Il vero Grande Fratello

Print Friendly

 

di Eric Zuesse  – 29 agosto 2019

Jeff Bezos è il proprietario del The Washington Post, in testa ai media giornalistici statunitensi nel loro quasi sostegno e promozione al cento per cento del neoconservatorismo, dell’imperialismo e delle guerra degli Stati Uniti. Ciò include sanzioni, colpi di stato e invasioni militari contro paesi che i miliardari statunitensi vogliono controllare ma che non controllano ancora, quali Venezuela, Siria, Iran, Russia, Libia e Cina.

Queste sono guerre aggressive contro paesi che non hanno mai aggredito gli Stati Uniti. Non sono per nulla difensiva, bensì l’esatto contrario. Non è necessariamente una guerra infinita (nemmeno Hitler ne aveva pianificata una) ma una guerra fino a quando l’intero pianeta non sarà finito sotto il controllo del governo statunitense, un governo che è esso stesso controllato dai miliardari statunitensi, i finanziatori del neoconservatorismo e dell’imperialismo in entrambi i maggiori partiti politici, studi di esperti, giornali, reti televisive, eccetera, degli Stati Uniti.

Bezos è stato una parte cruciale del neoconservatorismo sin da quanto, alla riunione del Bilderberg del 6-9 giugno 2013, ha organizzato con Donald Graham, il proprietario del Washington Post, l’acquisto di quel giornale per 250 milioni di dollari. Bezos aveva già negoziato, nel marzo di quello stesso anno, con il direttore neoconservatore della CIA, John Brennan, un contratto decennali di informatica su nuvola [cloud] per 600 milioni di dollari che aveva trasformato la società Amazon da affidabile attività in perdita in un’affidabile società redditizia.

Ciò ha fatto sì che il patrimonio netto di Bezos sia aumentato ancora di più (e a un ritmo ancor più elevato) di quanto avesse fatto quando stava perdendo denaro. E’ diventato il più influente venditore non solo di libri, ma per la CIA e per mega-imprese quali la Lockheed Martin. L’imperialismo ha messo il turbo alla sua ricchezza, ma non è stato il solo a causarla. Bezos potrebbe essere l’affarista più intensamente dotato del pianeta.

Ad alcuni dei miliardari degli Stati Uniti non importa la conquista internazionale tanto quanto importa a lui, ma tutti loro accettano quanto meno il neoconservatorismo; nessuno di loro, ad esempio, crea e dona vaste somme a organizzazioni anti-imperialiste; nessuno dei miliardari degli Stati Uniti è deciso a por fine al regno del neoconservatorismo, nemmeno a contribuire a porvi fine, o almeno a por fine alla sua presa sul governo degli Stati Uniti. A nessuno. Non importa nemmeno a uno solo di loro.

Il plutocrate Jeff Bezos al Pentagono con il Segretario alla Difesa Ash Carter, maggio 2016. (Wikimedia Commons)

Ma molti di loro creano e donano vaste somme a organizzazioni neoconservatrici, o gestiscono organi neoconservatori come il The Washington Post. E’ così che sono i miliardari, almeno negli Stati Uniti. Sono tutti imperialisti. Sponsorizzano il neoconservatorismo; lo promuovono e assumono persone che lo fanno e fanno retrocedere o si liberano di quelli che non lo fanno. Espandere un impero è estremamente redditizio per i suoi aristocratici, e lo è sempre stato, ancor prima dell’Impero Romano.

Bezos vuole privatizzare tutto ciò che al mondo può essere privatizzato, come l’istruzione, le autostrade, l’assistenza sanitaria e le pensioni. Quanto più i miliardari controllano queste cose, tanto meno lo fanno tutti gli altri; e prevenire il controllo del pubblico contribuisce a proteggere i miliardari dalla democrazia che aumenterebbe le loro imposte e da norme governative che ridurrebbero i loro profitti aumentando le spese delle imprese. Così, i miliardari controllano il governo al fine ai accrescere le loro entrate dal pubblico.

Con l’aiuto della promozione della guerra da parte del The Washington Post Bezos è uno dei massimi venditori personali mondiali al complesso industriale-militare statunitense. Controlla ed è il maggiore azionista di Amazon, la cui divisione Servizi Web fornisce tutti i servizi informatici su cloud al Pentagono, alla CIA e alla NSA. (Egli è in testa alla carica anche nella tecnologia di riconoscimento facciale più avanzata).

In aprile c’è stato un titolo, “La CIA valuta un contratto cloud del valore di ‘decine di miliardi’”, contratto che potrebbe far schizzare il patrimonio personale di Bezos ancora più in alto nella stratosfera, specialmente se lo otterrà tutto (come ha fatto in precedenza).

Egli domina anche globalmente, e ne sta costantemente aumentando il controllo, la promozione e la vendita di libri e film, poiché la sua Amazon è la maggiore dettagliante del mondo (e oggi anche uno dei maggiori editori, produttori e distributori). Anche questo può avere un grande impatto sulla politica e sul governo, indirettamente, promuovendo le opere più neoconservatrici che contribuiscono a plasmare il discorso intellettuale (e i voti degli elettori) nel paese.

Bezos sta schiacciando milioni di dettaglianti con la sua ineguagliata genialità nel controllare un mercato dopo l’altro mediante Amazon o in quanto intermediario essenziale per i concorrenti al dettaglio di Amazon (e spesso anche il loro controllore).

E’ un forte fautore del “libero mercato”, che ha dominato forse meglio di chiunque altro. Questo significa che Bezos sostiene la capacità non ostacolata dei miliardari, mediante il loro denaro, di controllare e alla fine di assorbire tutto ciò che è meno potente di loro.

Poiché è egli stesso così enormemente dotato nell’ammassare ricchezza, è stato sin qui in grado di salire ai vertici globali quale uno degli individui più potenti del mondo. Il più ricco di tutti è re Salman – il padrone dell’Arabia Saudita, la cui Aramco (la più vasta società petrolifera del mondo) vale, da sola, più di un trilione di dollari. (Forbes e Bloomberg escludono i monarchi dalle loro classifiche della ricchezza).

Il presidente Donald Trump tocca il globo illuminato con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il re saudita Salman all’inaugurazione del Centro Globale dell’Arabia Saudita per il Contrasto all’Ideologia Estremista il 21 maggio 2017 (Foto TV Saudita)

In realtà Bloomberg è persino così fraudolento al riguardo da aver titolato il 10 agosto “Le 25 dinastie più ricche del pianeta controllano 1,4 trilioni di dollari” e da aver violato la sua tradizione includendo nella lista un monarco, re Salman, che ha classificato quarto in quanto proprietario di solo 100 milioni di dollari, una ‘stima’ risibilmente bassa, che ha svergognatamente escluso non solo Aramco ma anche qualsiasi patrimonio netto dell’Arabia Saudita.

Bloomberg non ha neppure tentato di giustificare la propria stravagante metodologia, ma ha semplicemente presupposto la credibilità dei suoi lettori perché fosse accettata. Quel re, perciò, è almeno sette volte più ricco di Bezos. Forse potrebbe essere potente quanto Bezos. L’erede supremo è parecchie volte più ricco persino di quanto lo sia il supremo miliardario o “imprenditore” fatto da sé.

Certamente entrambi gli uomini sono tra i giganti che cavalcano il mondo nella nostra era. Ed entrambi sono ultraliberali, campioni della convinzione che i diritti di proprietà (di cui i miliardari detengono così tanti) sono la base di tutti i diritti e dunque ritengono che i più ricchi detengano i maggiori diritti di tutti e che i più poveri ne detengano il minimo, e che tutte le persone il cui patrimonio netto è negativo (avendo più debiti che attività) non abbiano alcun diritto, salvo quanto i più ricchi potrebbero donare o in altri modi concedere loro, per bontà o per altri motivi (quali rapporti familiari).

Questo – la privatizzazione di ogni cosa – è ciò che è il libertarismo: il valore di una persona è il suo “patrimonio netto”, null’altro. Tale convinzione è libertarismo puro. E’ una convinzione che hanno molti miliardari, se non la maggior parte di loro. I miliardari sono imperialisti perché cercano di massimizzare la libertà dei super-ricchi, indipendentemente dal fatto che ciò significhi aumentare le loro entrate, o alla fine impoverire, chiunque non sia super-ricco. Hanno un’ideologia coerente. Si basa sulla ricchezza. Il pubblico, invece, crede in miti che i miliardari consentono siano diffusi.

Come ogni miliardario, Bezos assume e mantiene dipendenti e altri agenti che fanno ciò che lui vuole loro facciano. Questo è il loro potere diretto. Ma i miliardari detengono anche un enorme potere indiretto attraverso le loro interdipendenze gli uni dagli altri, poiché ogni grande impresa è contrattualmente legata ad altre grandi imprese, specialmente con quelle grandi quanto essa; e, dunque, qualsiasi potere detenga un particolare miliardario è in realtà un potere condiviso con gli altri. (Un esempio è stato l’accordo stipulato da Bezos con Graham).

Collettivamente fanno rete, anche con quelli che potrebbero non aver mai incontrato personalmente, ma solo attraverso i loro rappresentanti, e persino con i loro maggiori concorrenti economici. Questo è un potere collettivo che i miliardari possiedono in aggiunto a quello individuale di datori di lavoro a dipendenti e altri agenti.

Considerato come Winston Smith, nel profetico romanzo allegorico 1984, chiese al suo superiore e torturatore O’Brien: “Il Grande Fratello esiste?”

“Ovvio che esiste. Il Partito esiste: Il Grande Fratello è l’incarnazione del Partito”.

“Esiste allo stesso modo in cui esisto io?”

“Tu non esisti”, disse O’Brien.

Manifesto del Grande Fratello illustrante il romanzo di George Orwell sulla propaganda moderna ‘1984’.

Questo potere collettivo è incarnato da Bezos come da qualsiasi altri miliardario. Anche alcuni degli altri possono incarnarlo, come Bill Gates, Warren Buffett, Larry Ellison, Mark Zuckerberg, Charles Koch, Sergey Brin, Michael Bloomberg, George Soros e Jack Dorsey. Competono tra loro e perciò hanno priorità diverse per il governo degli Stati Uniti; ma tutti loro concordano molto più di quanto dissentano riguardo a ciò che il governo “dovrebbe” fare (specialmente che l’esercito statunitense sia ampliato; a spese dei contribuenti, ovviamente, non a spese loro).

Fondamentalmente il Grande Fratello, nel mondo reale, è rimarchevolmente coerente e unito – molto più di quanto lo sia il pubblico – e questo è uno dei motivi per cui controlla il governo, aggirando il pubblico.

Ecco come tutto questo si svolge, in termini di ciò che gli agenti di Bezos sono andati facendo.

La sua Amazon paga imposte ridotte o nulle perché il governo federale ha redatto le leggi fiscali per incoraggiare le imprese a fare il genere di cose che Bezos ha sempre voluto Amazon facesse.

Conseguentemente il governo USA incoraggia le mega-imprese, mediante imposte e norme, a schiacciare piccole aziende rendendo loro più difficile crescere. Ciò in qualche misura fa sì che l’aristocrazia esistente sia meno fatta da sé (come è stato Bezos ma non saranno i suoi figli).

I politici eletti sostengono prevalentemente questo perché la maggior parte dei loro fondi elettorali sono stati donati da individui super-ricchi e dai loro dipendenti e altri agenti. E’ un sistema che si autoalimenta.  La super-ricchezza controlla il governo, che (accanto ai super-ricchi e alle loro imprese) controlla il pubblico, il che riduce le opportunità economiche per quest’ultimo. Il risultato finale è un’estrema disuguaglianza di ricchezza istituzionalmente rafforzata che diviene sempre più estrema.

I miliardari sono i Grandi Fratelli reali. E Bezos è il più grande di tutti.

Eric Zuesse è un giornalista indipendente.

 

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://consortiumnews.com/2019/08/29/the-real-big-brother/

Originale: Strategic Culture

Traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Precedente Twitter si affida a gruppi statunitensi/europei di cambiamento di regime finanziati dal governo per censure su stati stranieri   Successivo Prima si prendono Exarchia