Le più recenti possibilità di un conflitto a fuoco tra NATO e Russia

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di Ann Garrison – 13 dicembre 2018

Lo studioso ungherese George Szamuely dice ad Ann Garrison che vede un 70 per cento di probabilità di scontri tra NATO e Russia dopo l’incidente nello Stretto di Kerch e che essi sono alimentati dal ‘Russiagate’.

George Szamuely è uno studioso nato in Ungheria e Ricercatore Anziano presso il Global Policy Institute di Londra. Vive a New York City. Ho parlato con lui dell’intensificazione delle ostilità sui confini ucraini e del Mar Nero con la Russia e dell’esercitazione Trident Juncture, la grande esercitazione militare della NATO ai confini con la Russia terminata appena prima dell’inizio delle ostilità più recenti.

Ann Garrison: George, le ostilità tra Ucraina, NATO e Russia continuano ad aggravarsi nel Mar di Azov, nello Stretto di Kerch e nel Mar Nero. Quali pensi siano le più recenti possibilità di un conflitto a fuoco tra la NATO, se uno non sarà già scoppiato nel momento in cui pubblicheremo questa intervista?

George Szamuely: Diverse settimane fa, quando abbiamo parlato per la prima volta di questo, ho detto il 60 per cento. Oggi direi forse il 70 per cento. Il problema è che Trump pare deciso a essere l’anti-Obama. Obama, nella versione di Trump, ha “permesso” alla Russia di prendersi la Crimea e di “invadere” l’Ucraina. Perciò starà a Trump rovesciare questo. Proprio come lui, Trump, ha rovesciato la politica di Obama sull’Iran ritirandosi dal Joint Comprehensive Plan of Action, altrimenti noto come l’accordo con l’Iran sul nucleare. Dunque aspettiamoci un sempre crescente coinvolgimento statunitense in Ucraina.

AG: Risulta che il comandante supremo statunitense della NATO, generale Curtis M. Scapparrotti, sia stato al telefono con il presidente ucraino Petro Poroshenko “offrendo il suo pieno appoggio”. Idee al riguardo?

GS: In Ucraina c’è una guerra per procura dal 2014, con la NATO che sostiene il governo ucraino di Poroshenko e la Russia che sostiene i dissidenti e i separatisti armati che parlano russo e si identificano come russi nella regione sud-orientale dell’Ucraina del Donbass. Ma nello Stretto di Kerch le ostilità sono tra Russia e Ucraina, con la NATO al fianco dell’Ucraina.

Un conflitto a fuoco scoppierà se soldati della NATO spareranno contro, e uccideranno, soldati russi o viceversa. Chiunque spari per primo, l’altra parte si sentirà obbligata a reagire e allora ci sarà una guerra tra la Russia e la NATO o tra la Russia e una nazione della NATO.

Non sappiamo se la NATO si sentirebbe obbligata a reagire unitariamente se i russi sparassero contro soldati di singole nazioni della NATO, più probabilmente soldati britannici, poiché il Regno Unito sta inviando più delle sue Forze Speciali ed è già la più vasta presenza militare della NATO in Ucraina. La Russia potrebbe sconfiggere il Regno Unito, ma se gli Stati Uniti fossero coinvolti allora tutto è possibile.

AG: E’ difficile immaginare che gli USA permetterebbero alla Russia di sconfiggere il Regno Unito.

GS: Lo è, ma d’altro canto gli USA sono gli USA e il Regno Unito è il Regno Unito. Gli Stati Uniti potrebbero ben essere pronti a battersi fino all’ultimo inglese, in larga misura come gli Stati Uniti sono decisamente pronti a battersi fino all’ultimo ucraino. Ci sono già 300 paracadutisti statunitensi in Ucraina ad addestrare ucraini, ma gli inglesi farebbero bene a comprendere che le parole di incoraggiamento di Washington non si traducono necessariamente nella disponibilità di Washington a entrare in guerra.

Szamuely: USA pronti a battersi fino all’ultimo inglese

AG: Il Congresso statunitense ha approvato una legge che stabilisce che soldati statunitensi non possono servire sotto un comando straniero, dunque ciò richiederebbe un comando statunitense.

GS: Sì, e senza di esso di qualsiasi sconfitta britannica potrebbe essere incolpata la tradizionale incompetenza militare britannica piuttosto che la debolezza o la stupida millanteria statunitensi.

AG: Questo più recente alterco tra le marine russa e ucraina ha avuto luogo nello Stretto di Kerch. Ho dovuto studiare diverse carte geografiche per capirlo, ma fondamentalmente né navi russe né navi ucraine, militari o commerciali, possono entrare o uscire dal Mar di Azov o dal Mar Nero senza attraversare lo Stretto di Kerch. Ciò non significa che nessuna delle due parti possa accedere al Mar Nero, perché entrambe hanno porti sul Mar Nero, ma non potrebbero passare da porti del Mar di Azov al Mar Nero e viceversa.

E né l’Ucraina né la Russia possono arrivare dal Mar Nero ad acque europee occidentali senza attraversare il Bosforo e lo Stretto dei Dardanelli in Turchia per il Mar Egeo e il Mediterraneo e poi ulteriormente all’Oceano Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra, che confina da una parte con la Spagna e il territorio britannico di Gibilterra e dall’altra con il Marocco e il territorio spagnolo di Ceuta. Dunque ci sono molte strozzature geostrategiche dove navi russe, militari o commerciali, potrebbero essere fermate da nazioni della NATO o da loro alleate, è l’Ucraina ha già chiesto alla Turchia di impedir loro di attraversare lo Stretto del Bosforo. Idee al riguardo?

GS: Beh, naturalmente l’Ucraina può chiedere quel che le pare. Non c’è modo al mondo in cui la Turchia cercherebbe di fermare navi russe che attraversino lo Stretto del Bosforo. Sarebbe una violazione della Convenzione di Montreaux del 1936 e un atto di guerra da parte della Turchia. Non succederà. Quanto allo Stretto di Kerch si tratta di acque territoriali russe. L’Ucraina è libera di usarlo e lo ha fatto senza incidenti dal 2014. La sola cosa su cui insistono i russi è che qualsiasi nave attraversi lo stretto usi un pilota russo. Nel recente incidente il rimorchiatore turco ha rifiutato di usare un pilota russo. I russi sono diventati sospettosi, temendo che gli ucraini fossero impegnati in una missione di sabotaggio per far saltare il ponte di nuova costruzione sullo stretto. Ricorderai che un giornalista statunitense non molto tempo fa aveva sollecitato le autorità ucraine a far saltare il ponte. E’ per questo che i russi accusano Kiev di aver inscenato una provocazione.

AG: Esiste da molto tempo un canale riservato tra la Casa Bianca e il Cremlino, come messo in satira dal ‘Dottor Stranamore’. Fanatici anti-Trump continuano ad affermare che è una novità ed è un tradimento, ma è consolidato da lungo tempo. Obama e Putin l’hanno usato per prevenire che soldati russi e statunitensi si sparassero contro a vicenda invece di sparare contro i jihadisti che entrambi affermavano di star combattendo in Siria. Kennedy e Kruscev lo usarono per impedire che la crisi della Baia dei Porci si trasformasse in una guerra nucleare. Trump e Putin on dovrebbero parlare ora, su quel canale riservato, indipendentemente da quanto ciò turbi CNN e MSNBC?

GS: Beh, dovrebbero naturalmente farlo. Il pericolo è che in questa atmosfera di isterismo antirusso tali canali di dialogo possano non essere tenuti aperti. In conseguenza le crisi potrebbero aggravarsi oltre il punto in cui l’una o l’altra parte possa far marcia indietro senza perdere la faccia. Quel che è terrificante è che oggi così tanti politici e la stampa statunitensi descrivano qualsiasi genere di negoziato, dialogo, o gestione delle minacce come una collusione traditrice da parte di Donald Trump.

Ricorda il primo bombardamento di Trump in Siria dell’aprile del 2017. Prima di lanciare l’attacco, dirigenti dell’amministrazione Trump hanno preavvisato i russi per consentire loro di portare ogni velivolo russo fuori pericolo. Questa azione perfettamente sensata da parte dell’amministrazione – tralasciamo l’illegalità e la stupidità dell’attacco – è stata accolta da Hillary Clinton e dalla folla di MSNBC come prova che l’intera operazione era stata organizzata da Trump e Putin per distogliere l’attenzione dal ‘Russiagate’. Bisogna essere fuori di testa!

AG: La maggior parte di noi ha ascoltato resoconti di Russia e NATO in conflitto sul motivo del sequestro da parte della marina russa di diversi vascelli ucraini nel Mar di Azov. Qual è la tua interpretazione di ciò che è successo?

Poroshenko: provocazione in vista delle elezioni?

GS: Come ho detto, penso che i russi avessero ogni diritto di essere sospettosi circa l’intenzione delle imbarcazioni ucraine. Gli ucraini sanno che queste sono acque territoriali russe. Sanno che l’unico modo per attraversare lo Stretto di Kerch consiste nell’usare un pilota russo. Si sono rifiutati di consentire ai russi di pilotare le navi attraverso lo stretto. Quali che fossero le intenzioni ultime degli ucraini – compiere un atto di sabotaggio, provocare i russi a una reazione esagerata e poi chiedere aiuto alla NATO o semplicemente attraverso lo stretto senza un pilota russo al fine di consentire al presidente Poroshenko di dichiarare lo stretto non russo – quale che fosse l’intenzione di Kiev i russi erano legittimati a reagire. La forza usata dai russi non si può certo dire eccessiva. In circostanze simili gli USA avrebbero distrutto tutte le navi e ucciso tutti gli uomini a bordo. Ricorda, per inciso, che Israele ha sequestrato navi della flottiglia di Gaza e arrestato tutte le persone a bordo. Nel 2010 la marina israeliana ha ucciso nove attivisti durante la cattura di una nave della flottiglia e ferito uno che è morto dopo quattro anni in coma.

AG: USA, Ucraina e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) non si rifiutano di riconoscere lo Stretto di Kerch come territorio russo e insistono che la pretesa della Russia violi diversi trattati marittimi? So che l’UNSC rifiuta di riconoscere le Alture del Golan come territorio israeliano; non che questo procuri alcun vantaggio alla Siria.

GS: Secondo l’accordo del 2003 Russia e Ucraina hanno concordato di considerare lo stretto e il Mar di Azov come acque territoriali condivise. Dal 2014 in poi la Russia ha considerato la stretto acque russe, anche se non ha fatto alcun tentativo di ostacolare la navigazione ucraina. Il Mar di Azov è tuttora condiviso tra Russia e Ucraina. Nel corso del recente incidente la marina ucraina ha agito provocatoriamente, sfidando deliberatamente i russi. Quanto a ciò che l’UNSC accetta, come avrebbe reagito la NATO se la Serbia fosse entrata in Kosovo con un pretesto o l’altro?

AG: D’accordo, adesso torniamo all’esercitazione della NATO Trident Juncture, una grande esercitazione militare ai confini scandinavi e artici della Russia, conclusasi il 24 novembre, il giorno prima dell’incidente nello Stretto di Kerch. La prima fase è stata il dispiegamento, da Agosto a Ottobre. La seconda fase è stata di manovre dal 25 ottobre al 7 novembre. Le manovre erano basate sulla premessa che la Russia avesse invaso la Scandinavia via terra, aria e mare. Vi hanno partecipato 50.000 unità di 31 paesi della NATO e suoi partner, 250 mezzi aerei, 65 imbarcazioni navali e fino a 10.000 carri armati e altri veicoli di terra, e odio pensare a quanto combustibile fossile abbiano bruciato.

La fase finale è stata un’esercitazione del posto di comando per assicurare che, nel caso forze della NATO affrontino mai una reale invasione russa della Scandinavia, la loro reazione possa essere coordinata al sicuro in Norvegia e in Italia, molto lontano dalla zona di guerra.

Dunque, George, gli scandinavi hanno motivi di preoccuparsi che la Russia possa invadere una delle loro nazioni?

GS: Per nulla. E’ ridicolo. E’ stata la più vasta esercitazione militare dalla fine della Guerra Fredda, e perché? Perché hanno fatto questo? La Russia non sta minacciando la Scandinavia, ma è più probabile che lo farà se la NATO continuerà a condurre giochi di guerra ai suoi confini. Oggi la tensione tra Est e Ovest si sta aggravando così rapidamente che un singolo evento potrebbe essere la miccia che innesca un’esplosione e allora ci sarà una guerra.

Più strambo di Stranamore

AG: C’è stata un recente esercitazione russa, o un’esercitazione congiunta russo-cinese, basata sulla premessa che gli USA avessero invaso la Corea, giusto?

GS: Giusto. Ma non era in alcun modo vicina all’Europa, dunque non stava minacciando gli europei. Ha avuto luogo nella Siberia orientale, dunque non avrebbe dovuto suscitare panico in paesi della NATO. Non avrebbe dovuto suscitare panico neppure negli USA perché l’Oceano Pacifico separa gli Stati Uniti dalla Penisola Coreana.

Quello che ha colpito in Trident Juncture è che ha coinvolto Svezia e Finlandia, entrambi paesi tradizionalmente neutrali. Sono stati neutrali durante la Guerra Fredda, non aderendo ad alcuna alleanza. Finlandizzazione ha finito per significare una politica estera che in nessun modo sfidava o inimicava l’URSS. Dunque ecco adesso la Finlandia che inverte quella politica e si unisce alla NATO in una grande esercitazione militare per fermare un’inesistente aggressione russa.

AG: La Russia ha mai tentato di impossessarsi di territori fuori dai suoi confini dopo la fine della Guerra Fredda?

GS: No, la Russia non ha mai tentato di prendersi territori fuori dai propri confini. Il caso citato dall’occidente è la Crimea, ma quello era in realtà un problema in sospeso che avrebbe dovuto essere affrontato durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Boris Yeltsin, il lacchè ubriacone e incompetente insediato dagli Stati Uniti semplicemente lo trascurò.

I russofoni e le persone che si identificavano come russe in Crimea erano scontenti della sovranità reclamata su di loro dall’Ucraina. Erano stati una repubblica autonoma in seno all’URSS e dopo la sua dissoluzione mantenevano ancora la loro autonomia costituzionale. E’ questo che ha dato loro il diritto di tenere un referendum per aderire alla Federazione Russa nel 2014.

Se l’occidente è coinvolto in una rivolta, come in Ucraina, riconosce l’”indipendenza” del governo che insedia al potere. Non riconoscerà l’autonomia costituzionale della Crimea, che è anteriore alla rivoluzione ucraina del 2014, o al colpo di stato armato illegale, comunque lo si chiami, perché non faceva parte del piano.

AG: Le nazioni della NATO e i loro alleati affermano che la Russia ha invaso e occupato la Crimea, violando la sovranità ucraina secondo la legge internazionale. Amy Goodman, di Democracy Now, si è riferita all’”annessione illegale” della Crimea almeno tre volte dopo l’incidente dello Stretto di Kerch. Come spieghi la presenza di soldati russi in Crimea prima del referendum?

GS: Non hanno invaso e occupato la Crimea. Le loro forze erano là legalmente, in base a un accordo venticinquennale di concessione tra Russia e Ucraina.

La Crimea era stata parte della Russia per più di 200 anni. Per la maggior parte del tempo, durante l’era dell’URSS, era una repubblica autonoma all’interno della Federazione Russa. Nel 1954 Kruscev trasferì all’Ucraina un certo grado di sovranità sulla Repubblica della Crimea. Non sono del tutto sicuro del motivo, ma il problema non era così importante perché Ucraina, Russia e Crimea facevano tutte parte dell’URSS.

Kruscev non immaginava un’Ucraina indipendente che se ne andasse con un simile premio di proprietà territoriale. La Crimea non è solo una grande destinazione turistica, è anche il sito della principale base navale della Russia sul Mar Nero a Sebastopoli. Yeltsin non affrontò il problema nel 1991. Da allora ogni volta che gli abitanti della Crimea parlavano di tenere un referendum sul loro futuro, Kiev minacciava l’uso della forza per fermarli. Kiev avrebbe usato di nuovo la forza nel 2014 se i russi del porto di Sebastopoli non avessero lasciato la loro base in Crimea e reso nota la loro presenza.

AG: Gli Stati Uniti, noti anche come NATO, hanno un impero di basi militari in tutto il mondo e soldati giusto di fronte al confine russo come nell’esercitazione Trident Juncture. La Russia ha qualcosa di anche remotamente simile?

Prove di guerra della NATO contro la Russia. Esercitazione Trident Juncture (Foto caporal maggiore Jonathan Barrette, Canadian Forces Combat Camera)

GS: No, la Russia non ha basi militari fuori dai suoi confini, che sono più o meno quelli che erano nel 1939, quando l’URSS era circondata da stati ostili che erano più che felici di unirsi a Hitler. Dunque è ridicolo dire alla Russia: “Non preoccupatevi dei nostri soldati e dei nostri giochi di guerra in tutti i vostri confini, perché davvero non intendiamo farvi alcun male”. Washington sta definendo la Russia un nemico esistenziale e il Regno Unito sta promettendo di essere fianco a fianco con i suoi alleati e partner della NATO contro l’”aggressione russa”, che in realtà è una difesa russa. Dunque oggi abbiamo una situazione esplosiva sul confine russo-ucraino che potrebbe facilmente degenerare in un conflitto a fuoco.

AG: Ho letto alcune denunce USA/NATO che la Russia stava conducendo esercitazioni sul suo lato del confine. E la settimana scorsa la NATO ha accusato l’esercito russo di disturbare i suoi segnali durante la sua prova di una guerra sui confini russi.

GS: Sì, questo è ciò che gli Stati Uniti considerano un’aggressione russa, anche se i loro soldati e le loro basi sono in tutto il mondo e lungo tutti i confini russi.

AG: La competizione tra le imprese dell’energia statunitensi e russe è una delle principali correnti sotterranee a tutto questo. Il Dipartimento di Stato USA ha persino detto che l’Europa dovrebbe abbondonare il progetto del gasdotto Nord Stream-2 con la Russia a causa dell’incidente nello Stretto di Kerch, ma ha ricevuto una risposta fredda, in particolare da Angela Merkel. Che cosa ne pensi?

GS: Beh, ovviamente l’amministrazione Trump è decisa a spingere gli europei a rinunciare al gas naturale dalla Russia e a scegliere invece il gas naturale liquefatto (LNG) statunitense. Il problema è che il LNG trasportato attraverso l’Atlantico è molto più costoso del gas naturale fatto arrivare in Europa dalla Russia attraverso il gasdotto. Dunque, chiaramente non è nell’interesse degli europei  subire una bolletta energetica più cara. Guarda a che cosa sta succedendo in Francia. Le persone comuni non guadagnano tanto da potersi permettere di sborsare di più per l’energia, particolarmente quando non c’è alcuna necessità di farlo. Alcuni paesi, come la Polonia, sono tanto permeati di ostilità nei confronti della Russi da essere disposti a pagare di più il gas solo per danneggiare la Russia, ma la Germania non seguirà questa strada.

AG: Altro che vorresti dire per ora?

GS: Sì, penso sia sorprendente che tanti anni dopo la Guerra Fredda abbiamo raggiunto un punto nel quale non c’è quasi nessuna critica pubblica di una politica che ha indotto gli Stati Uniti ad abbandonare un importante accordo sul controllo delle armi, cioè il Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio (INF) firmato  nel 1987.

Non c’è quasi nessuna critica pubblica degli USA che si stanno coinvolgendo in uno scontro armato alle porte della Russia, in Ucraina, Siria, Irane e forse persino in Scandinavia. Non c’è quasi nessuna critica pubblica del coinvolgimento di potenze europee già neutrali, come Svezia e Finlandia, in esercitazioni militari della NATO.

Considerato che il Nuovo Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche, entrato in vigore nel 2011, scadrà nel 2021, e considerato che non c’è nulla all’orizzonte che prenda il suo posto, questo è un momento straordinariamente pericoloso.

E di molto di questo vanno incolpati i liberali. I liberali hanno abbracciato un programma anti-Russo. Il tipo di visione liberale prevalso durante la Guerra Fredda era che dovevamo almeno perseguire accordi di controllo delle armi. Possono non piacerci i comunisti, ma abbiamo bisogno di trattati per prevenire una guerra nucleare. Oggi non c’è una simile prudenza. Ogni belligeranza nei confronti della Russia è oggi buona e giustificata. Non c’è quasi nessun rifiuto di entrare in guerra con la Russia, anche se potrebbe diventare nucleare.

Ann Garrison è una giornalista indipendente che vive nell’area della Baia di San Francisco. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Democrazia e Pace Victoire Ingabire Umuhoza per i suoi servizi sul conflitto nella regione africana dei Grandi Laghi. Può essere raggiunta a [email protected].

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://consortiumnews.com/2018/12/13/latest-odds-of-a-shooting-war-between-nato-and-russia/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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