Macron minaccia di criminalizzare l’opposizione al sionismo in Francia  

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Di Will Murrow – 22 febbraio 2019

Ogni giorno che passa è più evidente che la campagna contro l’antisemitismo della dirigenza che governa la Francia è semplicemente una cortina fumogena per un programma reazionario, attuato in alleanza con forze di estrema destra, per ampliare i poteri della polizia e sopprimere l’opposizione di sinistra tra i lavoratori.

Mercoledì sera il presidente francese Emmanuel Macron ha tenuto un discorso alla trentaquattresima cena del Comitato Rappresentativo delle Istituzioni Ebraiche di Parigi. Facendo eco a posizioni di estrema destra, il suo discorso ha presentato l’antisemitismo come principalmente associato ai mussulmani e ai sentimenti anticapitalisti di sinistra nella classe lavoratrice.

Macron ha annunciato che il suo governo modificherà la sua definizione dell’antisemitismo – cioè odio razzista contro gli ebrei – per includervi l’opposizione al sionismo, la visione politica nazionalista di destra della creazione di uno stato israeliano separato.

Le espressioni antisemite sono un reato in Francia e la ridefinizione di Macron minaccia di criminalizzare tutte le critiche delle politiche di Israele, compresi i suoi attacchi omicidi contro civili palestinesi indifesi e minacce di guerra all’Iran. Anche se Macron ha detto che il codice penale non sarà modificato, ha detto che il cambiamento della definizione “riaffermerà le pratiche delle nostre forze dell’ordine, dei nostri giudici e dei nostri insegnanti”.

Pure sotto la bandiera della lotta alle “espressioni di odio”, Macron ha detto che a maggio presenterà una nuova proposta di legge contro la libertà di Internet. Migliorerà la capacità del governo di censurare siti web stranieri i quali, ha detto, “cambiando regolarmente server sono oggi difficili da bloccare”.

Macron ha denunciato aggressivamente l’anonimato in rete, cioè la capacità delle persone di usare la rete senza che i loro pensieri e dichiarazioni siano controllati dal governo. “Sarà ovviamente sollevata la questione dell’anonimato”, ha detto. “Troppo spesso è la maschera dei vigliacchi. E dietro ogni pseudonimo c’è un nome, un volto, un’identità”.

Queste misure non hanno nulla a che fare con la lotta all’antisemitismo. Il governo sta intensificando i suoi poteri di sorveglianza e censura in reazione alla crescente opposizione contro la disuguaglianza sociale e l’austerità da parte della classe lavoratrice che ha trovato espressione iniziale nelle proteste di massa dei “gilet gialli” organizzate via Facebook e altri media sociali.

Macron ha sottolineato l’importanza della collaborazione recentemente annunciata dal suo governo con Facebook. A partire da quest’anno funzionari governativi sono inseriti nel cuore degli uffici di Facebook addetti alla censura dei contenuti, senza alcun controllo pubblico su quali dichiarazioni rimuovono dai media sociali.

E’ tanto più assurdo e politicamente osceno che Macron ammanti questo programma sotto la bandiera della lotta all’”antisemitismo”. Egli ha operato per riabilitare il fascismo francese, dichiarando lo scorso novembre che Philippe Pétain, il capo del governo collaborazionista di Vichy che organizzò l’assassinio di massa di ebrei in Francia, era un “grande soldato”.

La campagna ufficiale contro l’”antisemitismo” si è intensificata dallo scorso sabato, quando un dimostrante, che la polizia ha successivamente dichiarato posto sotto sorveglianza per la sua adesione a un movimento estremista islamico, ha affrontato Alain Finkielkraut, un commentatore politico sionista di destra ebreo, usando un linguaggio disgustoso e denunciando come sionista.

L’affermazione di un singolo individuo è ora utilizzata per infangare l’intera protesta dei “gilet gialli” con l’accusa di antisemitismo, anche se queste proteste sono state sin dall’inizio animate dall’opposizione di sinistra alla disuguaglianza sociale. Un obiettivo centrale di questa campagna consiste nel contrastare la vasta simpatia per le dimostrazioni tra i lavoratori e i giovani.

L’elemento della campagna che più colpisce è il modo in cui, sotto la bandiera della lotta all’antisemitismo, si sta formando un’alleanza con partiti neofascisti che sono i discendenti politici delle forze responsabili dell’assassinio di massa di ebrei nell’Olocausto.

Macron ha parlato appena un giorno dopo le proteste indette dal Partito Socialista (PS) contro il presunto antisemitismo dei “gilet gialli”, cui si è unita virtualmente tutta la dirigenza politica. Vi hanno partecipato non soli membri del PS ma anche la maggior parte dei ministri di Macron, i Repubblicani, il Partito Comunista Francese e Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise di “sinistra”. Il PS aveva invitato anche Marine Le Pen, capo del neofascista Fronte Nazionale (FN) che solo due anni fa ha dichiarato che la “Francia non è stata responsabile” del raduno di ebrei di Vel d’Hiv per la loro deportazione da Parigi nel 1942.

Se la stella della Le Pen sta rapidamente salendo oggi nel sistema politico è perché il suo partito esprime più costantemente il militarismo, il nazionalismo e la repressione con cui l’élite dominante intende reagire all’opposizione politica interna. Lei concentra la sua propaganda attuale sull’attacco aggressivo contro i mussulmani. Rifiutando di partecipare alla protesta del PS di martedì, ha accusato i principali partiti “di non aver fatto nulla contro la diffusione delle reti islamiste nei quartieri popolari o di averla incoraggiata…”

Questa oscenità definisce oggi il tono della politica ufficiale. Il discorso di Macron mercoledì ha ripetutamente messo in guardia contro la crescita dell’”Islam radicale” e ha sollecitato un’intensificazione del controllo dei quartieri della classe lavoratrice.

“Questa ideologia cresce come una cancrena in certe periferie”, ha detto, sollecitando una “conquista repubblicana di questi territori”. La campagna ufficiale contro l’antisemitismo sta emergendo sempre più apertamente come un attacco razzista contro mussulmani a giustificazione della repressione dei lavoratori.

Macron ha cercato di nascondere che questa campagna è un attacco contro l’opposizione di sinistra, presentandola come una lotta imparziale contro estremisti politici. “Si notino bene le differenti forme che esso [l’antisemitismo] assume”, ha detto. “L’odio dell’ebreo è al tempo stesso l’odio del comunista e del capitalista… l’antisemitismo in tutte le sue forme è alimentato dagli estremismi”.

Queste affermazioni sono falsificazioni. L’antisemitismo è storicamente l’ideologia del fascismo, che attuò attacchi omicidi contro comunisti. Ma il suo nazionalismo violento è incompatibile con qualsiasi genuina politica di sinistra, per non parlare dell’opposizione socialista al capitalismo nella classe lavoratrice. E’ stato e rimane il territorio soprattutto dell’estrema destra, che oggi sta crescendo grazie al sostegno all’interno di quella stessa dirigenza politica che sta denunciando i “gilet gialli”.

Questo è stato confermato da un rapporto recente pubblicato dal governo tedesco che ha documentato l’allarmante aumento degli attacchi antisemiti in Germania. Nonostante affermazioni dell’intera dirigenza politica che l’antisemitismo è prevalentemente “importato” da immigrati, esso ha rilevato che la schiacciante maggioranza degli attacchi antisemiti è stata condotta da gruppi di estrema destra (vedere: Anti-Semitic and far-right violence on the rise in Germany).

La parificazione di Macron dell’antisemitismo con tutti gli “estremismi” è mirata a dichiarare che la sinistra, e tutta l’opposizione sociale presso la classe lavoratrice, è intrinsecamente antisemita e dunque essenzialmente criminale. Riferendosi all’antisemitismo egli ha detto che “nei tempi in cui viviamo, altre forme [di odio] stanno crescendo con esso”, tra cui l’odio “contro dirigenti eletti, contro l’autorità, contro il parlamentarismo”.

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://www.wsws.org/en/articles/2019/02/22/macr-f22.html

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2019 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

 

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