidio che si spingono persino oltre quelli di Adolf Hitler. Elenca più di una dozzina di stati le cui popolazioni egli ritiene debbano essere cancellate, compresa metà dell’Asia, vari popoli del Nordafrica e Israele.

In termini del numero di vittime, il massacro di Hanau è il più vasto attacco terroristico in Germania dopo l’attentato del 1980 all’Oktoberfest, che fu anch’esso attuato da estremisti di destra. E’ solo il più recente di una serie di attacchi assassini estremisti di destra in Germania:

  • Tra il 2000 e il 2006 il gruppo terrorista Nazionalsocialisti Clandestini (NSU) ha assassinato nove immigrati e un agente di polizia;
  • Il 22 luglio 2016 il diciottenne estremista di destra David Sonboly ha ucciso nove persone a Monaco;
  • Il 2 giugno 2019 un neonazista noto alla polizia ha assassinato Walter Luebke, il presidente del distretto di Kassel, Assia;
  • Il 9 ottobre 2019 settanta partecipanti a un funzione dello Yom Kippur sono a malapena sfuggiti a un massacro; lo sparatore, Stephan Balliet, ha colpito due passanti dopo non essere riuscito a farsi strada a forza nella sinagoga;
  • Lo scorso fine settimana la polizia ha incarcerato dodici uomini accusati di pianificare massacri simultanei in moschee di tutto il paese.

Rappresentanti del governo e partiti parlamentari hanno espresso il loro orrore e la loro incredulità per l’aggressione. Quale ipocrisia! Gli stessi politici che hanno versato lacrime di coccodrillo per questa aggressione hanno creato il clima ideologico e politico per il terrorismo estremista di destra. Se il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) opera da braccio politico dei terroristi di destra, allora i servizi di spionaggio interno operano da loro braccio statale, attivato dal governo della grande coalizione. L’aggressione di Hanau si è verificata solo due settimane dopo che un presidente del consiglio dei ministri è stato insediato nello stato vicino della Turingia, per la prima volta dopo la Seconda guerra mondiale, con i voti di un partito di estrema destra: l’AfD.

Come ha osservato persino il New York Times, ciò ha costituito una “eccezionale vittoria” per l’estrema destra. “I centristi e l’estrema destra condividono argomenti centrali sull’immigrazione. Condividono quello che percepiscono come un nemico comune nella sinistra. E oggi, per la prima volta da decenni, condividono persino un governatore”, ha commentato il giornale.

Diversamente dagli ultimi giorni della Repubblica di Weimar, non c’è oggi in Germania una base di massa di sostegno a un movimento fascista. La schiacciante maggioranza della popolazione, soprattutto i giovani, considera i politici dell’AfD con disprezzo e indignazione. Il partito estremista di destra si affida a maggior ragione al forte sostegno dell’esercito, della polizia e dell’apparato statale da cui sono tratti molti dei suoi elettori e membri, e di partiti consolidati da cui è emersa la maggioranza della dirigenza dell’AfD. La sua ascesa alla parte dominante della politica tedesca è la conseguenza di una cospirazione politica dell’élite dominante.

Con la sua decisione di proseguire la grande coalizione nel 2017 il Partito Socialdemocratico (SPD) ha consapevolmente scelto di rendere l’AfD l’opposizione ufficiale, anche se l’AfD ha ottenuto solo il 12,6 per cento dei voti nelle ultime elezioni federali. Da allora il partito di estrema destra si è interamente integrato nel lavoro del parlamento, anche essendo nominato alla guida di diverse commissioni parlamentari chiave. La grande coalizione ha adottato la politica dell’AfD sui profughi e sta perseguendo un programma di militarismo e di attacchi alla spesa sociale e al tenore di vita dei lavoratori che possono essere imposti solo con metodi fascisti, cioè con il sostegno dell’AfD per spezzare la resistenza della popolazione.

Al tempo stesso l’AfD riceve sostegno e consiglio dalle agenzie dello spionaggio. L’ex presidente dell’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione (Verfassunsschutz), dell’agenzia federale di spionaggio interno, Hans-Georg Maassen, è oggi un aperto sostenitore dell’AfD. Il Verfassungsschutz dirige e finanzia, con l’assistenza di una rete di informatori, reti di estrema destra con legami con l’esercito e la polizia. Diverse dozzine di tali informatori sono state attive nell’ambiente del solo NSU.

Mentre la grande coalizione e i suoi servizi segreti incoraggiano la crescita dell’estrema destra e le concedono campo libero, conducono una dura lotta contro la sinistra. Dal 2018 il Rapporto del Verfassungsschutz della grande coalizione ha inserito il Partito Socialista dell’Uguaglianza (Sozialistische Gleichheitspartei) come “oggetto di sorveglianza” perché conduce una lotta irreconciliabile contro l’AfD, l’imperialismo tedesco e i suoi partiti politici, e promuove un programma socialista anticapitalista.

Ideologicamente è stata aperta la strada all’AfD e alle reti di estrema destra riscrivendo la storia nelle università e banalizzando i crimini nazisti. Un ruolo centrale in ciò è stato svolto dal professore dell’Università Humboldt Jörg Baberowski, che ha affermato che Hitler “non era malvagio” e che “non voleva sapere nulla riguardo ad Auschwitz”. Baberowski stesso fa parte di una rete estremista di destra. Elogia le dittature come “ordini alternativi” e descrive le aggressioni terroristiche contro i profughi come “relativamente innocue”.

Tre settimane fa Baberowski ha aggredito fisicamente uno studente universitario dopo che questi aveva visto il professore strappare manifestini elettorali dei Giovani e Studenti Internazionali per l’Uguaglianza Sociale. Anche se l’incidente era stato documentato in un video, la presidente dell’Università Humboldt, Sabine Kunst (SPD), ha difeso il professore estremista di destra e ha persino detto che riteneva comprensibile il suo comportamento. Anche il governo federale ha appoggiato Baberowski.

In queste condizioni le aggressioni terroristiche estremiste di destra come quella di Hanau non sono solo possibili, bensì inevitabili. Sono il prodotto dell’agitazione contro i profughi e del maligno anticomunismo e militarismo capeggiati dalla grande coalizione e appoggiati da tutti i partiti parlamentari.  Il loro obiettivo consiste nel ripristinare ancora una volta il fascismo come forza politica in Germania, in modo da reprimere la crescente resistenza sociale e politica della popolazione.

Il mantra ufficiale che lo sparatore di Hanau sia un “cane sciolto” è assurdo. Le reti di estrema destra godono di stretti legami con la polizia, l’esercito e i servizi segreti. Mantengono liste di morte con decine di migliaia di nomi e sono in grado di operare virtualmente senza ostacoli.

Dopo l’assassinio di Luebcke la teoria del cane sciolto è servita a cancellare la misura delle attività terroristiche di estrema destra. Oggi si sa che il presunto assassino, Stefan Ernst, un neonazista con una storia criminale, e il suo complice, Markus H., erano impegnati in politiche di estrema destra per molti anni e avevano stretti contatti con il Verfassungsschutz. I documenti che potrebbero fare chiarezza su questo sono stati chiusi a chiave per quarant’anni.

Dopo gli eventi in Turingia, il WSWS ha avvertito nella sua Prospettiva: “Si suoni l’allarme! Cospirazione politica e resurrezione del fascismo in Germania”, “La situazione politica in Germania richiede l’attenzione della classe lavoratrice europea, americana e internazionale. Alla luce della storia del ventesimo secolo è impossibile adottare un atteggiamento compiacente nei confronti del ritorno del neonazismo in Germania”.

 

Tale avvertimento è stato confermato nel giro di giorni. L’aggressione di Hanau conferma la conclusione da noi tratta che come “in tutto il mondo, un processo di radicalizzazione politica è in corso in Germania”. Proseguivamo: “Gli eventi in Turingia, che hanno impressionato il pubblico, accelereranno questo processo”.

Il Sozialistische Gleichheitspartei sollecita proteste contro il fatto che l’estrema destra sia estesa e armata con una chiara prospettiva politica. E’ ora di por fine alla cospirazione politica della grande coalizione, dell’apparato dello stato e dell’estrema destra. Il Verfassungsschutz va sciolto e il sorveglianza e la persecuzione di gruppi di sinistra devono terminare immediatamente.

Fermiamo il ritorno della Germania a una politica estera militarista aggressiva! Sì a un programma socialista contro il fascismo e la guerra!

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://www.wsws.org/en/articles/2020/02/21/pers-f21.html

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons

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