Fronteggiare i movimenti “ultranazionalisti, reazionari” in tutto il pianeta  

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Noam Chomsky – Foto Uli Deck / AP

di Noam Chomsky – 13 aprile 2019

Giovedì sera centinaia di persone hanno stipato la Old South Church di Boston per ascoltare il dissidente e linguista di fama mondiale Noam Chomsky. Egli ha ricordato l’ascesa del fascismo nel ventesimo secolo e i crescenti movimenti ultranazionalisti d’oggigiorno, dal Brasile agli Stati Uniti a Israele e all’Arabia Saudita.

AMY GOODMAN: Stiamo trasmettendo da Boston. Oggi trascorriamo l’ora con Noam Chomsky, che ha visitato questa settimana la sua città natale di Boston dove è stato professore al Massachusetts Institute of Technology per più di cinquant’anni. Ora insegna all’Università dell’Arizona a Tucson. Più di settecento persone hanno stipato giovedì la Old South Church per ascoltare il dissidente e padre della linguistica moderna di fama mondiale parlare delle minacce alla democrazia, dal problema israelo-palestinese all’arresto di Julian Assange, dalla guerra nucleare al cambiamento climatico. Dopo aver assistito a parte di un film su di lui intitolato Internationalism or Extinction, Noam Chomsky ha parlato degli ultimi due anni sotto il presidente Trump.

NOAM CHOSMKY: Se me lo concedete, mi piacerebbe cominciare con un breve ricordo di un periodo che è sinistramente simile a oggi per molti aspetti sgradevoli. Penso a esattamente ottant’anni fa, quasi alla giornata; capitò essere il momento del primo articolo che ricordo di aver scritto su un tema politico. Facile datarlo: fu giusto dopo la caduta di Barcellona nel febbraio del 1939.

L’articolo trattava di quella che pareva essere la diffusione inesorabile del fascismo in tutto il mondo. Nel 1938 l’Austria era stata annessa dalla Germania nazista. Pochi mesi dopo la Cecoslovacchia fu tradita, messa nelle mani dei nazisti alla Conferenza di Monaco. In Spagna una città dopo l’altra stava cadendo davanti alle forze di Franco. Nel febbraio del 1939 cadde Barcellona. Quella fu la fine della Repubblica Spagnola. La straordinaria rivoluzione, rivoluzione anarchica, del 1936, ’37, ’38 era già stata schiacciata con la forza. Pareva che il fascismo dovesse diffondersi senza fine.

Non è esattamente quello che sta succedendo oggi ma, se possiamo mutuare la famosa frase di Mark Twain: “La storia non si ripete, ma a volte fa rima”. Troppe le somiglianze per poterle ignorare.

Quando cadde Barcellona ci fu un’enorme inondazione di profughi dalla Spagna. La maggior parte si recò in Messico, circa 40.000. Alcuni andarono a New York, crearono uffici anarchici a Unione Square, librerie di seconda mano lungo la Quarta Avenue. E’ dove io ricevetti la mia inziale educazione, vagabondando per quell’area. Si tratta di ottant’anni fa. Oggi.

All’epoca non lo sapevamo, ma il governo statunitense stava anche cominciando a pensare che la diffusione del fascismo poteva essere virtualmente inarrestabile. Non lo consideravano con lo stesso allarme mio, di decenne. Oggi sappiamo che l’atteggiamento del Dipartimento di Stato era piuttosto confuso riguardo a quale fosse il significato del movimento nazista. In realtà c’era un console a Berlino, un console statunitense a Berlino, che stava trasmettendo messaggi pareggio contrastanti riguardo ai nazisti, suggerendo che forse non erano così cattivi come tutti dicevano. Rimase là fino a Pearl Harbour, quando fu ritirato; un diplomatico famoso di nome George Kennan. Non una cattiva indicazione circa l’atteggiamento confuso nei confronti di questi sviluppi.

Emerge, non potevamo saperlo all’epoca ma poco dopo questo, nel 1939, il Dipartimento di Stato e il Comitato per le Relazioni con l’Estero cominciarono a pianificare il mondo postbellico, come sarebbe stato il mondo postbellico. E nei primi anni, giusto in quell’epoca, nei pochi anni successivi, supposero che il mondo postbellico sarebbe stato diviso tra un mondo controllato dalla Germania, un mondo controllato dai nazisti, la maggior parte dell’Eurasia, e un mondo controllato dagli Stati Uniti, che avrebbe incluso l’Emisfero Occidentale, l’ex Impero Britannico che gli Stati Uniti avrebbero rilevato, parti dell’Estremo Oriente. E quella sarebbe stata la forma del mondo postbellico. Quelle idee, sappiamo adesso, furono mantenute fino a quando i russi non invertirono la marea. Stalingrado, 1942, la grande battaglia dei carri armati a Kursk, un po’ dopo, resero parecchio chiaro che i russi avrebbero sconfitto i nazisti. I piani cambiarono. Cambiò il quadro del mondo postbellico, diventò quello che abbiamo visto nell’ultimo periodo da allora. Beh, era ottant’anni fa.

Oggi noi non… non stiamo affrontando l’ascesa di nulla di simile al nazismo, ma stiamo affrontando la diffusione di quella che a volte è chiamata l’internazionale reazionaria ultranazionalista, strombazzata dai suoi promotori, tra cui Steve Bannon, l’impresario del movimento. Ha appena avuto una vittoria ieri: l’elezione di Netanyahu in Israele ha solidificato l’alleanza reazionaria in corso di creazione, il tutto sotto l’egida degli Stati Uniti, gestiti da un triumvirato, il triumvirato Trump-Pompeo-Bolton… potrei prendere in prestito un’espressione da George W. Bush per descriverlo ma lo eviterò per educazione. L’alleanza mediorientale è composta dagli stati estremamente reazionari della regione – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto sotto la più brutale dittatura della sua storia, Israele giusto al centro di ciò – contro l’Iran. Gravi minacce che stiamo subendo in America Latina. L’elezione di Jair Bolsonaro ha posto al potere il più estremo, il più scandaloso degli ultranazionalisti di destra che stanno oggi piagando l’emisfero. Ieri, Lenin Moreno dell’Ecuador ha fatto un grosso passo verso l’adesione all’alleanza di estrema destra espellendo Julian Assange dall’ambasciata. E’ stato rilevato rapidamente dagli USA, avrà un futuro molto pericoloso a meno che ci sia una considerevole protesta popolare. Il Messico è una delle rare eccezioni a questi sviluppi in America Latina. Questo è successo… in Europa Occidentale i partiti di destra stanno crescendo, alcuni di essi con un carattere molto pauroso.

C’è una controtendenza. Yanis Varoufakis, l’ex ministro greco della finanze, una persona molto considerevole, molto importante, insieme con Bernie Sanders, ha sollecitato la formazione di un’Internazionale Progressista per contrastare l’internazionale di destra che si sta sviluppando. Al livello degli stati la bilancia appare prevalentemente pendere nella direzione sbagliata. Ma gli stati non solo le uniche entità. A livello del popolo, è molto diverso. E questo potrebbe fare la differenza. Questo significa proteggere le democrazie che funzionano, rafforzarle, far uso delle opportunità che offrono, poiché il genere di attivismo che ha determinato un considerevole progresso in passato potrebbe salvarci in futuro.

Voglio fare un paio di osservazioni di seguito riguardo alla grave difficoltà di conservare e istituire una democrazia, le forze potenti che si sono sempre opposte a essa, i risultati di in qualche modo salvarla e rafforzarla, e il significato di questo per il futuro. Ma prima un paio di parole riguardo alle sfide che abbiamo di fronte, di cui avete sentito già abbastanza e che tutti voi conoscete. Non occorre che entri nei dettagli. Descrivere queste sfide come “estremamente gravi” sarebbe un errore. L’espressione non coglie l’enormità del genere di sfide che ci attendono. E qualsiasi discussione del futuro dell’umanità deve cominciare riconoscendo un fatto cruciale, che la specie umana oggi affronta una domanda che non è mai sorta prima nella storia umana, una domanda cui va data risposta rapidamente: la specie umana sopravvivrà a lungo?

Beh, come sapete tutti, per settant’anni avviamo vissuto sotto l’ombra della guerra nucleare. Quelli che hanno guardato alla storia possono solo essere meravigliati che siamo sopravvissuti sin qui. Siamo arrivati continuamente in prossimità di un disastro terminale, addirittura a pochi minuti di distanza. E’ una specie di miracolo che siamo sopravvissuti. I miracoli non vanno avanti per sempre. A questo va posta fine, e rapidamente. La recente Revisione dell’Atteggiamento Nucleare dell’amministrazione Trump ha accresciuto enormemente la minaccia di conflagrazione, che di fatto sarebbe la fine della specie. Possiamo ricordare che questa Revisione dell’Atteggiamento Nucleare è stata patrocinata da Jim Mattis, che è stato considerato troppo civile per essere mantenuto nell’amministrazione; vi dà l’idea di ciò che può essere tollerato nel mondo di Trump-Pompeo-Bolton.

Beh, c’erano tre principali trattati sugli armamenti: il Trattato ABM, Trattato sui Missili Anti-Balistici; il Trattato INF, Forze Nucleari a Medio Raggio; il Trattato New START.

Gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato ABM nel 2002. E chiunque creda che i missili antibalistici siano armi difensive si illude sulla natura quei sistemi.

Gli Stati Uniti si sono appena ritirati dal Trattato INF, creato da Gorbaciov e Reagan nel 1987, che aveva acutamente ridotto la minaccia di guerra in Europa, che si sarebbe diffusa molto rapidamente. Lo sfondo della firma di quel trattato furono dimostrazioni che avete appena visto rappresentate nel film. Grandi dimostrazioni pubbliche furono lo sfondo per condurre a un trattato che fece una differenza molto considerevole. Merita di essere ricordato questo e molti altri casi nei quali in considerevole attivismo popolare ha fatto una grande differenza. Le lezioni sono troppo evidenti per doverle enumerare. Beh, l’amministrazione Trump si è appena ritirata dal Trattato INF; i russi si sono ritirati subito dopo. Se osservate attentamente potete scoprire che ciascuna parte a una specie di motivo credibile nell’affermare che l’avversario non era stato all’altezza del trattato. Per quelli che vogliono un quadro su come i russi potrebbero considerare la cosa, il Bollettino degli Scienziati Atomici, la principale rivista sui temi del controllo degli armamenti, ha pubblicato un paio di settimane fa un importante articolo di Theodore Postol quanto pericolose le installazioni statunitensi di missili antibalistici sul confine russo… quanto siano e siano considerate pericolose dai russi. Si noti: sul confine russo. Sul confine russo le tensioni stanno montando. Entrambe le parti stanno attuando iniziative provocatorie. Dovremmo… in un mondo razionale quello che succederebbe sarebbero negoziati tra le due parti, con esperti indipendenti a valutare le accuse dell’una contro l’altra, per arrivare a una soluzione di quelle accuse, a ripristinare il trattato. Quello è un mondo razionale. Ma purtroppo non è il mondo nel quale viviamo. Nessun tentativo è stato fatto in questa direzione. E non ce ne saranno, a meno che non ci sia una considerevole pressione.

Bene, questo lascia il Trattato New START. Il trattato New START è già stato classificato dalla figura al potere, che si è modestamente descritta come il più grande presidente della storia degli Stati Uniti; gli ha dato la solita classificazione di tutto quello che è stato fatto dai suoi predecessori: il peggior trattato mai concluso nella storia umana; dobbiamo liberarcene. Se in realtà… questo sta per arrivare al rinnovo dopo le prossime elezioni e c’è molto in gioco. Molto in gioco sul fatto che il trattato sia o no rinnovato. E’ riuscito in misura molto considerevole a ridurre il numero della armi nucleari, a un livello ben superiore a quello che dovrebbe essere ma comunque molto inferiore a quanto era in precedenza. E potrebbe andare oltre.

Bene, nel frattempo il riscaldamento globale prosegue il suo cammino inesorabile. Nel corso di questo millennio, ogni singolo anno con un’eccezione, è stato più caldo del precedente. Ci sono documenti scientifici recenti, James Hansen e altri, che indicano che il ritmo del riscaldamento globale, che è andato aumentando da circa il 1980, può accelerare intensamente e può passare dalla crescita lineare a quella esponenziale, il che significa raddoppiare ogni paio d’anno. Ci stiamo già avvicinando alle condizioni di 125.000 anni fa, quando il livello dei mari era  grosso modo 8 metri più elevato di oggi, con lo scioglimento, il rapido scioglimento di enormi banchi di ghiaccio dell’Antartide. Potremmo… quel punto potrebbe essere raggiunto. Le conseguenze sono quasi inimmaginabili. Voglio dire: non tenterò neppure di descriverle, ma potete immaginare facilmente che cosa significhi.

Beh, mentre tutto questo procede, si leggono regolarmente sulla stampa resoconti euforici di come gli Stati Uniti stanno progredendo nella produzione di combustibili fossili. Hanno superato l’Arabia Saudita. Siamo in testa alla produzione di combustibili fossili. Le grandi banche, JPMorgan Chase e altre, stanno riversando denaro in nuovi investimenti in combustibili fossili, tra cui i più pericolosi, come le sabbie bituminose canadesi. E questo è tutto presentato con grande euforia, eccitazione. Stiamo ora arrivando all’indipendenza energetica. Possiamo controllare il mondo, decidere l’uso dei combustibili fossili nel mondo.

A malapena una parola sul significato di questo, il che è del tutto ovvio. Non è che i giornalisti, i commentatori non ne siano al corrente, che gli amministratori delegati delle banche non ne sappiano nulla. Naturalmente lo sanno. Ma questo è un genere di pressioni istituzionali da cui è semplicemente estremamente difficile districarsi. Potete mettervi nella… cercare di mettervi nella posizione del, diciamo, amministratore delegato della JPMorgan Chase, la banca maggiore, che sta spendendo larghe somme in investimenti in combustibili fossili. Egli sa certamente tutto quello che tutti sappiamo riguardo al riscaldamento globale. Non è un segreto. Ma quali sono le scelte? Fondamentalmente lui ha due scelte. Una scelta è fare esattamente quello che sta facendo. L’altra scelta è dimettersi ed essere sostituito da qualcun altro che farà esattamente quello che sta facendo lui. Non è un problema individuale. E’ un problema istituzionale, che può essere affrontato, ma solo sotto un’enorme pressione pubblica.

E abbiamo visto di recente, in modo molto spettacolare come può… come la soluzione possa essere raggiunta. Un gruppo di giovani, il Movimento Alba, organizzato, è arrivato al punto di occupare uffici del Congresso, ha stimolato alcuni interessi di nuove figure progressiste che sono state in grado di arrivare al Congresso. Sotto molta pressione popolare Alexandria Ocasio-Cortez, insieme con Ed Markey, ha in effetti posto il New Deal Verde all’ordine del giorno. E’ un risultato notevole. Naturalmente è oggetto di attacchi ostili da ogni parte; non importa. Un paio di anni fa era inimmaginabile che sarebbe stato discusso. In conseguenza dell’attivismo di questo gruppo di giovani è oggi giusto al centro dell’ordine del giorno. Va messo in atto in una forma o nell’altra. E’ essenziale per la sopravvivenza, forse non esattamente in tale forma, ma con qualche modifica. Un enorme cambiamento ottenuto dall’impegno di un piccolo gruppo di giovani. Questo ci dice il genere di cosa che può essere fatta.

Nel frattempo l’Orologio del Giorno del Giudizio del Bollettino degli Scienziati Atomici è stato fissato lo scorso gennaio a due minuti dalla mezzanotte. E quanto più prossimo sia mai stato al disastro terminale dal 1947. L’annuncio della correzione… della fissazione dell’ora, ha citato due principali minacce familiari: la minaccia di una guerra nucleare, che sta aumentando, e la minaccia del riscaldamento globale che sta sempre più aggravandosi. E per la prima volta ne ha aggiunta una terza: la distruzione della democrazia. Questa è la terza minaccia, assieme al riscaldamento globale e alla guerra nucleare. E ciò è stato molto appropriato, poiché una democrazia funzionante offre la sola speranza di superare queste minacce. Non saranno affrontate dall’azione di  principali istituzioni, statali o private, senza una grande pressione del pubblico, il che significa che i mezzi del funzionamento della democrazia devono essere mantenuti vivi, usati al modo in cui il Movimento Sunshine fece, al modo in cui fecero le grandi dimostrazioni di massa dei primi anni ’80, e al modo in cui continuano oggi.

AMY GOODMAN: Qui è Democracy Now! Sono Amy Goodman da Boston e siamo insieme con Noam Chomsky per una conservazione pubblica. Gli ho chiesto dell’arresto di Julian Assange.

NOAM CHOMSKY: Beh, l’arresto di Assange è scandaloso per molti aspetti. Uno di essi è semplicemente il tentativo di governi… e non è solo il governo degli Stati Uniti. I britannici stanno collaborando. L’Ecuador, naturalmente, sta ora collaborando. La Svezia ha collaborato in precedenza. I tentativi di zittire un giornalista che stava producendo materiali che quelli al potere non volevano che la gente dovesse conoscere riguardo a quelli al potere. Alla gente al potere non piace questo, dunque dobbiamo zittirlo. OK? Questo è il genere di cosa, il genere di scandalo, che ha luogo, purtroppo, in continuazione.

Per fare un altro esempio, proprio alla porta accanto dell’Ecuador, in Brasile, dove gli sviluppi che si sono avuti sono estremamente importanti. Questo è il paese più importante dell’America Latina, uno dei paesi più importanti del mondo. Sotto il governo di Lula, agli inizi di questo millennio, il Brasile era il più… forse il più rispettato paese del mondo. Era la voce del Sud Globale sotto la guida di Lula da Silva. Si noti che cosa è successo. C’è stato un colpo di stato, un colpo di stato morbido, per eliminare i nefasti effetti del partito laburista, il Partito dei Lavoratori. Essi sono descritti dalla Banca Mondiale – non da me, dalla Banca Mondiale, come il “decennio d’oro” della storia del Brasile, con una riduzione radicale della povertà, un grande estensione dell’inclusione di popolazione emarginate – afrobrasiliani, indigeni – che sono state fatte entrare nella società, un senso di dignità e di speranza per la popolazione. Ciò non poteva essere tollerato.

Dopo che Lula… dopo il suo abbandono della carica, ha luogo un “colpo di stato” morbido. Non entrerò nei dettagli, ma l’ultima mossa, lo scorso settembre, è stata prendere Lula da Silva, la figura principale, la figura più popolare in Brasile, che quasi certamente avrebbe vinto le successive elezioni, e metterlo in cella, in isolamento, essenzialmente una condanna a morte, 25 anni di carcere, escluso dalla lettura di giornali o libri e, crucialmente, escluso dal fare una dichiarazione pubblica, diversamente dagli omicidi di massa nel braccio della morte. Questo al fine di mettere a tacere la persona che probabilmente avrebbe vinto le elezioni. E’ il più importante detenuto politico del mondo. Avete sentito qualcosa al riguardo?

Bene, Assange è un caso simile: abbiamo dovuto mettere a tacere la sua voce. Andate indietro nella storia. Alcuni di voi possono ricordare quando il governo fascista di Mussolini mise in carcere Antonio Gramsci. Il procuratore disse: “Dobbiamo mettere a tacere questa voce per vent’anni. Non possiamo lasciarlo parlare.” Quello è Assange. Quello è Lula. Ci sono altri casi. Quello è uno degli scandali.

L’altro scandalo è giusto la portata internazionale degli Stati Uniti, che è sconvolgente. Voglio dire: perché dovrebbero gli Stati Uniti, perché dovrebbe chiunque… nessun altro stato potrebbe farlo. Ma perché gli Stati Uniti hanno il potere di controllare ciò che altri stanno facendo altrove nel mondo? Voglio dire: è una situazione che non sta né in cielo né in terra. Va avanti in continuazione. Nemmeno la notiamo mai. Quanto meno non ci sono commenti al riguardo.

Come… prendiamo gli accordi commerciali con la Cina, OK? Di che cosa si occupano gli accordi commerciali? Sono un tentativo di impedire lo sviluppo economico della Cina. E’ esattamente questo che sono. Ora, la Cina ha un modello di sviluppo. All’amministrazione Trump non piace. Dunque, perciò, indeboliamolo. Chiedetevi: che cosa succederebbe se la Cina non rispettasse le regole che gli Stati Uniti stanno cercando di imporre? La Cina, ad esempio, quando Boeing o Microsoft, qualche altra grande società, investono in Cina… la Cina vuole avere un qualche controllo sulla natura dell’investimento. Vuole un certo grado di trasferimento di tecnologia. Dovrebbe guadagnare qualcosa dalla tecnologia. C’è qualcosa di sbagliato in questo? E’ così che gli Stati Uniti si sono sviluppati, rubando – quello che noi chiamiamo rubare – tecnologia alla Gran Bretagna. E’ come si è sviluppata la Gran Bretagna, prendendosi tecnologia da paesi più sviluppati: India, Paesi Bassi, persino Irlanda. E’ così che ogni paese sviluppato ha raggiunto lo stadio dello sviluppo avanzato. Se a Boeing e Microsoft non piacciono quelle soluzioni, non devono investire in Cina. Nessuna punta loro una pistola alla tempia. Se qualcuno credesse davvero nel capitalismo, dovrebbe essere in grado di concludere qualsiasi accordo desideri con la Cina. Se riguarda un trasferimento di tecnologia, OK. Gli Stati Uniti vogliono bloccare ciò, dunque la Cina non può svilupparsi.

Prendete quelli che sono chiamati diritti di proprietà intellettuali, diritti esorbitanti di brevetto per farmaci, per Windows, ad esempio. La Microsoft ha il monopolio dei sistemi operativi attraverso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Supponete che la Cina non li rispetti. Chi beneficerebbe, chi perderebbe? Beh, il dato di fatto è che ne beneficerebbero i consumatori degli Stati Uniti. Significherebbe che otterrebbero farmaci più a buon prezzo. Significherebbe che quando prendete un computer, non vi è appioppato Windows. Potreste avere un sistema operativo migliore. Bill Gates avrebbe un po’ di soldi in meno. Le società farmaceutiche non sarebbero super-ricche come sono; un po’ meno ricche. Ma i consumatori ne beneficerebbero. C’è qualcosa di sbagliato in questo? C’è qualche problema in questo?

Beh, potreste chiedervi: che cosa sta dietro tutte queste discussioni e tutti questi negoziati? Questo vale in generale. Quasi ogni tema scegliate, potete chiedervi: perché questo è accettato? Dunque, in questo caso, perché è accettabile che gli Stati Uniti abbiano il potere persino di cominciare ad avviare persino una proposta di estradare qualcuno il cui reato consiste nel rivelare al pubblico materiali che quelli al potere non vogliono che il pubblica veda? Fondamentalmente è questo che sta succedendo.

AMY GOODMAN: Noam, che dire di quello che è successo in Israele, il primo ministro Netanyahu che ha vinto il record di un quinto mandato? Appena prima delle elezioni egli annuncia che annetterà gli insediamenti illegali nella West Bank occupata. Il mese scorso Trump ha ufficialmente riconosciuto la sovranità israeliana sulle Alture del Golan.

NOAM CHOMSKY: Bene, innanzitutto, se fosse stato eletto Benny Gantz invece di Netanyahu la differenza non sarebbe stata molto grande. La differenza tra i due candidati non è sostanziale in termini di politica. Netanyahu… ecco un altro esempio dell’estensione extraterritoriale degli Stati Uniti. Netanyahu è in qualche misura il più estremo. Gli Stati Uniti hanno voluto disperatamente che fosse eletto. E l’amministrazione Trump ha fatto regali su regali a Netanyahu per farlo eleggere. E’ stato sufficiente per portarlo appena a vincere l’elezione grosso modo al 50 contro 50 per cento; in prossimità del 50 e 50.

Uno di tali regali, ovviamente, è stato trasferire l’ambasciata a Gerusalemme, in violazione non solo della legge internazionale, ma persino di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza cui gli USA avevano partecipato. Un cambiamento molto spettacolare.

Un secondo, ugualmente spettacolare, è stato autorizzare l’annessione israeliana delle Alture del Golan. Le Alture del Golan siriane sono, in base alla legge internazionale, territorio occupato. Israele… ogni istituzione principale, ogni istituzione di rilievo, il Consiglio di Sicurezza, la Corte Internazionale di Giustizia, tutti concordano su questo. Israele aveva formalmente annesso le Alture del Golan. Ma il Consiglio di Sicurezza, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con la partecipazione degli Stati Uniti, aveva dichiarato ciò nullo e inefficace. OK? Trump ha unilateralmente rovesciato la cosa, un altro regalo da Netanyahu, affermando quest’ultimo…  cercando di dimostrare al pubblico israeliano che, con il sostegno degli Stati Uniti, egli può fare tutto ciò che vuole.

L’ultimo è stato quello più recente di Trump; appena prima dell’elezione la sua dichiarazione che, se eletto, avrebbe annesso parti della West Bank. Ciò con la tacita autorizzazione statunitense.

Queste sono misure forti che sono state attuate per interferire radicalmente con un’elezione straniera. Avete sentito qualcosa su quanto sia terribile interferire in elezioni straniere? Penso che forse l’avete notato da qualche parte. Qui è fatto radicalmente. E’ considerato bello. Ma esattamente quali sono le conseguenze reali di questo in termini del modo in cui la politica si è andata evolvendo? Di fatto, non molte.

Dunque prendiamo l’annessione delle Alture del Golan. In realtà è stata dichiarata nulla e priva di effetto dal Consiglio di Sicurezza. E’ stata condannata dalla Corte Internazionale di Giustizia. Ma qualcuno ha fatto qualcosa al riguardo? E’ stato fatto qualche passo per impedire lo sviluppo israeliano delle Alture del Golan, la creazione di insediamenti, imprese, sviluppo di località sciistiche sul Monte Hermon? Qualcosa? No, nessuno ha alzato un dito. E nessuno ha alzato un dito per un motivo semplice: gli Stati Uniti non lo consentiranno. Non lo dice nessuno, ma il fatto è questo. Beh, ora è autorizzato formalmente, invece di semplicemente succedere.

Prendiamo la proposta di Netanyahu di annettere parti della West Bank. E’ qualcosa che va avanti da cinquant’anni, letteralmente. Appena dopo la guerra del ’67 entrambi i partiti politici, entrambi i maggiori raggruppamenti in Israele – l’ex partito a base laburista, il conglomerato basato sul Likud – hanno politiche leggermente differenti, ma essenzialmente hanno attuato un programma di sviluppo nella West Bank che è mirato all’obiettivo, l’obiettivo molto chiaro, di creare quello che sarà una specie di Grande Israele, in cui Israele si impadronirà di qualsiasi cosa abbia valore nella West Bank, lascerà le concentrazioni della popolazione palestinese, come a Nablus e Tulkarm… le lascerà isolate. Nel resto della regione ci sono forse 150, o giù di lì, piccole enclave palestinesi, più o meno circondate da posti di controllo, spesso separate dai propri campi, in grado di sopravvivere, ma a malapena.

Nel frattempo sono sviluppati insediamenti ebrei. Sono state costruite città; una grande città, Ma’ale Adumim, costruita prevalentemente sotto Clinton, per inciso, negli anni di Clinton, a est di Gerusalemme. La via ad essa essenzialmente taglia in due la West Bank. Altre a nord. La stessa Gerusalemme è forse cinque volte quella che era storicamente. Tutte queste sono collegate da progetti infrastrutturali fortemente sviluppati. Potete fare un giro. Potete… questo fondamentalmente è creare periferie piacevoli di Tel Aviv e di Gerusalemme nella West Bank. Potete recarvi da Ma’ale Adumim a Tel Aviv su una grande autostrada, limitata agli israeliani e ai turisti, non ai palestinesi, più facilmente di quanto potete arrivare da South Shore a Boston, senza mai vedere un arabo.

Tutto questo è stato sviluppato costantemente, anno dopo anno, con il tacito appoggio statunitense. Gli Stati Uniti offrono il sostegno diplomatico, un mucchio di sostegno economico, l’aiuto militare. E contemporaneamente il governo dice: “Non ci piace. Smettetela”, ma offrendo i mezzi per questo. Beh, la sola differenza nella dichiarazione di Netanyahu, con il tacito appoggio di Trump, è: “Andrò avanti e l’annetterò, annetterò tutto questo, invece di limitarmi a svilupparlo subordinatamente all’annessione finale”. Queste sono le cose reali che sono andate accadendo.

Oggi la vittoria di Netanyahu, come ho detto in precedenza, cementa un’alleanza che è… che è stata sviluppata, che è stata… parti di essa sono state in un certo senso clandestine per anni, non formali, ma funzionanti e ora vengono all’aperto, alcuni degli stati arabi più reazionari… principalmente l’Arabia Saudita, uno degli stati più reazionari al mondo; l’Egitto, sotto la dittatura di Sisi, la peggior dittatura della storia dell’Egitto; gli Emirati Arabi Uniti, simili; Israele giusto al centro di essa. E’ parte di un sistema internazionale di alleanze di destra, il sistema internazionale di alleanza reazionaria ultranazionalista che sta prendendo forma sotto la guida degli Stati Uniti, una specie di nuovo sistema globale che si sta sviluppando. L’America del Sud sotto Bolsonaro ne è un’altra parte.

AMY GOODMAN: E tuttavia negli Stati Uniti c’è una crescente consapevolezza. Ad esempio, il voto Democratico-Repubblicano contro la guerra di Arabia Saudita-UAE in Yemen, alimentata dagli Stati Uniti. Questo dà speranza?

NOAM CHOMSKY: E’ uno sviluppo molto interessante. Si tratta in realtà di Bernie Sanders. E’ quello che… e notiamo… è uno sviluppo molto importante, ma notiamo che cosa è successo. La guerra dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti in Yemen è stata un’atrocità odiosa. Ci sono probabilmente – nessuno lo sa – forse 60.000-70.000 uccisi, metà della popolazione sopravvive a malapena. L’ONU la descrive come il peggiore disastro umanitario al mondo. E’ una vera mostruosità. Va avanti anni dopo anno, usando… Arabia Saudita, UAE stanno usando armi statunitensi… secondariamente armi britanniche, sostegno dello spionaggio statunitense, lo spionaggio statunitense che collabora direttamente con i sauditi per bombardamenti mirati e via di questo passo. Tutto questo è accaduto senza alcuna protesta.

Poi è arrivata l’uccisione di Khashoggi, l’uccisione brutale di un giornalisti del The Washington Post. Questo ha causato indignazione. OK? Avrebbe dovuto ma, sai, non è questo il motivo per cui la guerra in Yemen avrebbe dovuto finire improvvisamente sotto i riflettori. Ma è stato così. Poi è arrivato Bernie Sanders, con un paio d’altri, e ha avviato la legge, che pone alcuni ostacoli al sostegno diretto statunitense alla guerra. Il che è significativo, ma dovremmo porlo nel contesto di ciò che di fatto è accaduto. E io penso che possiamo essere parecchio sicuri che il triumvirato Trump-Pompeo-Bolton troverà un modo per aggirarla e far continuare la guerra, a meno che il pubblico protesti seriamente.

Ora, c’è qualcos’altro cui val la pena di prestare attenzione. Il sostegno all’espansionismo, alla repressione israeliana, all’intera alleanza che si sta sviluppando, quel sostegno ha avuto una svolta negli Stati Uniti  dai settori più liberali – grosso modo il Partito Democratico – all’estrema destra. Non molto tempo addietro il sostegno a Israele aveva una base appassionata nei settori liberali della popolazione. Era un tema Democratico. Non lo è più. In realtà, se si guarda ai sondaggi, quelli che si identificano come Democratici oggi tendono a sostenere i diritti dei palestinesi piuttosto che Israele. E’ un cambiamento enorme. I sostegno a Israele si trova oggi nelle parti più reazionarie della popolazione: cristiani evangelici, ultranazionalisti. Fondamentalmente è un tema dell’estrema destra. Tra i più giovani è ancora di più così.

Voglio dire: posso vederlo io stesso, giusto nella mia esperienza personale. Fino a forte 10 o 15 anni fa, se tenevo un discorso su Israele-Palestina in una università, persino nella mia stessa università, il MIT, dovevo avere la protezione della polizia, letteralmente. La polizia cercava di evitare che la riunione fosse interrotta. Non mi lasciavano andare da solo alla mia auto. Dovevo essere accompagnato dalla polizia. Le riunioni erano interrotte. Nessuno contestava questo. Avveniva tutto il tempo. Questo è cambiato totalmente. Ed è un cambiamento molto considerevole. Penso che presto o tardi – io spero presto – questo potrà condurre a una svolta nella politica statunitense.

Ci sono alcune mosse molto semplici che potrebbero essere fatte nella politica statunitense che potrebbero cambiare enormemente la situazione in Medio Oriente. Così, per esempio, una semplice proposta è che il governo degli Stati Uniti dovrebbe essere all’altezza della legge statunitense. Questo non suona molto spettacolare. Gli Stati Uniti hanno leggi, come la cosiddetta Legge Leahy, la Legge Patrick Leahy, che prevede che nessun aiuto militare possa essere accordato a qualsiasi organizzazione militare che sia coinvolta in violazioni sistematiche dei diritti umani. Beh, l’esercito israeliano è coinvolto in enormi violazioni dei diritti umani. Se gli Stati Uniti fossero all’altezza delle leggi statunitensi taglieremmo gli aiuti all’IDF, l’esercito israeliano. Già quel solo passo avrebbe un grosso effetto, non solo l’aiuto materiale, ma il suo significato simbolico. Ed è ben possibile che con la svolta dell’opinione pubblica, specialmente tra i più giovani, si potrebbe arrivare a un punto in cui ci sarà una richiesta che gli Stati Uniti rispettino le stesse proprie leggi. OK? Di nuovo, non un appello molto drammatico. E aprirebbe persino una nuova strada.

AMY GOODMAN: Noam Chomsky. Abbiamo conversato giovedì presso la Old South Church. Stava visitando la sua città per lungo tempo di Boston. E’ stato professore del Massachusetts Institute of Technology per più di cinquant’anni. Alla fine dell’evento abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno.

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/confronting-ultranationalist-reactionary-movements-across-globe/

Originale: Democracy Now

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

 

 

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