“Il Venezuela non è una dittatura” dice una leader dell’opposizione

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di Ben Norton – 15 maggio 2019

Una principale leader dell’opposizione in Venezuela ha riconosciuto che il suo paese “non è una dittatura”, definendo un “enorme errore” affermare il contrario. Ha anche ammesso che il solo modo in cui il governo di Caracas può essere realisticamente rovesciato è mediante un “intervento umanitario” internazionale.

Maria Corina Machado ha una relazione stretta con il governo statunitense, che ha finanziato il suo lavoro di opposizione. Ha condotto per anni campagne per rovesciare il governo venezuelano di sinistra ed è stata identificata come uno dei quattro principali leader del tentativo di colpo di stato a guida statunitense del 23 gennaio.

Ma la Machado ha criticato altre figure dell’opposizione per aver definito una “dittatura” il governo del presidente eletto Nicolas Maduro.

“Non è una dittatura”, ha insistito la Machado in un’intervista alla rete argentina via cavo A24. “E trattarlo come una dittatura e un errore enorme. Ed è per questo che [il tentato colpo di stato] è fallito”.

“In Venezuela c’è una guerra non convenzionale”, ha aggiunto. “Solo perché alcuni non vogliono riconoscere questo non significa che non sia la verità”.

Quando il conduttore della A24, Rolando Graña, ha cercato di paragonare il Venezuela a dittature latinoamericane degli anni ’80, la Machado ha nuovamente dissentito, affermando: “Non possiamo paragonare la transizione dalle tradizionali dittature dell’America Latina [durante la Guerra Fredda] con quanto sta accadendo in Venezuela”.

Nell’intervista la Machado ha ammesso che il tentativo di colpo di stato a guida USA che ha contribuito ha guidare per quasi quattro mesi è fallito. La sola speranza, ha sostenuto, è un intervento militare straniero.

“Sto affermando molto chiaramente che questo regime se ne andrà soltanto se posto di fronte a una reale, severa e imminente minaccia di una coalizione internazionale con obiettivi umanitari”, ha detto la Machado.

Ma la Machado ha condannato la tesi che questo intervento straniero per rovesciare Maduro condurrebbe a una guerra civile come in Siria. La leader dell’opposizione di destra ha definito ciò “il grande mito che i cubani hanno creato e i russi hanno diffuso”.

Molti sostenitori della guerra della NATO del 2011 per il cambiamento di regime in Libia avevano detto lo stesso. Ma più di otto anni dopo la nazione nordafricana ricca di petrolio è tuttora uno stato fallito intorbidato da una sanguinosa guerra civile.

A zonzo liberamente in Venezuela

Quando la Machado ammette che il Venezuela non è una dittatura non lo sta facendo per qualche nobile dedizione alla verità. Piuttosto è parte integrante del suo appello a un intervento militare straniero per cacciare il governo eletto di sinistra del suo paese.

Ha echeggiato questo stesso argomento in precedenza, affermando: “In Venezuela non c’è una dittatura; c’è uno stato criminale… Le dittature possono cedere a una minaccia credibile; i criminali si piegano solo alla forza”.

Tuttavia questo costituisce una rara, anche se qualificata ammissione di una figura di vertice dell’opposizione che il Venezuela di fatto non è la dittatura autoritaria che il governo e i media industriali degli Stati Uniti hanno frequentemente dipinto.

Sono stato testimone della realtà del sistema politico venezuelano quando ho scritto da Caracas in precedenza quest’anno.  Il 23 febbraio ho visto di persona Maria Corina Machado mentre parlava a una manifestazione dell’opposizione di destra nella municipalità ricca, d’élite di Chacao a Caracas. Non c’era in vista nemmeno un solo poliziotto mentre diverse centinaia di sostenitori dell’opposizione, principalmente benestanti, marciavano con la Machado e sollecitavano il rovesciamento del governo chavista.

Il fatto che la Machado abbia collaborato apertamente con gli governo statunitense chiedendo un intervento militare straniero per rovesciare il suo stesso governo eletto e che sia tuttora in grado di andare in giro liberamente è un’ulteriore indicazione che il Venezuela non è assolutamente una dittatura.

Leader della congrega del colpo di stato

Il ruolo guida della Machado nel più recente tentativo di colpo di stato è stato confermato da canali mediatici industriali prevalenti.

Il 7 febbraio il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo dal titolo “Come una minuscola congrega ha galvanizzato l’opposizione venezuelana” (anche se il giornale si è evidentemente reso conto successivamente che descriverla come una minuscola congrega poteva essere poco saggio e ha cambiato il testo in “Come un piccolo gruppo ha assunto il controllo dell’opposizione venezuelana”.

Questo articolo del Wall Street Journal identificava la Machado come uno dei quattro leader del piano di colpo di stato appoggiato dagli USA per rovesciare Maduro e insediare il “presidente ad interim” nominato da Trump, Juan Guaidó.

“Quello era il momento per darci dentro”, la Machado ha dichiarato al giornale, che l’ha descritta eufemisticamente come “tra i leader più intrepidi dell’opposizione”. Ha detto di essere stata uno dei membri della cricca del colpo di stato che “aveva una posizione che era più accelerata”.

La Machado ha pubblicato su Twitter a inizio gennaio foto che la ritraevano mentre faceva piani con Guaidó prima del lancio del tentativo di colpo di stato.

Stretti legami con il governo statunitense

Maria Corina Machado è stata coinvolta in numerosi tentativi di colpo di stato in Venezuela. Nel 2018 ha ripetuto che la sua “priorità principale è rimuovere Maduro”.

Le sue estreme attività di opposizione risalgono agli anni dell’ex presidente Hugo Chavez. Durante il suo mandato la Machado fondò e diresse il gruppo anti-chavista Sumate, che era finanziato dal braccio del potere morbido del governo degli Stati Uniti, il National Endowment for Democracy (NED).

Il 31 maggio 2005 la Machado ha incontrato il presidente statunitense George W. Bush nell’Ufficio Ovale. Il sito web ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato fotografie del loro incontro. (Un anno dopo, Chavez si riferì notoriamente a Bush come al ‘Demonio’) in un fiero discorso alle Nazioni Unite).

Il Christian Science Monitor ha scritto dell’incontro pochi giorni dopo: “ha suscitato una tempesta di critiche governative a Caracas. Il ministro degli esteri del Venezuela ha definito l’incontro ‘una provocazione’ e il ministro dell’interno ha accusato la Machado di essere una marionetta della CIA”.

In un’intervista al giornale – che segnalava che la Machado era la “figlia di una famiglia abbiente di Caracas” – lei ha difeso il ricevimento di fondi dal governo statunitense.

L’articolo ha anche citato un venezuelano locale che aveva detto della Machado: “Ha svenduto il suo paese. Dovrebbe stare in carcere”.

Ben Norton è un giornalista e scrittore. E’ un corrispondente di The Grayzone e il produttore del podcast Moderate Rebels, che conduce con Max Blumenthal. Il suo sito web è BenNorton.com e twitta a @BenjaminNorton.  

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://thegrayzone.com/2019/05/15/opposition-leader-venezuela-not-dictatorship-maria-corina-machado/#more-8386

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

 

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