Natale a Tornillo

Print Friendly

Natale a Tornillo

di Juan Ortiz, Judy Chu ed Amy Goodman

5 gennaio 2019

Mentre la chiusura del governo sta arrivando al 14° giorno e Trump raddoppia le sue richieste per un muro al confine, consideriamo la crisi in corso che si svolge al confine con gli Stati Uniti e guardiamo i dimostranti sul terreno che stanno reagendo.

Nel Texas occidentale, gli attivisti per i diritti degli immigrati stanno organizzando azioni quotidiane per chiudere il campo di detenzione di Tornillo, dove migliaia di giovani immigrati vengono attualmente detenuti. Gli organizzatori le definiscono occupazione “Natale a Tornillo”. Alla viglia di Natale hanno chiuso l’entrata del campo di detenzione che si sta espandendo, dove vengono detenuti 2.300 bambini in più di 150 tende. Parliamo con Juan Ortiz, attivista per i diritti degli immigrati e principale organizzatore insieme a Natale a Tornillo e al membro Democratico del Congresso, Judy Chu, della California.

AMY GOODMAN:  Questa è Democracy Now! Sono Amy Goodman. Mentre la chiusura del governo sta arrivando al 14° giorno e Trump raddoppia le sue richieste per un muro al confine, consideriamo la crisi in corso che si svolge al confine con gli Stati Uniti e guardiamo i dimostranti sul terreno che stanno reagendo. Nel Texas occidentale, gli attivisti per i diritti degli immigrati stanno organizzando azioni quotidiane per chiudere il campo di detenzione di Tornillo, dove migliaia di giovani immigrati vengono attualmente detenuti. Gli organizzatori le definiscono occupazione “Natale a Tornillo”. Alla viglia di Natale hanno chiuso l’entrata del campo di detenzione che si sta espandendo, dove vengono detenuti 2.300 bambini in più di 150 tende.

DENISE BENAVIDES: Mi chiamo Denise Benavides.  Sono una organizzatrice di comunità della Contea di Dallas. Siamo qui al punto di accesso di Tornillo, davanti al campo di detenzione per i minori del Centro America che sono adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni. L’unico modo che abbiamo di far chiudere questo posto è la resistenza, è l’azione. Sono le nostre voci, sono le storie che sentiamo. Siamo stanchi di questo. Non dovrebbe accadere in America. Siamo il paese più “carcerato” del mondo. Ed è triste che esaltiamo la libertà.

AMY GOODMAN: Tornillo è diventato un  punto di esplosione della lotta contro le politiche di immigrazione dell’amministrazione Trump e il crescente numero di bambini detenuti negli Stati Uniti. La tendopoli-prigione che ha iniziato le sue operazioni in giugno con uno spazio per 360 bambini, da allora si è ampliata fino a tenerne migliaia. In novembre, una comunicazione dell’amministrazione Trump  ha rivelato che erano stati revocati i rigorosi controlli delle impronte digitali del personale a Tornillo. Si era previsto che la struttura chiudesse il 31 dicembre, ma rimarrà aperta nel 2019 secondo l’HHS, cioè il Dipartimento della salute e dei servizi umani.

Per saperne di più, ci colleghiamo con El Paso, in Texas, dove si si mette in contatto con noi Juan Ortiz, immigrato e attivista per i diritti indigeni, principale organizzatore dell’iniziativa Occupazione di Natale a Tornillo. E’ collegata ancora con noi da Washington. D.C., il membro Democratico del Congresso, Judy Chu, che rappresenta Pasadena ed altre zone. Insieme al Senatore Democratico Jeff Merkley, ha introdotto la Legge per la Chiusura dei Campi di Detenzione per bambini.

Judy Chu ci spiega che cosa attuerebbe questa legge.

REP. JUDY CHU: Dovrebbe far chiudere i campi di detenzione per i bambini, come quello di Tornillo, in modo che questo non possa accadere di nuovo. Sono rimasta scioccata quando ci sono andata in dicembre in un viaggio congressuale guidato dal Senatore Jeff Merkley. Sono rimasta scioccata dal fatto che esistessero questi campi.

Lasciate che vi dica qualcosa circa quello che ho visto. Abbiamo viaggiato per un’ora lasciandoci dietro la civiltà, i campi di cotone morti. Sembrava che non ci fosse nulla. E poi, venuta fuori dal deserto c’era un’intera tendopoli di gigantesche tende bianche.

E’ risultato che si è dato inizio alla sistemazione  di queste tendopoli perché era un modo per aggirare l’ accordo di Flores, che richiede che i minori non dovrebbero essere detenuti per più di 20 giorni. Quindi, è stata installata come struttura di emergenza. Non avevano corrente elettrica o acqua corrente. Tutto doveva essere consegnato e portato dentro. E c’era una ragione intenzionale per questo. Era così che questa struttura di detenzione poteva essere considerata una struttura di emergenza, dove era possibile  tenere indefinitamente questi bambini in condizioni simili a un  carcere.

Questi bambini non sapevano quando sarebbero andati via. E hanno avuto una via d’uscita, in realtà: 1.300 di loro avevano già degli sponsor. Eppure erano tenuti lì perché Trump, in quel momento, aveva aumentato i requisiti in base ai quali  questi bambini potevano andare via. partire. Ma lì rimasero, indefinitamente, fino a quando potevano essere liberati.

AMY GOODMAN: Vorrei presentarvi Juan Ortiz che è  un attivista per i diritti degli immigrati, organizzatore locale, di El Paso, principale organizzatore dell’occupazione denominata Christmas in Tornillo (Natale a Tornillo). Ora però, siamo molto dopo Natale, Juan. Che cosa sta facendo lì? Che cosa chiede?

JUAN ORTIZ: Fondamentalmente, ciò che facciamo ora è occupare dello spazio. In origine era iniziato auspicando di essere lì durante il periodo natalizio e di fare azioni di resistenza lì. E’ finito per trasformarsi in qualcosa di più grande  perché siamo entrati direttamente – cioè le persone di fuori città, nella crisi umanitaria.

Eravamo, quini alla stazione dei bus Greyhound dove le persone venivano fatte scendere nel freddo senza nessuna possibilità di potersi difendere dal tempo o dalle condizioni in cui erano stati lasciati. Abbiamo quindi finito per diventare un accampamento che, a parte fare opposizione, assisteva anche la comunità nelle loro necessità umanitarie che emergevano in quel periodo. Stiamo ora occupando dello spazio per essere sicuri di essere presenti per assistere la comunità ininterrottamente in base a ciò che verrà fuori, insieme alla nostra rete di partner, perché queste situazioni continueranno. Il DHS* – Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America continua a far scendere le persone non soltanto alle stazioni dei bus Greyhound, ma anche in alberghi e in altre strutture che sono state    soltanto per essere in grado di far fronte alla “inondazione”, alla enorme “inondazione” di persone che vengono rilasciate sulle strade.

Questo sarà, però, un problema continuo, e quindi noi due siamo presenti e dirigiamo persone e risorse dalla nostra  base di Tornillo alla città, ma facciano anche azioni di protesta, come quella che abbiamo svolto il giorno in cui abbiamo eliminato il cambio dei turni a Tornillo per sottolineare – come stava dicendo il senatore (sic) prima, come è insostenibile che debbano portare 25 autobus carichi di personale ogni notte, da tutta la zona, sostenere le spese, e il costante flusso di acqua potabile soltanto per essere in grado di mantenere la struttura, perché è così remota. Le condizioni sono così draconiane, ed è così isolata dal resto di El Paso, che solo per avere una presenza lì è davvero faticoso anche per noi, che veniamo dalla città, soltanto essere in grado poter accamparci là fuori. Molti dei nostri si sono ammalati. Le condizioni sono dure. E questo avviene  soltanto fuori dall’accampamento.

AMY GOODMAN: Juan Ortiz, nel mese scorso sono morti due bambini che erano in custodia degli Stati Uniti, in realtà in una zona remota del New Mexico. Abbiano sentito parlare di centinaia di persone che vengono fatte  scendere  dalla polizia di frontiera degli Stati Uniti a El Paso. Lei era lì. Ci descriva che cosa ha visto e le condizioni dei bambini.

JUAN ORTIZ: Sì, io e Denise Benavides, che ha parlato prima, e Elizabeth Vega, che sono di Ferguson e diverse parti del Texas e Dallas, ci siamo tutti riuniti nel giorno in cui tutti sono arrivati, perché facciamo parte di reti che ci danno un segnale testa quando si verificano queste crisi umanitarie. Vivo non troppo lontano dalla stazione dei bus  Greyhound. E quella in cui ci siamo imbattuti , era  una situazione in cui il DHS aveva lasciato molte persone, e l’ ICE aveva lasciato molte persone alle stazioni di Greyhound. Stava diventando sempre più freddo. C’era un sacco di gente già malata. Non avevano mangiato probabilmente in giorni, da quello che possiamo pensare, I bambini avevano sete. C’erano tutte queste diverse condizioni, che riguardavano persone con  un sistema immunitario compromesso dal fatto di non mangiare adeguatamente. Gli adulti erano malati.

Quindi ho capito di che cosa si trattava. E, in sostanza, cioè il fatto che le condizioni esatte che il  DHS stava negando, esistevano nelle loro strutture e sotto la loro custodia che ha causato le morti di Jakelin e poi, in seguito, di Felipe. E poi, in realtà, Jakelin è morta a El Paso, che si trova a neanche due miglia dalla stazione dei Greyhound dove il resto dei migranti fu abbandonato, ed è morta dopo una lunga battaglia di denunce. E questo, per me, ha reso reale quella situazione lì, ha – è diventato dimostrabile ciò che l’amministrazione stava negando, che stavano creando le condizioni in cui i bambini erano morti. Chiunque fosse lì quel giorno – e noi eravamo lì quel giorno ad assistere – poteva capire che la violenza strutturale che era stata messa in atto contro quei bambini e che continua a essere messa in atto contro quei bambini in posti come Tornillo, era una prova positiva per noi e per chiunque fosse lì, per testimoniare che, quelle condizioni sono davvero reali e che sono in corso.

AMY GOODMAN: E membro del Congresso Judy Chu, ora che i Democratici hanno preso la Camera, anche se il co-sponsor, Senatore Merkey, è in un Senato repubblicano, come farete a spingere per ottenere la chiusura della legge per Tornillo?

REP. JUDY CHU: Dobbiamo assicurarci che il pubblico americano sappia che stanno accadendo queste cose, in modo da provare lo stesso sdegno che c’era stato quando avvenivano le separazioni dei bambini. Penso che la maggior parte degli Americani non sappiamo nulla di queste tendopoli. Lo sdegno ha avuto come conseguenza almeno il fatto che l’amministrazione Trump ha detto che le chiuderà a metà gennaio, ma non ci fidiamo di questa dichiarazione. Anche la Shut Down Tornillo Coalition (Coalizione per Chiudere Tornillo) non si fida, perché potrebbero creare altrove questa città tendata di emergenza e potrebbero farla “spuntare fuori” da qualche parte, come hanno fatto con questa, dove hanno cominciato con alcune centinaia di bambini, ma quando ci siamo arrivati ce ne erano 2700 confinati in quella particolare struttura. Vogliamo creare la maggior pressione possibile in modo da assicurarci che questo non accadrà di nuovo.

AMY GOODMAN: Secondo l’agenzia di stampa Associated Press, il governo progetta anche di ospitare questi adolescenti in un’altra struttura provvisoria a Homestead, Florida, aumentando il numero di letti da 1.330 a oltre 2.300.

REP. JUDY CHU: Vedete quindi che cosa sta accadendo. Stanno semplicemente trasferendo queste strutture, e proprio la stessa cosa potrebbe accadere a Homestead, Florida, dove migliaia di bambini vengono detenuti. E’ una cosa disumana e potrei non crederci. Quando sono andato a Tornillo, ho visto questi bambini muoversi in fila indiana, con una guardia all’inizio della fila e una alla fine. Soltanto per andare al bagno dovevano avere una guardia per accompagnarli. Neanche in prigione ho visto questo genere di controllo severo sui dei bambini. Questi sono bambini. E’ intollerabile. Non possiamo proprio permettere che continui.

AMY GOODMAN: E, infine, Juan Ortiz quale è il tuo messaggio – abbiamo soltanto 30 secondi – alla gente di tutto il mondo, dal confine, dato che il Presidente Trump ha chiuso il governo? Stiamo entrando nella terza settimana, 800.000 lavoratori non pagati o in congedo, e il presidente sta  chiedendo  5 milioni di dollari per un muro di confine. Che cosa ne pensi?

JUAN ORTIZ: E’ importante sapere che questo fa parte del processo. Come il senatore [sic] stava dicendo, Tornillo è lì a causa delle separazione delle famiglie. La separazioni delle famiglie ci sono a causa della tolleranza zero. La tolleranza zero esisteva a causa della criminalizzazione dell’immigrazione.

E ciò che non fa parte del processo è questo aiuto umanitario che le comunità di confine hanno dovuto affrontare. I nostri partner nel movimento Famiglie di Immigrati Insieme, nel Movimiento Cosecha, sono stati tutti messi alla prova – il Comitato per la solidarietà dei migranti a El Paso – hanno dovuto aumentare il doppio del loro ammontare di aiuti umanitari per essere in grado di aiutare la gente. E le comunità come la nostra sono ultra stressate.  Il sistema non dovrebbe dipendere dagli aiuti umanitari per poter salvare le vite.

Ciò dimostra che il sistema e l’apparato statale sono a pezzi e che noi, come comunità, siamo stanchi di tutte queste politiche che vengono attuate senza infrastrutture e che tutti questi luoghi remoti e desolati lungo il confine non sono stati costruiti per alloggiare e non avere la possibilità di ospitare degli esseri umani in modo sostenibile. E, così, si verificheranno più morti. Più persone al confine dovranno sacrificarsi sempre di più. Ed è tutto parte di un processo che è dovuto a tutte queste politiche reazionarie e xenofobe e razziste dirette alla nostra comunità da entrambe le parti. E lo riconosciamo.

E ringrazio tutte le comunità di confine e il resto dei nostri partner che ci hanno aiutato a superare queste iniziative, perché siamo sopraffatti. E le nostre comunità stanno mostrando la loro vera natura, stanno assumendosi la responsabilità riempire un vuoto che non dovrebbero avere, perché l’apparato statale non dovrebbe dipendere dalla carità e dalla carità delle persone lungo il confine che sono già impoveriti, che provengono da comunità che sono già state messe a dura prova, per essere in grado di funzionare in un sistema che è semplicemente non funzionante. Tornillo è solo la prova positiva di un sistema che è nel caos, non il confine. Il confine è quello che ha fatto passi avanti e che sta riempiendo il vuoto e che sta e mettendo ordine nel caos che l’amministrazione sta creando.

AMY GOODMAN: Juan Ortiz, voglio ringraziarti per essere stato con noi; Juan è attivista per i diritti degli indigeni e degli immigrati, e ha parlato con noi da El Paso, ed è uno degli organizzatori principali del Natale nell’occupazione di Tornillo. E grazie molte al membro del Congresso democratico Judy Chu di Pasadena e delle aree circostanti in California, presidente del Congressional Asian Pacific American Caucus, e anche membro del Ways and Means Comittee – la quale ha introdotto la legge per chiudere i campi di detenzione infantile.

Nella foto: un’immagine del campo di detenzione di Tornillo.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Dipartimento_della_sicurezza_interna_degli_Stati_Uniti_d%27America

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/christmas-in-tornillo

Originale: Democracy Now

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Precedente STRATCOM vi augura un paurosissimo Anno Nuovo Successivo Vivete e imparate