I socialisti spagnoli mirano al 75% di rinnovabili entro dieci anni

Print Friendly

di Juan Cole – 6 marzo 2019

La Spagna sta già ricavando il 40 per cento della propria elettricità da energie rinnovabili, ma il suo governo socialista spera di raddoppiare tale percentuale in poco più di un decennio.

Il primo ministro socialista spagnolo Pedro Sanchez e il suo governo hanno approvato una bozza di proposta per ricavare il 74 per cento dell’elettricità del paese da rinnovabili entro il 2030, un po’ di un decennio da oggi, e il governo conta su 120 gigawatt di energia verde per allora. Spera anche che il 22 per cento dei suoi veicoli saranno elettrici entro quella data. Madrid spera di scendere a livelli di emissioni di carbonio mai visti dagli anni ’70.

Sanchez propone di spendere 53 miliardi di dollari per i piani, il che farà risparmiare quasi 80 miliardi di dollari sul costo dell’importazione di petrolio e di altri idrocarburi.

La Spagna intende più che raddoppiare l’energia eolica da 23k megawatt a 50k MW e di aumentare i sistemi fotovoltaici di un fattore di 7. La Spagna conta di non usare virtualmente carbone entro il 2030. L’intento consiste anche nel creare una capacità di stoccaggio di 6 gigawatt entro quell’anno.

La Spagna è solo uno tra cinque dei 28 membri dell’Unione Europea che mirano alla generazione del cento per cento dell’elettricità da rinnovabili entro il 2050.

Questi sono piani di un fragile governo socialista e il progresso potrebbe essere rallentato se tornasse al potere la destra attraverso elezioni a sorpresa in aprile. Tuttavia i socialisti sono proiettati come il maggior partito al parlamento e non possono essere ridotti alla completa irrilevanza nemmeno se una coalizione di destra ottenesse la maggioranza.

Poiché molte gare governative sono già state assegnate, e poiché il prezzo dei pannelli solari e delle turbine eoliche sta scendendo rapidamente, la spinta può essere difficile da rallentare. Oltre a ciò la Spagna o obblighi di ridurre le emissioni di carbonio per la sua appartenenza all’Unione Europea.

Inoltre la regione della Catalogna e specialmente la città di Barcellona stanno investendo in energia verde, indipendentemente da ciò che fa il governo centrale.

Nel 2018 l’elettricità di fonte solare in Spagna è quasi raddoppiata, grazie alla discesa del prezzo dei pannelli solari. Cioè gli obiettivi esposti più sopra possono essere sin troppo prudenti e il progresso verso il cento per cento di energia verde probabilmente sarà più rapido di quanto oggi immagini il governo spagnolo, spinto dal desiderio dei consumatori di risparmiare denaro e di un’accresciuta efficienza e prezzi inferiori, cioè da meccanismi di mercato, anche se il governo diventasse meno ambizioso.

Nel frattempo le Isole Baleari e 26 altre isole dell’Unione Europea stanno pianificando di arrivare a zero carbonio entro il 2050 e stanno cominciando a chiudere centrali elettriche alimentate a carbone. Dopo il 2035 le nuove vendite di auto dovranno essere di veicoli elettrici. Destinazioni turistiche come Ibiza beneficeranno dell’energia verde, non solo riducendo i danni da inquinamento, ma anche perché i vacanzieri stanno cominciando a scegliere destinazioni verdi.

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/spains-socialists-aim-for-75-renewables-in-ten-years/

Originale: Informed Comment

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

 

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Precedente Cambiamo l’Europa dal basso Successivo Un’altra guerra per il petrolio? Grazie Ted Cruz