L’esperimento poco noto di democrazia radicale a Chicago

Print Friendly

di Marco Rosaire Rossi – 17 gennaio 2020

Negli anni Settanta Chicago operava come un mini stato a partito unico, con il carismatico sindaco Richard J. Daley che agiva da uomo forte della città. Attraverso elaborati canali di corruzione e clientele i leader del Partito Democratico dell’intera Contea di Cook – la giurisdizione amministrativa cui appartiene Chicago – manipolavano le elezioni e le finanze pubbliche per conservare il potere.

Eletto per la prima volta nel 1955, Daley era sindaco di Chicago e presidente del Partito Democratico della Contea di Cook. Il suo ruolo in tali due posizioni gli assegnava una quantità di potere senza precedenti. Sia per i proseliti , sia per i critici, egli era inequivocabilmente il “boss”, del consiglio comunale, del partito, della città e quasi di ogni cosa a Chicago. In tale ruolo Daley controllava anche la “macchina politica” Democratica, una forma di organizzazione partitica che era comune in tutto il tardo diciannovesimo secolo negli Stati Uniti urbani – e notoriamente forte a Chicago – che garantiva ai leader politici un controllo quasi totale da consiglio comunale giù giù fino al livello della strada.

Anche se il dominio autoritario della macchina di Daley era soverchiante, non era completo. Mentre Daley esercitava una grande influenza sulla politica cittadina, un ambizioso consigliere progressista di nome Dick Simpson si schierò contro la macchina del partito per condurre una campagna di democrazia diretta a Chicago.

In una sfida diretta alla macchina Democratica, il consigliere Simpson creò l’Assemblea della Quarantaquattresima Circoscrizione e per la prima volta nella storia di Chicago la politica di distretto fu posta sotto il controllo diretto dei suoi residenti. Ai cittadini medi – non ai candidati della macchina o ai burocrati della città – fu dato il potere di prendere decisioni sul futuro del loro distretto.

La macchina Democratica alla fine riprese il controllo della Quarantaquattresima Circoscrizione e smantellò rapidamente l’Assemblea, ma l’eredità della Quarantaquattresima Circoscrizione cambiò Chicago. Ampliò la conversazione circa la necessità di una maggiore democrazia in tutta la città. A oggi, serve da forte esempio di democrazia diretta in una delle città più grandi degli Stati Uniti.

 

Sfida al sistema

La propensione di Chicago alla politica corrotta risale alla fondazione della città. Si dice che quando Chicago tenne la sua prima elezione nel 1833 i voti contati furono più dei residenti nella città. Gli storici concordano che la storia è apocrifa, ma il suo sentimento dimostra una verità più profonda riguardo a Chicago, dove le macchine corrotte non erano aberrazioni, bensì una caratteristi generale di come operava la politica.

Lungo la maggior parte della storia iniziale della città tale corruzione era commessa ugualmente tra i Democratici e i Repubblicani mentre si combattevano tra loro per il potere. Solo in rare occasioni il loro duopolio era disturbato da candidati socialisti o indipendenti. Tutto ciò cambiò con il New Deal.

In molte città statunitensi il New Deal indebolì le macchine locali perché l’espansione dei servizi sociali rese meno attraenti le sue offerte di clientela. Tuttavia a Chicago il New Deal ebbe l’effetto opposto. Il New Deal determinò il collasso del Partito Repubblicano cittadino; la sua opposizione al programma di Roosevelt e la sua incapacità di appellarsi alle etnie bianche urbane – particolarmente alla Chicago dominata dai cattolici irlandesi, italiani e polacchi – lo costrinsero a umilianti sconfitte elettorali.

In sua assenza, il Partito Democratico fu in grado di stabilire un controllo egemone. Il sindaco Edward Kelly, eletto nel 1933, si propagandò da progressista sostenitore del New Deal usando contemporaneamente la generosità finanziata federalmente della città per sostenere un elaborato sistema di favoritismi, clientele e corruzione.

Sotto la direzione di Daley il Comitato Centrale del Partito Democratico della Contea di Cook selezionò candidati consiglieri per correre per l’elezione. Capi di distretto organizzavano poi l sostegno ai candidati in base al quid pro quo che dopo l’elezione il candidato vincente avrebbe offerto un posto governativo e altre forme di clientela al capo del distretto. In questo ambiente, politici indipendenti e agli inizi che volessero essere eletti fuori dalla macchina politica e che non avessero interesse a usare il favoritismo in cambio del sostegno politico, avevano scarsissime possibilità di vincere le elezioni. I candidati indipendenti potevano superare gli sforzi dei capi di distretto solo attraverso l’organizzazione di uno schiacciante sostegno della base.

Nel 1968 un gruppo di giovani progressisti che avevano lavorato alla campagna presidenziale di Eugene McCarthy fondò la prima Organizzazione Indipendente di Distretto (IPO) di Chicago come forza rivale del Partito Democratico della Contea di Cook. Diversamente dal partito, i candidati dell’IPO dovevano con due 2,25 dollari al mese e offrirsi volontari per condurre campagne a favore dei candidati anziché usare la loro carica pubblica per elargire clientele ai loro sostenitori.

Uno dei principali architetti dell’IPO fu il professore di scienze politiche dell’Università dell’Illinois-Chicago, Dick Simpson. Simpson considerava le IPO come realizzatori di tre principali obiettivi: reclutare candidati progressisti qualificati per sfidare i Democratici della dirigenza; coinvolgere il pubblico generale in campagne a tema specifico; e, infine, servire da modello per un nuovo genere di politica a Chicago. I creatori delle IPO supponevano che l’egemonia del Partito Democratico della Contea di Cook e la corruzione associata a essa potessero essere eliminate se i cittadini comuni fossero stati più direttamente coinvolti nella politica.

Diversamente dalla struttura gerarchica del Partito Democratico della Contea di Cook, le IPO non nominavano candidati mediante un comitato centrale. Invece, i candidati che cercavano una nomina dall’IPO dovevano conquistare una maggioranza di due terzi della generalità dei membri in una speciale riunione di nomina.

Le IPO ebbero successo. In poco più di due anni riuscirono a eleggere due delegati alla Convenzione Costituzionale dell’Illinois e due consiglieri progressisti indipendenti al consiglio comunale di Chicago; uno di loro era Simpson della Quarantaquattresima Circoscrizione. Simpson si scontrò immediatamente con la macchina Democratica.

Il 21 luglio 1971 il consigliere Simpson contestò la proposta nomina, da parte del sindaco Daley, di Thomas Keane Jr. alla Commissione Urbanistica d’Appello. Keane Jr. era il figlio del consigliere della Trentunesima Circoscrizione Thomas Keane Sr., capogruppo del sindaco Daley, ed era vicepresidente della Arthur Rubloff Co., una delle maggiori società immobiliari di Chicago.

Il sindaco Daley, non abituato a incontrare opposizione nel consiglio, sovrastò urlando Simpson. Dopo lo scambio di battute un altro consigliere fece alcune osservazioni servili  di difesa di Keane Jr. e il sindaco Daley lesse una poesia stucchevole di Grace Noll Crowell intitolata “Figli” prima di passare a una tirata isterica in cui accusò Simpson di “inquinare le menti dei giovani”. La votazione per approvare Keane Jr. alla carica finì con l’approvazione della quai maggioranza.

 

Una nuova fonte di autorità politica

Da consigliere, Simpson voleva proseguire con il progetto di incoraggiare la partecipazione democratica avviata con le IPO. Dopo la sua elezione, Simpson redasse un documento intitolato “Creazione di un’Assemblea della Quarantaquattresima Circoscrizione”. Il documento era in parte un manifesto e in parte una guida organizzativa alla creazione di una versione metropolitana della democrazia del consiglio comunale nella Quarantaquattresima Circoscrizione.

Ispirato dall’opera della filosofa della politica Annah Arendt e della “Dichiarazione di Port Huron” degli Studenti per una Società Democratica, Simpson cercò di combinare l’idealismo della Nuova Sinistra con il pragmatismo di Chicago. Nell’estate del 1971 egli esercitò pressioni su leader della comunità perché appoggiassero il suo piano e alla fine ottenne un sostegno formale dall’IPO della Quarantaquattresima Circoscrizione. Il 9 gennaio 1972 la Quarantaquattresima Circoscrizione tenne la sua prima assemblea.

L’assemblea circoscrizionale era programmata per riunirsi la seconda domenica di ogni mese, incontrandosi almeno dieci volte l’anno. Una riunione d’emergenza poteva essere convocata da un consigliere o da duecento residenti nella circoscrizione. Per ogni riunione era necessario un quorum del 25 per cento dei delegati. L’assemblea era aperta al pubblico generale, ma solo i delegati avevano diritto di voto.

L’assemblea aveva due tipi di delegati. Il primo era costituito dai delegati di distretto. Ciascun distretto della Quarantaquattresima Circoscrizione eleggeva due rappresentanti in “incontri del caffè” organizzati localmente. Con 63 distretti nella Quarantaquattresima Circoscrizione questo modello di voto produceva 123 delegati. Il secondo era costituito da delegati organizzativi. Ciascuna organizzazione civica della circoscrizione che potesse dimostrare di avere un minimo di 25 membri poteva eleggere un delegato all’assemblea. Alla prima riunione furono rappresentate 55 organizzazioni locali.

L’assemblea eleggeva un comitato direttivo composto da 10 a 15 membri che comprendeva delegati sia di distretto sia organizzativi. Aveva anche due commissioni permanenti – finanza e servizi sociali – o poteva creare altre commissioni se necessario. Simpson, da consigliere della circoscrizione, era presente nel comitato direttivo e da presidente gli era negato il voto nell’assemblea. Oltre all’assemblea circoscrizionale iniziale, fu creata un’Asamblea Abierta in lingua spagnola, accanto a una varietà di comitati partecipativi a tema specifico i cui membri erano nominati da Simpson ma approvati dall’assemblea di circoscrizione. L’amalgama di istituzioni e comitati era inteso da Simpson come una nuova fonte di autorità politica in seno alla circoscrizione. Secondo Simpson, scrivendo sul locale Lerner Booster Newspaper, “l’Assemblea Circoscrizionale deve diventare un nuovo strumento di amministrazione locale, in parte rappresentativo, in parte riunione di  consiglio comunale, ma interamente aperto al pubblico”.

L’assemblea circoscrizionale aveva un potere reale. Alla prima riunione furono proposti due patti. Il primo era diretto ai delegati di distretto e organizzativi. I membri dell’assemblea concordarono di rappresentare fedelmente la popolazione della circoscrizione e di adempiere gli obblighi dell’assemblea. Nel secondo il consigliere accettava di essere vincolato a qualsiasi decisione approvata dall’assemblea che avesse una maggioranza minima dei due terzi. Entrambi i patti erano rinnovati annualmente dopo le elezioni dell’assemblea.

Simpson promosse attivamente la propria abnegazione del potere di consigliere. Nel condurre la campagna per l’assemblea circoscrizionale dichiarò al locale Lerner Booster Newspaper: “Se il voto dell’assemblea fosse soltanto consultivo alcuni potrebbero dire ‘perché dovremmo prenderci il disturbo di partecipare se il consigliere può ignorare il nostro consiglio?’ In questo modo hanno il potere di controllare il mio voto”.

La condizione di fondatore di Simpson non trattenne i delegati dal contestare la sua autorità. Una volta a due politici indipendenti politicamente allineati a Simpson fu vietato dall’assemblea di candidarsi. Simpson cercò di presentare i candidati ma fu respinto da membri dell’assemblea che ricordarono a Simpson che l’assemblea era un organismo legislativo, non un’occasione per fare campagna elettorale. In forte contrasto rispetto al modo in cui il sindaco Daley gestiva i consigli comunali, Simpson accettò la protesta dei membri dell’assemblea, ammise di essere fuori luogo e proseguì la riunione.

L’obiettivo dell’assemblea circoscrizionale era duplice: primo, indirizzare il consigliere circa le delibere del consiglio comunale e, secondo, organizzare servizi circoscrizionali. Nell’indirizzare le delibere, l’Assemblea della Quarantaquattresima Circoscrizione conseguì numerosi traguardi, tra cui l’approvazione di un’ordinanza storica. L’assemblea circoscrizionale sollecitò Simpson ad approvare un’ordinanza contro il redlining [rifiuto di concessione di determinati servizi a residenti in quartieri solitamente degradati –  n.d.t.] che avrebbe impedito alle istituzioni finanziarie che operavano nella città di negare mutui in base all’area geografica del debitore.

Nonostante il fatto che l’ordinanza fosse proposta da un consigliere indipendente, molti della macchina Democratica la sottoscrissero. Nel maggio del 1974 l’ordinanza fu approvata dal consiglio comunale con la benedizione del sindaco Daley. Dalla sua approvazione, l’ordinanza di Chicago contro il redlining è stata riconosciuta come un modello e duplicata in altre città degli Stati Uniti.

Nel contesto dell’organizzazione di servizi circoscrizionali, l’assemblea produsse un Almanacco della Quarantaquattresima Circoscrizione che riportava lo stato della circoscrizione e forniva ai residenti informazioni sui servizi sociali. Decise anche le norme per i mercatini dell’usato e per le fiere d’arte, intraprese speciali sottoscrizioni per raccogliere fondi per raccolte locali di cibo, organizzò la Fiera annuale della Quarantaquattresima Circoscrizione e identificò spazi per futuri parchi e spazi di giochi.

 

Un esempio efficace e ispiratore

Nonostante questi risultati, altri consiglieri – anche indipendenti che erano politicamente allineati con Simpson – non furono disposti a replicare il modello della Quarantaquattresima Circoscrizione. In larga misura il successo dell’assemblea circoscrizionale era dovuto alla dedizione personale di Simpson.<

Quando Simpson fu eletto consigliere, rimase professore, lavorando spesso 80 ore la settimana. Inoltre, molte delle attività dell’assemblea circoscrizionale non erano finanziate dalla città. Fu invece Simpson a donare all’assemblea il suo intero stipendio di consigliere. Tale soluzione non poteva durare per sempre.

Nell’agosto del 1976 Simpson propose una legge che tentava di istituzionalizzare le assemblee circoscrizionali in tutta Chicago. La legge di Simpson era meno radicale di quanto aveva messo in pratica nella Quarantaquattresima Circoscrizione. Diversamente dalla Quarantaquattresima Circoscrizione, nulla nell’ordinanza di Simpson obbligava i consiglieri a adeguarsi alla volontà dei delegati dell’assemblea. Gli organismi che Simpson proponeva erano partecipativi e consultivi. Anche con tale significativa modifica, l’ordinanza fu respinta con 41 voti contro 4.

Le assemblee circoscrizionali furono una modifica radicale della macchina politica. All’epoca i consiglieri avevano un controllo quasi illimitato sui servizi circoscrizionali. La vasta autonomia concessa ai consiglieri significava che erano liberi di distribuire servizi o di attuare variazioni urbanistiche a piacere. Tale organizzazione conduceva inevitabilmente alla corruzione. Assicurare un controllo e una guida diretti da parte dei residenti nella circoscrizione impediva ai consiglieri di usare la loro carica pubblica per arraffare. A causa di questo la macchina di Chicago, e il sindaco Daley al suo timone, avevano ogni motivo per opporsi alle assemblee circoscrizionali.

In un editoriale pubblicato sul Chicago Tribune nel 1976, Simpson scrisse: “Finora l’amministrazione Daley si è battuta per impedire che le assemblee circoscrizionali e il principio della politica partecipativa si diffondessero a Chicago. Tuttavia un’assemblea esiste nella Quarantaquattresima Circoscrizione è può essere introdotta in ogni circoscrizione se gli abitanti di Chicago saranno disposti a lottare per essa alle urne. Forse è ora di ripristinare la democrazia e di portarla a Chicago”.

Purtroppo, non solo la politica partecipativa non fu portata a Chicago, ma alle fine scomparve del tutto dalla Quarantaquattresima Circoscrizione.  Simpson si dimise volontariamente da consigliere nel 1979. Bruce Young, un operatore sociale che condivideva la politica progressista di Simpson, si dimostrò inizialmente un successore fedele, ma presto si dimise dal suo seggio. Nel vuoto la macchina Democratica riconquistò la Quarantaquattresima Circoscrizione e immediatamente si mise all’opera per smantellare l’assemblea circoscrizionale.

Dopo Simpson e Young nessun altro consigliere è stato disposo a impegnarsi in un simile esperimento radicale di democrazia partecipativa, nemmeno i sei socialisti recentemente eletti al consiglio comunale di Chicago.

Ciò nonostante le idee della Quarantaquattresima Circoscrizione hanno avuto un impatto duraturo su Chicago. Comitati cittadini a tema specifico, specialmente riguardanti l’urbanistica, sono stati adottati da consiglieri. In tutti gli anni Settanta, Chicago aveva avuto numerosi consiglieri accusati di corruzione relativa a modifiche urbanistiche. Nel 1973 il consigliere Casimir Staszcuk della Tredicesima Circoscrizione fu condannato a 18 mesi di carcere per aver accettato una mazzetta per appoggiare una variazione urbanistica nell’interesse di un immobiliarista.

Nel 1974 il consigliere Frank Kuta della Ventitreesima Circoscrizione e il consigliere Paul Wigoda della Quarantanovesima Circoscrizione furono condannati per lo stesso motivo. Di nuovo, nel 1975, il consigliere Donald Swinarski della Dodicesima Circoscrizione fu accusato, ma non condannato, mentre il consigliere Edward Scholl, della Quarantunesima Circoscrizione si dichiarò colpevole dello stesso reato. In reazione, molti consiglieri accettarono la necessità che i residenti fossero coinvolti nelle decisioni urbanistiche, e crearono volontariamente propri Comitati Urbanistici Comunitari.

Inoltre, dopo l’Assemblea della  Quarantaquattresima Circoscrizione, Chicago ha avuto una storia unica di democrazia partecipativa che la distingue da altre grandi città degli Stati Uniti. Il suo sistema d’istruzione è parzialmente amministrato mediante comitati scolastici locali, in cui i genitori, insegnanti, membri della comunità e – nel caso di scuole superiori – studenti possono avere un’influenza diretta su come operano le loro scuole. Analogamente, nel 2009 la Quarantanovesima Circoscrizione ha avviato un processo di bilancio partecipativo per certi fondi cittadini, rendendo Chicago la prima grande città degli Stati Uniti a farlo.

Nessuno di questi esempi è tanto inclusivo quanto l’Assemblea della Quarantaquattresima Circoscrizione, ma essi indicano che l’obiettivo del consigliere Simpson di portare democrazia a Chicago è lungi dall’essere defunto. L’esperimento della Quarantaquattresima Circoscrizione è un esempio efficace e ispiratore di un futuro urbano molto più radicalmente democratico.

Marco Rosaire Rossi è un laureando presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università dell’Illinois-Chicago. Il suo precedente lavoro è apparso su Z Magazine, The Humanist e New Compass.

 

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/chicagos-little-known-experiment-in-radical-democracy/

Originale: Roar

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2020 ZNET Italy – Licenza Creative Commons

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Precedente Lo sciopero francese Successivo La verità sull’economia di Trump