Tsipras ha tradito il popolo greco

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Di John Kiriakou – 10 dicembre 2018

La parola greca “syriza” significa radicale o proveniente dalla base. Ciò, tuttavia, non descrive l’uomo che dirige Syriza, il partito di governo della Grecia dallo stesso nome.

Il primo ministro Alexis Tsipras ha mal gestito lo spettacolare stallo con la UE e i creditori internazionali tre anni fa. Si sta oggi immischiando con le leggi antiterrorismo del paese relative all’Organizzazione Rivoluzionaria 17 Novembre, un gruppo di estrema sinistra creato nel 1975 che ha attuato numerosi assassinii.

Non sono privo di pregiudizi al riguardo. Ero un agente della CIA ad Atene tra il 1998 e il 2000 e operavo contro il 17 Novembre, che ha ucciso 23 persone, tra cui diplomatici stranieri, un editore greco di un giornale di destra, un membro del parlamento, un capo stazione della CIA ad Atene, due attaché della Difesa statunitense e un sergente dell’aviazione USA.

Ho lasciato la Grecia all’improvviso nell’agosto del 2000 dopo che il 17 Novembre aveva assassinato il mio vicino, l’attaché della Difesa britannica Stephen Saunders. Il gruppo disse in un comunicato successivo che intendeva uccidere me quella mattina, ma aveva visto che guidavo un’auto blindata e sapeva che ero armato. Sono stato evacuato due ore dopo che il comunicato era stato pubblicato.

“Marcia antimperialista 23/5 ambasciata tedesca”, “Chi ha paura è già morto” (John Kiriakou)

Sotto le riforme di Tsipras ogni detenuto che soffra di gravi disabilità fisiche e che sta scontando un ergastolo può essere rilasciato incondizionatamente. Tale legge riguarda una sola persona, Savvas Xiros, l’assassino del 17 Novembre la cui bomba gli è scoppiata in mano mentre la stava sistemando per uccidere un armatore nel porto del Pireo. Xiros perse le mani e un occhio. Pensava che sarebbe morto per le sue ferite e così confessò ogni cosa alla polizia. Poi sopravvisse. A tutt’oggi è ancora in carcere.

Un’altra norma ha dato permessi a tutti i terroristi del 17 Novembre che scontano ergastoli per omicidi, tra cui il fondatore del gruppo Alexandros Yiotopoulos e i due principali assassini, Christodoulos Xiros e Dimitris Koufondinas. Scontano tutti condanno per più di 1.600 anni ciascuno. Due anni fa, mentre in un permesso natalizio di due settimane, Christodoulos Xiros se n’è semplicemente andato via libero. E’ stato catturato un anno dopo. Ma invece di essere punito con una sentenza più lungo, è stato messo in programma per un altro permesso questo Natale.

Il tradimento di Tsipras

Dopo essere divenuto primo ministro nel gennaio del 2015, Tsipras, allora quarantaquattrenne, ha cominciato quasi immediatamente a suggerire che la Grecia sarebbe uscita dall’eurozona e sarebbe tornata alla dracma come sua moneta nazionale, a meno che la “maligna troika” – la Banca Centrale Europea, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale  [in realtà anziché della Banca Mondiale si tratta della Commissione Europea – n.d.t.]  – non ammorbidisse le sue richieste di tagli della spesa governativa, principalmente sulle pensioni.

Ha mandato il suo ministro delle finanze dell’epoca, Yannis Varoufakis, che ora collabora con il senatore Bernie Sanders per creare un movimento progressista internazionale, a Berlino e Londra per difendere la posizione greca con la maggio forza possibile. Varoufakis ha fatto ciò che gli era stato chiesto. Ha reso chiaro che Syriza era disposta a lasciare l’Unione Europea e a non rimborsare i suoi debiti per difendere i cittadini greci dagli stenti. I suoi commenti hanno innervosito i mercati delle valute e indebolito l’euro contro il dollaro.

Tsipras_ promesse mancate (Wikimedia)

Come parte di questo negoziato duro e dalla forte posta in gioco, la Grecia ha mancato di 24 ore la scadenza di un pagamento ai suoi creditori internazionali, intensificando ulteriormente le tensioni. Tsipras ha poi tirato fuori una famigerata capriola pubblicitaria. Ha convocato un referendum nazionale sul ritiro dall’eurozona, calcolando che sarebbe fallito. Non aveva intenzione di abbandonare l’euro e di tornare alla dracma. Ma gli elettori hanno approvato il referendum.

Varoufakis, che è un amico personale, mi ha raccontato che era con il primo ministro la sera del referendum. Quando è stato chiaro che sarebbe stato approvato, ha detto, Tsipras lo ha guardato e ha detto: “Merda. Stiamo davvero per vincerlo”.

Tsipras ha deciso di ignorare gli elettori. Invece di adempiere la promessa essenziale del suo partiti agli inizi – di opporsi alle richieste di grossi tagli al bilancio e licenziamenti dal settore pubblico per la Grecia – Tsipras ha capitolato.

Varoufakis si prende la colpa

Tsipras ha anche gettato Varoufakis ai lupi. Varoufakis è stato costretto a dimettersi e il procuratore generale del paese ha finito per accusarlo di “compromettere la moneta nazionale” indebolendo l’euro contro il dollaro con la sua minaccia di ritiro dall’eurozona in incontri con i tedeschi.

Varoufakis è stato citato in giudizio per un’accusa di tradimento e rischia tuttora il processo, anche se potrà non vedere l’interno di una corte di giustizia per altri vent’anni. Questo è il sistema greco, nel quale i casi di tradimento solitamente si trascinano per decenni e poi si spengono. L’ultima condanna per tradimento c’è stata negli anni ’70 quando i capi della giunta militare del 1967-74 sono stati condannati all’ergastolo. Vi sono tutti morti.

Negli anni successivi al drastico confronto della Grecia con la UE la disoccupazione è scesa al 19 per cento rispetto al 30 per cento. Il turismo va molto bene. E il paese non è più sull’orlo dell’insolvenza. Ma nulla di questo ha a che vedere con il partito Syriza, la sua piattaforma o il suo leader. L’economia sta avendo una svolta perché ha finalmente trovato un equilibrio naturale, sebbene di dimensioni molto ridotte rispetto a prima della crisi e nonostante le politiche di Syriza.

Syriza è un partito relativamente nuovo in Grecia, fondato nel 2001 dopo il collasso del partito socialista PASOK sotto il peso della propria corruzione. E’ una coalizione di residui del PASOK e di cinque piccoli partiti eurocomunisti. La sua piattaforma è socialista e nazionalista al tempo stesso: opposizione alle politiche economiche neoliberiste, protezione dei lavoratori greci, bonifica dell’ambiente, assistenza agli anziani, mantenimento di buone relazioni con i vicini, contrasto alle leggi antiterrorismo e accoglienza ai rifugiati.

Mosse capitaliste

Ma nel rispetto delle condizioni del salvataggio della UE, Tsipras ha finito per licenziare migliaia di dipendenti governativi, cancellando dal libro paga del governo 10.000 sacerdoti e vendendo monopoli statali a investitori stranieri. Migliaia di greci hanno o perso le loro pensioni o se le sono viste tagliate. Per la prima volta da generazioni molti greci sono stati ridotti alla fame e sono diventati senzatetto. Nulla di questo è stato socialista. E’ stato capitalista. Un leader realmente socialista avrebbe aumentato la spesa per stimolare l’economia, consentendo contemporaneamente la proprietà pubblica di industrie chiave. Avrebbe aumentato le esportazioni di settori già socializzati, quali la produzione di cemento e di olio d’oliva.

Miniera di Skouries (Wikimedia)

Un altro notevole fallimento di Tsipras riguarda la miniera di Skouries nella Grecia del nord, che è gestita dalla Canadian Eldorado Gold Corporation. La Grecia è una produttrice di oro piuttosto importante, ma l’attività della Eldorado ha scatenato intense dimostrazioni per proteggere la fornitura locale di acqua. Graffiti stridentemente anti-Eldorado nella parte settentrionale del paese esprimono parte dell’indignazione locale. Invece di rilevare la miniera, bonificarla e vendere i diritti minerari a un qualsiasi numero di imprese minerarie “verdi” dell’oro, Tsipras non ha fatto nulla. In conseguenza i minatori sono scesi in sciopero l’anno scorso e la società ha annunciato licenziamenti.

Dopo questi fallimenti, Tsipras ha cercato modi per recuperare le sue credenziali di “socialista democratico”, che lo hanno portato al suo attuale fiasco.

I predecessori di Tsipras, primi ministri sia del partito conservatore Nuova Democrazia sia del partito socialista PASOK hanno tutti chiesto ai servizi segreti statunitensi, britannici e israeliani di aiutarli con il 17 Novembre. Trasgredendo quel precedente Tsipras ha deciso di indebolire le leggi antiterrorismo del paese. Poiché molte di tali leggi erano state spinte dagli Stati Uniti, egli ha visto in questo un modo per distinguersi dai conservatori greci.

Sono cittadino greco dal 2008. Il governo Tsipras mi ha assunto per scrivere una nuova legge sulla protezione delle “gole profonde”, messa in atto in aprile. Ma Tsipras ha voltato la schiena al socialismo democratico. Ha voltato la schiena ai poveri, agli anziani, all’ambiente e persino alle vittime del terrorismo senza alcun buon motivo. Tsipras ha riportato indietro di una generazione il suo professato socialismo democratico.

John Kiriakou è un ex funzionario dell’antiterrorismo della CIA ed ex investigatore capo presso il Comitato Relazioni con l’Estero del Senato. John è divenuto il sesto rivelatore interno a essere incriminato dall’amministrazione Obama in base alla Legge sullo Spionaggio, una legge mirata a punire le spie. Ha scontato 23 mesi in carcere in conseguenza dei suoi tentativi di opporsi al programma di torture dell’amministrazione Bush.       

 

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://consortiumnews.com/2018/12/10/alexis-tsipras-failed-attempt-at-democratic-socialism/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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