L’annullamento di un processo è un altro colpo per il golpe in Venezuela

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Difensori dell’ambasciata (da sinistra a destra: David Paul, Margaret Flowers, Adrienne Pine, Kevin Zeese) all’esterno del tribunale il 13 febbraio 2020 – Foto di Martha Allen

di Kevin Zeese e Margaret Flowers – 19 febbraio 2020

La settimana scorsa noi, insieme con Adrienne Pine e David Paul, processati senza successo dall’amministrazione Trump per aver protetto l’ambasciata venezuelana di Washington, D.C., dal 10 aprile al 16 maggio 2019. La giuria non è riuscita a raggiungere una decisione unanime e così restiamo innocenti dell’accusa di aver interferito con le funzioni protettive del Dipartimento di Stato USA. La giudice ha dichiarato il processo nullo. E’ stata una vittoria parziale e apprezziamo molto i giurati che sono stati in grado di vedere oltre la nube di disinformazione nell’aula e hanno votato per assolverci.

Il giorno in cui il nostro processo era iniziato, Juan Guaido era tornato in Venezuela dove è stato molestato e aggredito fisicamente da dimostranti. E’ incapace di dominare il sostegno in patria persino dell’opposizione. La farsa presidenziale di Guaido sta svanendo, ma gli Stati Uniti non hanno rinunciato alla loro campagna per il cambiamento di regime in Venezuela. Sono imposte nuove sanzioni e ci sono stati recenti attacchi di sabotaggio nel paese che assomigliano a quelli appoggiati dagli USA in altri paesi per causare disordini e discordia. Da Cittadini dell’Impero dobbiamo continuare a opporci all’intervento statunitense in altri paesi.

 

Confusione nell’aula dove sono state raccontate bugie e la verità non ha potuto essere udita

Dopo il processo, metà della giuria è rimasta a rispondere a domande di avvocati e della giudice. Quella che è spiccata dalle loro risposte è stata la confusione. Le informazioni ascoltate in aula erano incomplete, il che rendeva difficile capire che cosa fosse successo. Una causa principale di confusione è stata che la testimonianza nel processo è stata limitata ai tre giorni dal 13 maggio, quando era stata notificata una violazione di domicilio, al  16 maggio, quando si erano verificati gli arresti. Non è stato permesso che ai giurati fossero raccontati i 37 giorni interi in cui eravamo stati nell’ambasciata e quando a volte di stavano più di settanta persone. Loro chiedevano: perché eravate là in quei tre giorni? Perché ci siete andati in maggio, quando il nuovo presidente, Juan Guaido, era salito al potere a gennaio? La riuscita manipolazione della giudice Howell da parte dell’accusa affinché limitasse le testimonianze a quei tre giorni, aveva creato confusione nei giurati perché la vicenda non aveva senso.

Naturalmente Juan Guaido non è mai salito al potere. Non è stato presidente neppure per un nanosecondo. Quando questo cosiddetto ‘presidente’ è tornato in Venezuela, dopo un giro in Europa patrocinato dagli Stati Uniti, l’agente della dogana gli ha ritirato il passaporto e ha spiegato che aveva violato la legge lasciando il paese. A nessun presidente reale un agente della dogana avrebbe potuto ritirare il passaporto.

Guaido non è stato ben accolto quando ha attraversato l’aeroporto ed è uscito in strada. E’ stato circondato da dimostranti che lo hanno definito ‘traditore’ e ‘assassino’ e lo hanno cacciato dall’aeroporto. Erano arrabbiati in parte perché durante il suo viaggio Guaido aveva chiesto maggiori sanzioni, che hanno abbreviato la vita di più di 40.000 venezuelani, e in passato ha persino chiesto un attacco militare statunitense contro il suo paese. E’ evidente che è odiato dal popolo venezuelano mentre persino l’opposizione non ha appoggiato la sua rielezione a presidente dell’Assemblea Nazionale. Non solo non è presidente, ma non è nemmeno il leader dell’opposizione politica al presidente Maduro.

Nel tribunale, a causa di un’anomalia della legge statunitense, alla giuria è stato detto che Juan Guaido era il presidente. Anche se molti hanno criticato la giudice Beryl Howell per tale decisione, in realtà lei stava riflettendo la legge statunitense che afferma che il presidente decide chi gli Stati Uniti riconoscono come il leader di un governo straniero. Questa è una questione politica che i tribunali non possono capovolgere. La giudice Howell ha cercato di mantenere la politica fuori dall’aula, ma non è stato possibile. Prendere nota giuridica che Guaido è ‘presidente’ quando nel mondo reale non lo è, ha reso questo un caso politico basato su falsità.

La giudice ha spiegato che “le elezioni hanno conseguenze” perché assegnano questo e altri poteri al presidente. Il commento della giudice Howell è stato ironico per i venezuelani perché anche loro hanno elezioni, come è avvenuto nel maggio del 2018 quando il presidente Maduro ha conquistato il 67 per cento in una gara tra cinque candidati. Quelle elezioni hanno avuto più di 300 osservatori elettorali internazionali che hanno concluso che avevano soddisfatto tutte le condizioni delle elezioni democratiche secondo la legge internazionale. Kevin Zeese è stato in Venezuela per esse e ha riferito che si è trattato di elezioni ben condotte e di molto superiori a molte elezioni statunitensi, specialmente il caucus dello Iowa!

In parte a causa dei limiti posti a ciò che potevamo dire in aula, nessuno dei difensori dell’ambasciata ha testimoniato. Le regole preprocessuali della giudice determinavano che non potevamo raccontare la verità intera e rendevano difficile testimoniare senza essere accusati di oltraggio alla corte, una situazione che Alan Macleod ha descritto come “kafkiana”. I nostri legali, Michael Satin, John Zwerling, Bill Welch e Heather Shaner, hanno costruito la nostra difesa sul loro eccellente controinterrogatorio di tre testimoni governativi. Dopo che il governo aveva presentato il suo caso, la difesa ha rinunciato a chiamare testimoni.

Anche se speriamo che l’accusa non ci processi di nuovo perché siamo innocenti delle accuse contro di noi, ci stiamo preparando a una seconda incriminazione. E’ stata una vittoria avere una giuria sospesa in un simile contesto manipolato, ma non siamo ancora liberi. Speriamo che l’amministrazione Trump comprenda che incriminarci di nuovo sarà considerato dal mondo come un’ulteriore prova dell’ingiustizia statunitense. Un altro processo alza l’asticella per gli USA, poiché l’assoluzione o un secondo processo nullo sarà ulteriore prova del colpo di stato fallito. Come abbiamo sempre sperato, il nostro obiettivo è che gli Stati Uniti e il Venezuela sviluppino relazioni positive basare sul mutuo rispetto della sovranità e della legge internazionale.

 

Il Venezuela continua a resistere al cambiamento di regime statunitense

La farsa statunitense di dichiarare che Guaido è il presidente e il rifiuto della giudice di contestare tale finzione hanno conseguenze pericolose e mortali. Gli Stati Uniti hanno violato leggi internazionali quando hanno fatto irruzione nell’ambasciata venezuelana di Washington, D.C., e l’hanno consegnata ai leader di un colpo di stato fallito. Gli Stati Uniti hanno segnalato ad altri paesi che secoli di prassi che difendevano l’inviolabilità delle ambasciate non contano più. Hanno anche segnalato che non contano le elezioni. Gli Stati Uniti ritengono di poter decidere chi sia il leader di un altro paese e di poter consegnare i beni di quel paese a chiunque desiderino.

L’Assemblea Nazionale venezuelana sta attualmente indagando Juan Guaido, particolarmente il suo sostegno da parte degli Stati Uniti e il furto di beni del Venezuela. A Guaido è già stato vietato di recarsi fuori dal Venezuela per ricevere denaro da paesi stranieri, una restrizione che ha ignorato più volte. Guaido ha anche violato la Costituzione venezuelana affermando di essere presidente, un potere che esiste solo quando il presidente e il vicepresidente eletti non sono in grado di adempiere i loro compiti. Nel caso in cui al presidente dell’assemblea nazionale è richiesto di intervenire da presidente, devono esserci elezioni per un nuovo presidente entro trenta giorni.

Guaido è accusato di aver ricevuto sostegno finanziario da Alejandro Betancourt, che è incriminato negli Stati Uniti per aver riciclato miliardi di dollari. Betancourt è cugino di Leopoldo Lopez, il capo del partito di destra Volontà Popolare. Lopez è stato condannato per aver incitato alla violenza ed è fuggito l’anno scorso per cercare asilo nell’ambasciata spagnola. E’ stato scoperto recentemente che Rudolph Giuliani ha incontrato il padre di Guaido e altri in Spagna e poi ha incontrato il Dipartimento della Giustizia USA per chiedere clemenza per Betancourt.

Guaido è anche implicato in una causa promossa dal Venezuela contro gli Stati Uniti per “il furto di attività all’estero e depositi bancari all’estero [del Venezuela]… Il saccheggio è pari a 116 miliardi di dollari”. Il Venezuela ha recentemente avviato una causa presso la Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità.  Potrà arrivare il giorno in cui gli Stati Uniti saranno chiamati a rispondere e non sarà più permesso di loro di agire impunemente.

Un obiettivo principale dell’azione per proteggere l’ambasciata venezuelana di Washington, D.C., è stato suscitare la consapevolezza che gli USA stanno acutizzando le loro azioni illegali. Interferenze in elezioni di un altro paese, minacce di invasione militare e imposizione di misure economiche coercitive (alias sanzioni) sono violazioni della Carta dell’ONU. Non proteggere ambasciate viola la Convenzione di Vienna. Il Collettivo per la Protezione dell’Ambasciata, composto da centinaia di attivisti per la pace e la giustizia, ha effettivamente impedito che l’ambasciata di Washington, D.C, fosse consegnata a sostenitori del colpo di stato. Oggi è vuota.

L’azione nell’ambasciata è stata anche un atto di solidarietà con il popolo del Venezuela che lotta per l’autodeterminazione e per una nuova società che ponga i bisogni dei cittadini e la protezione del pianeta davanti ai profitti delle imprese. Abbiamo tanto da imparare dal Venezuela riguardo alla democrazia, al porre fine alla povertà e al creare un mondo per tutti.

Da Cittadini dell’Impero il nostro lavoro non è terminato. Dobbiamo continuare a opporci alle sanzioni e all’intervento statunitense in altri paesi. Il Comitato del Lavoro di San Francisco ha recentemente approvato una risoluzione che si oppone alle sanzioni. Potete fare lo stesso nella vostra comunità. Sollecitate i vostri gruppi locali, comitati cittadini o di contea o altre istituzioni a fare lo stesso. […]

 

 

da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/mistrial-is-another-blow-to-us-coup-in-venezuela/

Originale: Popular Resistance

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons

 

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